L’EPOMAKER Nex Lite è un mouse gaming wireless che segue una strada molto diversa rispetto all’EPOMAKER CarbonX che abbiamo recensito qualche settimana fa. Qui non si punta sul peso estremo o sugli 8000 Hz, ma su un pacchetto completo a un prezzo contenuto: connettività tri-mode, sensore PixArt PAW3311, DPI fino a 12.000, polling rate di 1000 Hz e soprattutto due piccoli display, uno sul mouse e uno sulla dock di ricarica.
Sulla carta è un prodotto pensato per chi vuole un mouse wireless versatile, da usare tanto nel lavoro quotidiano quanto nel gaming, senza spendere cifre importanti. In questa recensione abbiamo cercato di capire se le specifiche dichiarate trovano riscontro nell’uso reale. Il Nex Lite è stato provato soprattutto in modalità wireless 2,4 GHz e sottoposto agli stessi test eseguiti sul CarbonX tramite ClickSyncMouseTester v0.6.1, il programma desktop per Windows dedicato all’analisi dei mouse tramite Windows Raw Input.
Come nella recensione precedente, spiegheremo non soltanto che cosa abbiamo misurato, ma soprattutto perché quel dato è importante nell’uso reale.
Nota sulla trasparenza: l’unità oggetto della recensione ci è stata fornita gratuitamente da EPOMAKER. Il produttore non ha avuto alcun controllo sulla metodologia dei test, sui risultati o sulle conclusioni dell’articolo.
EPOMAKER Nex Lite: la scheda tecnica
| Caratteristica | EPOMAKER Nex Lite |
|---|---|
| Sensore | PixArt PAW3311 |
| DPI | 400 / 800 / 1600 / 3200 / 5600 / 12.000 (predefinito 1600) |
| Velocità e accelerazione | 300 IPS, 35 G |
| Polling rate | fino a 1000 Hz (cavo e 2,4 GHz), 125 Hz (Bluetooth) |
| Connettività | USB-C, wireless 2,4 GHz con dock, Bluetooth 5.0 |
| Display | OLED da 0,54" sul mouse e sulla dock |
| Pulsanti | 5 programmabili, switch da 20 milioni di click |
| Batteria | 500 mAh |
| Materiale | plastica ABS |
| Dimensioni | 122 × 65 × 42 mm |
| Peso dichiarato / misurato | circa 65 g / 65,45 g |
| Compatibilità | Windows, macOS |
| Colori | bianco, nero, azzurro, rosa |
PARTE 1 – Descrizione estetica, materiali ed ergonomia
Confezione e dotazione: più ricca di quanto ci aspettassimo
Il Nex Lite arriva in una confezione nera e azzurra che riassume subito i punti chiave del prodotto: connettività tri-mode, sensore PAW3311, DPI regolabili e smart display. In alto a destra campeggia il logo “1K Hz Low Latency”, che chiarisce fin da subito il posizionamento: niente 4K o 8K, ma un polling rate da 1000 Hz.
All’interno troviamo il mouse, la dock di ricarica con ricevitore 2,4 GHz integrato, il cavo USB-C di ricarica e dati e il manuale. A questi si aggiungono due set di grip tape adesivi con una grafica bianca e nera piuttosto originale e un set di pattini di ricambio, accessori che a questo prezzo non sono affatto scontati.
Un dettaglio da conoscere riguarda la ricarica: sul retro della confezione EPOMAKER indica che il mouse non supporta la ricarica rapida USB PD e consiglia un alimentatore da 1-5 W. Nella pratica basta una normale porta USB del PC.
Un design minimal, serioso e molto classico
Al contrario del CarbonX, il Nex Lite ha una scocca completamente chiusa, in plastica ABS, senza fori o ritagli. La nostra unità è nella colorazione azzurra, una tinta pastello; EPOMAKER lo propone anche in bianco, nero e rosa. Lo stile complessivo è minimal, serioso e decisamente classico.
Al tatto la plastica non trasmette una sensazione di qualità particolarmente elevata, ma il mouse dà comunque un’impressione di solidità. Rispetto al CarbonX la verniciatura ci è sembrata più lucida e più granulosa.
L’elemento che lo distingue da quasi tutti i mouse di questa fascia è la finestrella trasparente posizionata subito dietro la rotellina, che ospita un piccolo display OLED da 0,54 pollici.
