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Chef Life: A Restaurant Simulator - La Recensione (PC)

Chef Life: A Restaurant Simulator - La Recensione (PC)

 

La realtà dei simulator, da nicchia videoludica qual era, si sta progressivamente espandendo, interessando i più svariati campi della vita reale (lavorativa o meno): noi di Kotaworld, in questi anni, ci siamo improvvisati pescatori, elettricisti, costruttori edili e anche autisti di autobus di linea. Nelle ultime settimane, invece, ci siamo improvvisati addirittura cuochi nell'ultima fatica di Cyanide pubblicata da NACON, Chef Life: A Restaurant Simulator.

Partendo da un piccolo locale appena inaugurato, ci siamo fatti strada nel faticosissimo e competitivo settore della ristorazione, arrivando addirittura ad ottenere l'emblema massimo di qualità per un ristorante: l'iconica Stella della Guida Michelin (il tutto senza avere un topo a guidarci strattonandoci i capelli, tra l'altro).

Signore e signori accomodatevi, questa è la nostra recensione del giorno, fresca e genuina, preparata dallo chef War in persona.

 

 

Fuoco alle polve... ai fornelli!

 

Partiamo da un presupposto: nel mondo della cucina esistono due fronti di appassionati, chi adora cucinare e chi adora mangiare. Ecco, il sottoscritto rientra pienamente nella seconda categoria ma, a onor del vero, non son mancati negli anni dei tentativi di avvicinarsi all'importantissima arte culinaria, che tra l'altro contraddistingue anche il nostro italico paese.

Ricordo infatti come fosse ieri quando, appena acquistata la Wii nel lontano 2006, uno dei primi giochi che feci miei fu proprio Cooking Mama, capostipite della celebre saga di simulatori di cucina di stampo arcade. Grazie alla particolarità dei controller dell'ammiraglia Nintendo dell'epoca, sminuzzare verdure o mescolare composti era davvero realistico e soddisfacente. 

Fast forward di 17 anni ed eccoci qui ad avviare sul mio PC Chef Life: A Restaurant Simulator, sempre un simulatore di cucina dall'animo sicuramente meno arcade e con una componente gestionale ad arricchire l'offerta videoludica complessiva.

 

 

Si inizia subito con un character designer piuttosto profondo e politically correct, con inclusività e fluidità di genere a farla da padrone. Una volta dato vita al nostro alter-ego, sarà il momento di incontrare, o meglio rincontrare, Kassim, un vecchio compagno dei tempi della scuola di cucina. Il nostro sogno sta finalmente per realizzarsi e in soli 3 giorni il ristorante che abbiamo sempre desiderato di aprire avrà la sua serata inaugurale.

Ed è proprio in questi tre giorni che il buon Kassim ci farà da Cicerone spiegandoci i concetti base del lavoro in cucina, nonchè della gestione del ristorante stesso. Inizialmente le nostre opzioni saranno limitate, potendo offrire ai nostri clienti piatti "umili" come bistecca e patatine o una fresca caprese, ma in pochissimo tempo potremo sbloccare e imparare altre ricette più impegnative grazie ai Punti Conoscenza spendibili nel Ricettario.

 

Da chef provetto...

 

La nostra giornata lavorativa tipo parte molto presto la mattina con la selezione del menù, un massimo di 5 piatti proponibili al pubblico durante il servizio serale scelti tra le ricette da noi acquisite e imparate. Successivamente, altra parte molto importante per la buona riuscita del locale, si passa all'ordinazione degli ingredienti necessari tramite Max, il nostro fattorino di fiducia.

Per ogni categoria di ingredienti (carni, pesci, ortofrutta, latticini, farinacei...) sarà possibile ordinare da fornitori diversi i quali proporranno varie qualità di materia prima ad un costo ovviamente relativo. Grande importanza viene data anche alla sostenibilità dei produttori da cui ci riforniremo: acquistando prodotti biologici o a chilometro zero il nostro valore di "etica" si alzerà, così come la reputazione del locale. Risparmiare e procurarsi ingredienti industriali e di minor qualità, se da un lato rappresenterà un risparmio notevole, impatterà negativamente sulla buona riuscita dei piatti, e di conseguenza sulla soddisfazione dei clienti che, a fine servizio, non si faranno molti problemi a lasciare acide recensioni negative sul nostro locale.

 

 

Una volta arrivate le forniture e riposte negli appositi scaffali, potremo sfruttare la mattinata e il pomeriggio per esercitarci con ricette già conosciute per perfezionarle oppure metterci alla prova per impararne di nuove. Per aiutarci nella preparazione dei vari piatti, in alto a destra l'interfaccia ci ricorda sinteticamente i passaggi che dobbiamo eseguire e gli ingredienti che ci saranno necessari. Proprio come in Cooking Mama, l'atto del cucinare si riduce a una serie di mini-giochi in cui dovremo sminuzzare verdure, deliscare il pesce, saltare la carne in padella, friggere le patate etc...Non aiuta in questo la piuttosto antipatica distribuzione dei tasti, che ci ha fatto propendere per un più semplice approccio con controller. 

