Il 24 e 25 ottobre 2026, gli spazi di SiraMUSE, a Siracusa in via Santa Lucia alla Badia, hanno ospitato la prima edizione ufficiale di Ortigia Comics & Games. Un appuntamento che porta la cultura pop nel cuore di Ortigia, cercando di mettere in dialogo fumetto, illustrazione, giochi da tavolo, giochi di ruolo e videogiochi con uno degli scenari più caratteristici della città.
Il progetto non nasce completamente da zero. Dopo l'esperienza dello scorso anno, che aveva soprattutto lo scopo di presentare e promuovere l'iniziativa, la manifestazione è tornata con il suo primo appuntamento ufficiale, con l'ambizione di costruire uno spazio dedicato agli appassionati e alla creatività locale.
Di primo impatto, la sensazione è quella di trovarsi davanti a un evento che ha scelto di partire con dimensioni contenute, puntando più sulla selezione delle proposte e sul contesto che sulla quantità. Una scelta comprensibile, soprattutto quando si comincia a costruire qualcosa di nuovo. Visitando la manifestazione, però, non sono mancati alcuni spunti di riflessione, insieme ad aspetti che meritano di essere valorizzati.
Una location suggestiva, ma con qualche limite
Scegliere Ortigia significa puntare su una location dal fascino indiscutibile. Il contesto è elegante e caratteristico, molto diverso dai padiglioni e dai centri fieristici in cui si svolgono solitamente manifestazioni di questo genere.
Il problema è che il centro storico di Siracusa non offre molti spazi al chiuso adatti a organizzare una fiera dedicata alla cultura nerd. Per questa prima edizione la scelta è ricaduta su SiraMUSE, il museo immersivo multimediale dedicato alle storie di Siracusa. Una cornice particolare, che dà all'evento una propria identità, ma che porta inevitabilmente con sé qualche compromesso in termini di spazio.
Organizzare una manifestazione di questo tipo non è semplice, soprattutto quando si è agli inizi e bisogna trovare un equilibrio tra le ambizioni del progetto e le strutture a disposizione. Durante la mia visita, tuttavia, questa difficoltà è emersa in maniera piuttosto evidente.

La partecipazione del pubblico è stata buona e proprio questo aspetto ha messo in luce quanto sia importante riuscire a gestire gli spazi in funzione delle attività proposte.
L'esempio più concreto riguarda il contest cosplay.
Come Kotaworld.it, ero presente la domenica pomeriggio grazie a un accredito stampa, con l'obiettivo di seguire la manifestazione e realizzare contenuti da pubblicare sul sito e sui nostri canali social. Il cosplay è da sempre uno degli argomenti di punta della nostra attività social, quindi assistere al contest sarebbe stata un'occasione per raccontare un altro aspetto dell'evento e contribuire a dargli visibilità.
Purtroppo, non è stato possibile: la sala era già piena e non mi è stato consentito entrare.
È un episodio che mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, non soltanto per l'impossibilità di realizzare altri contenuti, ma soprattutto perché dimostra quanto possa essere difficile gestire un'attività molto partecipata in uno spazio limitato.
Forse non ci si aspettava un'affluenza così alta, e questo è sicuramente un segnale positivo per il futuro della manifestazione. Allo stesso tempo, quando un'attività richiama tanto pubblico, è importante riuscire a prevedere spazi adeguati, affinché tutti possano partecipare senza ritrovarsi esclusi.

Il contest cosplay è uno degli appuntamenti che attirano maggiormente l'attenzione nelle manifestazioni di questo genere e può contribuire in maniera significativa alla loro promozione. Proprio per questo, mi auguro che nelle prossime edizioni si possa trovare una soluzione che permetta di gestire meglio l'affluenza, magari ripensando l'organizzazione degli appuntamenti più attesi.
Non è una questione semplice da risolvere, soprattutto considerando i vincoli della location, ma è uno degli aspetti sui quali lavorare per rendere l'esperienza ancora più piacevole per chi sceglie di partecipare.
Pochi espositori, ma una selezione interessante
Rispetto all'edizione zero dello scorso anno, la manifestazione si è presentata con un numero inferiore di stand e artisti. L'offerta è stata quindi piuttosto contenuta, ma questo non significa che mancassero proposte interessanti.
Tra le realtà presenti abbiamo trovato GDRealms, con uno spazio dedicato ai giochi di ruolo, e La Tana dei Goblins di Siracusa, che ha animato il cortile con una selezione di giochi da tavolo. Non sono mancati alcuni shop e diversi artisti, che hanno contribuito a dare spazio al mondo dell'illustrazione e del fumetto. Su questi particolarmente ci tengo a spendere parole di elogio perchè sono espressione di una Sicilia che sogna in grande, che va oltre gli stereotipi locali e che si reinventa e sfrutta i propri talenti, complimenti sinceri quindi a Marc0mics, Paola Fiordaliso, Simone Romano, Drawnto, Steve Clarimonde, Alessio Maggioni, Cola Owl, Alberica, BAnimate per aver reso quest'edizione ancor più interessante.