Il display sul mouse: una gran bella idea
Il display mostra in tempo reale polling rate, DPI, livello della batteria e modalità di connessione: durante la nostra prova leggevamo, ad esempio, 1000 Hz, 1600 DPI, la percentuale di batteria e la modalità 2,4G. È comodo soprattutto quando si cambia DPI dal pulsante dedicato, perché non bisogna più ricordare a quale colore corrisponde ogni livello.
È una delle cose che ci sono piaciute di più del Nex Lite: un dettaglio che a questo prezzo non ci aspettavamo e che rende immediato capire come è configurato il mouse. Per risparmiare energia lo schermo non resta sempre acceso; secondo il manuale, per riattivarlo bisogna tenere premuti entrambi i pulsanti laterali per 10 secondi.
La dock di ricarica: secondo display e RGB
La dock è l’accessorio più scenografico della confezione. Ha una parte superiore in plastica azzurra trasparente, due contatti magnetici su cui appoggiare il mouse e una striscia luminosa RGB alla base. Sul fronte c’è un secondo display che mostra modalità di connessione, batteria, polling rate e DPI.
La dock contiene anche il ricevitore 2,4 GHz: il mouse si ricarica semplicemente appoggiandolo sopra, senza collegare il cavo. Una pressione breve sul punto touch cambia l’effetto della striscia luminosa, una pressione lunga la accende o la spegne; la luce della dock non si personalizza dal software.
Il risultato è molto “swag”: luci RGB e sistema di ricarica sono stilosi e fanno la loro figura sulla scrivania. Il doppio display, sul mouse e sulla dock, è secondo noi il vero punto di forza del prodotto.
Peso reale: 65,45 grammi al bilancino di precisione
EPOMAKER dichiara un peso di circa 65 grammi. Con un bilancino di precisione la nostra unità ha fatto registrare 65,45 grammi, perfettamente in linea con il dato ufficiale. La dock, senza cavo, pesa invece 56,36 grammi.
Non è un ultraleggero come il CarbonX (45,91 grammi), ma 65 grammi restano un valore contenuto per un mouse wireless con scocca chiusa, batteria da 500 mAh e display integrato. Rispetto a un mouse tradizionale da 80-100 grammi la differenza si sente comunque. Anche qui non sono presenti pesetti intercambiabili.
Dimensioni, forma e impugnatura
Le dimensioni ufficiali sono di 122 × 65 × 42 mm. A differenza del CarbonX, il Nex Lite ha una forma asimmetrica pensata per la mano destra, con il dorso che sostiene il palmo e i due pulsanti laterali sul lato sinistro. EPOMAKER lo indica per mani medio-grandi.
L’impugnatura è esattamente quella dei mouse più classici, e quindi ergonomica come lo sono loro: nessuna sorpresa, nel bene e nel male.
Pattini e scorrevolezza
Sul fondo troviamo tre pattini azzurri: uno grande nella parte anteriore e due sui lati posteriori, attorno al sensore. EPOMAKER non specifica il materiale nella scheda tecnica, e in confezione è incluso un set di ricambio. La scorrevolezza sul tappetino è buona e non dà sensazioni spiacevoli.
Sul fondo si trovano anche il selettore della modalità di connessione (2.4G, cavo, Bluetooth), il pulsante per il cambio DPI e l’abbinamento, l’indicatore di connessione e i due contatti metallici per la ricarica sulla dock.
Click, pulsanti laterali e rotellina: qui si sente il prezzo
Il Nex Lite ha cinque pulsanti programmabili: i due principali, la rotellina cliccabile e i due laterali. EPOMAKER dichiara una durata di 20 milioni di click per gli switch principali, senza indicarne il tipo.
È l’aspetto in cui il Nex Lite mostra più chiaramente la sua fascia di prezzo. Il click dei tasti principali e dei laterali risulta un po’ croccante e poco ricercato, lontano dal feeling che ci aveva convinto sul CarbonX. La rotellina è piacevole nella rotazione, ma è molto classica, da mouse entry level.
Connettività: versatile, ma con un dubbio
Il Nex Lite supporta tre modalità di connessione: USB-C, wireless 2,4 GHz tramite la dock e Bluetooth 5.0. Via cavo e 2,4 GHz lavora fino a 1000 Hz; in Bluetooth scende a 125 Hz. Il selettore sul fondo permette di passare da una modalità all’altra e il LED di stato cambia colore: verde in 2,4 GHz, rosso via cavo, blu in Bluetooth.
