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Drone Sector - La Recensione Early Access (PC)
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Drone Sector - La Recensione Early Access (PC)

Drone Sector parte da un'idea tanto semplice quanto affascinante: prendere il controllo di un gunship futuristico, osservare il campo di battaglia dall'alto e trasformarsi nell'occhio, nel coordinatore e soprattutto nella potenza di fuoco delle proprie truppe a terra.

Un concetto che, almeno personalmente, ha immediatamente risvegliato alcune vecchie sensazioni. Durante le prime missioni ho infatti avvertito delle forti vibes da Battlefield Commander, soprattutto pensando a quando era possibile giocare e impartire ordini attraverso il tablet, osservando lo scontro da una prospettiva completamente differente rispetto al classico soldato sul campo.

Drone Sector riprende in parte quella filosofia e la trasforma nel cuore dell'esperienza: non siamo semplicemente un pilota chiamato a sparare sui bersagli, ma una presenza costante sopra il campo di battaglia, capace di seguire l'avanzata delle unità alleate, indicare loro dove muoversi e intervenire con cannoni e munizioni di grosso calibro quando la situazione lo richiede.

Il risultato è un curioso incontro tra supporto aereo, shooter tattico e strategia in tempo reale, con una struttura che alterna missioni operative a ricerca tecnologica, produzione delle munizioni, gestione dell'equipaggiamento e potenziamento del proprio arsenale.

Il problema è che ci troviamo ancora davanti a un titolo in Early Access e si vede parecchio.

Le idee non mancano e alcuni momenti riescono già a essere tremendamente soddisfacenti, ma Drone Sector deve ancora fare i conti con un'intelligenza artificiale piuttosto problematica, una varietà di contenuti limitata e diversi sistemi che necessitano di essere bilanciati meglio.

Proviamo dunque a fare una bella "ricognizione aerea" dello stato d'arte di questo titolo.

Sviluppatore: Icosphere
Publisher / PR: MicroProse Software
Data di uscita in Early Access: 21 luglio 2026

 

 

Storia

In Drone Sector la storia non rappresenta il vero fulcro dell'esperienza. Il gioco preferisce costruire una cornice militare mista tra presente e prossimo futuro all'interno della quale il giocatore assume il controllo di un avanzato gunship chiamato a supportare le operazioni delle proprie forze sul terreno.

La modalità carriera propone una successione di operazioni militari attraverso le quali veniamo progressivamente introdotti alle differenti meccaniche di gioco con difficoltà crescenti. Gli incarichi possono portarci a distruggere infrastrutture strategiche, sabotare installazioni nemiche, recuperare informazioni, conquistare determinate posizioni, eliminare unità ostili oppure proteggere l'avanzata delle nostre squadre.

Non aspettatevi quindi una campagna costruita attorno a grandi personaggi, lunghe sequenze narrative o particolari colpi di scena. La narrazione rimane soprattutto al servizio del gameplay e serve a fornire un contesto alle differenti operazioni.

A rendere maggiormente organica la progressione interviene però il sistema di Escalation. Le nostre azioni attirano progressivamente l'attenzione delle forze nemiche e, aumentando il livello di escalation, cresce anche la pressione esercitata sul campo di battaglia. Cominciano a comparire forze più numerose, maggiori minacce e soprattutto unità antiaeree capaci di rappresentare un reale pericolo per il nostro gunship. È un sistema interessante perché cerca di trasformare le singole operazioni in parti di un conflitto più ampio, anche se nell'attuale versione la componente narrativa rimane ancora piuttosto essenziale.

Da questo punto di vista Drone Sector mostra chiaramente la propria natura Early Access: la base esiste, ma sarebbe interessante vedere in futuro una campagna più strutturata, maggiormente dinamica e capace di dare maggiore peso alle conseguenze delle nostre operazioni.

 

 

Gameplay

È inevitabilmente nel gameplay di Drone Sector che troviamo gli elementi più interessanti dell'intera produzione. Il tutorial iniziale svolge bene il proprio compito e introduce meccaniche estremamente facili da assimilare, ma sufficientemente particolari da incuriosire immediatamente. Le prime operazioni ci insegnano a individuare i bersagli, selezionare l'arma corretta e utilizzare i differenti sistemi di osservazione disponibili a bordo del gunship.

Successivamente vengono introdotte le meccaniche avanzate e l'esperienza acquista una profondità decisamente maggiore. Possiamo modificare velocità e quota dell'orbita, cambiare il punto attorno al quale il velivolo sta effettuando il proprio sorvolo e coordinare direttamente le squadre presenti sul terreno. Proprio in questi momenti sono tornate quelle belle sensazioni da Battlefield Commander.

