Dude, Where Is My Beer? - La Recensione

Dude, Where Is My Beer? - La Recensione

Le avventure grafiche punta e clicca, nonostante su carta siano aperte a qualsiasi giocatore, alla fine rimangono giochi di nicchia. Per quanto rimangano agli albori della cronaca, sono comunque albori rinchiusi nel loro genere che raramente riescono ad uscire dal loro siparietto.

Dude, Where Is My Beer? è un'avventura grafica delle più classiche, sviluppata da due amici che, come i più accorti potranno intendere, gira attorno alla birra, in particolare una buona vecchia Pilsner, che il nostro eroico uomo comune cercherà di ottenere scontrandosi contro il mondo controllato dalle società segrete delle birre artigianali.

 

 

Che la birra sia con te 

La base di questa avventura grafica sta nel giocare sui "super poteri" derivanti dalle birre, che ci donano la capacità di buttarci e metterci a parlare con perfetti sconosciuti senza alcun freno sociale, ma che d'altro canto non ci renderanno particolarmente capaci di compiere azioni manuali in maniera precisa. Vi possiamo dire da subito che l'idea è carina e riuscita, rendendo questa avventura grafica un'ode alla Birra senza fronzoli e alle sue proprietà magiche. Simpatico come azioni apparentemente impensabili per il nostro alter ego sobrio, siano con il nostro alter ego, brillo e di poco pensiero, immediate da realizzare.

Chiara sottotrama del nostro procedere è la critica a quelle birre fin troppo "hippie", che con miscugli improbabili, nomi lunghissimi e prezzi da capogiro, vengono sempre più commercializzate nei bar, scalzando i gusti semplici e autentici che il nostro personaggio cerca di rivivere dopo un lungo viaggio in cui non ha neanche potuto mangiare i suoi cracker.

Lo stile grafico è quello classico delle avventure grafiche, in cui paesaggi disegnati vengono animati con piccoli loop dei personaggi che lo abitano e in cui la parte sottostante dello schermo serve la funzione di mostrarci le azioni disponibili e il nostro inventario. 

A tal proposito segnaliamo come due azioni dateci siano praticamente inutili, Push / Pull, e che dovrete abituarvi ad aprire praticamente qualsiasi oggetto che vi troverete tra le mani perché può sempre darvi qualcosa in più...

 

 

Perdersi in un bicchiere di... birra

Standard sarà la sensazione di essere di fronte ad un vicolo cieco, dove quanto abbiamo a disposizione e il mondo in cui navighiamo pare bloccato e non ci permette di proseguire verso la fine della storia. Oltre al suggerimento personale di mettere un attimo il gioco da parte e continuare ad affrontarlo il giorno dopo a mente fresca, gli sviluppatori hanno inserito un aiutante (o il vero protagonista?), a quattro zampe pronto a giudicarvi ma non troppo ad aiutarvi. I consigli che riceverete raramente vi sbloccheranno la strada, rimanendo piuttosto direzioni vaghe da seguire, che se non interpreterete correttamente vi creeranno solo più confusione in testa.

Nota di merito invece per la colonna sonora e le scelte musicali, azzeccate e che intrattengono durante le nostre circa 5 ore di selvaggi click a schermo.

 

Da grandi birre, Derivano grandi responsabilità

Il gioco è nel suo insieme assolutamente carino, ma un sistema ad aiuti parziale, meccaniche non ben esposte e la necessità di analizzare meticolosamente ogni paesaggio, non la rende un'avventura grafica da primo pelo ma che necessità quanto meno di un'esperienza attraverso altri titoli più gentili verso chi non è avvezzo al genere. Per chi invece sia un giocatore navigato di avventure punta e clicca, e apprezzi un po' di sano alcolismo, lo consigliamo assolutamente e troverà quanto mai simpatica l'insormontabile sfida contro la corporazione delle piccole birre artigianali. 

 6.7Voto KotaWorld.it6Longevità7Gameplay7Storia

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Romeo o Stain se mai mi troverai sul campo di battaglia... 25 anni e sentirli tutti, aspetta, forse non doveva essere così… Nato a Treviso e portato di qua e di là negli ultimi anni tra sogni e lavoro. Dopo diversi anni dedicati dalla prima alla terza Playstation mi sono convertito al pc gaming con una parentesi di amore e odio con la Asus e i loro portatili. E sempre nella volontà di star dietro ad un sogno eccomi qua a scrivere di game e di tech.


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