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Follow Us: se la tua unica possibilità di sopravvivenza fosse il tuo migliore amico? (Recensione early access)
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Follow Us: se la tua unica possibilità di sopravvivenza fosse il tuo migliore amico? (Recensione early access)

 

Follow Us è un horror cooperativo asimmetrico per due giocatori sviluppato da Game Atelier, costruito attorno a un’idea tanto semplice quanto efficace: separare completamente i ruoli dei partecipanti e trasformare la comunicazione nel vero cuore dell’esperienza. Non siamo davanti al classico titolo horror in cui più giocatori esplorano insieme lo stesso ambiente infestato, ma a un vero e proprio test di coppia, dove fiducia, lucidità e capacità di coordinarsi diventano strumenti di sopravvivenza.

 

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La premessa narrativa è interessante e offre al gioco una cornice piuttosto riconoscibile. Follow Us è ambientato in un futuro distopico in cui le persone vivono isolate nelle proprie abitazioni, osservando il mondo esterno quasi esclusivamente attraverso uno schermo. In questo contesto nasce un inquietante show trasmesso da un canale losco chiamato proprio Follow Us, dove i partecipanti vengono mandati in ambientazioni letali per intrattenere un pubblico affamato di tensione, pericolo e spettacolo. Il giocatore diventa così parte di una macabra escape room televisiva, nella quale il prezzo dell’intrattenimento è la propria incolumità.

La struttura del gioco ruota interamente attorno alla divisione tra due ruoli. Da una parte c’è l’Esploratore, il giocatore che entra fisicamente negli ambienti pericolosi, spesso avvolti dal buio e pieni di minacce. Dall’altra c’è l’Operatore, che resta nel furgone e supporta il compagno a distanza attraverso monitor, mappe e strumenti di controllo. È una scelta di design che funziona perché non si limita a separare i giocatori nello spazio, ma li costringe a dipendere davvero l’uno dall’altro.

 

 

L’Esploratore vive l’esperienza in maniera più diretta e viscerale. È lui a muoversi tra corridoi, stanze inquietanti e situazioni potenzialmente mortali, senza avere sempre una visione completa di ciò che lo circonda. L’Operatore, invece, osserva la situazione da una posizione apparentemente più sicura, ma non per questo meno stressante. Dal furgone deve interpretare le informazioni a disposizione, guidare il compagno, anticipare i pericoli e comunicare nel modo più chiaro possibile. Il risultato è una tensione particolare, diversa da quella di molti altri horror cooperativi: qui la paura nasce soprattutto dall’incertezza, dalla pressione e dalla possibilità di fraintendersi nel momento peggiore.

Il punto di forza principale di Follow Us è proprio la comunicazione. Per avanzare non basta avere buoni riflessi o conoscere la mappa. Bisogna parlare, ascoltare, descrivere con precisione ciò che si vede e fidarsi delle indicazioni dell’altro giocatore. Ogni errore comunicativo può trasformarsi in un momento di panico, ma anche in una situazione esilarante. Ed è qui che il gioco mostra la sua personalità migliore: Follow Us riesce a essere inquietante e divertente allo stesso tempo, alternando ansia, confusione, tensione e risate nervose.

La separazione dei ruoli è gestita in modo convincente perché entrambi i giocatori hanno qualcosa da fare. L’Operatore non è un semplice spettatore privilegiato, ma una figura fondamentale per la sopravvivenza dell’Esploratore. Allo stesso modo, chi si trova sul campo non può procedere da solo senza tenere conto delle informazioni ricevute dal furgone. Questa interdipendenza crea un forte senso di collaborazione e rende ogni partita diversa in base alla coppia di giocatori coinvolta. Interessante anche la possibilità di scambiarsi i ruoli tra una sessione e l’altra. Giocando con lo stesso partner, Follow Us diventa quasi un esperimento sulle dinamiche di coppia, di amicizia o più semplicemente di collaborazione. C’è chi si trova meglio a dare istruzioni e chi preferisce agire sul campo, chi mantiene la calma sotto pressione e chi tende a farsi prendere dal panico. Il gioco funziona proprio perché mette in evidenza questi aspetti, trasformando la comunicazione stessa in una meccanica ludica.

