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Call of Duty: Modern Warfare II - La Recensione (PC)

Call of Duty: Modern Warfare II - La Recensione (PC)

''You've got a heart? A cold one...''

É di nuovo quel periodo dell'anno, le foglie cadono, le giornate si accorciano, il freddo incombe...e il nuovo capitolo della saga sparatutto più famosa al mondo è di nuovo nelle nostre mani. Si parla ovviamente di Call of Duty: Modern Warfare 2,  sequel diretto del più recente Call of Duty: Modern Warfare, reboot dell'omonimo titolo uscito nel 2019. Dinnanzi a noi si presenta una campagna composta da 17 missioni, un multiplayer zeppo di contenuti e una piccola modalità cooperativa di 3 missioni che fa anche da graditissimo richiamo al passato. Ma non è tutto: nei prossimi giorni, per la precisione il 16 Novembre 2022, accoglieremo a braccia aperte Warzone 2.0, la nuova versione della popolarissima modalità battle royale, e DMZ, una modalità del tutto inedita con elementi loot and escape, ispirata a Escape from Tarkov

Ho già speso veramente troppe parole per introdurre un titolo che non ha bisogno di introduzioni, il quale lascia che il suo contenuto parli di sè, nel bene e nel male. Andiamo dunque ad analizzare cosa rende questo Call of Duty: Modern Warfare II la punta di diamante del franchise, e che cosa invece, secondo noi, il team di Infinity Ward e Activision possono riportare alla ''drawing board''.

 

 

Squadra che vince non si cambia

 

La storia di Modern Warfare 2 riprende 3 anni dopo la fine degli eventi della campagna di Modern Warfare (2019). La famigerata Task Force 141 è finalmente riunita e pronta a combattere l'ennesimo gruppo terroristico che minaccia la sicurezza globale. Questa campagna di 17 missioni, grazie all'introduzioni di nuove meccaniche e di più flessibilità nel come approcciare e completare gli obiettivi nonchè più di qualche citazione alla trilogia originale (un po' di fan service male non fa), è molto godibile e non si trattiene più del dovuto.

I componenti della Task Force 141 sono sempre loro: il Capitano Price, Kyle ''Gaz'' Garrick, John ''Soap'' MacTavish e uno dei personaggi più fighi della storia videoludica, Simon ''Ghost'' Riley. Ma questa volta il team non è da solo, l'introduzione del colonnello Alejandro Vargas e il sergente Rodolfo Parra delle Forze Speciali Messicane sono veramente ben implementate e non risultano assolutamente fuori posto. Il generale Shepherd fa ritorno - non vi preoccupate, non è l'originale - e fanno ritorno anche Kate Laswell e Farah da Modern Warfare (2019). Ci è dispiaciuto molto che Farah non abbia avuto più spazio in questo capitolo, essendo un personaggio molto interessante e ben strutturato.

 

 

Proprio come ai vecchi tempi

 

A livello di storia non siamo al pari dei predecessori: la trama è abbastanza prevedibile e lascia parlare di più l'azione che la profondità dei personaggi. Quello che veramente fa splendere questa campagna è, in primis, la bellezza delle ambientazioni; Amsterdam e alcuni paesaggi del Messico sono semplicemente mozzafiato e necessitano di un secondo sguardo per accertarsi che non siano fotografie. In secondo luogo la caratterizzazione dei personaggi e le loro interazioni personali: dialoghi, espressioni facciali, rapporti tra i membri della Task Force 141 sono estremamente realistici e rendono l'esperienza di gioco molto cinematografica; il rapporto tra Ghost e Soap durante alcune missioni alle volte mi ha intrattenuto di più della missione che stavo portando a termine. Interessante il sistema dello zaino e del crafting, peccato venga utilizzato in solo un paio di missioni e non venga sfruttato al 100%. Al contempo, le armi e l'equipaggiamento sono veramente ben fatti ed è divertente sparare a manetta neanche fosse un film di Micheal Bay.

