I Genma sono tornati
Capcom ha deciso di riportarci nel passato, facendoci rivivere l'esperienza di Onimusha, disponibile su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2, questa volta ambientata in un Giappone feudale piagato dal ritorno dei demoni Genma. La storia segue le vicende di Miyamoto Musashi, ossessionato dal desiderio di diventare un guerriero imbattibile affidandosi esclusivamente alla propria maestria e seguendo la via della spada. Dopo essere stato sconfitto e privato del proprio onore da forze che vanno oltre la comprensione umana, Musashi viene salvato dalle acque dell'Oltretomba grazie a un leggendario Guanto Oni.
Musashi considera inizialmente il guanto magico un vero e proprio imbroglio, oltre che una macchia sul proprio percorso di disciplina e duro lavoro. Nonostante ciò, sarà costretto a sfruttarne il potere soprannaturale per affrontare l'invasione dei Genma, che stanno mettendo a ferro e fuoco i territori circostanti Kyoto. La storia presenta pochi o nessun collegamento diretto con i vecchi capitoli, risultando quindi facilmente accessibile anche a chi non ha mai giocato un titolo della serie Onimusha.
Scontri a spade affilate
Il gameplay è proprio il punto forte di Onimusha. Il titolo si classifica come un hack and slash e il combattimento è divertente e appagante. Abbiamo i parry, le schivate e gli Issen, che per chi non lo sapesse sono mosse di contrattacco critico che permettono di infliggere danni massicci o addirittura uccidere istantaneamente un nemico con un singolo fendente. Imparare a sfruttare bene queste meccaniche diventa fondamentale soprattutto negli scontri più impegnativi, dove attaccare senza criterio può portarci rapidamente alla sconfitta.
Nel gameplay abbiamo anche un sacco di armi Oni, ognuna con abilità diverse, rendendo il combat system più vario e permettendo di scegliere l'arma Oni che più ci piace in base alla situazione. Ogni arma ha infatti caratteristiche e capacità differenti e questo permette di sperimentare diversi approcci durante gli scontri. Abbiamo anche un arco, utile per affrontare i nemici dalla distanza e per gestire alcune situazioni in cui avvicinarsi troppo può diventare rischioso.
A rendere più interessante la progressione ci pensa anche il sistema di potenziamento dell'equipaggiamento. Durante l'avventura possiamo migliorare le nostre spade, l'armatura e lo stesso Guanto Oni, aumentando progressivamente le capacità di Musashi. Questo permette di avere una sensazione di crescita durante il viaggio e di rendere il protagonista sempre più preparato ad affrontare i nemici che incontreremo andando avanti. Il potenziamento delle armi è particolarmente importante perché ci permette di investire sulle spade che utilizziamo maggiormente, mentre migliorare l'armatura e il Guanto Oni consente di rendere Musashi più resistente e di sfruttare meglio le sue capacità soprannaturali.
Sono belli anche i vari modi di uccidere i nemici. Ad esempio, con gli arcieri possiamo decidere se ucciderli facendo loro tornare indietro le proprie frecce, oppure schivare il colpo e sfruttare l'occasione per portarci alle loro spalle, dando vita a un'animazione dedicata per eliminarli. Non si tratta quindi solamente di correre verso il nemico e colpirlo fino a quando non cade a terra, ma possiamo sfruttare le diverse situazioni a nostro vantaggio. Insomma, abbiamo tanti modi creativi per affrontare i nemici e questo rende gli scontri più divertenti, soprattutto quando iniziamo a prendere confidenza con tutte le possibilità offerte dal gioco.
Inoltre, Musashi può utilizzare anche l'ambiente a suo favore. Le coperture possono essere utilizzate come scudo oppure lanciate contro i propri nemici, aggiungendo un ulteriore elemento di varietà agli scontri. Questi piccoli elementi funzionano bene perché permettono di sfruttare ciò che ci circonda e rendono alcune situazioni meno statiche. Nonostante il sistema rimanga principalmente basato sul combattimento corpo a corpo, ci sono quindi diverse possibilità che riescono a dare un po' di varietà alle battaglie.
Tuttavia, il combattimento è bello e appagante, sì, ma non è esente da critiche. Infatti, abbiamo una scarsa varietà di nemici e, andando avanti nell'avventura, capita abbastanza spesso di ritrovare avversari già affrontati in precedenza. Anche i boss, nonostante le boss fight siano spettacolari, sono stati in parte riciclati, così come alcuni mini boss, probabilmente per allungare la durata del gioco. Va bene voler rendere il titolo più lungo, ma affrontare due o più volte lo stesso boss finisce per annoiare, soprattutto quando ci si aspetta uno scontro completamente nuovo dopo aver superato una parte importante dell'avventura.