È una proposta raccolta, ma come detto permette comunque di incontrare realtà del territorio e scoprire alcune delle passioni che animano la comunità nerd siracusana.
Personalmente, credo che partire con un'offerta selezionata possa essere stata una scelta sensata, soprattutto per un progetto che deve ancora consolidarsi. Pochi ma buoni come si dice in questi casi, conta molto di più la qualità delle presenze e la possibilità di creare occasioni di incontro.
Naturalmente, con il tempo sarà interessante vedere se Ortigia Comics & Games riuscirà ad ampliare la propria proposta, coinvolgendo altri espositori e artisti. Le basi per costruire qualcosa di interessante ci sono, e valorizzare le realtà locali potrebbe essere una delle strade più efficaci per far crescere l'evento senza fargli perdere il legame con il territorio.

I workshop: uno dei punti di forza della manifestazione
Se gli spazi espositivi sono stati piuttosto contenuti, il programma delle attività ha offerto diversi spunti interessanti. Tra gli aspetti che meritano un elogio ci sono sicuramente i workshop e gli incontri che si sono susseguiti nelle due giornate.
Il programma ha cercato di coinvolgere il pubblico attraverso attività pratiche e momenti di approfondimento dedicati a diversi ambiti della creatività.
Il sabato, per esempio, si è parlato di animazione, con un laboratorio organizzato in collaborazione con il MADE Program – Accademia di Belle Arti “Rosario Gagliardi” di Siracusa e FallingHorse Studio. Spazio anche al fumetto, con il workshop Mondi Disegnati a cura di Marc0mics e Paola Fiordaliso, e alla fotografia con Una bella foto, a cura di Salvottavio Puglisi.
Non sono mancati momenti dedicati alla danza e incontri con ospiti, tra cui l'atleta siracusano Matteo Melluzzo e il doppiatore Leonardo Graziano, conosciuto dal pubblico per aver prestato la voce a personaggi come Naruto Uzumaki e Sheldon Cooper.
La domenica il programma ha continuato a esplorare il lato più creativo della cultura pop, con appuntamenti dedicati alla stampa 3D applicata al cosplay, alla realizzazione e allo styling delle parrucche, alla CGI e alla sartoria per la creazione dei costumi.
Sono iniziative che ho apprezzato particolarmente, perché permettono di andare oltre il semplice intrattenimento e mostrano quanto siano numerose le competenze che si nascondono dietro le passioni che spesso associamo al mondo nerd.
Disegnare un fumetto, realizzare un costume, lavorare su un'immagine digitale o creare un accessorio attraverso la stampa 3D richiede studio, creatività e capacità tecniche. Dare spazio a queste attività significa anche riconoscere il valore di chi trasforma una passione in una competenza.
È proprio questa varietà di argomenti uno degli elementi che mi piacerebbe ritrovare e vedere ulteriormente sviluppato nelle prossime edizioni. Workshop e incontri possono diventare un valore aggiunto importante per una manifestazione che vuole coinvolgere non soltanto gli appassionati più esperti, ma anche chi desidera avvicinarsi per la prima volta a questi mondi.

