Ci troviamo in una realtà alternativa in cui il soprannaturale è sempre esistito, anche se per gran parte della storia dell'umanità è rimasto confinato al mondo delle leggende e delle credenze. A cambiare tutto è stato un evento avvenuto verso la fine del XIX secolo, durante un'eclissi. Quell'evento, conosciuto come Maelstrom, provocò l'apertura di misteriosi portali chiamati Astral Gates, comparsi in diverse parti del mondo. Per la prima volta l'umanità si trovò davanti a una realtà impossibile da ignorare: la magia e le forze soprannaturali non erano semplici miti!
Cinquant'anni dopo, la storia di Deadlock ci porta nella Cursed Apple, una versione alternativa e soprannaturale di New York, dove il confine tra il mondo terreno e quello ultraterreno è ormai molto più sottile.
Ma facciamo un passo indietro…
In principio, l'ultima trovata di Valve aveva un nome completamente diverso: Neon Prime. Il gioco nasceva infatti come un ambizioso progetto dal forte carattere fantascientifico, evoluzione di un'idea ancora precedente conosciuta internamente come Citadel. Nel corso dello sviluppo, però, gli sviluppatori cambiarono progressivamente direzione, abbandonando l'estetica sci-fi per costruire qualcosa di completamente diverso.
Cosi a maggio 2024 nacque Deadlock. Un progetto che, pur mantenendo alcune delle fondamenta dell'idea originale, avrebbe cambiato ambientazione, stile artistico e identità, fino a diventare lo shooter competitivo che conosciamo oggi.

Deadlock è uno shooter multiplayer competitivo a squadre che combina le meccaniche di un hero shooter con quelle di un MOBA. Due squadre si affrontano all'interno di una grande mappa divisa in "corsie", con l'obiettivo di avanzare verso la base avversaria e distruggerne le difese. Ogni giocatore controlla un eroe caratterizzato da un'arma, abilità specifiche e uno stile di gioco unico. Uccidere gli avversari è soltanto la punta dell'iceberg. Durante la partita bisogna eliminare minion, raccogliere Souls, acquistare oggetti, costruire la propria build e decidere come spendere le risorse accumulate.
E fin qui potrebbe sembrare una descrizione familiare, no?
Uno shooter con l'anima di un MOBA
La prima partita può dare l'impressione di trovarsi davanti a un normale hero shooter. Ci sono armi, abilità, cooldown, combattimenti frenetici e personaggi molto diversi tra loro. Ma più si gioca, più la componente MOBA diventa evidente.
Ogni scelta ha delle conseguenze.
Farmare correttamente significa ottenere più risorse. Avere più risorse significa poter acquistare oggetti migliori. Una build costruita correttamente può cambiare completamente il comportamento di un eroe e permettere di affrontare situazioni che, con una configurazione diversa, sarebbero quasi impossibili. Bisogna imparare a leggere la partita, capire quando spingere una corsia, quando arretrare, quando aiutare un compagno e soprattutto quando evitare uno scontro. È un approccio che può inizialmente spiazzare chi arriva dagli FPS tradizionali, ma che sicuramente rappresenta uno dei punti di forza più importanti del gioco.

Nonostante la forte componente MOBA, Deadlock non dimentica mai di essere uno sparatutto. Le armi hanno un ruolo centrale e la capacità di mirare rimane fondamentale, soprattutto negli scontri a distanza. La differenza rispetto alla concorrenza, però, è che la precisione deve convivere continuamente con abilità, movimento e gestione delle risorse. Questo crea situazioni uniche. Un giocatore può avere una mira eccellente, ma trovarsi in difficoltà contro un avversario con una build più adatta alla situazione. Allo stesso modo, una buona abilità utilizzata nel momento sbagliato può trasformare un vantaggio in uno svantaggio.
MAI FERMARSI!
Se c'è un elemento che riesce immediatamente a distinguere Deadlock dalla maggior parte dei suoi concorrenti, quello è il movimento. Il gioco mette a disposizione diverse possibilità per spostarsi rapidamente sulla mappa e combinare tra loro movimento e abilità. Dash, salti, zipline e verticalità trasformano gli scontri in combattimenti estremamente dinamici. Non basta semplicemente stare dietro una copertura e aspettare che l'avversario esca allo scoperto. Bisogna continuamente muoversi. Un combattimento può iniziare in una strada, proseguire su un tetto e terminare pochi secondi dopo all'interno di un edificio. Gli spostamenti sulla mappa diventano quindi parte integrante del combattimento e non soltanto un modo per spostarsi nella mappa.
Un roster in continua espansione
Uno degli aspetti che colpisce maggiormente di Deadlock è sicuramente il design dei suoi personaggi. Valve è riuscita a creare un cast estremamente vario e riconoscibile, in cui ogni eroe ha una propria identità visiva ben definita. Dai costumi alle animazioni, passando per armi e abilità, ogni elemento contribuisce a raccontare qualcosa del personaggio e del mondo in cui vive. Il risultato è un roster che riesce a essere originale senza perdere coerenza: ogni personaggio si distingue immediatamente dagli altri e, soprattutto, sembra avere una propria storia da raccontare. Ma la varietà non riguarda solo l’estetica o le abilità, gli oggetti permettono infatti di modificare ulteriormente il comportamento del proprio personaggio.
La domanda diventa: come vogliamo costruirlo?
Questo sistema aumenta enormemente la profondità strategica, ma porta con sé anche uno dei principali problemi dei MOBA: la curva di apprendimento.

