Spellbreak - La Recensione

Spellbreak - La Recensione

Ammettiamolo: il panorama dei Battle Royale è assolutamente saturo. Ce n'è per tutti i gusti. Nonostante questo, però, ci sono ancora studi di sviluppo che puntano a questo genere, pur consci del fatto che il successo, confrontandosi con pilastri del genere come Fortnite o Apex Legends, sia tutt'altro che garantito.

E' il caso di Proletariat, studio indie americano che ha debuttato nell'universo dei Battle-Royale con Spellbreak, un titolo free to play in cui i giocatori saranno chiamati a liberare il mago o strega che è in loro per sconfiggere gli avversari e conquistare la corona di vincitore. Saranno state sufficienti le variazioni sul tema introdotte dagli sviluppatori di Boston per assicurarsi un posto d'onore nell'Olimpo dei Battle-Royale? Vediamolo insieme...

 

Assumi il controllo degli elementi

In Spellbreak ciascun giocatore assume il controllo di un mago guerriero, in grado di controllare uno tra sei elementi grazie all'utilizzo di guanti magici. Dopo un breve tutorial che ci introdurrà alle basi del gioco, potremo già partecipare al nostro primo match, che sarà però interamente popolato da bot, per rendere il primo approccio alle Hollow Lands, il campo di battaglia, meno traumatico e più casual friendly. Prima di spawnare dovremo selezionare la nostra classe principale tra fuoco, terra, ghiaccio, elettricità, veleno e vento. Ciascuna classe, oltre a presentare un attacco base e una abilità speciale, presenta 3 talenti che conferiscono al nostro mago degli speciali bonus, come mana aggiuntivo o capacità di ottenere una seconda chance quando verremo sconfitti in battaglia. Utilizzando una determinata classe otterremo punti esperienza per la stessa, che ci permetteranno, con un carente sistema di progressione, di sbloccare talenti diversi per personalizzare ulteriormente il nostro stile di gioco, nonchè contenuti estetici o valuta da spendere nel negozio di gioco.

Verremo dunque catapultati, insieme ad altri 49 partecipanti, in varie zone del campo di battaglia, e avrà quindi inizio lo scontro, che vedrà un solo stregone uscirne illeso. La scelta di Proletariat di limitare il numero di partecipanti a ciascuna sessione a 50 promuove uno stile di gioco più cauto e strategico, soprattutto nei primi minuti, che potrebbe scoraggiare gli amanti dell'azione frenetica. In Spellbreak sarà necessario prestare attenzione al loot per costruire una build competitiva che ci possa portare quantomeno a giocarci la vittoria nei cerchi finali. Oltre al guanto con l'abilità primaria corrispondente alla classe selezionata, infatti, potremo inoltre equipaggiare un guanto secondario, sulla mano destra, che ci permetterà di assumere il controllo di un altro elemento, portando quindi a 4 le abilità offensive massime equipaggiabili. La scelta dell'elemento da associare al primario sarà fondamentale, in quanto sarà possibile combinare gli effetti elementali dei nostri guanti per creare combo letali. Potremo per esempio lanciare una nube di veleno col nostro guanto primario e infiammarla con una palla infuocata scaturita dal nostro guanto secondario, creando un'esplosione disastrosa per i punti vita degli avversari; oppure scagliare un tifone con il guanto del vento e elettrificarlo con il guanto secondario corrispondente. Le opzioni sono davvero tante e permettono a ciascun giocatore di sperimentare per trovare la combinazione che più si addice al proprio stile di gioco.

Ovviamente ciascun oggetto lootabile presenta diversi gradi di rarità, con cui scalano chiaramente le statistiche dell'oggeto. Oltre ai guanti potremo equipaggiare stivali per correre più veloce, collane per aumentare la nostra riserva di mana e cinture per garantirci vari livelli di armatura per proteggere i nostri punti vita. Infine, saranno distribuite sulla mappa di gioco pergamene per potenziare le statistiche passive dei nostri maghi e rune che ci garantiranno ulteriori abilità come il volo o l'invisibilità. L'ampiezza del loot pool può inizialmente intimidire, ma basteranno poche partite per acquisire l'esperienza necessaria a effettuare le decisioni migliori per la costruzione della propria build, anche in base alle necessità imposte dalla sorte, componente fondamentale di ogni Battle-Royale.