 

 

Dal punto di vista dell’atmosfera, Follow Us non punta necessariamente sull’orrore più crudo o sugli spaventi facili. Non è un titolo che cerca costantemente il jumpscare o la violenza esplicita. La sua forza sta piuttosto nella tensione psicologica, nel senso di isolamento dell’Esploratore e nell’impotenza dell’Operatore, che spesso può vedere o intuire il pericolo senza poter intervenire direttamente. È un tipo di paura più sottile, costruita sull’attesa e sull’ansia di non riuscire a comunicare in tempo.

Trattandosi di un titolo in Accesso Anticipato, Follow Us mostra naturalmente anche alcuni margini di miglioramento. L’aspetto che più meriterebbe di essere ampliato è la varietà dei nemici e delle minacce. Gli incontri attualmente presenti riescono a creare buoni momenti di tensione, ma sul lungo periodo il gioco beneficerebbe molto dell’introduzione di creature con comportamenti più diversificati, capaci di rendere le sessioni meno prevedibili e più sorprendenti. Un altro elemento che potrebbe essere sviluppato ulteriormente riguarda il ruolo dell’Operatore. Il furgone, al momento, funziona soprattutto come una zona sicura dalla quale gestire il supporto all’Esploratore. Questa scelta è coerente con la struttura del gioco, ma introdurre occasionali minacce o eventi capaci di mettere sotto pressione anche chi resta nel van renderebbe l’esperienza ancora più equilibrata. Costringere l’Operatore a reagire a problemi improvvisi, disturbi tecnici o pericoli diretti aumenterebbe il coinvolgimento e renderebbe entrambi i ruoli ugualmente tesi.

 

 

Nonostante questi limiti, Follow Us ha già una base molto promettente. L’idea di trasformare un horror cooperativo in una prova di comunicazione funziona e permette al titolo di distinguersi in un genere ormai piuttosto affollato. Game Atelier non si limita a mettere due giocatori nello stesso incubo, ma costruisce un’esperienza in cui il vero pericolo non è solo ciò che si nasconde nell’oscurità, bensì la difficoltà di capirsi quando la pressione sale. Follow Us è quindi un progetto da tenere d’occhio, soprattutto per chi cerca un’esperienza cooperativa diversa dal solito. Non è perfetto e ha ancora bisogno di contenuti, varietà e qualche rischio in più nella gestione dei ruoli, ma la sua identità è già chiara. Quando il gioco funziona, riesce a generare momenti memorabili fatti di panico, urla, indicazioni confuse e improvvisi slanci di fiducia reciproca. Per gli appassionati di horror cooperativi, Follow Us rappresenta una proposta fresca e intelligente. Non vuole soltanto spaventare, ma mettere alla prova il rapporto tra due giocatori. E, in questo senso, riesce già a centrare il suo obiettivo: trasformare la sopravvivenza in una questione di ascolto, collaborazione e fiducia.

 

 

6,0/10
Voto complessivo
Grafica
6,5/10
Gameplay
6,5/10
Ottimizzazione
5,0/10
Copia recensitaFornita dal publisher

Media: 6,0/10 calcolata su 3 valutazioni

Informazioni sull'Autore

War

Biografia

- Staff di KotaWorld.it
Lorenzo “WaR” Agonigi nasce nell’ormai troppo lontano 1995 e già tre anni dopo, nel 1998, inizia la sua carriera videoludica, con un Nintendo 64 fiammante. Devo essere onesto, non sono stato un pro gamer fin da subito, tant’è che le mie prime esperienze più che da giocatore sono state da spettatore: mentre i miei genitori, a turno, giocavano, io mi divertivo a guardarli (ehi, ho inventato Twitch con dieci anni di anticipo!!). 

 

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