Purtroppo non c'è stata la classica missione iconica memorabile che ci si aspetta in ogni CoD (alla "And remember, no Russian" per capirsi), una missione che avrei veramente voluto rigiocare. Menzioni d'onore vanno però a: ''Alone'', missione in solitaria in cui dobbiamo utilizzare tutto quello che abbiamo per sopravvivere in territorio ostile, ''Recon by Fire'', grandissimo occhiolino all'iconica missione ''All Ghilled Up'' di Call of Duty 4: Modern Warfare, e infine ''Close Air'' altra missione ispirata a ''Death From Above'', sempre del settimo titolo della saga di Call of Duty.

In conclusione la campagna di Call of Duty: Modern Warfare II fa giustizia ai predecessori, senza eccellere ma senza neanche fallire miseramente come altri capitoli del franchise hanno fatto. 

 

 

Il mindset è tutto

 

Ed eccoci alla portata principale della recensione, il multiplayer. Ora, ho già parlato delle mie prime impressioni e del mio rapporto con il multiplayer di Call of Duty nella riflessione sulla beta di Call of Duty: Modern Warfare II e non sono state incredibilmente positive; però è giusto che ritratti le mie parole e ammetta che a quella beta ho giocato con un mindset sbagliato e aggiustando il modo in cui si approcciano le cose, spesso, si cambia opinione...o quasi. Quindi dopo essere arrivato a livello 55, aver sbloccato una dozzina di mimetiche oro, la platino per i fucili d'assalto ed aver giocato giornalmente contro Velox e i suoi amici per tutta l'ultima settimana, andiamo a sviscerare questo multigiocatore!

 

 

Dissezioniamo il multiplayer

 

Già da Modern Warfare (2019), Infinity Ward aveva già messo le cose in chiaro: la nuova era di Modern Warfare vuole un combattimento più lento, metodico e tendenzialmente anche più realistico, per quanto parliamo pur sempre di un Call of Duty e il tutto viene ribadito in Call of Duty: Modern Warfare II. Time to Kill = veloce, slide cancel = eliminato, reload cancel = eliminato; il gioco premia chi ascolta, chi aspetta e chi decide di basarsi su scelte caute, non basate dal reading degli spawn o dai puntini sulla minimappa.

Permettetemi a proposito di fare i miei personali complimenti a Infinity Ward sulla gestione degli spawn: dopo 10 e passa giorni di gioco ancora faccio fatica ad essere perfettamente costante nel leggere quando cambiano e la scelta di rimuovere i puntini sulla mini mappa quando si spara, per quanto sia una scelta reputata blasfema da ogni giocatore OG di Call of Duty, non è così infernale. Il sistema di movimento soffre ancora molto: l'appendersi alle sporgenze si è riprovato inutile e il ''Dolphine Dive'' fa quello che deve fare, anche se provare un outplay sul nemico è pressochè impossibile, quindi sconsiglio vivamente un gameplay vivace e rapido, prendetevi il vostro tempo e siate sempre consapevoli delle vostre coperture e, parlando di coperture, andiamo ad analizzare le mappe.

Il design delle mappe non è terribile ma non è neanche eccellente. Una costante che ho ritrovato all'interno del map design è la grandezza della mappe con spazi aperti giganteschi e spesso molte aree hanno punti tattici elevati da cui il nemico può prendere posizione in ''headglitch'' e mietere quantità immani di nemici. La community non sembra contenta della map pool, considerando anche che sono relativamente poche, solo 11; ci aspettiamo sicuramente qualche nuova mappa e magari qualche grande classico riadattato dalla trilogia originale.

C'è da dire però che, una volta presa confidenza, le mappe non sono impossibili da giocare e una volta imparati gli hot-spot di ognuna, se si vuole trovare uno scontro ravvicinato, si può fare. L'unica che veramente non ha merito di esistere, e credo fermamente sia una delle peggiore esperienza multiplayer che io abbia mai visto, e non solo del franchise di Call of Duty, ma di ogni videogioco DI SEMPRE, è senza dubbio "Santa Sena Border Crossing". Il design di questa mappa è orrido, frustrante e semplicemente fatto male; è una mappa palesemente disegnata da un non giocatore di FPS.

 

 

Nella recensione della beta avevo encomiato molto il sistema di classi e il Gunsmith 2.0 e continuo a farlo. L'unico grande problema è che gli accessori su questo gioco sono inutili...no sul serio, l'arma spoglia o al massimo con un paio di accessori, è più efficace di una full build con accessori massimi calibrati alla perfezione. Tutte le classi meta si basano spesso sul grip e sui diversi tipi di canna, o lunga o corta, il resto è pressochè inutile.

