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The Dark Pictures Anthology: House of Ashes - La Recensione (PC)

The Dark Pictures Anthology: House of Ashes - La Recensione (PC)

Nel 2019 prendeva vita un interessantissimo progetto videoludico ideato da Supermassive Games: un'antologia di storie horror interattive nate sulla scia del successo ottenuto dal team nel 2015 con l'esclusiva Playstation Until Dawn. Dopo Man of Medan e Little Hope, la Dark Pictures Anthology è ormai arrivata al terzo e penultimo "installment" della prima stagione con il nuovo arrivato House of Ashes. Complice anche l'atmosfera ideale offertaci dalle festività di Halloween abbiamo divorato il titolo offertoci gentilmente dal publisher Bandai Namco e siamo pronti a dirvi la nostra sulla nuova fatica di Supermassive Games.

"E poiché hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta"


Anno Domini 2003, la Guerra in Iraq si avvia alla sua conclusione, ma le forze speciali dei Marines americani sono ancora alla ricerca delle fantomatiche armi di distruzioni di massa che sarebbero in possesso dell'ormai ex-dittatore Saddam Hussein. Un team scelto guidato da Rachel King (Ashley Tisdale) e suo marito Eric King è incaricato di ispezionare un silo individuato da un satellite a infrarossi che si ritiene sia il nascondiglio ideale per gli armamenti del regime, ma una volta giunti sul luogo la situazione precipiterà, nel vero senso della parola.

I Marines vengono dapprima ingaggiati da un plotone di soldati Iracheni, tra le cui fila vi è anche Salim, uno dei cinque protagonisti del cast, un padre di famiglia che nel giorno del 18esimo compleanno del figlio è comunque costretto ad obbedire al suo capitano e a combattere per il suo paese. Nel corso della sparatoria un boato squarcia il caos della battaglia, delle voragini si aprono nel terreno inghiottendo nelle profondità della terra i soldati di entrambi gli schieramenti.

Risvegliatisi in quello che sembra essere un antico tempio i cinque protagonisti dovranno fare i conti con una minaccia ben più opprimente del conflitto iracheno-americano, una minaccia tanto antica quanto misteriosa e malvagia, che prolifera indisturbata da millenni nelle viscere della Terra.

Ad accompagnarci nella storia l'immancabile Curatore (Pip Torrens), che commenterà le nostre scelte nonchè le vicende umane dei 5 protagonisti con il suo immancabile cinismo dal suo buio studio. Ma aguzzate la vista, perchè al Curatore piace fare la sua comparsa anche durante le cut-scenes...

Choose Wisely

Come i titoli precedenti dell'Antologia, anche House of Ashes dà piena responsabilità al giocatore per quanto riguarda la sopravvivenza dei membri del cast e delle conseguenze delle loro azioni. Tra cunicoli oscuri e claustrofobici saremo chiamati a effettuare le giuste decisioni, nonchè a reagire rapidamente ai vari QTE che ci verranno proposti. Niente di veramente innovativo dal lato gameplay insomma, componente che tra l'altro risulta particolarmente "ristretta" in questo capitolo. Tra i vari intermezzi narrativi saranno infatti disponibili delle fasi di "libera" esplorazione di sezioni dello scenario, in cui potremo recuperare indizi o premonizioni che arricchiscono la lore del titolo, incuriosendo il giocatore anche grazie a dei sub-plot ben orchestrati.

Sempre grande attenzione è stata riposta sulle relazioni che si instaureranno tra i 5 personaggi principali, relazioni che potranno rinsaldarsi o sfaldarsi a seconda di quali decisioni faremo prendere ai nostri protagonisti. Le scelte di dialogo rimangono sempre limitate a 3, una più emotiva, una più riflessiva e il sempre valido silenzio, e qui ritorna un dubbio esistenziale che ha già "minato" le precedenti esperienze con i titoli Dark Pictures: è preferibile agire cercando di rispettare i tratti di carattere delineati dagli sviluppatori oppure seguire il proprio carattere (proprio del giocatore intendo)? Più volte mi è capitato di agire in contraddizione rispetto ai tratti caratteriali di un personaggio, in particolare Rachel, soprannominata dai suoi sottoposti "Queen Bitch" (Regina p...na) e che invece si è rivelata un'eroina da fiaba nel mio gameplay. Certo è che si può sempre parlare di evoluzione intrinseca del personaggio, scaturita ovviamente dall'estremismo delle situazioni vissute.

E se proprio vogliamo parlare di evoluzione dei personaggi, è impossibile non citare i due probabilmente più riusciti non solo di questo capitolo ma dell'intero franchise: Jason e Salim. Il primo un Marine apparentemente fedelissimo patriota ma gravato da un oscuro passato, il secondo un soldato iracheno "costretto" a combattere nonostante desideri una vita pacifica con suo figlio. I due, nemici per definizione, verranno costretti dalle circostanze a collaborare, determinando così la nascita di un rapporto umano profondo, nato in circostanze drammatiche e che va oltre il conflitto in atto tra le loro nazioni di origine.

Tecnicamente parlando

Abbiamo testato House of Ashes sulla seguente configurazione a dettagli maxati:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

L'esperienza di gioco è stata niente meno che spettacolare, in continuità con i precedenti capitoli. Le animazioni ci hanno tutto sommato convinto, così come la recitazione degli attori in motion capture. Grande cura anche per la realizzazione degli ambienti, con giochi di luce e ombre davvero superlativi e che contribuiscono fortemente all'angoscia suscitata dal titolo. Meno ispirate invece le "creature", le cui texture grossolane contrastano parecchio con la cura riservata invece ai protagonisti umani. Alti e bassi per quanto riguarda invece il sonoro, con una recitazione in lingua originale davvero ottima, mentre invece lascia parecchio a desiderare quella italiana. Male anche gli effetti sonori delle armi da fuoco, mentre ineccepibili come al solito gli effetti ambientali e i raggelanti versi dei Vampiri.

In conclusione

House of Ashes è un titolo che ci ha coinvolto e divertito per tutte le 6 ore necessarie a terminare il nostro primo playthorugh. Nonostante la virata decisa verso l'action-horror in questo capitolo, Supermassive Games ha dimostrato di aver imparato dai capitoli precedenti e di essere riuscita a migliorarsi ulteriormente, con una maturazione importante soprattutto dal punto di vista tecnico e della sceneggiatura. Che lo giochiate da soli o "non da soli", House of Ashes sarà in grado di rapirvi nelle profondità oscure della Terra per farvi scoprire orrori raccapriccianti e incubi dai quali dovrete lottare per svegliarvi. Senza dubbio il miglior capitolo della serie finora.

7.5Voto KotaWorld.it8Grafica6.5Gameplay8Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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