Esilia gli avversari

Insomma siamo atterrati, abbiamo afferrato quanti più oggetti possibili e siamo pronti a combattere: ecco che si profila all'orizzonte un mago avversario. La vista si acuisce, l'udito si affina, i battiti cardiaci salgono, l'istinto predatore dei nostri progenitori, ormai sopito,  si risveglia mentre ci avviciniamo all'ignaro mago nemico. Ma ecco che ci spotta, e comincia il fight! Il combattimento in Spellbreak è tutto fuorchè facile. La fisica dei proiettili, la gestione del mana, le grandi possibilità di movimento nonchè la combinazione di abilità e rune sono tutti elementi che contribuiscono a creare un gameplay facile da apprendere ma dannatamente difficile da controllare.

Anche gli scontri 1v1 possono essere davvero caotici, con enormi macigni che svolazzano per lo schermo, tempeste di ghiaccio e muri di fuoco che si sprigionano dal nulla. L'estrema verticalità permessa dall'ambiente di gioco nonchè da rune come Volo o dall'innata abilità del nostro personaggio di fluttuare nell'aria, rende davvero difficile anche solo orientarsi, figuriamoci effettivamente colpire l'avversario. Questo, unito a un sistema di matchmaking un po' deficitario che troppo spesso abbina novellini del gioco con veri e propri esperti, rischia di scoraggiare i giocatori più casual, inesorabilmente sopraffatti dall'abilità dei necromanti ben più esperti che si troveranno sul loro cammino. Per i più costanti e persistenti, però, Spellbreak può sicuramente regalare buone soddisfazioni, anche se la sensazione di impotenza che spesso ci siamo trovati a provare durante le nostre partite un po' ci ha segnato.

Per ovviare a questo consigliamo sicuramente di sfruttare le modalità Duo e Squad, che vi permetteranno di unirvi a uno o due amici e affrontare la battaglia insieme, rendendo sicuramente più divertenti e meno frustranti le prime ore di rodaggio e apprendimento.

Tecnicamente parlando...

Abbiamo testato Spellbreak su PC con un Pacchetto Fondatore Master gentilmente fornitoci. Il titolo è inoltre disponibile su Playstation 4, Xbox One e Nintendo Switch, in cross-play e cross-progression. Abbiamo apprezzato la realizzazione grafica semplice ma di carattere, che ci ha ricordato quella di Dauntless, altro titolo disponibile su Epic Games Store. L'uso sapiente del cell-shading unito a una scelta di colori pastello ben si associano alla magia dell'ambientazione, che per quanto abbastanza varia nei biomi, pecca un po' di originalità, risultando nel complesso abbastanza anonima.

Il titolo gira senza molti problemi con cali non eccessivi nel frame rate solo durante gli scontri più caotici. Gli unici difetti che possiamo annotare riguardano la localizzazione italiana, un po' grossolana e con errori evidenti, che ci hanno spinto subito a selezionare l'inglese come lingua di gioco, nonchè il comparto audio, con una colonna sonora facilmente dimenticabile e effetti sonori non coinvolgenti come ci saremmo aspettati. Piccola nota sul cross-play, ovvero la possibilità di giocatori di varie piattaforme di giocare insieme. Sicuramente una cosa positiva, ma purtroppo l'aim assist, necessario per i console player dotati di controller, talvolta è un po' troppo intrusivo, rendendo quasi svantaggiati giocatori dotati dei generalmente più precisi mouse e tastiera.

Per concludere


Non sappiamo onestamente se consigliare o meno Spellbreak. Da un lato ci ha sicuramente affascinato nel suo tentativo di portare una ventata di aria fresca in un settore videoludico che ormai tende inesorabilmente verso lo stantio; dall'altra la sensazione è stata quella di un titolo che necessita di parecchie ore di allenamento prima di diventare davvero godibile, e questo potrebbe spaventare e scoraggiare giocatori più casual che possono sicuramente avere un'esperienza più divertente e meno traumatica su altri titoli, anche più blasonati. Sebbene sia presente un sistema di progressione, non se ne ha un vero senso, data la scarsità di contenuti sbloccabili gratuitamente, a fronte di un negozio cosmetico ricco di microtransazioni, comunque necessarie per il sostentamento del gioco. Si sente l'assenza di modalità di gioco originali, di eventi in-game, e anche del pass battaglia, ma confidiamo che il nuovo aggiornamento in arrivo possa risolvere almeno qualcuna di queste problematiche. Spellbreak è e rischia rimanere un titolo di nicchia, in grado di assicurarsi uno zoccolo duro di fan, ma di non sfondare mai nel mercato mainstream del settore. Noi non possiamo far altro che consigliarvi di provarlo con mano, per vedere se può effettivamente risultare di vostro gusto e, qualora siate interessati a farlo, perchè non farlo in grande stile? Partecipate al nostro giveaway per tentare di accaparrarvi il Pacchetto Master! (solo per giocatori PC, al momento).

7.2Voto KotaWorld.it7Grafica7Gameplay7.5Ottimizzazione

 

 

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Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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