Tra le novità più recenti troviamo sei nuovi personaggi: Silver, Graves, Celeste, Venator, Rem e Apollo. La loro introduzione è stata accompagnata da un sistema di votazione attraverso il quale la community poteva decidere l'ordine di rilascio. A fine evento ci sono stati oltre 60 milioni di voti.
È un esempio interessante di come Valve stia utilizzando questa fase di sviluppo per coinvolgere la propria community e, allo stesso tempo, raccogliere feedback.
Una New York alternativa
Dal punto di vista artistico Valve ha scelto una strada piuttosto particolare. Il mondo di Deadlock è una reinterpretazione soprannaturale della New York degli anni '30, dove elementi urbani, magia, tecnologia e occultismo convivono all'interno dello stesso universo. Non siamo quindi davanti al classico fantasy medievale e nemmeno in una città futuristica. L'ambientazione ha una forte identità e riesce a distinguersi proprio grazie alla coesione di elementi apparentemente molto lontani tra loro.

La mappa non è una semplice arena, ma una città viva dove tutto può succedere.
Hard to master
Tra Souls, oggetti, abilità, statistiche, lanes e gestione della mappa, la quantità di informazioni da assimilare può essere piuttosto elevata. Chi arriva da un FPS potrebbe concentrarsi inizialmente soltanto sulle eliminazioni, scoprendo presto che questo approccio non porta necessariamente alla vittoria, anzi… Allo stesso modo, chi arriva dai MOBA potrebbe avere qualche difficoltà con la componente shooter e con un sistema di movimento molto più elaborato. Il gioco richiede quindi di imparare contemporaneamente due linguaggi. Proprio per questo, le prime ore possono essere frustranti; e quando dico frustranti, intendo davvero frustranti.
MA superata questa barriera, il gioco diventa molto più leggibile e, soprattutto, molto più divertente.
Perciò non fatevi intimidire! Siamo partiti tutti dal basso.
LORE
Due potenti entità conosciute come Patrons, l'Hidden King e l'Archmother, stanno cercando di raggiungere la Terra. Per riuscirci hanno bisogno che venga completato un particolare rituale e, per ottenere ciò che vogliono, sono disposti a fare una promessa molto semplice: esaudire il desiderio più grande di chi li aiuterà. Il rituale mette quindi due squadre l'una contro l'altra nelle strade della Grande Mela.

Da una parte ci sono coloro che cercano di evocare l’entità, dall'altra chi cerca di impedire che ciò accada. La lore di Deadlock viene raccontata all'interno del gioco: nelle storie dei singoli eroi, nelle loro battute durante le partite, nell'ambientazione e nei numerosi dettagli presenti nella mappa. Dietro quella che sembra una semplice partita competitiva c'è quindi un conflitto soprannaturale molto più grande, ancora tutto da scoprire.
E adesso?
Valve continua a considerare Deadlock un progetto in sviluppo e l'accesso rimane legato a una fase di playtest su invito. Anche nel 2026 il gioco continua a ricevere modifiche sostanziali e patch che intervengono in modo importante sulle sue meccaniche. Un sistema che sembra definitivo potrebbe essere completamente rielaborato oppure un personaggio potrebbe ricevere modifiche così importanti da cambiare completamente il suo ruolo. Valve sta utilizzando questa fase per sperimentare e capire cosa funziona e cosa invece va cambiato.
Il rovescio della medaglia è che il giocatore deve essere disposto ad accettare una certa instabilità. Bug, bilanciamenti, meccaniche modificate e sistemi ancora in evoluzione fanno parte dell'esperienza. Il gioco può contare su una media di circa 80.000 giocatori, arrivando a toccare picchi di 170.000. Numeri impressionanti per qualsiasi titolo, ma ancora di più se consideriamo che si tratta di un gioco tutt'ora in Early Access.
Ma quindi…Quando sarà pronto Deadlock? È difficile dirlo. Quello che Valve ha costruito finora è già qualcosa di difficile da ignorare. Ogni aggiornamento aggiunge nuovi tasselli ad un gioco che sembra avere ancora moltissimo da esprimere. Un grande aggiornamento è atteso per la fine di settembre 2026 e potrebbe rappresentare un altro importante passo nello sviluppo. Per ora, però, una cosa è certa: Deadlock ha già dimostrato di avere un'identità propria e un potenziale enorme.
E se questo è solo l'inizio, la vera domanda è una sola: Quanto lontano riuscirà ad arrivare?