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War Mongrels - La Recensione (PC)

War Mongrels - La Recensione (PC)

Vi ricordate Hatred? Ma si dai, quel controverso titolo del 2015 che vedeva come protagonista on misantropo omicida con l'unico obiettivo di uccidere più esseri umani possibili. Cosa ha in comune Hatred con War Mongrels? Si, certo Destructive Creations è lo studio dietro entrambi i titoli, ma ad accomunare i due giochi c'è anche una comunanza che riguarda i protagonisti: anche in War Mongrels avremo a che fare con dei misantropi omicidi con l'obiettivo di uccidere più persone possibili, in questo caso però non parliamo della follia di un caso umano, ma dei membri di uno dei regimi dittatoriali più infausti e sanguinari che la storia moderna ci ha "regalato", il Nazionalsocialismo.

Nazisti in miniatura


War Mongrels è un gioco strategico in tempo reale in visuale isometrica, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare sul Fronte Orientale, spesso ingiustamente "ignorato" dall'industria videoludica. E' il 1944 e Manfred e Ewald sono due soldati della Wermacht, spediti in una missione suicida come membri di un'Unità Militare Penale. Sono sostanzialmente due criminali, impiegati come carne da macello da un esercito tedesco sempre più alle corde. Circondati da morte e atrocità, i due sfruttano un bombardamento nemico per fuggire dalla prima linea e disertare. Inizia quindi la storia di War Mongrels, fortemente ispirata a fatti storici realmente accaduti, che si dipana in 12 missioni affrontabili sia in giocatore singolo che in cooperativa con un amico. I due ex-soldati, ora guerriglieri, faranno conoscenza di altri personaggi che si aggiungeranno alla nostra squadra, mettendo a disposizione le loro conoscenze e le loro abilità, il tutto per il bene della causa della Resistenza.

La trama, per quanto molto lineare, è apprezzabile e ben narrata, con intermezzi animati tra una missione e l'altra e dialoghi tra i personaggi durante le missioni, non sempre ben scritti e talvolta francamente irritanti. Uccidere nazisti, anche se da una certa distanza vista la visuale isometrica, è sempre una goduria, specie se lo facciamo impersonando a nostra volta degli ex-soldati tedeschi.

Tatticismo e frustrazione

Durante i primi passi su War Mongrels è stato impossibile non ripensare a titoli della mia gioventù videoludica come Commandos o Desperados, esperienze di gioco che in tenera età mi risultarono parecchio complesse e frustranti. Ebbene alla veneranda età di 26 anni posso confermare che poco è cambiato: da giocatore principalmente di sparatutto faccio estremamente fatica ad adattarmi allo stile di gioco richiesto da RTS stealth come War Mongrels, dove per uscire dalle situazioni più calde non basta un fucile con delle munizione, ma servono calma, sangue freddo e ragionamento. Se a questa mia difficoltà personale aggiungiamo anche un tutorial tutto sommato breve e conciso, e un sistema di controlli inutilmente complesso e cervellotico, beh la frittata è fatta.

Ogni missione ci vedrà immersi in un ampio "quadro" cosparso da nazisti ignari della nostra presenza. Dovremo quindi completare gli obiettivi assegnatici cercando di mantenere la nostra presenza completamente nascosta alle truppe nemiche che, in caso di allarme, potrebbero facilmente sopraffarci in pochi istanti. L'utilizzo delle armi da fuoco, di cui saremo equipaggiati, rappresenta in fin dei conti l'extrema ratio per toglierci dai guai, e mai la prima scelta per approcciare il nemico. Da preferire sono invece le esecuzioni silenziose, magari dopo aver distratto i nemici scagliando un sasso o una bottiglia. Una tattica che saremo obbligati a ripetere spesso durante le missioni, e che alla lunga diventa anche un po' ridicola al cinquantesimo nazista che distrarremo facendogli misteriosamente apparire una bottiglia davanti agli occhi.

Importantissimo sarà valutare il campo di visione dei nemici, diviso in una porzione continua e una "a righe": qualora incappiate nel cono di visione continua verrete individuati a prescindere; la zona invece coperta dal cono di visione a strisce vi permetterà di passare inosservati solo strisciando sul terreno. Sono inoltre presenti nascondigli come cespugli e erba alta che potranno nascondervi indipendentemente che i nemici abbiano visione su di voi o meno, e al loro interno potrete anche nascondere i cadaveri che vi lascerete alle spalle, e che potrebbero mandare all'aria la vostra missione qualora vengano scoperti da una pattuglia.

