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Tandem: a tale of shadows - La recensione (PC)

Tandem: a tale of shadows - La recensione (PC)

Ehi tu, boomer. Si, dico proprio a te. Ti ricordi quando i computer non esistevano e tuo zio, tua zia, uno dei tuoi cugini o chicchessìa ti intratteneva con una lampadina da scrivania e un paio di mani? Io non molto, anche perché tipo a 4 anni ricevetti un Commodore 64 (mon amour!) e ciò condizionò ampiamente la mia capacità di farmi sollazzare da entertainment medievale, ma in tutta serietà, quanti di noi non si sono mai aggrovigliati le dita per fare le ombre cinesi (anche semplicemente per sbloccare l'achievement IRL "il tuo primo cane-ombra")?


Gli sviluppatori di Monochrome invece se lo ricordano benissimo e siccome la loro fantasia sicuramente non è stata intaccata come quella del sottoscritto, si sono immaginati un gioco incentrato sulla magia che solo la lampadina di cui sopra può creare. "Tandem" è - come è chiaro nel titolo - un gioco duale, in cui un orsacchiotto di peluche può scorrazzare sulle linee d'ombra proiettate dai vari oggetti, mentre "il proiettore", o meglio "la proiettrice" (Emma, una bambina vestita alla "Alice nel Paese delle Meraviglie") deve muoversi e trovare posizioni adeguate per permettere al simpatico orsetto Fenton di poter proseguire.

Emma e Fenton condividono un'interessante concetto di gioco: il giocatore ha la possibilità di muovere la bimba inquadrata con una telecamera dall'alto verso il basso e le ombre proiettate su quello che per Emma sarebbe il terreno, diventano invece linee orizzontali e oblique per Fenton, il quale viene inquadrato in prospettiva bidimensionale dal lato.

Il cambiamento di prospettiva (nel gioco si "switcha" tra i due personaggi) per risolvere puzzle lo avevamo già visto in titoli come Darq, ma devo ammettere che "Tandem" aggiunge elementi abbastanza innovativi al genere. Il gameplay è suddiviso in livelli, i primi dei quali sono praticamente tutorial molto brevi nei quali si potrà apprendere come funziona il gioco, ma piuttosto in fretta i suddetti livelli cominceranno ad essere più lunghi ed impegnativi.

Qual è dunque l'obiettivo del gioco? Ad essere sinceri non si capisce granché: Fenton deve ottenere un cristallo per ogni livello ed Emma una chiave per passare da "mondo" a "mondo" (ce ne sono quattro, il primo dei quali è tranquillamente oltrepassabile dopo meno di un'ora di gioco), ma il video di introduzione non dice molto (qui mi tocca dare il beneficio del dubbio: magari era solo la versione destinata alle recensioni) e sembra essere piuttosto un setting molto sbrigativo di una storia che bisognava (goffamente) incollare su un puzzle game puro, il cui fine ultimo era la risoluzione degli enigmi e non la prosecuzione di un racconto.

Persino Emma e Fenton sembrano essere dubbiosi...

La suddivisione in livelli frammenta ancora di più uno storytelling inefficace e non da al titolo la fluidità ottimale di un videogioco del ventunesimo secolo, tuttavia i puzzle sono tutto sommato divertenti ed avanzando nel gioco risultano avere un gradevole incremento di difficoltà, con un buon mix di elementi da platform (coordinazione tra salti, tempi, ecc...) e da puzzle game.

Peculiare anche la scelta di Monochrome di non permettere una modalità co-op a due giocatori, oggigiorno inserita anche in titoli che non ne sentirebbero nemmeno il bisogno. La casa di sviluppo ha risposto a questo "sopracciglio inarcato" con un secco "...ci penseremo nel nostro prossimo progetto".

Bella l'estetica dei mondi e la scelta dei colori (ed assenza di questi quando si gioca con Fenton) con personaggi e scenari dichiaratamente in stile "Burtoniano" e bellissimi anche i (purtroppo corti) full motion video anche se purtroppo la grafica ha delle lievi pecche sul resto.

"Tandem: a tale of shadows" è un titolo per gli amanti del genere, sicuramente non adatto a molti altri giocatori, i quali si lasceranno anche intimorire dal prezzo attuale della versione pc per 24,99€ su Steam. Il mio personalissimo consiglio è di farci un pensiero, qualora dovesse essere in offerta speciale, anche considerando che la longevità non sia incredibilmente alta e che la rigiocabilità sia piuttosto bassa.

5.3Voto KotaWorld.it7Grafica5Gameplay4Ottimizzazione

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Qualche informazione a riguardo

Noldor (aka Commodoro), classe ’84, ingegnero, grammar-nazi (ma in un mondo in cui la lingua italiana viene continuamente storpiata, tanto vale darsi dell’ingegnerO). Appassionato di film e serie tv, non disdegna cartoni animati e commedie romantiche, anche se la sua vera passione sono gli horror e i B-movies. Inguaribile buonista, al punto di non riuscire a selezionare le opzioni “cattive” quando nei giochi di ruolo si presenta la scelta. I suoi amici lo definirebbero “nutelloso”. Ultras di PUBG.

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