I ragazzi di Cyanide hanno posto davvero molta attenzione sulle possibilità realizzative di ciascun piatto, lasciando ampia libertà al giocatore, per esempio per quanto riguarda l'aggiunta di determinati ingredienti in precisi momenti del processo di cottura, oppure nell'utilizzo delle spezie. Particolarmente apprezzato anche l'editor di impiattamento, che ci consente di comporre manualmente i nostri piatti, personalizzandone l'aspetto che prenderanno una volta terminati e pronti per essere serviti al cliente, per la foto di rito da postare su Instagram.

 

 

Su carta sembra tutto molto semplice e ripetitivo (ed in effetti un po' lo è) ma, una volta aperte le porte ai clienti del locale le cose cambiano radicalmente: saremo chiamati a gestire da soli più comande, preparando contemporaneamente più piatti diversi cercando di non bruciare niente, di cuocere tutto al punto giusto (osservando anche le preferenze degli avventori) e non far aspettare troppo i nostri clienti. Per aiutarci potremo, intelligentemente, preparare in anticipo durante la giornata delle materie prime già pronte all'uso: per esempio potremo tritare già la verdura, tagliare il nostro filetto, preparare salse e ridotte da conservare in frigo, oppure pre-cuocere alcuni alimenti e conservarli sotto le cappe di riscaldamento, facendoci risparmiare tempo prezioso nella foga del servizio.

Si percepisce fin dai primi istanti l'intensità e la pressione che si respirerebbe in una vera cucina e, per chi non riuscisse a godersi appieno il gioco in queste condizioni, i ragazzi di Cyanide hanno pensato a dei "cheats" che permettono di giocare a Chef Life in maniera più rilassata, per esempio impedendo che i clienti si spazientiscano, oppure che il cibo vada fuori cottura.

 

...a interior designer

 

Inanellando successi in cucina guadagneremo abbastanza da poter ampliare non solo il nostro ambiente di lavoro con nuovi attrezzi e più postazioni, ma anche arredare secondo il nostro personale gusto il ristorante. Si parte da pavimenti e pareti e si arriva ai tavoli e le sedie, passando per applique, tovaglie, suppellettili, quadri e mobilia varia per rendere accogliente ed elegante la nostra sala.

Un po' alla volta, saremo in grado di comporre un ambiente che si sposi bene con lo stile di cucina da noi proposta, che prevede veramente tanti piatti provenienti dalle tradizioni culinarie di tutto il mondo.

 

 

La parte gestionale, a mio parere, passa decisamente in secondo piano rispetto a quella del gameplay "culinario": la maggior parte degli oggetti saranno acquistabili solo dopo aver accumulato ingenti quantità di denaro nonchè raggiunto un determinato livello (che aumenta in base a un punteggio che ci viene assegnato alla fine di ogni servizio). Proprio come nella realtà, sono necessari pazienza e dedizione per raggiungere l'apice, ma il timore è che non tutti i giocatori posseggano queste qualità, considerando anche la non trascurabile ripetitività del titolo, almeno nelle fasi iniziali.

Una bella variazione sul tema, che permette anche un'egregia libertà d'espressione e personalizzazione ma, di fatto, il sistema di progressione attuale impedisce al giocatore casual di sperimentare tutto ciò che il gioco ha da offrire. Peccato.

 

Tecnicamente parlando

 

Abbiamo testato Chef Life: A Restaurant Simulator sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Corsair Vengeance RGB RT 32GB DDR4 3600MHz

Monitor LG 34GN850 a risoluzione 3440x1440 (21:9)

 

A prima vista il gioco si presenta abbastanza pulito, con i modelli dei personaggi che si ispirano palesemente ai celebri Sim di casa EA, e uno stile grafico un po' datato ma sufficiente per il genere a cui il titolo appartiene. Maggiore attenzione è stata posta sull'apparenza di ingredienti e piatti e questo viene ulteriormente esaltato dall'editor di impiattamento, una trovata che abbiamo decisamente apprezzato.

 

 

Si poteva far meglio dal punto di vista dell'interfaccia e della gestione della stessa, spesso e volentieri inutilmente confusionaria.

Senza arte nè parte il comparto audio che manca di doppiaggio e propone canzoni di sottofondo che stancano (e irritano) in tempo zero.

Ultimo, ma forse più importante, un problema che ha interessato la nostra build durante le prime fasi di testing: talvolta il gioco non salvava i nostri progressi, facendoci perdere ore di giocato nel nulla. Speriamo tale frustrante problematica sia stata risolta nella 1.0 in imminente uscita.

 

In conclusione

 

Il progetto di Cyanide Games, prodotto da NACON, in arrivo il prossimo 23 febbraio su Steam, è un simulatore che, a fronte di un'apparente semplicità, impegna il giocatore e riesce a far sentire la pressione di star lavorando in una vera cucina. Se sul versante più prettamente gastronomico il gameplay fa la sua sporca figura, garantendo una buona varietà di ricette e mini-giochi per completarle, il titolo pecca invece nella compagine "gestionale", messa appunto tra virgolette visto il suo sottilissimo spessore.

Sicuramente un titolo che consigliamo agli appassionati, ma che difficilmente saprà attrarre un pubblico più ampio, nonostante lo studio abbia intelligentemente inserito degli escamotage per rendere Chef Life meno simulativo e stressante di quanto sia in realtà.

Per usare una metafora culinaria, non è nè carne nè pesce.

 

6.5Voto KotaWorld.it6.5Grafica7Gameplay6Ottimizzazione

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