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Dreadline Express - Sulle rotaie dell'apocalisse (Recensione)
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Dreadline Express - Sulle rotaie dell'apocalisse (Recensione)

 

Stai dormendo, cullato dal suono meccanico e ripetitivo del treno che scorre lungo i binari. D'un tratto, una forte sirena ti strappa dal sonno. Ti ritrovi in una cabina che non riconosci, illuminata soltanto dalla luce fioca di alcune candele. Tutto sembra fuori posto e, dal finestrino, non riesci a distinguere nulla, se non uno strano bagliore rosso. 

Nel silenzio della stanza, una voce gracchiante irrompe dall'interfono, echeggiando lungo tutto il vagone: “We expect your full cooperation. All hail the Supreme Engineer!”

 

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È questa la premessa di Dreadline Express, un'avventura horror psicologica in prima persona sviluppata da David Konecny e pubblicata da Shoreline Games, che ci conduce in un mondo ormai irriconoscibile, devastato da un'apocalisse che richiama l'orrore cosmico di H.P. Lovecraft. In questo scenario cupo e malinconico dove un vecchio treno a vapore diventa l'ultimo rifugio dell'umanità.

 

Biglietto, prego!

 

Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui sceglie di raccontare la propria storia. Fin dai primi minuti, ci ritroviamo in un mondo del quale sappiamo pochissimo, circondati da persone sconosciute e immersi in una situazione di cui fatichiamo a comprendere le reali motivazioni. Il passato del protagonista è avvolto nel mistero e i suoi ricordi frammentati lasciano spazio a più domande che risposte. Ognuno sembra custodire un frammento di verità, e spetta a noi porre le domande giuste, ricostruendo poco alla volta i pezzi di una storia in cui nulla sembra essere come appare.

Chi sono davvero gli altri passeggeri? Che cosa è successo al mondo? E soprattutto, quale legame abbiamo con gli eventi che hanno condotto l'umanità sull'ultimo treno rimasto?




Il treno, con i suoi corridoi cupi e le sue cabine, è un luogo tanto affascinante quanto opprimente: un piccolo mondo isolato in cui ogni incontro può riservare nuove sorprese. Anche dopo diverse ore di gioco, il desiderio di conoscere meglio i passeggeri, ricostruire il nostro passato e capire quali eventi abbiano condotto l'umanità in questa situazione non è venuto meno. È una racconto che riesce a incuriosire senza dover ricorrere continuamente a colpi di scena, lasciando che siano i misteri ancora irrisolti a spingere il giocatore verso la prossima scoperta. I dialoghi assumono un ruolo fondamentale, dietro le parole dei passeggeri possono nascondersi dettagli preziosi, ricordi dimenticati e verità che non vengono rivelate apertamente.

 

 

A rendere tutto ancor più inquietante interviene la componente paranormale, contribuendo a trasformare il viaggio in qualcosa di ben più oscuro. La sensazione di non poter fare affidamento sui propri ricordi alimenta un costante senso di incertezza, mentre gli eventi e le presenze che incontriamo suggeriscono che a bordo del treno esistano forze difficili da comprendere.

Il comparto sonoro contribuisce in maniera significativa alla riuscita dell'esperienza. Il rumore delle ruote sui binari, i cigolii delle carrozze ed altri suoni ambientali accompagnano il viaggio senza spezzarne il ritmo. La musica, in particolare, sostiene un'atmosfera cupa e malinconica che richiama le influenze lovecraftiane del gioco, trasmettendo un senso di inquietudine che permea l'intera avventura. Un accompagnamento discreto ma efficace, capace di valorizzare tanto i momenti più riflessivi quanto quelli in cui il mistero lascia spazio a sensazioni più disturbanti.

 

Una carta per ogni segreto

 

Se la storia e l'ambientazione costituiscono le fondamenta dell'avventura, è soprattutto attraverso il gameplay che l'ultimo titolo di Shoreline Games, cerca di distinguersi dalle altre produzioni del genere. Dimenticate armi, scontri e fughe disperate da mostri: qui il nostro strumento più prezioso è la conoscenza, e la capacità di sfruttarla determinerà il proseguimento del viaggio. Durante l'esplorazione raccoglieremo indizi, scopriremo nuovi dettagli sui passeggeri e metteremo insieme informazioni che verranno rappresentate attraverso delle carte. Ognuna di esse costituisce un tassello della nostra memoria e, combinandole tra loro, potremo dare vita a collegamenti inaspettati, aprire nuove piste d'indagine o scoprire spunti narrativi da approfondire in seguito.

 

 

Costruire pensieri e deduzioni attraverso le carte è una soluzione particolarmente efficace per un'avventura investigativa, perché lega direttamente le meccaniche di gioco al tema centrale della narrazione. Naturalmente, un sistema basato sulle deduzioni richiede anche una certa disponibilità a sperimentare e a ragionare fuori dagli schemi. Un approccio che alcuni giocatori potrebbero trovare stimolante, mentre altri potrebbero considerare talvolta un po noioso. 

