Cyberpunk 2077, epilessia fotosensibile e i soliti fenomeni del web

Cyberpunk 2077, epilessia fotosensibile e i soliti fenomeni del web

Cyberpunk 2077 è il gioco più atteso del 2020 e, dopo 8 lunghi anni, solo poche ore ci separano dal giocarlo.

L'amientazione di Night City con i suoi neon scintillanti, però, non è decisamente il massimo per gli appassionati affetti da epilessia fotosensibile, una patologia che scatena attacchi epilettici a seguito di stimoli visivi particolarmente intensi. E' il caso, per esempio, della giornalista Liana Ruppert, che in un articolo su Game Informer ha provato a stilare una guida per gli utenti epilettici in modo da prevenire spiacevoli attacchi in chi soffre di questi problemi ma non vuole (giustamente) rinunciare a godersi l'esperienza di Cyberpunk 2077.

In realtà Cyberpunk ha un "avviso di epilessia" nel suo end-user license agreement, ma ahimè vista la lunghezza e il vocabolario prettamente giuridico utilizzato, quasi nessun giocatore perderà tempo prezioso a navigare tra le numerosissime pagine alla sua ricerca. Ecco perchè CD Projekt Red ha annunciato di essere al lavoro per realizzare un nuovo "epilepsy warning", che verrà probabilmente reso visibile durante il caricamento del gioco. Se questa modifica sarà pronta per l'ormai imminente lancio, beh questo non ci è dato saperlo.

Se da un lato ci fa piacere che un tema sensibile come l'accessibilità nei videogiochi sia messo in risalto da casi come questo, non ci rimane altro che sconforto nel leggere, sempre nel Twitter della Ruppert, di utenti che, fingendosi interessati alla vicenda, hanno inviato video con visual triggers nascosti alla giornalista, con il solo vigliacco intento di scatenare ulteriori attacchi.

I soliti fenomeni del web, ai quali l'utilizzo di uno strumento prezioso come internet non andrebbe neanche lontanamente concesso.

 

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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