La versatilità è eccellente, ma ci lascia qualche perplessità per l’uso in mobilità. Il ricevitore 2,4 GHz è integrato nella dock: in treno, in aereo o su una postazione d’ufficio che cambia spesso bisogna portarsi dietro anche la base, oppure ripiegare sul Bluetooth a 125 Hz.
PARTE 2 – Descrizione tecnica e tutti i nostri test
Prima di tutto: che cosa sono DPI, CPI e polling rate?
DPI e CPI vengono spesso usati come sinonimi e indicano quanto il cursore si sposta in relazione al movimento fisico del mouse: aumentando il valore, bastano movimenti più piccoli della mano per coprire una distanza maggiore sullo schermo.
Il polling rate, espresso in Hertz, indica quante volte al secondo il mouse può inviare un aggiornamento al computer. A 1000 Hz il mouse può inviare un report ogni millisecondo. È il valore massimo del Nex Lite e, ancora oggi, lo standard della grande maggioranza dei mouse gaming.
Sensore PixArt PAW3311: specifiche oneste per la fascia di prezzo
Il cuore del Nex Lite è il PixArt PAW3311. EPOMAKER dichiara fino a 12.000 DPI, 300 IPS di velocità massima di tracking e 35 G di accelerazione. I livelli DPI preimpostati sono sei: 400, 800, 1600, 3200, 5600 e 12.000, con 1600 come valore predefinito.
Non è un sensore di fascia alta come il PAW3950 del CarbonX, ma 300 IPS corrispondono a circa 7,6 metri al secondo, una velocità che nell’uso reale difficilmente si raggiunge. Anche in questo caso abbiamo lavorato soprattutto a 1600 CPI, una sensibilità molto più rappresentativa dell’uso quotidiano.
Il programma usato per i test: ClickSyncMouseTester v0.6.1
Per coerenza con la recensione del CarbonX abbiamo utilizzato lo stesso strumento: ClickSyncMouseTester v0.6.1, progetto open source per Windows sviluppato da Nuitfanee, che analizza il mouse tramite Windows Raw Input. Valgono le stesse premesse: i risultati descrivono ciò che Windows riceve realmente dal mouse sul nostro PC, non sono una certificazione elettronica del controller USB. Tutti i test sono stati eseguiti in wireless 2,4 GHz, dove il programma riconosce il mouse come “YXT Epomaker Nex LITE 2.4G”.
Il software: EPOMAKER Hub via browser
Il Nex Lite si configura tramite il software web di EPOMAKER, da usare con un browser basato su Chromium. Durante la prova abbiamo usato la versione 1.1.5, rilasciata il 30 ottobre 2026, che tra le novità riporta proprio un layout migliorato delle impostazioni di performance dei mouse. Le impostazioni vengono salvate nella memoria interna del mouse, quindi non serve lasciare programmi attivi in background.
Il menu è diviso in sette sezioni:
- Key Mapping: rimappatura dei pulsanti con funzioni multimediali, comandi di sistema, combinazioni fino a tre tasti, macro, disattivazione dei tasti e la funzione Fire Key, che ripete automaticamente un tasto con intervallo e numero di ripetizioni personalizzabili;
- Pointer: i sei livelli DPI, ognuno attivabile o disattivabile e associato a un colore;
- Performance: polling rate (125, 250, 500 e 1000 Hz), Line Correction, Ripple Control, Motion Sync, Key Response Time, tempo di sospensione, Smart Power Saving e Move to Wake;
- Lighting: otto effetti per la striscia luminosa del mouse, con velocità e direzione regolabili;
- Macro: 15 slot (da M0 a M14) con registrazione, aggiunta manuale dei passaggi e numero di ripetizioni;
- Other Settings e Update Log.
Per un mouse di questa fascia la quantità di opzioni è notevole: Ripple Control, Motion Sync e il debounce regolabile erano fino a poco tempo fa funzioni riservate a prodotti più costosi. Manca invece, come vedremo, la regolazione del Lift-Off Distance.
Polling rate: tutte le frequenze rispettate
Con il modulo Motion Report abbiamo testato le quattro frequenze disponibili, mantenendo il mouse in movimento continuo con cerchi e swipe rapidi.
| Polling impostato | Rate rilevato | Peak | Empty Packet Rate | Capture Drops |
|---|---|---|---|---|
| 125 Hz | 125 Hz | 125 Hz | 0,00% | 0 |
| 250 Hz | 251 Hz | 250 Hz | 0,00% | 0 |
| 500 Hz | 500 Hz | 500 Hz | 0,00% | 0 |
| 1000 Hz | 1000 Hz | 1000 Hz | 0,00% | 0 |
Il risultato è pulitissimo. In tutte e quattro le modalità il Nex Lite raggiunge esattamente la frequenza impostata, senza pacchetti vuoti e senza capture drop. Il grafico dell’ultimo intervallo di misura resta piatto sul valore previsto: il mouse non si limita a toccare i 1000 Hz, li mantiene in modo stabile.