 

C’è qualcosa di sbagliato qui… 

 

Questa struttura porta inevitabilmente con sé qualche dubbio. In alcuni momenti, infatti, capire come proseguire può rivelarsi più complicato del previsto, soprattutto quando non si riesce a individuare il collegamento corretto tra le informazioni raccolte. Il rischio è quello di interrompere il ritmo dell'esplorazione, finendo per provare diverse combinazioni a casaccio nella speranza di trovare quella giusta. Credo che una possibile soluzione potrebbe essere l'introduzione di una modalità assistita, capace di fornire piccoli suggerimenti al giocatore quando ci si trova bloccati troppo a lungo. Lasciando comunque il piacere di arrivare autonomamente alla deduzione finale. Una scelta che renderebbe l'esperienza più accessibile senza snaturarne le meccaniche.

 

“Le persone qui tendono a dimenticare”

 

Il ritmo narrativo mi ha convinto, riuscendo a mantenere vivo il mio interesse dall'inizio alla fine. La voglia di scoprire cosa si nasconda dietro gli eventi e quale destino attenda i protagonisti rappresenta una motivazione costante per proseguire, anche nei momenti in cui il gameplay richiede un po' più di pazienza. A contribuire alla rigiocabilità ci pensano inoltre i diversi finali, determinati dalle scelte compiute nel corso dell'avventura. Incentivo interessante che invita a ripercorrere il viaggio cercando strade alternative e scoprire come decisioni differenti possano influenzarne l'esito.

Dreadline Express richiede al giocatore di entrare in sintonia con il suo approccio investigativo, accettandone i tempi e le peculiarità. Qualche passaggio poco intuitivo può rallentare l'esperienza, ma non compromette il valore di un'avventura che trova nella narrazione e nella voglia di scoprire la propria ragion d'essere.

 

Capolinea

 

In un mercato in cui molte produzioni horror finiscono per assomigliarsi, l'opera di David Konecny prova a costruire una propria identità attraverso un'atmosfera cupa e opprimente, una narrazione ricca di misteri e un sistema di gioco che mette la conoscenza al centro dell'esperienza. La storia, svelata gradualmente, mantiene vivo il desiderio di capire cosa sia successo al mondo, chi siano davvero i passeggeri e quale sia il destino del treno. 

A convincermi è stato soprattutto il sistema delle carte, riuscendo a legare meccaniche investigative al tema stesso dell'avventura. Raccogliere informazioni, metterle in relazione e costruire nuove deduzioni trasforma il giocatore in una parte attiva della narrazione, premiando l'attenzione anziché affidarsi esclusivamente a espedienti horror più tradizionali. Ho terminato il gioco in circa 10 ore, cercando di scoprire il più possibile, trovo che sia una durata soddisfacente per un'avventura di questo tipo. Ammetto, però, che non mi sarebbe dispiaciuto avere qualche occasione in più per esplorare il mondo di gioco, magari attraverso altri personaggi da conoscere o nuove attività da svolgere.

Naturalmente, non è un'esperienza pensata per chi cerca un horror ricco di azione o una progressione sempre immediata. Il ritmo più riflessivo e la necessità di ragionare sulle informazioni raccolte potrebbero non incontrare i gusti di tutti. Tuttavia, queste caratteristiche definiscono la personalità del titolo, rendendolo molto interessante per chi desidera qualcosa di diverso.

In conclusione, Dreadline Express mi è piaciuto davvero molto. La combinazione tra una storia solida e intrigante, un'ambientazione suggestiva e una meccanica di gioco che non mi era mai capitato di incontrare in altri titoli mi ha regalato un'esperienza capace di incuriosire e coinvolgere dall'inizio alla fine.  

 

Benvenuti a bordo

 

Testato su

PC

CPU
AMD RYZEN 7 5800X3D
GPU
NVIDIA GeForce RTX 4070 TI
RAM
Corsair VENGEANCE 32GB DDR4 3600 MHz
Sistema operativo
Windows 11

Pro

  • Atmosfera cupa e suggestiva
  • Sistema di carte originale
  • Narrazione intrigante
  • Finali multipli

Contro

  • Alcune deduzioni poco intuitive
  • Poche occasioni di esplorazione
8,0/10
Voto complessivo
Gameplay
8,0/10
Grafica
8,0/10
Ottimizzazione
8,0/10
Provenienza recensioneFornita dal publisher

Media: 8,0/10 calcolata su 3 valutazioni

 

 

Informazioni sull'Autore

Bafio

Biografia

- Articolista IN PROVA di KotaWorld.it
Fabio Scalerandi nasce nel 2000 e, già da piccolo, viene folgorato (non letteralmente) da un cabinato di Street Fighter trovato quasi per caso in un negozio della sua città. Da quel momento ha inizio la sua escalation videoludica: dal primo Crash Bandicoot su PlayStation, passando per infinite avventure su Game Boy, fino alla scoperta della leggendaria The Orange Box di Valve. Oggi, tra un libro universitario e l’altro, cerca di tenere viva quella che ormai è diventata una fantastica e irrinunciabile passione: videogiocare e, soprattutto, parlare di videogiochi.

 

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