Non credevo avrei mai giocato in vita mia a un dating simulator, soprattutto non a un secondo capitolo come "The Fame Game II: L.A. Heartbreaker" (su cui si può mettere tranquillamente mano anche senza aver giocato il primo). Eppure è successo, probabilmente a causa di quella necessità di cose brutte che spesso si accende in me, o forse per semplice masochismo: lascio a voi la scelta. La realtà dei fatti? Non mi sono mai sentita presa così tanto in giro da un videogioco, dalla sua svogliatezza e dal suo nonsenso, soprattutto quando mi aspettavo almeno qualcosa di carino da guardare e seguire. Ma vediamo meglio.
Avvertenza: il gioco è segnalato 16+ a causa di vari riferimenti espliciti e situazioni in cui le ragazze sono seminude. Nella recensione non farò alcun tipo di riferimento a queste situazioni, ma ci tengo comunque a specificarlo.
Trama
Il titolo di Interactive Films ci porta a vestire i panni di He Shuhan, uno studente internazionale di famiglia modesta che ha un sogno: quello di essere ricco e circondato da tante belle ragazze. Questo sogno si avvererà quando, dopo aver rischiato di tamponare una limousine, dalla suddetta uscirà Ayaka, la quale lo scambierà per il suo promesso sposo omonimo al protagonista. A questo punto, Shuhan è costretto a stare al gioco e fare finta di essere ciò che non è.
Di fronte ad una premessa simile, ci si potrebbe aspettare di tutto in sei capitoli: perché Ayaka non riconosce il proprio promesso sposo? O come farà il nostro protagonista a mentire, non conoscendo nulla del mondo in cui è stato catapultato? Nulla del genere. Nessuna di queste domande meriterà una risposta. Questo perché, nonostante l'incipit carino, il gioco si concentra prevalentemente sul far conoscere le ragazze, senza realmente giustificare la loro presenza, le loro intenzioni e proposte. Insomma, saremo totalmente succubi del gioco e del suo buttarci addosso qualsiasi cosa sia venuta in mente agli sviluppatori, cosa che, in me, ha creato molta noia mista a disagio. In particolare, ci sono dei subplot che mi hanno fatto storcere il naso, ma ne parleremo più tardi.

Personaggi (SPOILER)
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Le ragazze che incontreremo durante la nostra storia sono ben 5, contraddistinte da capacità attoriali degne di un video YouTube del 2012:
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Ayaka, descritta come l'"erede mafiosa", è la prima ragazza che incontriamo. Tralasciando che non viene mai detto perché dovrebbe essere una mafiosa (ma comunque viene fatto intendere solo ed esclusivamente dalla presenza di due bodyguard, come se la mafia fosse solo questo). Lei è dolce e ingenua ed è la nostra prima scelta che il gioco ci offre;
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Mia, la nostra assistente personale che conosce qualcosa del nostro passato (non si sa che cosa) e oscilla tra il manipolarci con questo segreto per fare quello che vuole e il proteggerci e coprirci quando ne abbiamo bisogno. Il suo subplot è uno di quelli che mi ha innervosito, quindi SPOILER: la sua vulnerabilità è il tocco maschile, quindi se il protagonista la tocca, la sua pelle diventa incandescente e sviene. Perciò, Ayaka, Mia e il protagonista si organizzano per desensibilizzare Mia bendandole gli occhi e toccandola a turno. Giuro che non ho mai sentito una scusa peggiore per toccare una ragazza;
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Camille, la modella tosta e vendicativa interessata al patrimonio del nostro personaggio principale. Lei è pressoché marginale, ma anche con lei accade qualcosa che per me è assurdo, e anzi spaventa particolarmente se mai verrà introdotta da case di produzione più importanti. Di nuovo SPOILER: dato che Ayaka, Mia e Camille si annoiavano in casa, decidono di giocare ad un gioco tutti assieme, ovvero una sorta di Dungeons and Dragons. Il che non sarebbe stato un problema di per sé, se solo l'intera sequenza non fosse stata generata con l'intelligenza artificiale. Il risultato è, chiaramente, una schifezza sempre fuori fuoco, bruttissima da vedere. È inutile che mi soffermi sull'analisi della scena perché non è stata fatta da loro, ma si sono limitati a scrivere un prompt e a darlo per buono;
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Claudia, la girl boss e NOSTRA SORELLA MAGGIORE NON BIOLOGICA di turno. C'è bisogno di spiegare cosa mi dia fastidio di questo personaggio? Credo si sia abbastanza capito. Anche lei ha un subplot assolutamente stupido e adatto per chi ha il kink della sorellona infantile, ma qui vi risparmio lo spoiler.
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Li Sisi, la nostra ex fidanzata mandata dai nostri genitori per controllarci e che Camille incontra per caso, usandola per manipolarci. Anche lei è carina e coccolosa, ma con un forte problema di consistenza: nonostante Li Sisi parli cinese, Camille (come tutte le altre che parlano solo inglese) può capirla nei discorsi e persino intromettersi, creando questo miscuglio di lingue assolutamente ingiustificabile e inconsistente per la trama.
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Gameplay
Sul gameplay, essendo più un film interattivo che un gioco, non c'è molto di cui parlare. Di base, le scelte sono infime e sciocche, non avendo un impatto notevole sulla trama, e ci sono due (di numero) momenti effettivamente interattivi. Molto apprezzata, però, la possibilità di controllare la linea degli eventi ogni qualvolta metteremo pausa e la libertà di poter rigiocare tutti gli spezzoni che abbiamo vissuto in precedenza. Inoltre, è presente una sorta di "archivio dei sentimenti" dove è possibile controllare le nostre statistiche con le ragazze e i loro pensieri sulla storia che stiamo perseguendo. In base a quanto tempo si è passato con le ragazze, otterremo 3 tipi di finale: finale perfetto, che porta anche ad un filmato bonus, il finale terribile e quello "via di mezzo". Per il resto non c'è davvero nient'altro. That's it.

Sommario
"The Fame Game II: L.A. Heartbreaker" è il risultato della pigrizia di Interactive Films, partendo dalla trama sconclusionata, fin troppo impegnata ad assalire il giocatore con gli eventi piuttosto che spiegarsi, e finendo con l'uso spropositato dell'intelligenza artificiale. Le capacità attoriali delle ragazze sono la punta dell'iceberg, i riferimenti stereotipati alla mafia la ciliegina sulla torta. Ma hey! Delle belle ragazze! Che importa, no?
Conclusione
In conclusione, anche per chi è amante del genere, questo titolo è un buco nell'acqua. Non si prova altro che noia, confusione e anche un po' di disgusto per 4 ore di seguito. Per cui, risparmiate questi 12,25 euro e giocate ad altro.