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Princess of the Water Lilies (Definitive Edition) - un puzzle platform fiabesco con un gatto in 2D
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Princess of the Water Lilies (Definitive Edition) - un puzzle platform fiabesco con un gatto in 2D

 

Nel mondo dei videogiochi, i gatti lasciano il segno

 

Nella storia videoludica recente, i gatti sono stati spesso protagonisti di esperienze brevi e coincise, capaci di arrivare subito al punto e, in alcuni casi, valorizzate da ambientazioni originali e fortemente caratterizzate. Basti pensare a Stray, candidato al GOTY 2022 e rivelatosi ben più di una semplice scommessa indie. In quel caso vestivamo i panni di un gatto alle prese con un universo cyberpunk dalla forte impronta distopica. Nello stesso solco si colloca Cat Quest, saga action GDR con visuale isometrica in 2.5D, incentrata su combattimenti all’arma bianca e scontri a colpi di incantesimi, sullo sfondo di un universo medievale.

Princess of the Water Lilies si inserisce proprio in questo filone: Whyknot Studio ha scelto la formula del platform 2D, arricchita da una spiccata componente puzzle, per dare vita a un’avventura indie dalle tinte fiabesche.

Nato nel 2016, lo studio inizialmente produce indie games di stampo matematico come ITENO fino ad arrivare a sviluppare per VR e come conto terzi, in progetti di co-sviluppo. E' sul titolo in questione però che riversano maggiore creatività (la protagonista è ispirata infatti al vero gatto di Zoe, creative director dello studio) e investimento (la colonna sonora orchestrale completa è stata interamente registrata dal vivo dalla Budapest Scoring Orchestra, per poter ricreare una vera e propria "fiaba vivente"). Gli stessi sviluppatori hanno poi dichiarato di aver preso chiara ispirazione da titoli come Ori, oltre ai classici di animazione come Red & Toby ed Alla Ricerca della Valle Incantata.

Dietro l’apparenza di un semplice cozy game narrativo emerge fin dalle prime battute una solida componente enigmistica, fatta di rompicapi ambientali e insidie che impongono di osservare con attenzione sia i comportamenti dei nemici sia lo spazio circostante.

 

hall iniziale

 

Una fiaba costruita su ambientazioni e metafore

 

Il giocatore controlla Princess, una gattina catapultata in un mondo articolato in cinque biomi differenti: dalla foresta iniziale alle caverne acquose, fino a colline e montagne dove il vento può essere sfruttato a proprio vantaggio. A questo scenario onirico si contrappone però una forte componente artificiale, da cui scaturiscono netti contrasti tra tecnologia e natura e, nelle caverne acquose, tra contaminazione e integrità dell’ambiente.

Il messaggio è semplice e immediato, di chiara matrice ecologista, e si inserisce perfettamente nel nostro presente, in cui simili contrasti sono ormai, purtroppo, all’ordine del giorno.

Ne deriva la percezione di una minaccia costante, incarnata tanto dal controllo tecnologico (i principali boss sono rappresentati da animali mutati in macchine, secondo un’idea che richiama vagamente Horizon Zero Dawn e Forbidden West) quanto dallo smog che contamina le profondità marine.

 

METAFORE

 

Enigmi accessibili ma mai banali, boss fight dinamiche

 

Sul piano del gameplay, il titolo alterna sezioni platform ed enigmi ambientali. Le fusa della protagonista rappresentano la principale risorsa per risolvere gli enigmi: permettono di spostare lateralmente i funghi rimbalzanti, dischiudere boccioli collegati tra loro per riemergere in un altro punto dell’area oppure aggrapparsi ai soffioni e raggiungere posizioni sopraelevate e strategiche. È inoltre possibile saltare e azionare pulsanti che aprono alcune porte chiudendone altre, oppure capaci di attivare piattaforme mobili su cui avanzare.

La combinazione di queste azioni, spesso gestita da un’unica soluzione logica, consente di accedere allo scenario successivo. Gli enigmi sono vari, mai ripetitivi e con una curva di apprendimento abbastanza tranquilla almeno fino a 3/4 della storia, per poi elevarsi nella fase finale pur restando gestibile. Ogni bioma culmina infine in uno scontro con il boss finale, sempre ben caratterizzato e perfettamente coerente con l’ambientazione che lo ospita. 

Una nota critica riguarda la difficoltà del gioco, che aumenta sensibilmente nelle fasi finali, soprattutto durante lo scontro con il boss conclusivo della storia. Quest’ultimo richiede al giocatore una notevole abilità e, in alcuni momenti, un tempismo quasi perfetto, con il rischio che la frustrazione finisca per prevalere. Non sono infatti consentiti errori, sebbene il gioco permetta di ripartire dall’ultima fase del boss sbloccata. A volte la percezione è che il game over sia generato da alcuni controlli non perfettamente precisi, nulla che precluda il completamento del titolo ma che purtroppo peggiora la sua valutazione complessiva.

