Rocket League: la questione lootbox

Rocket League: la questione lootbox

Le lootboxes, o casse premio, rappresentano un terreno di scontro tra giocatori e publisher fin dalla loro introduzione. Se da un lato molti giocatori accettano di spendere i loro soldi per avere la possibilità di ottenere gli oggetti (quasi esclusivamente estetici) presenti al loro interno, un’altra consistente fetta di giocatori non accetta questo sistema, ritenendolo troppo affine al gioco d’azzardo. A quest’ultimi dà ragione addirittura lo stato del Belgio, che ha vietato nel territorio “virtuale” nazionale la vendita di suddette lootboxes.

Le casse premio sono presenti anche in Rocket League, famoso racing-game atipico di Psyonix disponibile su tutte le console dell’attuale generazione e PC. La casa di sviluppo americana ha però deciso che il sistema delle lootbox verrà abbandonato a partire da dicembre prossimo grazie a un corposo aggiornamento.

L’update infatti porterà nel gioco i “blueprints”, progetti che ci permetteranno di sapere in anticipo cosa otterremo dal loro sviluppo spendendo crediti. Gli utenti potranno decidere se pagare il costo in crediti e sbloccare subito l’oggetto presente all’interno del blueprint, conservarlo nell’inventario per sbloccarlo in un secondo momento, oppure scambiarlo con un altro utente.

Cosa succederà dunque alle casse e alle chiavi già in nostro possesso?

Le chiavi verranno automaticamente trasformate in crediti (la valuta necessaria a sviluppare i blueprints) al primo login nel gioco; le casse, invece, verranno trasformate in blueprints contenenti un oggetto (visibile) del loot pool della cassa corrispondente.

E i decrittori?

Questi ultimi verranno trasformati in “regali bonus” che potranno essere aperti gratuitamente e conterranno un oggetto delle casse Vindicator (l’ultima cassa pubblicata) oppure della prima serie di blueprints, chiamata “Revival”, che conterrà oggetti iconici della storia del gioco.

 

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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