La differenza è naturalmente enorme, ma il principio di osservare il campo di battaglia dall'alto e decidere dove indirizzare le proprie unità riesce a restituire una sensazione simile: non siamo fisicamente sul terreno, ma abbiamo comunque la possibilità di influenzare direttamente quello che sta accadendo sotto di noi.

Contemporaneamente dobbiamo utilizzare il gunship per eliminare le minacce. Il risultato è una particolare combinazione tra RTS e shooter: impartiamo gli ordini alle unità terrestri e pochi secondi dopo possiamo trovarci a utilizzare un cannone da 120 mm per liberare loro la strada.

Quando tutto funziona, è decisamente divertente.

 

Un gunship carico di potenza di fuoco

L'arsenale rappresenta naturalmente una componente importante. Durante la progressione possiamo mettere le mani su cannoni, mitragliatrici e differenti tipologie di munizioni, utilizzando proiettili specifici in base alla natura del bersaglio.

La distinzione più importante è essenzialmente quella tra munizioni HE e AP: le prime risultano particolarmente efficaci contro fanteria e bersagli poco protetti, mentre le seconde diventano necessarie quando cominciano a entrare in gioco mezzi maggiormente corazzati. Il piacere di utilizzare questi armamenti è probabilmente una delle ragioni principali per giocare a Drone Sector.

Individuare un gruppo numeroso di fanteria attraverso i sensori, anticiparne leggermente il movimento e vedere un proiettile di grosso calibro cancellare l'intera formazione in pochi istanti restituisce esattamente quella sensazione di potenza che ci si aspetterebbe da un gioco costruito attorno al concetto di supporto aereo ravvicinato.

All'aumentare della difficoltà diventa inoltre importante prestare maggiore attenzione alle unità antiaeree, perché rappresentano una delle poche minacce realmente capaci di mettere sotto pressione il gunship.

 

Ricerca, risorse e produzione delle munizioni

Tra una missione e quella successiva Drone Sector cambia completamente ritmo.

Le operazioni permettono infatti di raccogliere differenti risorse, tra cui punti ricerca, materiale composito, materiale della testata, materiale sfuso, moduli di calcolo, moduli di raffreddamento e moduli di potenza.

Queste risorse vengono utilizzate per sviluppare nuove tecnologie attraverso un vero e proprio albero della ricerca. Possiamo sbloccare nuovi cannoni, miglioramenti per i mezzi, sistemi di autoprotezione e ulteriori soluzioni da utilizzare durante le successive operazioni.

Parallelamente dobbiamo occuparci della fabbricazione delle munizioni, dell'equipaggiamento delle squadre terrestri e dello stato del nostro gunship. Sulla carta il sistema funziona perché introduce un'interessante fase gestionale tra una battaglia e quella successiva. Nella pratica, però, l'economia necessita ancora di qualche aggiustamento.

Le ricompense dipendono dalle missioni disponibili e può quindi capitare di avere bisogno di una determinata risorsa per proseguire una ricerca senza trovare immediatamente un'operazione capace di fornirla. La progressione tecnologica appare poi più rapida rispetto all'effettiva crescita delle minacce. Si può quindi arrivare relativamente presto a sbloccare armamenti estremamente potenti, quando buona parte degli avversari continua a essere facilmente eliminabile utilizzando anche l'equipaggiamento disponibile nelle prime fasi della campagna.

 

 

Tante armi, ma non sempre abbastanza differenti

Qui emerge un altro limite dell'attuale versione. Drone Sector propone diverse armi, ma non sempre riesce a renderle realmente indispensabili.

Una volta compresa la distinzione tra munizioni dedicate ai bersagli leggeri e quelle necessarie contro i mezzi corazzati, buona parte degli scontri tende a seguire uno schema abbastanza prevedibile.

Il problema riguarda anche i nemici. Fan­teria, veicoli e unità antiaeree rappresentano le categorie realmente importanti durante gli scontri, ma all'interno di queste famiglie le differenze spesso non modificano sufficientemente il nostro approccio.

Questo significa che, dopo alcune ore, quella spettacolare sensazione iniziale di dominio sul campo di battaglia può cominciare gradualmente a lasciare spazio alla ripetitività. Sparare dall'alto contro centinaia di soldati continua a essere divertente, ma il gioco avrebbe bisogno di costringerci più spesso a modificare strategia, posizione, quota e armamento.

 

I BOT sono il vero punto debole

Se però dovessi indicare il problema più evidente dell'attuale Early Access di Drone Sector, non avrei molti dubbi: l'intelligenza artificiale delle unità terrestri è, in alcuni momenti, quasi ridicola.

Il pathfinding dei BOT può trasformare operazioni apparentemente semplicissime in una prova di pazienza. Veicoli che dovrebbero percorrere una strada possono decidere di fermarsi contro un edificio. Altri rimangono incastrati contro alberi, muri o elementi dello scenario. Talvolta due unità finiscono addirittura per intralciarsi reciprocamente.

