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Deepest Chamber - Anteprima (PC)

Deepest Chamber - Anteprima (PC)

Chi di voi avrà giocato Slay the Spire (o se non lo avete fatto, potete leggere cosa ne pensiamo noi) noterà parecchie similitudini con questo titolo. Deepest Chamber mescola infatti la componente di deck-building dei giochi di carte al dungeon crawling e alla rigiocabilità più tipici dei titoli rogue-like. Il titolo è sviluppato Balcony Softworks, studio indipendente ungherese, ed è disponibile in Early Access su Steam e Epic Games dallo scorso 22 luglio all'interessante prezzo di 12,99€. Siete appassionati di questo genere di nicchia ma non siete sicuri se investire tale somma in questo progetto? Ebbene lo abbiamo provato noi ed ecco cosa ne pensiamo...

 

Discesa nelle profondità


Le premesse di Deepest Chamber non sono sicuramente tra le più originali: in un distopico universo dark-fantasy medievale una misteriosa cupola avvolge la capitale del regno, facendola cadere in un inferno di morte e pestilenza. La popolazione si rifugia nel sottosuolo, solamente per scoprire che anche nelle viscere della terra non è possibile sfuggire alle mostruosità evocate dalla cupola. In qualità di capitani della guardia cittadina il nostro compito è quello di riunire una piccola truppa e addentrarci nel dedalo di corridoi e stanze nascoste sotto la città, alla ricerca di salvezza, per noi e per gli abitanti della stessa. La morte, compagna costante, non ci fa più paura ormai, dato che dopo ogni sconfitta torneremo in vita, pronti a continuare il nostro viaggio di sofferenza e disperata ricerca.

Avete pensato a Darkest Dungeon? Io onestamente si.

Una briscola mortale

Passiamo ora alla parte più succulenta del titolo: il gameplay. Come ogni rogue-like che si rispetti anche Deepest Chamber caratterizza la sua esperienza di gioco con "run" a difficoltà crescente. Delle 3 mappe che saranno disponibili in futuro attualmente solo una è giocabile: le fogne. Le fogne sono suddivise in 3 piani: per passare al piano inferiore dovremo liberare 3 stanze a nostra scelta per ogni piano. All'interno di ogni stanza sono presenti da uno a 3 nemici e alcune stanze presentano delle meccaniche di gioco particolari, come ad esempio il doverle completare entro un tempo prestabilito oppure con capacità curative ridotte.

All'inizio di ogni run partiremo con un mazzo predefinito e con dei trinket, dei gingilli in grado di conferirci delle particolari abilità in grado di modificare radicalmente il nostro approccio durante la partita. Completando stanze e piani otterremo ricompense in qualità di denaro, che potremo spendere presso il "negozio", oppure carte da aggiungere al nostro mazzo e trinket. La varietà di carte e trinket è interessante e sicuramente destinata ad espandersi, il che è una cosa positiva. Purtroppo però durante la nostra esperienza di gioco non abbiamo potuto fare a meno di notare come raramente si sia in grado di costituire delle vere e proprie sinergie strategiche nel mazzo, elemento che invece in un gioco di carte andrebbe maggiormente enfatizzato.

I vari combattimenti si svolgono ovviamente a turni: durante il nostro ci ritroveremo in mano una determinata quantità di carte, ciascuna con un costo in Energia che va da 0 in su. La nostra energia totale per ogni turno è, bonus e malus esclusi, di 3 punti. Dovremo quindi giocare al meglio le nostre carte per infliggere danni ai nemici ma, soprattutto, proteggerci dai loro attacchi. Quello che appare chiaro fin dal tutorial è la generale complessità e abbondanza di informazioni che ci travolge fin da subito: non solo dovremo tener presente gli effetti delle nostre carte, ma stare attenti anche alle "intenzioni" del nemico, ovvero quale mossa ciascuna delle unità governate dalla IA effettuerà nel proprio turno, visibile sopra la testa dei vari antagonisti. Ci sono davvero una quantità enorme di effetti, abilità attive e passive, buff, debuff e chi più ne ha più ne metta.

Star dietro anche alle fight più semplici risulta complicato anche dopo diverse run e non aiuta sicuramente l'interfaccia, confusionaria e generalmente poco chiara. Ah, il titolo è completamente in inglese, quindi se non lo masticate non posso fare a meno di sconsigliarvi il titolo dato che leggere sarà la principale attività di gameplay per diverse ore.

Una run completa delle fogne dura all'incirca una mezz'ora, boss compreso. E...beh in sostanza questo è quanto: nonostante la discreta quantità di carte e trinket, la possibilità di gameplay risultano al momento limitate dalla sostanziale carenza di contenuti. Dopo aver sconfitto il boss per la prima volta, infatti, difficilmente avrete voglia di tornare a giocare a Deepest Chamber, nonostante gli sviluppatori abbiano implementato delle meccaniche per allungare un po' la longevità come modificatori di difficoltà o particolari quest da completare durante la run. Non ci sono onestamente sembrati un motivo sufficiente per scegliere questo titolo rispetto ad altri ben più completi e ricchi di contenuti.

Tecnicamente parlando

Benchè in Early Access il titolo non ci ha dato particolari problemi e siamo riusciti a giocarlo tranquillamente su un portatile non da gaming. Non ho apprezzato particolarmente lo stile grafico, a tratti un po' grezzo e ripetitivo, ma si sa, de gustibus. Anche gli artwork delle carte sono appena sufficienti. Stesso dicasi per il sonoro, spesso appena abbozzato e con colonna sonora assolutamente non memorabile ma che almeno non ci distrae eccessivamente durante la partita. Da rivedere assolutamente le interfacce di gioco e dei menù, inutilmente disorganizzate e caotiche.

In conclusione

Avrete capito dunque la risposta alla domanda che abbiamo posto in apertura. Vale la pena investire su Deepest Chamber? Al momento, purtroppo, non possiamo che concludere negativamente. E' vero, il prezzo è competitivo, ma visti i contenuti proposti e la scarsa longevità attuale risulta essere quasi eccessivo. Sicuramente il titolo ha delle buone basi e, con tempo e lavoro, potrà tranquillamente arricchirsi e diventare quindi degno di attenzione. Speriamo sia così ma, qualora non abbiate voglia di supportare il team e siate invece in cerca di un titolo pronto a regalarvi ore e ore di divertimento, beh, vi consigliamo di cercare altrove.

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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