Anche l'esplorazione non riesce sempre a mantenere lo stesso livello del combat system. Kyoto è poco varia e le missioni secondarie non sono abbastanza stimolanti, risultando spesso noiose e ripetitive. Anche la struttura delle zone tende a ripetersi, rendendo l'esplorazione meno interessante con il proseguire dell'avventura. Il problema non è quindi la presenza di zone da esplorare, ma il fatto che queste non riescono sempre a offrire qualcosa di realmente nuovo, soprattutto quando ci troviamo a ripercorrere situazioni e ambientazioni già viste.
Alla fine, Onimusha dà il meglio di sé quando ci mette una spada in mano e ci lascia combattere. Il sistema di combattimento, gli Issen, le armi Oni e le possibilità offerte dall'ambiente rendono gli scontri divertenti e soddisfacenti. Peccato però per una varietà dei nemici non sempre convincente e per alcune situazioni che tendono a ripetersi, elementi che impediscono al gameplay di essere davvero perfetto.
Avanti con i meme
Chi non ha visto almeno un meme su Musashi e le sue espressioni facciali in questi giorni? Penso praticamente nessuno! Le sue espressioni stanno ormai facendo il giro della rete e, giocando, si capisce subito il perché. La caratterizzazione dei personaggi è eccellente, soprattutto per quanto riguarda il protagonista. Il volto e la mimica facciale di Miyamoto Musashi sono ispirati all'attore Toshiro Mifune, risultando estremamente espressivi e carismatici. In alcune situazioni le sue espressioni sono talmente esagerate da strappare anche qualche risata, soprattutto durante i dialoghi più particolari.
Ma non è solo lui a essere caratterizzato così bene. Anche Sasaki Ganryu, il grande rivale di Musashi, presenta un design che riflette perfettamente la sua personalità eccentrica, teatrale e quasi folle. Il contrasto tra i due funziona molto bene e rende ancora più interessanti i loro incontri. Capcom ha quindi fatto un ottimo lavoro non solo nel realizzare dei personaggi belli da vedere, ma anche nel riuscire a comunicare parte della loro personalità attraverso il volto, le animazioni e il modo di muoversi.
Il lavoro di Capcom non si limita però al character design, perché anche creature e boss sono realizzati con grande cura e riescono a distinguersi tra loro. I Genma hanno un aspetto molto particolare e riescono a mantenere quella componente dark fantasy che si sposa bene con l'ambientazione storica. Anche i combattimenti contro i boss beneficiano di questo lavoro, grazie a creature imponenti e ricche di dettagli che riescono a dare un buon impatto durante gli scontri.
A questo si aggiunge un comparto grafico che, nonostante la ripetitività di alcune zone, riesce comunque a regalare scorci davvero belli. Capcom ha infatti dedicato una cura maniacale alla ricostruzione storica del Giappone dell'epoca. Kyoto e le zone circostanti sono ricche di dettagli, dagli edifici in legno alle tegole dei tetti, passando per la vegetazione e i templi storici. Anche i piccoli elementi presenti negli ambienti contribuiscono a rendere credibile il mondo di gioco, dando la sensazione di trovarsi realmente nel Giappone feudale.
Il risultato è un'ambientazione che riesce a trasmettere bene l'atmosfera dell'epoca, soprattutto quando la componente storica si unisce a quella dark fantasy. Da una parte abbiamo templi, villaggi, case tradizionali e paesaggi naturali, dall'altra ci troviamo davanti a demoni, sangue e luoghi completamente corrotti. È proprio questo contrasto a funzionare particolarmente bene e a dare a Onimusha una propria identità visiva.
A rendere ancora più particolare il tutto ci pensa la presenza del miasma dei Genma, che trasforma alcune zone in luoghi corrotti e inquietanti. La bellezza degli ambienti giapponesi viene quindi continuamente messa in contrasto con nebbie, corruzione demoniaca e creature infernali, creando un impatto visivo davvero riuscito. In alcune situazioni sembra quasi di passare da un Giappone storico a una versione completamente deformata e invasa dai demoni.
Anche l'illuminazione contribuisce molto a questo risultato, soprattutto durante gli scontri, dove gli effetti delle armi Oni e del Guanto Oni riescono a risaltare all'interno degli scenari. Le luci, i colori e gli effetti delle abilità soprannaturali danno maggiore spettacolarità alle battaglie e rendono particolarmente piacevoli alcuni combattimenti, soprattutto quelli contro i nemici più grandi.
L'unico vero problema rimane però la ripetitività delle ambientazioni. Nonostante la cura nei dettagli sia evidente, durante l'avventura ci ritroveremo spesso a passare nuovamente dagli stessi luoghi e dagli stessi vicoli di Kyoto. Sul lungo periodo questo rischia di rendere l'esplorazione un po' meno interessante, soprattutto considerando la presenza di alcune zone che risultano strutturalmente molto simili tra loro. È un peccato, perché quando Onimusha decide di mostrare qualcosa di nuovo riesce spesso a regalare scenari davvero suggestivi.
