Recensione: El Camino (Netflix)

Recensione: El Camino (Netflix)

 [ATTENZIONE, contiene SPOILER su Breaking Bad ed El Camino]

El Camino è uno di quei film che lasci sedimentare. Prima lo guardi, poi tiri un grosso respiro, te ne vai a letto, non parli con nessuno per due giorni, vai avanti ad acqua di rubinetto e taralli mentre guardi nel vuoto… E poi rutti per due minuti di seguito la recensione. È un film di cui nessuno sentiva il bisogno (Breaking Bad finisce in modo tutto sommato accettabile, considerando che ci abbiano fatto abituare a roba tipo Il Trono di Spade), nessuno tranne Aaron Paul che, a quanto pare, era in depressione perché non sarebbe riuscito ad uscire dal personaggio di Jesse Pinkman. Diciamocela tutta. Guardiamoci tutti quanti nelle palle degli occhi e parliamo onestamente: Breaking Bad finisce con Pinkman che scappa. El Camino finisce con Pinkman che scappa. Alla fine della serie tv non era rimasto nessuno con cui avere dei conti in sospeso, quindi viene infilato ad cazzum nel film verso uno dei personaggi che non ricorderete di aver visto in BB. I personaggi di Badger e Skinny Pete servono al nulla cosmico, il riferimento a Saul è forzatissimo. Va bene fare un piacere a Jesse, tanto di cappello al produttore (Netflix, ne hai combinata un’altra delle tue!) che meriterebbe un Nobel per l’amicizia, ma tempestare il pubblico di pubblicità (di cui, non so voi, ma qui da me ne è pieno l’internet) per un prodotto mediocre… Caminate per andarvene a quel paese.

  5Voto KotaWorld.it3Trama5Cast7Interpretazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Noldor (aka Commodoro), classe ’84, ingegnero, grammar-nazi (ma in un mondo in cui la lingua italiana viene continuamente storpiata, tanto vale darsi dell’ingegnerO). Appassionato di film e serie tv, non disdegna cartoni animati e commedie romantiche, anche se la sua vera passione sono gli horror e i B-movies. Inguaribile buonista, al punto di non riuscire a selezionare le opzioni “cattive” quando nei giochi di ruolo si presenta la scelta. I suoi amici lo definirebbero “nutelloso”. Ultras di PUBG.


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