Inoltre buona fortuna nello sbloccare quel mirino che hai trovato su un arma per terra a caso durante una partita, dovrai livellare 23 LMG, 2 lanciamissili e fare il coltello oro prima di sbloccarlo. Parlando seriamente, lo sblocco degli accessori è eccessivamente difficile. Il grind richiesto per le mimetiche è invece molto carino: ci sono 4 mimetiche per ogni arma, che poi sbloccano la possibilità di ottenere la camo oro; e così via per la camo platino (replacement per la camo diamante) e per le due mystery camo che non andrò a spoilerarvi. I miei timori sulle specialità e sullo snowballing sono state smentiti, infatti è molto più influente il passare del tempo che le uccisioni o i punti guadagnati sullo sbloccare i diversi perk in gioco, una cosa che mi ha rassicurato molto; sono comunque curioso di vedere se nelle leghe competitive di Call of Duty avrà un effetto o se i team penseranno anche a questo quando creeranno delle strategie.

Ecco i miei pensieri aggiornati rispetto alla preview della beta, in conclusione il multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare II è solido ed è qui per restare, speriamo venga curato nel tempo, perchè con qualche piccola modifica e qualche piccola aggiunta può diventare uno dei multiplayer più elaborati e di livello della saga e mi auguro che Infinity Ward metta il cuore in questo piccolo diamante grezzo.

 

 

Insieme, è meglio!

 

Come ultima modalità abbiamo 3 missioni co-op"Low Profile", una missione di coppia, in cui bisogna prelevare 3 oggetti radioattivi da un avamposto nemico, nel bel mezzo della notte; "Denied Area", molto simile ad una missione del singleplayer, dove durante un inseguimento su veicoli, bisogna scappare da orde di nemici che vogliono distruggere noi e il nostro mezzo di trasporto; e infine abbiamo "Defender: Mt Zaya", un occhiolino a Call of Duty: Modern Warfare 3 e alla modalità sopravvivenza, infatti il nostro obiettivo è difendere un avamposto da ondate di nemici sempre più numerose e meglio equipaggiate.

Io e mio fratello War le abbiamo giocate assieme e ci siamo veramente divertiti, la collaborazione è fondamentale, trovatevi un compagno di cui vi fidate e scendete in campo soldati!

 

Tecnicismi

 

A livello tecnico il gioco sa il fatto suo, il motore IW 9.0 fa il suo lavoro e lo fa egregiamente, infatti anche il ormai datato PC (GTX 1080, Ryzen 5 3600) è riuscito e riesce a farmi godere Modern Warfare II a livelli di qualità grafica accettabili. La campagna ho deciso di godermela tutto ad alto mantenendomi sui 30 FPS. Per il multiplayer invece consiglio l'utilizzo dei settings minimi, che hanno permesso al mio hardware addirittura di sfondare la soglia dei 60 FPS. Amici consolari hanno portato alla mia attenzione che su console il gioco crasha e ha dei caricamenti un pò longevi, ma la mia esperienza su PC è stata molto più che accettabile. (PC Master Race *wink wink*)

 

Conclusioni

 

Ed eccoci arrivati alla conclusione della recensione di Call of Duty: Modern Warfare II, un gioco che mi ha ricordato dopo tanto tempo perchè mi sono innamorato di questo franchise e degli FPS, che sono ancora il mio genere preferito e lo saranno per molto tempo. E per quanto questo capitolo della saga non sia a mio parere il migliore e non abbia poi portato chissà che rivoluzione, è secondo me uno dei prodotti con più potenziale che Activision abbia mai rilasciato. Sono curiosissimo e ho grandi speranze per un quasi sicuro Call of Duty: Modern Warfare 3 che, come fece nel 2011, ha grandi possibilità per essere il gioco più grande della saga.

Call of Duty Modern Warfare II è uscito il 27 Ottobre 2022 su tutte le piattaforme, sviluppato da Infinity Ward e rilasciato da Activision.

 

8.3Voto KotaWorld.it9Grafica8Gameplay8Ottimizzazione

 

 

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