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Beacon Pines - La Recensione (Switch)

Beacon Pines - La Recensione (Switch)

Il gioco di cui vi parliamo oggi nasce, pensate un po', come un rhythm-based RPG. Gli sviluppatori di Hiding Spot Games hanno però piano piano virato verso l'avventura/puzzle-game, seguendo ciò che il gioco stava dicendogli di dover diventare. Beacon Pines è una storia ossimorica, che nasconde tematiche abbastanza "creepy" con un velo colorato, sgargiante e molto "kawaii"[mi piacciono i termini stranieri, come l'avete capito? ndr.]. Grazie a una copia fornitaci dal publisher Fellow Traveller, abbiamo potuto scoprire i segreti di Beacon Pines su Nintendo Switch, godendocelo perlopiù, se non esclusivamente, in modalità portatile. Il gioco è comunque disponibile anche su PC, Xbox One e Xbox Game Pass.

Benvenuti a Twin Pea...ehm Beacon Pines!

Beacon Pines, proprio come Twin Peaks, è la classica cittadina di periferia americana, dove il tempo sembra fermarsi e nulla sembra succedere. In realtà poi si scopre che di cose ne succedono eccome, e che anche il più disperso tra i paesini di campagna può nascondere storie e racconti da far rabbrividire.

Il villaggio è abitato da animaletti antropomorfi che sembrano usciti dal Bosco dei Cento Acri (l'ispirazione ai romanzi di Alan Alexander Milne è abbastanza palese), noi prenderemo il controllo del dolce Luka VanHorn, un piccolo cerbiatto di dodici anni che si trova nella triste condizione di essere rimasto orfano: il titolo si apre infatti con Luka che piange sulla tomba del padre, morto in circostanze non del tutto chiare. Come se non bastasse, ci viene raccontato che poco dopo la morte del padre anche la madre del piccolo scomparve, senza lasciar traccia.

Fortunatamente, però, Luka non è rimasto solo al mondo: vive con la nonna che si prende amorevolmente cura di lui, ed è sempre in compagnia del fidato amico Rolo, che lo aiuta a sopportare e superare il dolore che inevitabilmente lo affligge. La citta in cui vivono, da sempre basata sull'agricoltura, si sta lentamente riprendendo dalla "Foul Harvest", un'annata di raccolti pessimi che ha messo in ginocchio Beacon Pines e i suoi abitanti. E' qui che entra in gioco la Perennial Harvest, un'azienda di fertilizzanti appena sbarcata in paese con l'obiettivo di far tornare Beacon Pines ai fasti d'un tempo. Ma si sa, quando tutto sembra troppo bello per essere vero, la fregatura è dietro l'angolo...

Luka e Rolo, coadiuvati dalla micetta Beck, appena trasferitasi in città, si immischieranno quindi in un vortice di segreti e scoperte da far accapponare la pelle, sconvolgendo per sempre le loro vite in quella che sembrava essere un'estate come tutte le altre.

Piano con le parole!

Giocare a Beacon Pines è come leggere libro di fiabe illustrato, in cui zampetteremo tra le pagine nei panni di Luka, esplorando i bellissimi paesaggi e interagendo con i vari abitanti. Gli sviluppatori hanno scelto una metodologia narrativa assolutamente interessante: interagendo con vari oggetti o semplicemente proseguendo nella storia, sbloccheremo degli amuleti contenenti particolari parole; questi andranno usati in determinati momenti della storia chiamati Turning Points, in cui, a seconda della parola utilizzeremo, potremo alterare significativamente il corso della storia e il futuro di Luka e Beacon Pines.

Potrà capitare, e capita spesso, che una scelta sbagliata di porti a vedere le parole "The End" comparire precocemente sul libro che racconta la nostra storia, e saremo quindi costretti a tornare indietro, riavvolgere il nastro, e selezionare un'altra parola per vedere la storia diramarsi verso una direzione completamente diversa. In tutto questo non mancherà a guidarci la dolce e rilassante voce narrante, sempre pronta a farci capire quando è il caso di rivedere le nostre scelte. 

La nostra avventura viene raffigurata nel libro come un albero, con le varie ramificazioni a costituire i famosi Turning Points, i momenti che potremo rivivere per scegliere parole diverse da utilizzare e cambiare quindi il corso degli eventi. A spiegarlo sembra abbastanza complicato, in realtà il tutto è abbastanza semplice e lineare, forse anche troppo rispetto a come ci eravamo immaginati all'inizio del gioco.

In un certo senso, questo tipo di narrazione mi ha ricordato gli ormai antichi "Libri Games", volumi in cui bisognava spostarsi tra le pagine in base alle scelte effettuate dal lettore, con l'unica differenza che in Beacon Pines avremo letteralmente linee temporali diverse sovrapposte, il che può creare un po' di confusione in realtà, visto che i rewind possono portare indietro la storia anche di 2-3 capitoli (con Luka che ovviamente non manterrà alcun ricordo di ciò che invece il giocatore ha vissuto fino a quel momento).

Tecnicamente Parlando

Come precedentemente anticipato, abbiamo provato il titolo su Nintendo Switch. L'esperienza di gioco è stata estremamente fluida e senza intoppi, con la modalità portatile a rendere il giocare Beacon Pines in tutto e per tutto uguale a leggere un libro di fiabe. Il punto di forza del titolo di Hiding Spot è sicuramente quello artistico, forte di un art-design di ambientazioni e personaggi davvero meraviglioso, coloratissimo e ricco di particolari. Il tutto si scontra un po' ovviamente con le tematiche trattate e il metodo usato per farlo: al contrario delle apparenze, difficilmente Beacon Pines potrà essere apprezzato dai più piccoli, vista la gran quantità di testi da leggere e la loro non localizzazione in italiano, rendendo la barriera linguistica un ostacolo importante per chi non mastica l'inglese.

Ottimo il sonoro con una soundtrack che si sposa benissimo con l'atmosfera del titolo, e da il suo meglio soprattutto avvicinandosi al finale. E se il doppiaggio della voce narrante risulta ineccepibile, un po' stonate sono invece le voci dei vari personaggi, non doppiate ma rese con effetti sonori, con una tecnica forse un po' old-school ma necessaria probabilmente per questioni di budget.

In Conclusione

L'opera di Hiding Spot aveva catturato la nostra attenzione già da tempo, soprattutto visto lo stile artistico decisamente sopra la media dei titoli indipendenti. Le 4-5 ore che abbiamo speso a Beacon Pines per aiutare Luka e i suoi amici a svelare gli oscuri segreti che attanagliavano la città sono letteralmente volate. Una longevità sufficiente, mentre altrettanto non si può dire della rigiocabilità. Ma visto il prezzo budget a cui il titolo viene venduto (15,11€ al momento), non ci si può assolutamente lamentare. Un titolo dunque che sicuramente consigliamo, ma solo a patto che conosciate bene l'inglese, e che siate pronti a leggere, più che giocare. Accettate queste premesse sarà molto semplice farvi trasportare in una storia che, sebbene non raggiunga chissà che picchi di profondità o intensità, intrattiene e diverte, grazie soprattutto agli espedienti narrativi non convenzionali impiegati dagli sceneggiatori. Anche se, forse, si sarebbe potuto osare un pochino di più.

7.7Voto KotaWorld.it8.5Grafica6.5Gameplay8Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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