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JOJO’S BIZARRE ADVENTURE: ALL-STAR BATTLE R - La Recensione (PC)

JOJO’S BIZARRE ADVENTURE: ALL-STAR BATTLE R - La Recensione (PC)

Era il lontano 1 gennaio 1987 quando sul settimanale giapponese Shonen Jump vide per la prima volta la luce una delle serie manga più longeve e fuori di testa di sempre. Partorita dalla mente di Hirohiko Araki, Le Bizzarre Avventure di Jojo è attualmente divisa in otto differenti serie, ciascuna narrante le avventure dei discendenti della famiglia Joestar. A 35 anni di distanza, l'ottava saga del manga, JoJolion, si è conclusa da poco ma Araki ha prontamente annunciato l'arrivo di una nona, intitolata JoJoLands. Un'opera davvero prolifica e storica che vanta una fanbase eccezionale e particolarmente affezionata, tanto che anche chi non ha mai letto il manga o visto l'anime sarà sicuramente incappato in qualche meme ispirato a JoJo (is that a JoJo reference?).

Impossibile che un successo di queste dimensioni non trovasse trasposizione anche nel mondo videoludico: dopo un primo timido approccio alla saga con un JRPG uscito nel 1993 su SNES (mai arrivato in Occidente), tutti gli altri giochi di JoJo fanno parte, a buona ragione, del genere picchiaduro. Il titolo che recensiamo oggi, Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R (d'ora in poi abbreviato ASBR) è una versione rivista e migliorata di Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle, titolo del 2014 sviluppato da Cyberconnect2 per Playstation 3. Questo titolo, vuoi per l'esclusività, vuoi per alcuni problemi tecnici abbastanza pesanti dovuti a limitazioni hardware della console Sony, non riuscì mai a sfondare, rimanendo confinato a una nicchia di giocatori fan del brand. Cyberconnect2 a quasi 10 anni di distanza dall'originale ha voluto imprimere nuova vita a All Star Battle, sfruttando probabilmente il nuovo boom di popolarità che la serie ha avuto dopo lo sbarco su Netflix, cercando di limare quei difetti che avevano tarpato le ali all'epoca a quello che rimane tutt'oggi il gioco di JoJo più profondo e significativo.

Una marea di contenuti

Al primo avvio di ASBR quello che colpisce fin da subito è il gran numero di modalità di gioco, ben sei, tra cui scegliere. La Story Mode originale è stata sostituita dalla modalità All-Star Battle, in cui i giocatori si troveranno a dover affrontare alcuni scontri storici della 8 saghe di JoJo in aggiunta ad altri "What If", ovvero battaglie mai avvenute canonicamente nel manga, anche tra personaggi appartenenti a archi narrativi totalmente differenti. Benchè anche la Story mode del titolo del 2014 fosse abbastanza deludente, non si può dire che Cyberconnect2 abbia centrato nel segno con questa rivisitazione: gli scontri sono divisi in tabelloni separati per arco narrativo, ma sono affrontabili in qualsiasi ordine si voglia, ad eccezione delle boss fight che richiedono il completamento di un certo numero di battaglie prima di venire sbloccate. Non c'è nessuna introduzione agli scontri canonici, se si escludono le frasi di dialogo pre-match dei lottatori, nè alcuna spiegazione dello svolgimento della trama degli eventi. Insomma, se non conoscete la storia di JoJo non aspettatevi di scoprirla giocando ad ASBR.