 

BOSS

 

Un viaggio tra acquerelli e dipinti

 

Sul versante grafico, lo studio malese ha dato vita a un autentico quadro in movimento. Gli scenari seguono una direzione artistica coerente e riconoscibile, fondata su un delicato tratto ad acquerello che accompagna l’intera avventura. Il risultato è un passaggio continuo da un dipinto all’altro; questa eleganza visiva valorizza la metafora ambientalista del gioco, tracciando con nettezza il confine tra natura e smog. Il titolo è interamente disegnato a mano e i personaggi emergono dallo sfondo grazie a contorni più marcati, in contrasto con le sfumature morbide degli ambienti circostanti.

 

DIPINTI

 

Due parole: eleganza musicale

 

Alcuni generi videoludici acquistano una forza particolare se giocati in cuffia: è il caso dei survival horror o delle produzioni fantascientifiche più adrenaliniche. Esistono poi titoli come Princess of the Water Lilies, in cui sebbene il genere di appartenenza spesso non risulti caratterizzato da forti componenti audio, risulta capace di creare una sintonia profonda tra ciò che si vede e ciò che si ascolta.

Il sound design ricercato accompagna costantemente il viaggio, instaurando un dialogo armonioso con gli scenari: dai richiami naturali della foresta ai suoni ovattati delle immersioni, dai tintinnii più delicati al fruscio del vento nelle aree ad alta quota. Gli scontri con i boss sono gestiti spesso da una colonna sonora di tutto rispetto, capace di elevarli e contestualizzarli al momento di gioco.

 

MUSIC

 

Un’esperienza destinata a lasciare il segno

 

In definitiva, Princess of the Water Lilies centra pienamente l’obiettivo che si propone. Rievoca piacevolmente la malinconia delle opere di Fumito Ueda, pur con una durata contenuta (circa tre ore, tutto sommato adeguate alla categoria di appartenenza del titolo) e con alcuni limiti tecnici riconducibili alla natura indipendente dello studio che lo ha sviluppato.  Affronta un tema ormai noto e ampiamente esplorato dai diversi media, ma lo impreziosisce con una piccola sorpresa finale, capace di scongiurare un epilogo banale e prevedibile. Senza ambire al capolavoro, resta un’esperienza capace di imprimersi nell’immaginario del giocatore, sostenuta dalla forza dei suoi temi e da una direzione artistica di notevole eleganza.

Permangono, tuttavia, alcune incertezze tecniche: durante una boss fight, nel passaggio tra una fase e l’altra, il personaggio è ricomparso esattamente sopra un nemico, causando un game over immediato; a metà dello scontro finale, invece, l’immagine si è bloccata, obbligando a ricominciare il combattimento. Come inoltre indicato precedentemente, risultano evidenti le problematiche legate alla precisione dei salti oltre ad alcune hitbox particolarmente severe nello scontro con i boss. Sono problemi arginabili entrando in confidenza con il gioco dopo le prime fasi e che non minano alla riuscita del combattimento o dell'enigma, ma che sicuramente stonano con l'ariosità ed eleganza della direzione artistica. La Definitive Edition ha attenuato almeno in parte queste criticità e ha introdotto una galleria di splendidi artwork, sbloccabili nel corso dell’avventura e consultabili dal menu. Anche le battaglie con i boss sono state riviste, grazie a un bilanciamento più accurato e a una maggiore precisione delle aree di danno. Completano il quadro il miglioramento delle musiche e la possibilità di regolare il livello di difficoltà.

In un periodo storico nel corso del quale ormai siamo abituati a videogiochi che superano le tre cifre di durata totale, con missioni interminabili e contenuti infiniti, Princess of the Water Lilies mi ha restituito piacevolmente quella sensazione di leggerezza, creatività ed eleganza che stavo cercando. Gli sfondi, le musiche e gli enigmi ambientali creano un connubio che difficilmente lascia il giocatore asettico ed, almeno nel mio caso, mi hanno permesso di riscoprire quel sapore particolare dato da uno studio che non vuole sgomitare tra i competitors, ma che piuttosto punta a trasmettere il suo messaggio, senza strafare.

 

definitive

 

Testato su

PlayStation 5

Pro

  • Direzione artistica con disegni a mano e tinte acquarello
  • Enigmi semplici ma soddisfacenti
  • Durata breve ma intensa

Contro

  • Saltuari bug con i boss che possono costringere a resettare dall'ultimo checkpoint
  • Qualche problema tecnico generale
  • Aumento di difficoltà sproporzionato nell'ultima fase della storia
7,3/10
Voto complessivo
Grafica
9,0/10
Gameplay
7,0/10
Ottimizzazione
6,0/10
Provenienza recensioneFornita dal publisher

Media: 7,3/10 calcolata su 3 valutazioni

Informazioni sull'Autore

Mimmosol
Mimmosol
Articolista IN PROVA di KotaWorld.it

 

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