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The Drifter – Il ritorno delle grandi avventure grafiche
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The Drifter – Il ritorno delle grandi avventure grafiche

 

Negli ultimi anni il genere delle avventure punta e clicca ha vissuto una vera e propria rinascita. Molti sviluppatori hanno cercato di modernizzare una formula storica, eliminando alcuni dei problemi che per anni hanno tenuto lontani molti giocatori: enigmi eccessivamente criptici, backtracking frustrante e una progressione spesso poco intuitiva.

The Drifter, disponibile da oggi, 22 giugno 2026, anche su Nintendo Switch 2, sembra aver compreso perfettamente questa evoluzione. Il nuovo lavoro di Powerhoof prende tutto ciò che ha reso grandi le avventure punta e clicca classiche e lo combina con un ritmo sorprendentemente moderno, dando vita a un thriller narrativo che riesce a coinvolgere dall'inizio alla fine.

 

 

Una storia oscura tra cospirazioni e misteri

Nei panni di Mick Carter, un vagabondo che sta tornando a casa per partecipare al funerale della madre, il giocatore si ritrova quasi immediatamente coinvolto in una serie di eventi inspiegabili. Un'imboscata, misteriosi soldati mascherati e un'esperienza di pre-morte danno il via a una trama che intreccia cospirazioni, neuroscienze e fenomeni apparentemente soprannaturali.

Senza entrare nei dettagli per evitare spoiler, The Drifter costruisce una narrazione ricca di colpi di scena e situazioni imprevedibili che mantengono alta la tensione per tutta la durata dell'avventura. La storia è suddivisa in nove capitoli e riesce a trasmettere la sensazione di stare leggendo un thriller interattivo più che giocando una tradizionale avventura grafica. Per certi versi, mi ricorda un po' il feeling datomi dai vecchi titoli Broken Sword, una serie di giochi che ricordo con nostalgia dai miei primi giorni su PC.

Un contributo fondamentale arriva dal doppiaggio, semplicemente eccellente. Tutti i dialoghi sono completamente recitati e perfino i pensieri del protagonista vengono narrati. Il risultato è un livello di immersione raro per il genere, che trasforma l'esperienza in qualcosa di molto simile a un audiolibro interattivo. La scrittura alterna momenti cupi e drammatici a battute taglienti e humor nero, mantenendo sempre un equilibrio efficace che rende i personaggi memorabili e credibili.

 

Gameplay accessibile senza rinunciare alla soddisfazione

Uno dei maggiori pregi di The Drifter è la sua capacità di mantenere un ritmo elevato. Gli enigmi raramente bloccano il giocatore per lunghi periodi e le soluzioni risultano generalmente logiche e coerenti con il contesto. Pur richiedendo attenzione e osservazione, il gioco evita quasi completamente quelle situazioni frustranti tipiche delle vecchie avventure punta e clicca, dove il progresso dipendeva spesso da tentativi casuali o combinazioni improbabili di oggetti. 

Molto utile il taccuino integrato, che tiene traccia degli obiettivi attuali e delle scene vissute, e aiuta a orientarsi nelle fasi investigative. Alcuni capitoli richiedono un po' di esplorazione aggiuntiva e qualche ritorno nelle aree già visitate, ma il tutto rimane sempre gestibile e ben contestualizzato. Le sequenze d'azione rappresentano inoltre una piacevole variazione sul tema. In molti casi gli errori non portano a un vero game over, ma diventano parte integrante del processo di apprendimento e talvolta persino della narrazione stessa. Gli enigmi non raggiungono livelli di complessità particolarmente elevati e i veterani del genere potrebbero desiderare una sfida maggiore, ma questa scelta permette a The Drifter di mantenere costantemente il focus su altri aspetti del gioco.

 

 

Nintendo Switch 2 valorizza l’esperienza

Storicamente le avventure grafiche hanno sempre dato il meglio con mouse e tastiera, ma The Drifter riesce a sfruttare in modo intelligente le nuove funzionalità di Nintendo Switch 2. La novità più interessante è il supporto al sensore mouse integrato nei Joy-Con 2, che permette di abbandonare il sistema di navigazione tradizionale a doppia levetta presente in altre versioni e di utilizzare un controllo molto più vicino al tradizionale stile punta e clicca. Una soluzione che rende l'interazione con ambienti e oggetti più immediata e naturale, soprattutto per i giocatori abituati alle classiche avventure grafiche su PC.