I samurai sapevano il fatto loro, anche nel campo dell'ottimizzazione
Onimusha ha ufficialmente confermato la versatilità del RE Engine di Capcom. Il gioco gira stabilmente a 60 FPS, anche durante le fasi di combattimento più caotiche e difficili da gestire, mantenendo inoltre un frame time estremamente lineare. Una cosa che ho apprezzato particolarmente è proprio la sensazione di fluidità che si ha durante gli scontri, dove tra parry, schivate, Issen ed effetti delle armi Oni lo schermo può diventare abbastanza movimentato. Nonostante questo, il gioco riesce a mantenere una buona stabilità e non presenta particolari problemi che vadano a rovinare l'esperienza.
Anche sul fronte delle impostazioni grafiche il titolo offre una buona possibilità di configurazione. Possiamo infatti intervenire su elementi più pesanti come ombre e riflessi, ottenendo guadagni di frame piuttosto importanti senza compromettere eccessivamente la qualità visiva. Questo permette quindi di trovare abbastanza facilmente il giusto compromesso tra qualità grafica e prestazioni, soprattutto se non disponiamo di un PC particolarmente potente.
Sono inoltre presenti tecnologie di upscaling come DLSS e FSR, che permettono di aumentare ulteriormente il frame rate mantenendo una buona qualità dell'immagine. Personalmente trovo sempre positiva la presenza di queste tecnologie, soprattutto in un gioco dove la fluidità è importante per riuscire a reagire correttamente agli attacchi dei nemici. In un titolo basato molto sui tempi di parry e sugli Issen, avere un'esperienza stabile non è quindi solamente un fattore estetico, ma contribuisce anche a rendere il combattimento più preciso.
Un altro aspetto che ho apprezzato è il modo in cui Onimusha gestisce le diverse situazioni di gioco. Nonostante alcune aree siano più dense di elementi rispetto ad altre e ci siano momenti in cui abbiamo diversi nemici contemporaneamente sullo schermo, il gioco riesce a gestire bene la mole di effetti e animazioni presenti. Anche durante le battaglie più movimentate non ho riscontrato particolari problemi capaci di compromettere il gameplay.
Ovviamente non stiamo parlando di un titolo tecnicamente perfetto, ma nel complesso il risultato è davvero convincente. Il RE Engine dimostra ancora una volta di poter essere utilizzato per produzioni molto diverse tra loro, riuscendo a gestire senza particolari difficoltà sia le ambientazioni del Giappone feudale sia gli effetti soprannaturali legati ai Genma e alle armi Oni.
Possiamo dire quindi che Capcom ha fatto davvero un ottimo lavoro di ottimizzazione poiché avere un gioco che mantiene i 60 FPS stabilmente nel 2026 è quasi un miraggio. Onimusha è uno di quei giochi che, una volta avviato, ti permette semplicemente di giocare senza doverti preoccupare continuamente delle prestazioni, ed è esattamente quello che mi aspetto da una buona ottimizzazione.

Un ritorno che convince
Onimusha è un ritorno che, almeno per quanto mi riguarda, riesce nel suo intento. Capcom ha riportato in vita una serie storica senza renderla troppo difficile da approcciare per chi non ha mai giocato i vecchi capitoli, costruendo un'avventura che punta soprattutto sulla qualità del combat system. Il gameplay è senza dubbio il punto più forte della produzione. Parry, schivate, Issen e armi Oni rendono gli scontri divertenti e appaganti, soprattutto quando impariamo a sfruttare tutte le possibilità che Musashi ha a disposizione. Anche il modo in cui possiamo utilizzare l'ambiente e affrontare i nemici in maniera diversa aggiunge quel pizzico di varietà che ho apprezzato. Anche il comparto tecnico convince, grazie a una direzione artistica curata, a una buona caratterizzazione dei personaggi e a un'ottima ricostruzione del Giappone feudale. A questo si aggiunge un'ottimizzazione davvero eccellente, che permette di godersi l'avventura con grande fluidità.
Non è però un gioco perfetto. La varietà dei nemici e dei boss poteva essere maggiore e affrontare più volte gli stessi avversari finisce per risultare ripetitivo. Anche alcune zone di Kyoto e le attività secondarie avrebbero potuto offrire qualcosa in più, soprattutto sul lungo periodo.
Nonostante questi difetti, Onimusha mi ha divertito davvero tanto e credo che sia un titolo che riesce a valorizzare bene ciò che ha reso famosa la serie, adattandolo a un pubblico moderno. Se amate gli hack and slash e cercate un'avventura ambientata nel Giappone feudale, Onimusha è sicuramente un titolo che vale la pena giocare.