Test dei pulsanti e del double-click
Con il modulo Key Detection di ClickSyncMouseTester, soglia double-click a 80 ms, abbiamo questa volta testato tutti e cinque i pulsanti.
| Pulsante | Pressioni | Double-click rilevati |
|---|---|---|
| Sinistro | 300 | 0 |
| Destro | 300 | 0 |
| Centrale | 100 | 0 |
| Avanti | 100 | 0 |
| Indietro | 100 | 0 |
| Totale | 900 | 0 |
Su 900 pressioni non è stato rilevato alcun double-click involontario, e per ogni pulsante il numero di pressioni coincide con quello dei rilasci. Anche la rotellina si è comportata bene: 426 scatti verso l’alto e 426 verso il basso, senza inversioni o eventi anomali.
Il test è stato eseguito con il Key Response Time al valore di fabbrica di 8 ms. Sul CarbonX lo avevamo portato al minimo di 1 ms; qui abbiamo preferito verificare il comportamento del mouse così come arriva all’utente.
Ricordiamo che questo test non misura la latenza click-to-PC: per quel dato servirebbe strumentazione hardware esterna.
Stress test del sensore: spin-out e anomalie
Con il modulo Mouse Performance abbiamo eseguito circa 24 secondi di swipe rapidi in tutte le direzioni, a 1600 CPI, per un totale di 22.648 report e oltre 21 metri di traiettoria complessiva.
| Statistica | Velocità |
|---|---|
| Media | 0,89 m/s |
| P50 / mediana | 0,87 m/s |
| P95 | 1,68 m/s |
| P99 | 1,91 m/s |
| P999 | 2,08 m/s |
| Picco | circa 2,2 m/s |
Nella cattura il programma non ha registrato report persi e ha giudicato la qualità “Good”. Nei grafici xyVelocity e Path Speed non compaiono salti, interruzioni o spin-out: le curve restano coerenti con il movimento della mano anche nei picchi.
Come per il CarbonX, questo non certifica il limite dichiarato di 300 IPS (circa 7,6 m/s): per farlo servirebbe un banco meccanico. Il nostro risultato dice che, con movimenti manuali rapidi, il PAW3311 è rimasto stabile.
Precisione CPI: abbiamo misurato su 30 cm
Rispetto al CarbonX abbiamo allungato la distanza di riferimento a 30 cm (circa 11,811 pollici), per ridurre l’incidenza degli errori di posizionamento. Per ogni sensibilità abbiamo impostato lo stesso CPI nel mouse e nel programma e spostato il mouse il più orizzontalmente possibile da un segno all’altro. Abbiamo provato 400, 800, 1600 e 3200 CPI: tutti i valori sono risultati coerenti, e qui riportiamo i due più utilizzati.
| CPI impostati | Count asse X | CPI effettivi stimati | Deviazione |
|---|---|---|---|
| 1600 | 19.051 | ~1613 | +0,8% |
| 3200 | 39.092 | ~3310 | +3,4% |
Trattandosi di una misurazione manuale, qualche margine di errore è inevitabile. Il risultato è comunque buono e in linea con quanto visto sul CarbonX, che era rimasto entro circa il 3%.
Lift-Off Distance: non regolabile
Il Lift-Off Distance indica l’altezza alla quale il sensore smette di seguire il movimento quando si solleva il mouse. Per chi gioca a sensibilità basse e riposiziona spesso il mouse è un parametro importante. A differenza del CarbonX, il Nex Lite non permette di modificarlo: nel software non c’è alcuna opzione dedicata.
Angle Calibration
Con il modulo Angle Calibration abbiamo eseguito 97 swipe orizzontali, per 12.992 campioni. Il programma ha suggerito un Recommended Angle di 0,6°, con Stability di ±0,1° e qualità della traccia giudicata “excellent”.
È un valore leggermente più alto degli 0,2° del CarbonX, ma resta trascurabile: il sensore non mostra una tendenza significativa a “tirare” verso un lato.
