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Hellslave II (Recensione PC)
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Hellslave II (Recensione PC)

Il secondo capitolo della serie Hellslave è stato pubblicato all’inizio del mese, esclusivamente su PC. Hellslave II è sviluppato da Ars Goetia e pubblicato da Dear Villagers, publisher che nel proprio catalogo può vantare anche titoli come The Dungeon of Naheulbeuk: The Amulet of Chaos.

 

Gameplay

Il gioco propone un combattimento a turni che richiama immediatamente i vecchi Final Fantasy, pur introducendo una differenza sostanziale: in Hellslave II il giocatore controlla un solo personaggio invece del classico party composto da tre, quattro o cinque membri. Questa scelta rende ancora più importante la costruzione del proprio personaggio e la capacità di trovare una build efficace.

Sia il protagonista sia i nemici possono infatti accumulare danni elementali, alterazioni di stato, bonus e penalità. Le diverse meccaniche possono interagire tra loro, creando combinazioni interessanti e spingendo a sperimentare con abilità ed equipaggiamento. È probabilmente qui che il sistema di combattimento offre il meglio di sé: trovare una sinergia particolarmente efficace e vederla funzionare contro gruppi di nemici è decisamente soddisfacente.

Il rovescio della medaglia è una certa confusione durante gli scontri. Quando numerosi effetti entrano in gioco contemporaneamente, ognuno accompagnato dalla propria animazione, non è sempre immediato capire quale abilità, status o combinazione abbia realmente determinato l’esito del combattimento. Una maggiore chiarezza nella restituzione delle informazioni avrebbe reso il sistema più leggibile, soprattutto nelle battaglie più affollate.

Personalmente ho inoltre trovato il livello di difficoltà piuttosto basso. Consiglio quindi di scegliere uno dei due livelli più elevati fin dall’inizio: alle difficoltà inferiori molte battaglie rischiano di diventare troppo semplici e, alla lunga, di accentuare quella sensazione di monotonia e ripetitività che emerge durante alcune fasi dell’avventura.

 

Hellslave II - combattimento

 

Storia

La storia comincia in modo interessante, anche se le premesse non sono particolarmente originali. Abbiamo un monarca corrotto, un eroe dotato di poteri eccezionali che si manifestano una volta ogni cent’anni e diverse fazioni intenzionate, a seconda dei propri interessi, a eliminare oppure tramandare la conoscenza di misteriosi rituali arcani.

Si tratta di elementi piuttosto familiari per chi frequenta il genere fantasy, ma inizialmente funzionano bene e contribuiscono a creare una discreta curiosità nei confronti del mondo di gioco. Il problema arriva poco dopo, quando il ritmo rallenta sensibilmente a causa di una serie di fetch quest piuttosto convenzionali: sì, ci sono anche le immancabili pelli da recuperare, quasi un rito di passaggio per qualsiasi avventuriero fantasy.

Superata questa fase, la trama cambia però registro e prova a diventare decisamente più ambiziosa. Il protagonista viene coinvolto in un intrigo politico ai massimi livelli e finisce per sostenere un generale regicida. Quest’ultimo accetta una missione che prevede lo sterminio della popolazione di una regione ribelle e il protagonista, sorprendentemente, sembra accettare la situazione senza manifestare particolari obiezioni.

 

Hellslave II - ambientazione

 

Successivamente scopriamo che il generale è cresciuto proprio nella regione in questione e sostiene in realtà la causa della popolazione locale, ma decide comunque di comandare l’esercito di occupazione per evitare di essere scoperto. È un passaggio che avrebbe potuto offrire materiale interessante per affrontare temi come lealtà, compromesso, potere e responsabilità individuale, ma che viene sviluppato in maniera troppo frettolosa.

Il problema non riguarda tanto la presenza di situazioni moralmente discutibili – che potrebbero anzi rappresentare uno degli aspetti più interessanti della storia – quanto il modo in cui i personaggi reagiscono a eventi di enorme portata. Alcune decisioni sembrano prive del peso narrativo che dovrebbero avere e il comportamento del protagonista non sempre appare coerente con la gravità di ciò che accade intorno a lui.

Non è possibile sapere se questo dipenda da scelte narrative precise, da esigenze produttive o semplicemente dalla volontà di accelerare gli eventi nella seconda parte dell'avventura. Il risultato, però, è una trama che sembra perdere parte della propria solidità proprio quando dovrebbe raggiungere il suo momento più importante. La seconda metà della storia rimane quindi, a mio parere, uno dei punti più deboli di Hellslave II.

 

La grafica

Un deciso punto di forza è invece rappresentato dal comparto artistico. Hellslave II adotta uno stile che ricorda schizzi e illustrazioni realizzati a mano, con personaggi, creature e ambientazioni caratterizzati da un tratto sporco e volutamente inquietante.

La scelta dei colori contribuisce in maniera importante alla narrazione: tonalità cupe, contrasti marcati e scenari desolati riescono spesso a comunicare l’atmosfera del mondo di gioco meglio di dialoghi e descrizioni. L'estetica non cerca quindi il realismo, ma punta sulla costruzione di una forte identità visiva.

Combinato con l’atmosfera tetra e con la natura decadente dell’ambientazione, il risultato può ricordare Darkest Dungeon, soprattutto per il modo in cui il disegno viene utilizzato per trasmettere una costante sensazione di pericolo e disagio. Hellslave II riesce comunque a mantenere una propria personalità e il suo stile grafico rappresenta senza dubbio uno degli elementi che rimangono maggiormente impressi dopo alcune ore di gioco.

 

In conclusione

Hellslave II è un titolo con alcune imperfezioni evidenti, ma anche con idee sufficientemente interessanti da meritare attenzione da parte degli appassionati di RPG e combattimenti a turni. Il sistema di build e le numerose interazioni tra danni elementali e alterazioni di stato offrono buone possibilità di sperimentazione, anche se una difficoltà non sempre ben calibrata rischia di rendere gli scontri troppo semplici.

La direzione artistica è probabilmente l'elemento più riuscito dell'intera produzione, mentre la trama parte da premesse promettenti ma perde progressivamente consistenza, soprattutto nella seconda metà, dove alcune scelte narrative avrebbero meritato maggiore approfondimento.

Non è un gioco pensato per impegnare il giocatore per centinaia di ore e non rivoluziona il genere, ma ciò che propone è nel complesso ben realizzato. Per chi apprezza le atmosfere dark fantasy, la sperimentazione con le build e i combattimenti a turni, Hellslave II resta quindi un titolo che posso consigliare e che, complessivamente, vale il prezzo del biglietto.

Pro

  • Interfaccia intuitiva
  • Solido gameplay
  • Grafica interessante

Contro

  • Animazioni confuse nei combattimenti avanzati
  • Endgame monotono
  • Storytelling a tratti poco credibile
7,1/10
Voto complessivo
Gameplay
6,5/10
Grafica
7,2/10
Ottimizzazione
7,5/10
Copia recensitaFornita dal publisher

Media: 7,1/10 calcolata su 3 valutazioni

Informazioni sull'Autore

Derfel

Biografia

- Articolista IN PROVA di KotaWorld.it
Nato fuori dal raggio d’azione del Grande Raccordo Anulare, il giovane Derfel tentó di ascendere al nerdvana studiando pergamene importanti come il Draconomicon e i Manuali delle Giovani Marmotte. Qualche decennio dopo si trova a vivere in una regione piena di posti con nomi ridicoli come Buckburgo e Saccoforino. Oggi si occupa principalmente di panificazione domestica, ricerca del senso della vita, e caccia agli achievements di Steam.

 

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