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Bright Memory: Infinite - La Recensione (PC)

Bright Memory: Infinite - La Recensione (PC)

Nella spirale di femminismo esasperato che popola soprattutto gli ambienti social dei nostri giorni, non posso fare a meno di sorridere quando i videogiochi vengono tacciati di veicolare messaggi sessisti e, in particolare, maschilisti. Sorrido ricordando quando, nel lontano 1998, muovevo i miei primi passi nel gaming controllando un'archeologa poligonalmente popputa di nome Lara Croft nel celebre secondo capitolo della saga di Tomb Raider. E non ricordo polemiche sulla violenza domestica che la paladina Lara poteva commettere sull'innocente maggiordomo Winston, chiudendolo senza scrupoli nella cella frigorifera della Croft Mansion.


Sarà che appunto sono cresciuto ritenendo assolutamente normale la presenza di eroine di sesso femminile nei videogiochi, ma vedere che ancora oggi si additano i videogiochi per certe storture che affliggono la società moderna mi fa onestamente "cringiare". E se anche una nazione "conservatrice" per eccellenza come la Cina è arrivata a concepire protagoniste femminili nei propri videogiochi, è facile capire come il problema risieda altrove, forse proprio nella nostra cara società occidentale.

Nonostante il buon vecchio Xi Jin Ping stia cercando di limitare più possibile la fruizione dei videgiochi nella Repubblica Popolare Cinese, il settore di sviluppo videoludico cinese è più fiorente che mai. E non parlo solo di aziende multi-milionarie come MiHoYo e la sua "cash cow" Genshin Impact, ma anche di numerosi talentuosissimi sviluppatori indipendenti. E' appunto il caso di Zeng "FYQD" Xiancheng, one-man studio indipendente che, dopo il successo del prequel del 2019, Bright Memory, ha impegnato ogni momento di tempo libero dei successivi 3 anni per offrire ai giocatori un'esperienza migliorata e leggermente allungata (2 ore circa di Infinite contro la mezz'ora del precedente capitolo). Sarà riuscito nel suo intento?

Sheila is the new Lara Croft

In Bright Memory: Infinite controlleremo sempre la già conosciuta Sheila, agente speciale dalle capacità di combattimento superlative, al soldo della Science Research Organization (SRO), con l'obiettivo di impedire alla milizia del SAI di entrare in possesso di un antico artefatto in grado di riportare in vita i morti. La storia, di fatto, rappresenta un elemento assolutamente secondario, un leggero filo conduttore per permetterci di dare un minimo di senso alle numerose ondate di truppe che saremo chiamati a trucidare.

Ciò in cui Infinite, come il predecessore, splende è assolutamente il gameplay, adrenalina e frenesia pura in cui all'utilizzo di 4 diverse armi da fuoco alterneremo una letale katana, utile non solo a falciare i nemici ma anche a respingerne i proiettili, e poteri telecinetici soprannaturali. L'introduzione progressiva delle varie tecniche e armi ci permette di abituarci all'utilizzo di ciascuna, arrivando a comporre combo devastanti e visivamente spettacolari. E la varietà e spettacolarità del gameplay è ciò che salva Bright Memory: Infinite dalla noia che potrebbe insorgere precocemente vista la ripetitività di nemici e scenari. Un level design che, per quanto abbastanza monotono visto l'alternarsi perlopiù di corridoi e arene più ampie (che spoilerano platealmente la presenza del relativo boss del quartiere), è stato realizzato con grande cura ispirandosi a luoghi reali della cultura cinese.

Eliminando i nemici e esplorando (nei limiti di quanto concesso) gli scenari verremo in possesso di una valuta di scambio necessaria per potenziare le tecniche già apprese e impararne di nuove per ampliare ulteriormente il repertorio di combattimento della nostra Sheila. C'è da dire, però, che sebbene il gioco ci fornisca una discreta varietà di mosse e armi per affrontare i combattimenti, fallisce sostanzialmente nello spronare il giocatore a variare il proprio stile di gioco

Quasi a voler mettere in mostra le proprie capacità, FYQD ha inoltre aggiunto una dubbia fase stealth, una sequenza in cui dovremo pilotare un'auto dotata di lanciarazzi, e una inaspettata sezione di caccia al cinghiale per spezzare la monotonia degli antagonisti umani. E poi ovviamente ci sono le boss fight, abbastanza entusiasmanti e che danno il loro meglio alle difficoltà più elevate, costringendo il giocatore a attingere al repertorio completo di tecniche che il gioco offre.

Tecnicamente parlando

Abbiamo testato Bright Memory: Infinite sulla seguente configurazione a settaggi maxati:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Grazie al supporto DLSS e all'implementazione della tecnologia Ray-Tracing il gioco continua a stupire per l'impatto grafico assolutamente di primo livello, specie per una produzione indipendente realizzata da un singolo sviluppatore. A questo si aggiunge anche una discreta solidità tecnica, con frame-rate elevato e stabile anche nelle situazioni più concitate. Qualche stutter è comunque presente, ma c'è da dire che in un titolo così frenetico e rapido anche un difetto minimo viene inevitabilmente ingigantito.

La performance è comunque assolutamente buona e rappresenta indubbiamente uno dei punti di forza del titolo. Lo stesso purtroppo non si può dire del sonoro, che se dal punto di vista della colonna sonora gode dell'opera di autori di indubbio spessore come Cody Matthew Johnson (Resident Evil 2 Remake) e Jeff Rona (God of War 3), mostra invece un livello qualitativo decisamente più basso per quanto riguarda effetti sonori e doppiaggio

In conclusione

Per quanto Bright Memory: Infinite abbia una durata più che doppia rispetto al suo predecessore, si fa davvero fatica a considerarlo un progetto completo e non una demo di lusso o uno showcase delle abilità dello sviluppatore. Questo però non toglie niente alla qualità complessiva dell'opera, che pur nella sua brevità intrattiene e diverte con una formula già testata e migliorata in alcune sue componenti. Va considerato anche il prezzo di acquisto assolutamente budget (poco più di 8 euro per ottenere Bright Memory e quindi l'upgrade gratuito a Infinite), nella speranza che l'ottima accoglienza che il titolo ha ricevuto spinga FYQD a non abbandonare il progetto ma supportarlo nel tempo, magari affidandosi all'aiuto di un team completo.

8.2Voto KotaWorld.it8.5Grafica7.5Gameplay8.5Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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