Ciascun combattimento presenta una diversa difficoltà espressa in stelle da 1 a 5 e sarà possibile sbloccare oggetti cosmetici, bozzetti 2D/3D o altro eseguendo particolari mosse o svolgendo particolari azioni durante l'incontro. Un titolo che risulta impegnativo solo alle difficoltà più alte, ma che viene anche in questo caso incontro ai giocatori più casual grazie a dei modificatori sbloccabili con la valuta di gioco che possono rendere ciascun fight più abbordabile, per esempio dimezzando la salute dell'avversario o facendola diminuire con il passare del tempo. Sempre per venire incontro alle esigenze dei novellini dei picchiaduro, Cyberconnect2 ha introdotto una intelligente meccanica chiamata EasyBeat, grazie alla quale sarà possibile eseguire combo articolate tramite la pressione ripetuta di un singolo tasto. Tranquilli, qualora siate giocatori veterani e vi sentiate offesi nell'orgoglio da questa possibilità, sappiate che è possibile disattivarla prima di ogni match (tranne che nella modalità online, dove è attiva di default, causando non poche polemiche nella community, ma ci torneremo dopo).

Il resto delle modalità sono abbastanza tipiche in ogni picchiaduro: abbiamo la modalità Arcade, in cui si possono affrontare scontri consecutivi contro la CPU nella Challenge Mode o combattere fino ad aver esaurito la salute nella Endless Mode; la modalità Versus per sfidare gli amici in appassionanti couch-battle old school; la modalità Pratica, fondamentale per prendere dimestichezza con il moveset dei vari characters; la modalità Customize, che in realtà consiste semplicemente nel personalizzare l'estetica dei vari membri del cast con costumi, provocazioni e schermate vittoria; e infine la modalità Online alla quale purtroppo dobbiamo dedicare un paragrafo a sè stante.

Yare Yare Daze

Partiamo subito con una considerazione lapidaria: se pensate di acquistare ASBR per giocare online, beh ripensateci. Sul serio, è davvero inconcepibile come Cyberconnect2 abbia migliorato il titolo in quasi tutte le sue componenti tranne che in quella online, già all'epoca vetusta e al limite dell'ingiocabile. Come è possibile, nel 2022, pensare di introdurre un sistema delay based e non rollback? Spiegare tecnicamente le differenze tra i due sarebbe tedioso e prolisso, perciò vi rimando a questo interessante articolo che spiega approfonditamente le differenze tra i due sistemi. Al netto dell'infrastruttura del netcode, ciò che vi deve interessare è l'assoluta inconsistenza e instabilità degli scontri online: anche qualora siate dotati di una connessione di tutto rispetto, vi troverete sempre a essere in balia di quella del vostro avversario e delle normali fluttuazioni nel via vai di pacchetti che vengono scambiati tra i terminali dei giocatori e i server di gioco.

In un genere dove prontezza di riflessi e tempismo la fanno da padrone, ci si può ritrovare davvero spaesati nel non riuscire a chiudere neanche una combo per colpe non attribuibili a noi. Per non parlare delle numerose disconnessioni pre e post-match, che rendono il lottare per la modalità classificata una inutile perdita di tempo. Incomprensibile anche la scelta che citavamo prima di mantenere attivo di default l'EasyBeat nei combattimenti online, premiando di fatto lo spam di un singolo tasto che risulterà essere più facile da eseguire vista anche l'importante input lag di cui soffre l'online per i motivi spiegati sopra. Perchè impegnarsi in combo complesse e spesso inconcludenti per problematiche tecniche quando per vincere può bastare premere un tasto all'infinito? Per quanto ASBR possa essere un fighting-game di nicchia, una modalità online solida e salutare avrebbe sicuramente aiutato a tenere vivo il gioco e attiva la community. Si poteva e si doveva fare meglio su questo aspetto.

Il gameplay pad alla mano

ASRB si configura come una via di mezzo tra manga-game puro e picchiaduro di stampo già più competitivo. Ciascuno dei ben 51 personaggi del roster gode di un moveset predefinito, ma che si ripete spesso e volentieri, rendendo la memorizzazione di pattern e mosse meno complessa. ASBR non ricerca infatti la complessità o la perizia tecnica di un Tekken o uno Street Fighter, puntando invece più sull'immediatezza e la spettacolarità visiva. Esistono 3 tasti per attaccare (attacco alto, medio, basso), che possono essere combinati al movimento dell'analogico per creare mosse speciali. E' inoltre presente una barra chiamata Heart Heat che si riempie durante il combattimento e permette di effettuare gli Heart Heat e Great Heart Heat attacks, devastanti mosse finali specifiche per ciascuno dei 51 personaggi. 