La parte peggiore è che può succedere mentre state praticamente dominando la missione. Avete eliminato le difese, distrutto le unità più pericolose e liberato il percorso, ma invece di raggiungere tranquillamente l'obiettivo vi ritrovate a osservare dall'alto un mezzo alleato che continua ostinatamente a tentare di attraversare un ostacolo. A quel punto bisogna intervenire manualmente, cambiare percorso, assegnare nuovi punti di movimento e sperare che questa volta il BOT riesca a comprendere quale strada utilizzare.

Durante alcune partite ho trovato persino un piccolo sistema per aggirare parzialmente il problema: far avanzare le unità lungo i bordi della mappa fino a raggiungere la zona dell'obiettivo e accompagnarle con un po' di fuoco di soppressione.

Funziona! Ma è chiaramente un exploit, non una soluzione. E' decisamente un peccato perché proprio le unità terrestri dovrebbero rappresentare uno degli elementi capaci di differenziare Drone Sector da un semplice shooting game con visuale dall'alto.

 

Quando funziona, funziona davvero

Nonostante questi problemi, ci sono momenti nei quali Drone Sector riesce perfettamente nel proprio intento.

Una squadra sta avanzando verso un edificio ed individuiamo alcuni nemici attraverso la visione termica.Un veicolo corazzato compare lungo la strada.

Passiamo rapidamente all'armamento corretto, eliminiamo il mezzo, torniamo alla fanteria e apriamo un corridoio attraverso il quale i nostri uomini possono continuare ad avanzare.

È in questi momenti che il sistema dimostra tutto il proprio potenziale. A difficoltà più elevate la formula diventa inoltre più interessante, perché l'aumento delle forze nemiche ci costringe finalmente a utilizzare maggiormente gli strumenti che abbiamo sviluppato.

La modalità difficile potrebbe quindi rappresentare la scelta migliore una volta assimilate le meccaniche fondamentali.

 

 

Grafica

Dal punto di vista grafico, Drone Sector non punta al fotorealismo assoluto, ma riesce comunque a costruire un'identità visiva perfettamente coerente con la propria ambientazione.

Il vero protagonista è naturalmente il gunship. Il modello è dettagliato, aggressivo e caratterizzato da un design futuristico che riesce immediatamente a comunicare l'idea di una piattaforma militare tecnologicamente avanzata.

Anche l'hangar utilizzato tra una missione e quella successiva svolge bene il proprio compito, alternando superfici metalliche, grandi ambienti industriali, luci fredde, zone in penombra e piccoli elementi luminosi che enfatizzano ulteriormente il carattere fantascientifico del velivolo.

 

Una UI funzionale e coerente

Particolarmente semplice ma efficace anche l'interfaccia. Menu, ricerca tecnologica, gestione delle munizioni, riparazione del drone ed equipaggiamento utilizzano un linguaggio visivo estremamente coerente.

Nero, bianco, verde, rosso e pochi altri colori vengono utilizzati per separare rapidamente informazioni, risorse e avvisi. Nonostante la quantità di dati presenti contemporaneamente sullo schermo, l'interfaccia rimane nella maggior parte dei casi leggibile e facile da interpretare.

 

 

Il campo di battaglia visto dai sensori

Durante le missioni l'impostazione grafica cambia completamente. Il mondo viene osservato prevalentemente attraverso i sistemi ottici del gunship, con visione notturna, visione termica, indicatori radar e marcatori dei bersagli.

Velocità, quota, integrità del velivolo, carburante, munizioni e intensità della firma radar rimangono costantemente sotto controllo. È una scelta stilistica che funziona perché rende immediatamente riconoscibile Drone Sector e riesce a trasmettere la sensazione di stare realmente osservando una zona di guerra attraverso una piattaforma militare.

Non serve necessariamente una grafica spettacolare quando l'obiettivo è farci sentire davanti a un sistema di puntamento. Da questo punto di vista il titolo credo riesca pienamente nell'intento.

 

Le mappe possono ancora migliorare

Dove si percepiscono maggiormente i limiti dell'attuale Early Access è invece nella varietà degli scenari. Le mappe svolgono il proprio compito, ma sarebbe interessante vedere in futuro ambientazioni capaci di modificare maggiormente il nostro approccio alle missioni.

Montagne, canyon, zone fortificate, infrastrutture più complesse e maggiori ostacoli naturali potrebbero costringerci a sfruttare realmente i sistemi di variazione della quota, della velocità e dell'orbita.

Attualmente, una volta individuata una posizione particolarmente efficace, non sempre esiste un motivo concreto per modificarla. Una maggiore complessità del terreno potrebbe invece trasformare questi sistemi da semplice possibilità a vera necessità tattica.