Motion Sync
Con Motion Sync attivato abbiamo ripetuto la cattura sullo stesso tragitto del test CPI, eseguito invece con la funzione disattivata, sempre a 1600 CPI e fermandoci a 22,3 cm. La cattura si è chiusa con 4433 report, nessun report perso e qualità “Good”, con una deviazione verticale di appena 0,2 cm.
Non abbiamo rilevato differenze apprezzabili rispetto alla cattura con Motion Sync disattivato, che aveva dato anch’essa zero report persi e qualità “Good”. Come sul CarbonX, è una funzione dagli effetti molto sottili.
Ripple Control e Line Correction, l’equivalente dell’Angle Snapping, sono presenti nel software ma non li abbiamo misurati in questa prova. Di fabbrica il Ripple Control è attivo e la Line Correction è spenta.
Batteria: buona in uso, meno da spento
Il Nex Lite integra una batteria da 500 mAh, sensibilmente più capiente dei 300 mAh del CarbonX. EPOMAKER non dichiara un’autonomia in ore.
Durante l’intera sessione di test siamo partiti da una carica indicativa del 93%, e il display ha continuato a mostrare lo stesso valore fino alla fine.
Abbiamo notato però che il mouse continua a consumare un po’ di batteria anche da spento. Lasciato spento sulla dock, scollegata dalla corrente, per 3-4 giorni, ha perso almeno il 15% della carica. Non è un problema per chi lo usa ogni giorno e lo ricarica sulla base, ma è un consumo da tenere presente.
Il mouse entra in sospensione dopo 1 minuto senza movimento; dopo 11 minuti di inattività passa al sonno profondo e disconnette il wireless. Il tempo di sospensione si regola dal software, e la funzione Smart Power Saving spegne le luci mentre il mouse è in movimento.
Prezzo e rapporto qualità/prezzo
Al momento della nostra prova il Nex Lite costa 27,42 euro sullo store ufficiale EPOMAKER e 43,59 euro su Amazon: in entrambi i casi molto meno del CarbonX, e sullo store ufficiale circa un terzo. Per questa cifra offre connettività tri-mode, una dock di ricarica con ricevitore integrato, due display OLED, un software ricco di opzioni, grip tape e pattini di ricambio in confezione.
I compromessi si vedono: click e rotellina da entry level, plastica non di pregio, polling limitato a 1000 Hz, LOD non regolabile e un piccolo consumo della batteria anche da spento. Sono però limiti coerenti con il prezzo, e i test dicono che le basi, cioè sensore, polling e pulsanti, funzionano come devono.
PARTE 3 – In conclusione: vale la pena acquistare l’EPOMAKER Nex Lite?
Dopo la stessa serie di test riservata al CarbonX, l’EPOMAKER Nex Lite ci ha mostrato un’identità molto diversa ma altrettanto chiara. Non cerca di stupire con numeri estremi: punta a offrire tutto quello che serve a un mouse wireless moderno, più qualche tocco di originalità, a un prezzo molto accessibile.
La cosa che ci è piaciuta di più è che le basi funzionano come promesso. Il polling rate rispetta tutte e quattro le frequenze, da 125 a 1000 Hz, senza pacchetti vuoti né capture drop. Su 900 pressioni distribuite fra i cinque pulsanti non abbiamo rilevato alcun double-click involontario. Il PAW3311 è rimasto stabile negli swipe rapidi, i CPI misurati su 30 cm sono rimasti entro circa il 3,5% dai valori impostati e l’Angle Calibration ha restituito un angolo trascurabile di 0,6°.
Il peso al bilancino è di 65,45 grammi, praticamente identico al dichiarato. Il doppio display, sul mouse e sulla dock, è un’idea davvero riuscita, e insieme alle luci RGB e al sistema di ricarica dà al prodotto una personalità che a questo prezzo non è comune.
Il prezzo si sente invece nel feeling: click e pulsanti laterali sono un po’ croccanti e poco ricercati, la rotellina è da entry level e la plastica non è di pregio, pur trasmettendo solidità. La dock con ricevitore integrato è comoda alla scrivania, meno in mobilità, e la batteria perde qualcosa anche a mouse spento.
In definitiva l’EPOMAKER Nex Lite è un mouse da consigliare a chi cerca un mouse wireless economico, completo, affidabile nei numeri e con qualche dettaglio originale da mostrare sulla scrivania. Chi cerca un feeling dei click più raffinato o un mouse da portare spesso fuori casa dovrà invece guardare altrove.
I dati numerici indicati come “nostri test” derivano esclusivamente dall’esemplare che abbiamo provato.