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Allogloom - La Recensione
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Allogloom - La Recensione

 

Immaginate di trascorrere la vigilia di una festività importante insieme alla vostra famiglia, intenti a preparare tutto il necessario per i festeggiamenti. Una tradizione che si ripete ogni anno, un momento da condividere con i vostri cari e, naturalmente, un’offerta da presentare alle falene per ottenere la loro benedizione. Le falene osservano, ma soprattutto hanno fame. Una fame vorace, insaziabile, che non può essere placata con poco. Perché ciò che chiedono è carne.

A questo punto, immagino le vostre espressioni perplesse davanti allo schermo. Ebbene sì, tutto questo è perfettamente normale se vivete a Gruesome Grove, la cittadina in cui prende vita la storia di Allogloom, il nuovo punta e clicca sviluppato da Galactic Ghosty e pubblicato da Iceberg Interactive.

La trama ci catapulta subito nella vita di Nora, la protagonista, alle prese con i preparativi per il Passaggio delle Anime che avverrà quella stessa notte. L’ambientazione iniziale è il Golden Leaf, il negozio di piante che il padre di Nora possiede e cura da decenni, dove troviamo anche la nonna e il fratello della protagonista, tutti riuniti in vista della ricorrenza.

Fin dalle prime battute, il gioco affianca alle sue bizzarre premesse una lieve nota di malinconia, legata all’assenza della madre di Nora. Dalle parole degli altri personaggi e soprattutto dalle riflessioni di Nora, capiamo infatti che la madre è scomparsa da tempo senza lasciare traccia, e nessuno sembra sapere cosa le sia successo. È proprio in questi primi momenti che emerge uno degli aspetti più interessanti di Allogloom, ovvero la capacità di affiancare situazioni stravaganti e surreali a sentimenti più intimi e profondi, un contrasto che accompagnerà il giocatore per tutta l'avventura.

 

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Carne, corvi e sgabelli rotti


Nora è quindi alle prese con i preparativi per il Passaggio delle Anime e, grazie a un manoscritto che troviamo all’interno di uno scatolone, capiamo fin da subito il primo obiettivo della nostra avventura, ovvero riporre su uno sgabello cerimoniale un pezzo di carne da offrire alle falene. Ed è in questo momento che entriamo nel vivo dell’esperienza, iniziando a prendere confidenza con le meccaniche di Allogloom. Ovviamente non sarà così semplice recuperare la carne, che è stata rubata per dispetto da Hopper, il corvo di Nora, e, come se non bastasse, lo sgabello cerimoniale si è rotto in tre pezzi e dunque dovremo ingegnarci per ricomporlo.

Allogloom si affida alle meccaniche tradizionali delle avventure punta e clicca, in cui per proseguire dovremo raccogliere oggetti, capire come utilizzarli e, quando possibile, combinarli tra loro per trovare la soluzione ai vari enigmi che ci troveremo davanti. L’esplorazione accurata degli ambienti premia il giocatore, e anche le interazioni con gli abitanti di Gruesome Grove sono fondamentali, poiché molto spesso ci forniscono informazioni preziose per proseguire l’avventura o per capire il significato di un enigma.

Una cosa che ho apprezzato particolarmente in Allogloom è il modo in cui gli enigmi si integrano con la narrazione, senza sembrare elementi inseriti a caso. Essi si fondono in modo armonioso con la trama e non interrompono il ritmo di gioco, come talvolta accade in questa tipologia di titoli. La difficoltà dei puzzle è ben bilanciata: inizialmente sono più semplici e intuitivi e, man mano che si prosegue nell’avventura, diventano gradualmente più impegnativi. I rompicapi non risultano mai frustranti o senza senso, tutto è perfettamente collegato alla storia e le azioni non sono mai casuali, ma coerenti con quello che sta accadendo in quel momento.

 

Il lato scuro della fiaba


Un altro punto di forza di Allogloom, e che oltretutto salta subito all’occhio, è la direzione artistica. Ci tengo particolarmente a sottolineare che dietro quest’opera c’è Galactic Ghosty, uno studio di sviluppo indipendente composto da tre persone al loro debutto nel mondo dei videogiochi. Il titolo nasce dall’incredibile lavoro illustrativo di Kate, la fondatrice del progetto, che ha disegnato e curato tutti gli elementi visivi, dai fondali ai personaggi, oltre a contribuire alla scrittura della storia, all’animazione e al game design.