Un roster davvero ricco quello di ASBR che prende in maniera più o meno consistente da tutte le otto saghe attualmente complete del manga, peccato che per Jojolion, l'ultima arrivata, sia presente un solo personaggio, il protagonista Josuke Higashikata. Questo poteva essere comprensibile nel 2014 quando l'arco narrativo era appena cominciato, ma 10 anni dopo era lecito aspettarsi qualcosa di più. Sta di fatto che Cyberconnect2 ha già confermato l'arrivo di almeno 4 nuovi combattenti con il Season Pass del gioco, e chissà che non si tratti proprio di altri membri del cast di JoJolion. L'intero roster di fighter è suddiviso in categorie più o meno specifiche: ci sono i combattenti in grado di sfruttare l'Hamon, l'Energia Concentrica delle prime due saghe (Phantom Blood e Battle Tendency); i combattenti che riescono a canalizzare la propria energia psichica per dare vita agli alter-ego belligeranti chiamati Stand, il vero e proprio trademark di JoJo; ci sono inoltre altre particolarità relative a singoli personaggi, come quelli facenti parte della saga di Steel Ball Run, capaci di lottare a cavallo, oppure il vampirismo di Dio Brando, in grado di rubare energia vitale agli avversari.

Con un numero così ampio di personaggi giocabili è normale aspettarsi qualche sbilanciamento e, inutile dirlo, i personaggi predominanti sono sicuramente i possessori di Stand, che peraltro rappresentano anche la maggioranza del cast di ASBR.

Tecnicamente parlando

Abbiamo provato Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Corsair Vengeance RGB RT 32GB DDR4 3600MHz

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Chi giocò all'epoca su PS3 a All Star Battle sa quanto frustrante sia stato doversi accontentare dei 30fps in un picchiaduro quanto la totalità della concorrenza viaggiava a 60fps già da tempo. Il poterlo fare oggi, seppur dopo quasi 10 anni, rimane comunque una soddisfazione non da poco. ASBR è più bello da vedere e più bello da giocare, anche se già all'epoca si difendeva molto bene in quanto a qualità grafica. Se i 60fps aiutano a rendere il gameplay più fluido e reattivo, il sapiente uso del cell-shading e la realizzazione ineccepibile delle animazioni, vero marchio di fabbrica di Cyberconnect2, rendono l'esperienza di gioco una vera goduria, sembra quasi di giocare a una versione interattiva del manga. Apprezzabile anche la localizzazione in italiano dei testi e l'utilizzo dei doppiatori ufficiali dell'anime per dare la voce ai vari membri del cast di gioco.

In conclusione

Roster ricchissimo, stage, ambientazioni, citazioni e riferimenti, c'è davvero tutto ciò che si poteva chiedere per un gioco che rappresenta un'astuta operazione di fan-Service addobbata con un gameplay tutto sommato divertente e un aspetto grafico svecchiato e estremamente fedele all'opera originale. I miglioramenti apportati soprattutto sul lato tecnico danno nuova vita a un titolo che comunque già all'epoca aveva discrete potenzialità. Forse non riuscirà ad attrarre la nuova generazione di fan vista l'assenza di una story-mode completa (ma d'altronde data la complessità dell'opera di Araki, sarebbe un po' pretenzioso aspettarsi qualcosa di più), e sicuramente i giocatori competitivi più sfegatati saranno delusi da una modalità online non proprio al passo coi tempi, ma se siete dei nostalgici in cerca di un'esperienza single-player con tutta l'arroganza e la cafoneria di JoJo, All Star Battle R fa sicuramente al caso vostro.

6.5Voto KotaWorld.it8Grafica7Gameplay7Ottimizzazione4Online

 

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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