 

Prezzo

Al momento della nostra recensione, Drone Sector viene proposto su Steam con un prezzo di listino di 16,99 euro e uno sconto promozionale del 10%, che porta il costo a circa 15 euro.

Questa cifra ci colloca esattamente a metà strada tra il "prezzo giusto" e il "vogliamo dare fiducia allo sviluppo".

A circa 15 euro Drone Sector non ci sembra caro, ma una parte del suo valore dipende inevitabilmente da quanto Icosphere riuscirà ad ampliare e rifinire il progetto nei prossimi mesi.

Gli stessi sviluppatori hanno indicato che durante l'Early Access sono previsti ulteriori veicoli terrestri, nuove mappe, miglioramenti alla gestione delle squadre, nuovi tipi di unità, sistemi aggiuntivi ed elicotteri.

È inoltre prevista una crescita progressiva del prezzo con l'aggiunta di nuovi contenuti. La base attuale è sufficientemente interessante da farci concedere questa fiducia.

 

 

In conclusione

Drone Sector è uno di quei titoli Early Access nei quali è facile intravedere qualcosa di molto interessante.

Il concept funziona. Prendere la spettacolarità delle classiche missioni da gunship, trasformarla nel fulcro dell'intera esperienza e aggiungere gestione delle unità terrestri, ricerca tecnologica, produzione delle munizioni e progressione strategica è un'idea che ha indubbiamente del potenziale.

E, personalmente, quella sensazione quasi da Battlefield Commander provata osservando la battaglia dall'alto e coordinando contemporaneamente il supporto aereo e le truppe terrestri rappresenta uno degli aspetti che maggiormente mi hanno incuriosito. Quando il gioco gira nel modo corretto, funziona davvero bene e diverte.

Il problema è che Drone Sector mostra troppo presto anche tutti i propri limiti.

La varietà dei nemici deve aumentare, le armi devono riuscire a differenziarsi maggiormente, l'economia e l'albero della ricerca necessitano di un miglior bilanciamento, le mappe potrebbero offrire situazioni tattiche decisamente più interessanti.

Ma soprattutto deve essere migliorata pesantemente l'intelligenza artificiale dei BOT.

Drone Sector vuole farci sentire come il comandante di una sofisticatissima piattaforma militare futuristica, capace di coordinare un'intera operazione dall'alto, ma contemporaneamente ci costringe talvolta a fare da babysitter a un APC incapace di aggirare un albero. Ammetto però che continuo a vedere più potenziale che problemi.

Drone Sector non è ancora un prodotto completamente maturo e chi cerca oggi una campagna particolarmente longeva o un'esperienza tattica estremamente profonda potrebbe esaurirne i contenuti abbastanza rapidamente.

Allo stesso tempo, chi ha sempre apprezzato le missioni di supporto aereo presenti negli shooter militari e desiderava un gioco costruito completamente attorno a quella fantasia potrebbe trovare qui qualcosa di molto particolare.

Non siamo davanti a un simulatore rigoroso e nemmeno a un RTS tradizionale ma Drone Sector è probabilmente un ibrido.

Ripeto ancora che secondo me la strada da percorrere è ancora lunga, ma le fondamenta ci sono e sono buone.

 

Testato su

PC

CPU
AMD RYZEN 7 9800X3D
GPU
Zotac RTX 3080 TRINITY OC 10Gb
RAM
Lexar ARES RGB RAM DDR5 32GB Kit 7200MHz
Sistema operativo
Windows 11

Pro

  • Concept originale e riconoscibile
  • Combattimento dall'alto soddisfacente
  • Buona gestione di quota, velocità, orbita e sistemi ottici
  • Interessante sistema di ricerca e progressione

Contro

  • Intelligenza artificiale e pathfinding dei BOT ancora da migliorare
  • Varietà dei nemici ancora limitata
  • Armi non sempre sufficientemente differenziate
  • Progressione tecnologica poco bilanciata
7,5/10
Voto complessivo
Gameplay
7,5/10
Grafica
7,0/10
Ottimizzazione
8,0/10
Provenienza recensioneFornita dal publisher

Media: 7,5/10 calcolata su 3 valutazioni

Informazioni sull'Autore

Eughenos

Biografia

- Direttore di KotaWorld.it
Eugenio vive felicemente intrappolato tra tre habitat decisamente diversi: le aule di un liceo veneto, i fondali marini e mondi digitali. La tecnologia, invece, gli è entrata in casa molto prima di qualunque microscopio: un padre irriducibile giocatore di NES gli ha insegnato che dietro ogni videogame c’è un mondo interessante… e dietro ogni computer c’è quasi sicuramente un problema da risolvere.

 

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