 

Screenshot

 

Come già anticipato, uno dei punti più interessanti di Allogloom è il contrasto tra momenti bizzarri e assurdi e sentimenti più profondi, una contrapposizione che ritroviamo anche nello stile visivo. Le illustrazioni hanno un carattere spiccatamente autunnale, con una prevalenza di tonalità calde e terrose come il marrone, accompagnate dal verde scuro. Superata la prima parte di gioco, la stranezza lascia sempre più spazio a una componente macabra. A un certo punto Nora si ritrova di fronte a scene decisamente disturbanti e grottesche, in cui l’iniziale design fiabesco si mescola a dettagli raccapriccianti e presenze inquietanti, capaci di instillare nel giocatore un senso di disagio costante. Questa sensazione è resa ancora più intensa dal comportamento dei personaggi, che reagiscono alle varie scene e situazioni con una tranquillità quasi disarmante, come se non si rendessero davvero conto di cosa sta accadendo attorno a loro.


Fluido su Steam Deck ma solo in inglese


Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, ho giocato Allogloom su Steam Deck e l’esperienza si è rivelata fluida e senza nessun tipo di problematica. L’unico appunto che mi sento di fare riguarda l’assenza di una localizzazione in italiano, che potrebbe rappresentare un piccolo ostacolo per chi non mastica l’inglese. Alcuni vocaboli o modi di dire specifici potrebbero risultare meno immediati da comprendere, anche se comunque il linguaggio utilizzato nel gioco è nel complesso piuttosto accessibile per chi ha una buona base della lingua e permette di seguire la storia senza particolari difficoltà.

 

Screenshot

 

Considerazioni finali


E anche questa volta siamo arrivati alla fine di un’incredibile avventura. Allogloom si è rivelato una piacevole sorpresa, un titolo punta e clicca classico ma che riesce a distinguersi grazie a un’identità artistica ben definita e a una narrazione che unisce sapientemente momenti surreali, atmosfere grottesche e tematiche più profonde. Ho apprezzato la cura con cui sono stati realizzati gli enigmi, mai banali e soprattutto mai frustranti, integrati perfettamente nella storia e capaci di rendere l’esplorazione degli ambienti interessante e stimolante. Il risultato raggiunto con Allogloom da Galactic Ghosty, un piccolo studio indipendente al suo debutto, è semplicemente notevole e dimostra come non sempre siano necessari grandi mezzi per dare vita a un’esperienza originale e ricca di personalità. Nonostante la mancanza della localizzazione in italiano, Allogloom è un ottimo titolo, perfetto per tutti gli amanti delle classiche avventure punta e clicca, che riesce a sorprendere, inquietare e strappare anche qualche sorriso.

Testato su

Steam Deck

Pro

  • Enigmi ben bilanciati e mai frustranti
  • Contrasto tra macabro e fiabesco impeccabile
  • Stile artistico curato ed esteticamente affascinante

Contro

  • Mancanza della lingua italiana
9,0/10
Voto complessivo
Grafica
9,0/10
Gameplay
9,0/10
Ottimizzazione
9,0/10
Provenienza recensioneFornita dal publisher

Media: 9,0/10 calcolata su 3 valutazioni

Informazioni sull'Autore

Ellie

Biografia

- Articolista di KotaWorld.it
Classe 1993, Elisa “Ellie” Pollini nasce tra le montagne sperdute di un piccolo paesino del Trentino-Alto Adige. Fin da piccola si rivela essere una bambina molto curiosa, il suo irrefrenabile amore per i libri le dà accesso ad un mondo abitato da maghi, cavalieri e streghe, castelli imponenti, fitte foreste e laghi incantati. Nel mondo ideale della piccola Elisa, è la magia a dettare le regole dell’umanità. Il genere fantasy è una costante nella sua infanzia, con i libri che si accumulano nella sua cameretta.

 

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