Il timing delle vostre azioni è spesso fondamentale, e per questo gli sviluppatori hanno pensato a una modalità tattica in cui potremo rallentare il tempo e selezionare un'azione per ogni personaggio della nostra squadra; premendo poi "Invio" tutti i personaggi svolgeranno il compito assegnato simultaneamente: molto comodo quando avrete 3 o più personaggi a disposizione e dovrete eliminare pattuglie numerose senza allertare gli altri soldati. Come ulteriore supporto alle vostre operazioni ci saranno anche le abilità speciali dei vari personaggi: Ewald per esempio potrà travestirsi da ufficiale, passando inosservato alla vista dei soldati semplici (ma non degli altri ufficiali, che sono peraltro immuni alle distrazioni), oppure arrampicarsi sfruttando le piante rampicanti cresciute sui muri esterni di alcuni edifici; Lukas, soldato lituano della resistenza, può invece arrampicarsi sfruttando un rampino, e posizionare tagliole sul percorso delle pattuglie nemiche per far morire dissanguati gli sfortunati che calpesteranno la trappola. Comica in questo senso la reazione dell'IA, che invece di aiutare lo sciagurato compagno intrappolato, lo osserverà morire dissanguato senza battere ciglio.

L'intelligenza artificiale è anche una delle principali fonti di frustrazione derivanti dal giocare War Mongrels: a tratti miope e assolutamente non reattiva, a tratti quasi inconcepibilmente astuta e reattiva, è difficile prendere le misure dell'IA programmata da Destructive Creations, e a questo si aggiunge anche la sopracitata complessità dei comandi, che hanno spesso portato a tragicomici errori di esecuzione di comandi e azioni con successivo e inevitabile game-over. Per fortuna gli sviluppatori hanno pensato di fornirci la possibilità di salvare rapidamente durante la missione, così da preservare il nostro progresso nel caso venissimo scoperti: peccato che esista l'auto-save, che più di una volta mi ha incastrato in un loop di fallimento missione costringendomi quindi a ricominciare daccapo la missione stessa.

La bellezza sta nei dettagli

Se dal punto di vista del gameplay ci sono sicuramente delle grosse pecche, nulla si può dire invece del level design. Le 12 mappe di gioco sono ricche di dettagli e "vive", merito anche di una qualità grafica davvero di ottimo livello per un titolo in visuale isometrica. Purtroppo, nonostante l'ampiezza delle mappe, le possibilità tattiche offerte dall'ambientazione ci sono sembrate troppo limitate, quasi come se per ogni passaggio gli sviluppatori volessero far procedere il giocatore nella maniera da loro pensata. Poca libertà d'azione dunque o, per meglio dire, libertà d'azione fittizia, che per fortuna si amplia un pochino procedendo con le missioni e arricchendo il cast di personaggi a nostra disposizione. L'interfaccia di gioco è pulita e ordinata, fatta eccezione per i pop up del tutorial, che apparendo in tempo reale rendono difficile la loro consultazione, oltre a mettere spesso a rischio il procedere della missione.

Abbiamo particolarmente apprezzato la qualità delle animazioni e il fatto che i protagonisti interagiscano e dialoghino tra di loro quando lasciati "in pace", magari mentre riflettiamo sul da farsi. Peccato per i dialoghi un po' troppo "pacchiani", o edgy per meglio dire.

Tecnicamente parlando

Abbiamo testato War Mongrels sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Gli sviluppatori hanno sicuramente fatto un ottimo lavoro dal punto di vista grafico, rendendo War Mongrels un gioco bello e appagante alla vista. Purtroppo però la presenza di numerosi bug e la randomica deficienza dell'IA minano la piacevolezza complessiva dell'esperienza di gioco. C'è da dire che fin dal giorno del lancio i ragazzi di Destructive Creations hanno lavorato alacremente rilasciando più di una patch correttiva che ha sicuramente messo una toppa su alcuni dei game-breaking bug segnalati dalla community, come missioni impossibili da proseguire o salvataggi cancellati. Due parole anche sul sonoro, con un doppiaggio inglese che vede i soldati tedeschi parlare in perfetto inglese americano e alcuni membri della resistenza sfoggiare un accento british estremamente posh, per non parlare dell'arruffato tedesco affibbiato ad alcuni NPC nazisti. No, non ci siamo. I testi sono comunque interamente tradotti in italiano, e non abbiamo notato errori particolari di traduzione.

In Conclusione

War Mongrels è un titolo controverso (non nello stesso senso di Hatred): da un lato sfoggia una trama godibilissima e un comparto grafico eccellente per il genere di appartenenza, dei guizzi di divertimento nel gameplay quando riusciamo a realizzare in gioco ciò che abbiamo immaginato nella nostra mente; dall'altro si perde per colpa di incertezze tecniche davvero fastidiose e frustranti. E' impossibile non vedere l'impegno e la passione messa in campo da Destructive Games, e sicuramente il titolo potrà soddisfare il bisogno di RTS stealth dei fan più assidui del genere. Ma il prezzo impegnativo (37,99€) e gli innegabili difetti sopracitati non mi permettono di consigliare pienamente il titolo allo stato attuale.

6.7Voto KotaWorld.it7.5Grafica6Gameplay6.5Ottimizzazione

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Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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