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Echo Generation - La Recensione (PC)

Echo Generation - La Recensione (PC)

Echo Generation è un JRPG in voxel-art che ripercorre le avventure estive di una coppia di fratelli abitanti della cittadina di fantasia di Maple Town. E' il 1993 e assieme alla vostra sorellina Lily, nonchè all'intrepido gatto di casa, vedrete trasformarsi una giornata di vacanza estiva come tante altre in una vera e propria avventura, tra procioni bulletti del quartiere, animatronics violenti e inquietanti presenze aliene. Un RPG Old-School sviluppato dallo studio canadese Cococumber con tematiche a là Stranger Things che riesce a stupire per la sua indipendenza narrativa e stilistica, pur soffrendo di qualche limite soprattutto sul piano ludico. 

Benvenuti a Maple Town


Uno dei punti forti di Echo Generation sta sicuramente nell'atmosfera che si respira già dai primi minuti di gioco, straight from the 90's. Nella calma cittadina di periferia di Maple Town la quiete viene squarciata dallo schianto di una misteriosa navicella spaziale nei campi di grano che circondano la città. I due fratelli protagonisti del gioco decidono di indagare rivelando una terribile verità: il pilota della navicella è loro padre, scomparso ormai da molti anni. Dovete sapere che Maple Town è anche sede di una losca azienda chiamata FST, che, un po' come l'Area 51, è circondata da un alone di mistero e segretezza riguardo i suoi sporchi intenti. I due fratelli protagonisti non hanno dubbi: devono scoprire cosa è successo a loro padre e trovare un modo per salvarlo.

Ha cosi inizio un viaggio memorabile, un turbinio di atmosfere che vanno dallo sci-fi all' horror vero e proprio, pur mantenendo sempre una vena di irriverenza e comicità soprattutto nei dialoghi con i vari NPC sparsi nel mondo di gioco. L'esperienza ludica di Echo Generation sostanzialmente è suddivisa in due fasi: i combattimenti, rigorosamente a turni come ogni JRPG che si rispetti; e le fasi esplorative, dove dovremo risolvere puzzle e enigmi per procedere nella storia, spesso a suon di baratti tra oggetti chiave che potremo ottenere procedendo nell'avventura.

Botte da orbi

Che ci sia da combattere con dei procioni rissosi, dei mech giganteschi o mostruosi vermoni arrivati direttamente da Tremors, la storia è sempre la stessa: il nostro party composto dai due protagonisti e il pet companion che potremo scegliere (ce ne sono 5 sbloccabili nel corso dell'avventura) avranno la possibilità di svolgere una sola azione per turno, che sia un attacco, l'utilizzo di un oggetto o altro. L'utilizzo di attacchi speciali, apprendibili leggendo i fumetti sparsi nel mondo di gioco, ci permetterà di infliggere più danni e alterazioni di stato (stun, avvelenamento, sanguinamento) al costo di skill points, valuta estremamente preziosa e da gestire con assoluta parsimonia durante i combattimenti.

Per rendere il tutto meno tedioso, gli sviluppatori hanno inserito dei mini-giochi associati ad ogni attacco speciale, che se completati con successo ci garantiranno un danno critico. Alla lunga il tutto diventa comunque ripetitivo, visto che ci sono degli attacchi palesemente più efficaci di altri, ma c'è da dire che i combattimenti mantengono comunque una certa difficoltà lungo tutto il corso di Echo Generation, tanto che spesso saremo addirittura chiamati a un leggero grind per livellare i nostri personaggi e potenziarne le statistiche di Punti Vita, Forza e Skill Points complessivi. 

E qualora veniate sconfitti, il gioco riprenderà dall'ultimo checkpoint, lasciandovi con i punti vita dimezzati: diventa d'obbligo dunque utilizzare oggetti curativi oppure riposarsi nel letto più vicino.

Baratto con baratto una pecora diventò un gatto

Al di fuori degli scontri, il gioco si basa sulla profonda e zelante esplorazione degli ambienti di gioco, parlando con ogni NPC possibile e recuperando ogni oggetto ci capiti a tiro. La maggior parte della progressione è fondata sul baratto di oggetti chiave con gli NPC, con enigmi sottostanti non sempre proprio intuitivi. Echo Generation è sicuramente un titolo che non prende per mano il giocatore e, sebbene generalmente apprezzi questo approccio da parte degli sviluppatori, ritengo che i ragazzi di Cococumber avrebbero dovuto rivedere alcuni degli elementi di contorno per rendere meno frustrante la ricerca delle soluzioni agli enigmi. 

E' capitato di spostarsi da una parte all'altra della mappa di gioco solo per scoprire di aver bisogno di un oggetto che si trova da tutt'altra parte. Non essendo presente alcun tipo di fast travel, una quota troppo grande delle 10 ore di gioco complessive necessarie a completare il titolo è stata spesa vagando per gli scenari che, seppur ben fatti, alla lunga stancano. Un back-tracking troppo assillante senza ombra di dubbio, che si associa al forse troppo esasperato cripticismo di alcuni enigmi, che ho risolto per esasperazione parlando con OGNI NPC, piuttosto che grazie alla mia intuizione. Altra problematica rilevante è sicuramente l'assenza di una mappa di gioco, che ci obbliga a ricordare progressivamente disposizione di oggetti, personaggi e quant'altro senza alcuna possibilità di aiuto.

Dettagli, è vero, ma che inficiano pesantemente su un'esperienza di gioco (e sul ritmo di gioco) che altrimenti avrebbe permesso a Echo Generation di spiegare le ali verso vette di votazione ben più alte, e assolutamente meritate per certi versi.

Tecnicamente parlando

Abbiamo testato Echo Generation sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Il comparto tecnico spicca assolutamente in positivo, con una realizzazione grafica pulita e dal colpo d'occhio piacevolissimo, associata a una quasi totale assenza di bug o problematiche tecniche di vario genere. La voxel-art scelta per Echo Generation è sicuramente azzeccata e si sposa benissimo con il design di personaggi, boss e soprattutto degli scenari, anche grazie a scelte di inquadratura che non fanno altro che esaltare l'attenzione e la cura per i dettagli quasi cinematografica degli autori. Dal punto di vista del sonoro, abbiamo il conflitto tra una colonna sonora ispiratissima con sonorità vaporwave e synthwave azzeccatissime, e effetti sonori decisamente di livello più basso e quasi fastidiosi, specie durante i combattimenti.

In conclusione

Echo Generation sembra un gioco per bambini, ma ad uno sguardo più attento si capisce che i bambini a cui il titolo è indirizzato sono i fanciullini interiori di pascoliana memoria che abitano nei ventenni e trentenni di oggi. I ragazzi di Cococumber hanno voluto regalare un salto nel passato a una generazione vissuta a pane, alieni e fantascienza, e, seppur con qualche sbavatura, possiamo francamente dire che ci siano riusciti. Se siete dunque ancora indecisi sul provare o no il titolo vi farà piacere sapere che Echo Generation è attualmente disponibile nel catalogo Xbox Game Pass, perciò non avete più scuse, Maple Town vi attende!

7.5Voto KotaWorld.it7.5Grafica7Gameplay8Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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