Le migliorie non si fermano qui. La versione Switch 2 beneficia infatti di una risoluzione superiore, che valorizza ulteriormente la splendida pixel art realizzata dagli sviluppatori, e di un frame rate migliorato, particolarmente evidente durante le sequenze più dinamiche e negli spostamenti tra gli scenari. Il risultato è un'esperienza estremamente fluida sia in modalità docked sia in portabilità, rendendo questa edizione una delle migliori disponibili per godersi l'avventura di Mick Carter.

 

Atmosfera da thriller anni '70

Dal punto di vista artistico, The Drifter colpisce immediatamente per la qualità della sua pixel art. Lo stile visivo riesce a combinare il fascino delle classiche avventure grafiche con atmosfere cupe e mature che richiamano il cinema thriller e horror degli anni Settanta. Le influenze dichiarate dagli sviluppatori, che spaziano da John Carpenter a Stephen King, emergono chiaramente durante tutta l'avventura.

Anche il comparto sonoro contribuisce enormemente all'atmosfera. Le musiche synth, gli effetti ambientali e il lavoro svolto sul sound design accompagnano perfettamente i momenti di tensione, amplificando il coinvolgimento emotivo del giocatore. L'unione tra comparto visivo e sonoro riesce a creare un'identità forte e riconoscibile, elemento sempre più raro in un mercato saturo di produzioni indipendenti. Come menzionato in precedenza, anche il doppiaggio svolge un ruolo chiave nella narrazione, creando effettivamente un vero e proprio rapporto con il protagonista e le sue vicende.

 

Considerazioni finali

The Drifter rappresenta uno dei migliori esempi moderni di avventura punta e clicca. Riesce a rispettare le radici del genere eliminando gran parte delle sue storiche frustrazioni, senza sacrificare il piacere della scoperta e della risoluzione degli enigmi. La trama coinvolgente, il doppiaggio di altissimo livello, l'eccellente direzione artistica e il ritmo sorprendentemente sostenuto rendono l'esperienza consigliatissima sia agli appassionati delle avventure grafiche sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta al genere. Se esiste un difetto, è probabilmente rappresentato dalla difficoltà relativamente contenuta degli enigmi, che potrebbe lasciare insoddisfatti i veterani in cerca di sfide particolarmente complesse. Tuttavia, credo si tratti di un compromesso che permette al giocatore di concentrarsi maggiormente sulla narrazione e i dettagli, piuttosto che su situazioni intricate.

Su Nintendo Switch 2, grazie al supporto del mouse mode dei Joy-Con 2, alla maggiore nitidezza della pixel art e alle ottime prestazioni generali, il titolo trova nella sua versione migliore possibile. Un'avventura narrativa intensa, ben scritta e ricca di personalità che dimostra come il genere punta e clicca abbia ancora molto da dire nel panorama videoludico moderno, nonostante l'ormai minore interesse da parte del pubblico.

8,8/10
Voto complessivo
Grafica
9,0/10
Ottimizzazione
9,0/10
Gameplay
8,5/10
Copia recensitaFornita dal publisher

Media: 8,8/10 calcolata su 3 valutazioni

Informazioni sull'Autore

Swift

Biografia

- Articolista IN PROVA di KotaWorld.it
Niccolò  “Swift” Albonico nasce nel 2001 e, come molti della sua generazione, cresce con un Nintendo DS in mano e YouTube aperto in sottofondo. Tra tecnologia ed esports sviluppa presto una passione particolare per il mondo delle periferiche. Quella che inizialmente era semplice curiosità si trasforma negli anni in un'attività concreta: recensioni, test approfonditi e contenuti dedicati a mouse, tastiere e accessori utilizzati dai giocatori professionisti e non. Quando non sta provando l’ennesimo mouse, probabilmente sta studiando Lingue per l’Impresa all'Università di Pavia o cercando di convincere qualcuno che sì, cinque grammi in meno su un mouse possono davvero fare la differenza.

 

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