Area videogames: c'è spazio per crescere
Una particolare attenzione, considerando che è il settore di cui maggiormente ci occupiamo, l'ho dedicata all'area videogames.
Qui, purtroppo, l'offerta è stata piuttosto limitata. Al di là della presenza di due studi di sviluppo con i rispettivi progetti, non è stata allestita una vera e propria area videoludica.
Per un evento che porta Games nel proprio nome, è un aspetto che si fa notare. Durante la mia permanenza mi è capitato più volte di sentire alcuni ragazzini chiedere dove fosse la zona dedicata ai videogiochi, segno che una parte del pubblico si aspettava di trovare uno spazio in cui poter giocare.
È un peccato, perché il settore videoludico avrebbe potuto offrire ulteriori occasioni di coinvolgimento. Allo stesso tempo, la presenza dei due studi di sviluppo ha permesso di conoscere progetti interessanti, che meritano di essere raccontati.
Dragonkin Studios: Monastery: Ora et Labora
Tra i partecipanti c'erano i già noti Dragonkin Studios, presenti con Monastery: Ora et Labora, un gestionale ambientato nel mondo dei monasteri, già disponibile in accesso anticipato su Steam.
Si tratta di un progetto sul quale torneremo presto: stiamo infatti preparando una recensione dedicata, nella quale approfondiremo il gioco e le sue caratteristiche.
La presenza dello studio è sicuramente positiva, perché permette di dare visibilità a una produzione indipendente e offre ai visitatori l'opportunità di provare direttamente un videogioco ancora in evoluzione.
In un evento di queste dimensioni, poter incontrare gli sviluppatori e scoprire da vicino il loro lavoro è un'occasione preziosa. Mi sarebbe piaciuto, però, trovare altre realtà indipendenti, così da rendere la proposta videoludica più articolata e offrire al pubblico una maggiore varietà di esperienze.
FallingHorse: You Chose
L'altro studio di sviluppo presente era FallingHorse, che ha portato You Chose, un progetto di storytelling immersivo basato sulla narrativa interattiva.
Il gioco si trova ancora in una fase embrionale e, durante l'evento, è stato presentato attraverso un libro interattivo che funge da prequel alla storia che verrà sviluppata nel prodotto finale.
È un approccio interessante, soprattutto per chi ama le esperienze narrative e vuole scoprire come nasce un progetto prima che arrivi alla sua forma definitiva.
Anche in questo caso, la possibilità di conoscere direttamente gli sviluppatori e ascoltare la storia del progetto rappresenta un valore aggiunto. Sono proprio queste occasioni che permettono di avvicinare il pubblico al lavoro che si nasconde dietro la creazione di un videogioco.
Mi auguro quindi che, nelle prossime edizioni, ci sia la possibilità di coinvolgere altri studi e ampliare questa parte della manifestazione. Non necessariamente con grandi strutture o decine di postazioni, ma con uno spazio riconoscibile che dia ai videogiochi il giusto peso all'interno dell'evento.
Un progetto da seguire
Al di là delle singole attività, c'è un elemento che mi ha fatto piacere vedere: la presenza di un pubblico che ha scelto di partecipare e dare fiducia a questo progetto.
Quando nasce una nuova manifestazione, soprattutto in un territorio in cui non è sempre semplice organizzare eventi di questo tipo, il sostegno delle persone è fondamentale. La partecipazione registrata durante il weekend dimostra che a Siracusa c'è interesse per iniziative capaci di riunire appassionati, artisti, associazioni e realtà creative.
Questo non significa che non ci siano aspetti da migliorare, ma è sicuramente un punto da cui ripartire. Organizzare un evento del genere richiede impegno, risorse e la capacità di coordinare tante attività diverse. Farlo in una location particolare come Ortigia aggiunge ulteriori difficoltà, ed è giusto riconoscere il lavoro di chi ha deciso di mettersi in gioco.

Personalmente, da siracusano, sono contento che ci sia stato qualcuno disposto a investire tempo ed energie per portare un appuntamento del genere in città. Mi piacerebbe vedere Ortigia Comics & Games crescere anno dopo anno, coinvolgendo sempre più realtà del territorio e riuscendo a valorizzare tutte le "anime" della cultura nerd.
Le idee non mancano e il programma dei workshop ha dimostrato che si può offrire qualcosa di interessante anche senza puntare necessariamente sui grandi numeri. Adesso sarà importante fare tesoro di questa prima esperienza, capire cosa ha funzionato e trovare il modo di migliorare ciò che ha incontrato maggiori difficoltà.
Per il momento, ci portiamo a casa una visita con qualche occasione mancata, ma anche la curiosità di vedere come evolverà il progetto. Le basi ci sono e il pubblico ha dimostrato di esserci: adesso non resta che continuare a lavorarci.
Ai posteri, quindi, l'ardua sentenza. Per adesso noi nerd siamo semplicemente contenti di avere un evento che ci rappresenti anche a Siracusa.
Ringrazio l'organizzazione per la concessione dell'accredito stampa e il direttore Sergio Linares per avermi gentilmente fornito le foto ufficiali della manifestazione.