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Chernobylite - La Recensione (PC)

Chernobylite - La Recensione (PC)

Che i ragazzi di TheFarm51 avessero talento lo si era già visto con Get Even. Tuttavia con Chernobylite lo studio indipendente polacco sembra essersi addirittura superato, proponendoci finalmente la versione finale di questo survival horror rpg non-lineare venuto alla luce grazie al successo della campagna Kickstarter (oltre 100.000$ raccolti) e a un paio di anni di Early Access su Steam. Noi abbiamo provato la versione PC, ma in settembre è previsto l'arrivo anche su console old-gen, mentre per le console next-gen non si hanno ancora notizie precise.

 

"Non c'è stato nulla di sano a Cernobyl'"


26 aprile 1986, ore 1:23:45, il reattore nucleare RBMK numero 4 della centrale nucleare ucraina di Cernobyl' esplode. Mentre l'Unione Sovietica, l'Europa e il mondo fanno i conti con una catastrofe senza precedenti, un fisico impiegato alla centrale, Igor Khymynyuk, deve fare i conti con un altro evento per lui non meno drammatico: la scomparsa della sua fidanzata Tatyana, anch'essa impiegata alla centrale.

Fast forward al 2016, 30 anni dopo la tragedia, Cernobyl e la vicina città di Pripjat' sono ormai epicentro della cosiddetta zona di alienazione, 30km quadrati di territorio ucraino evacuati a seguito del disastro, dove edifici in completo abbandono, fitta vegetazione e sacche di radioattività rendono l'atmosfera lugubre e mortuaria. Ed è proprio in questo contesto che muoviamo i primi, incerti passi, nei panni di Igor, ritornato alla centrale con l'unico obiettivo di ritrovare Tatyana. Durante la missione introduttiva saremo accompagnati da due loschi individui, interessati, più che ad aiutarci, a recuperare della preziosa Chernobylite, materiale dalle incredibili potenzialità che si è venuto a formare all'interno del reattore a seguito dell'esplosione. La missione però precipita quando un misterioso antagonista, lo Stalker Oscuro, fa la sua comparsa, uccidendo uno dei nostri compagni e ferendone gravemente un altro. Scopriamo dunque che Igor, grazie alle sue conoscenze, è riuscito a sfruttare il potere della Chernobylite creando un dispositivo che ne sfrutta le caratteristiche chimiche per generare dei worm-hole, dei portali spazio-temporali, ed è proprio grazie a uno di questi che Igor e Olivier riescono a sfuggire allo Stalker.

I due si ritrovano ad un deposito nelle vicinanze della centrale, un vero e proprio rifugio affittato da Igor per organizzare la missione di recupero e salvataggio di Tatyana, fine ultimo del protagonista nonchè missione finale del gioco. Tutto ciò che dovremo fare quindi nelle 14-15 ore di gioco che Chernobylite ci offre sarà prepararci a scoprire la verità, dopo anni di incubi, visioni e oscuri presagi.

Vita routinaria nella zona di alienazione

Dopo aver accennato qualcosa della trama, volutamente contorta e complessa, passiamo ad un altro fulcro fondamentale del titolo, il gameplay. La vita nella zona di alienazione si svolge a giornate: al mattino, dopo il risveglio, dovremo scegliere quali missioni svolgere personalmente e quali affidare ai nostri compagni (inizialmente solo Olivier). Ogni giorno sarà possibile affrontare una missione principale, per proseguire con la storia, oppure svolgere missioni secondarie per recuperare materie prime, cibo o medicinali per sopravvivere e prenderci cura dei nostri alleati. La mappa di gioco, per quanto non vastissima e non totalmente open-world (la mappa totale è suddivisa in varie zone come si può vedere nell'immagine sottostante), è stata ricostruita con estrema dovizia di particolari, grazie anche alle visite svolte in situ dal team di sviluppo

Durante ogni missione avremo un obiettivo principale, segnalato in mappa, e numerosi punti di interesse secondari, che potremo decidere se visitare o meno, ma che potrebbero nascondere importanti indizi al fine di ritrovare la nostra amata. Oltre alle radiazioni, che potremo tenere sempre sotto controllo tramite un prezioso contatore Geyger, dovremo anche fare i conti con i soldati del NAR, truppe paragovernative dislocate nell'area di alienazione per sfruttare le incredibili potenzialità della Chernobylite, ma anche con misteriose creature chiamate Ombre, che rappresentano la componente horror del titolo. Igor è un fisico, non è abituato a uccidere o avere a che fare con entità paranormali, perciò la sua psiche potrebbe risentire di ogni incontro finito nel sangue o troppo vicino ad un'Ombra. Ma niente paura, basterà un sorso di Vodka a curare ogni tipo di paranoia, bere per dimenticare, da veri Gopnik!

Vi consigliamo caldamente di esplorare, non solo perchè farlo è estremamente affascinante vista la maestosa realizzazione 3D della zona di alienazione compiuta dal team, ma anche perchè recuperare risorse di ogni tipo sarà fondamentale per riuscire a far sopravvivere i vostri alleati e sopravvivere voi stessi. C'è un però: più trascorrerete tempo nella zona di alienazione, più sarà probabile che il famoso Stalker Oscuro, di cui parlavamo all'inizio, vi scovi e venga a darvi la caccia, non lasciandovi altra scelta che fuggire a gambe levate.

Portata a termine la missione è tempo di rientrare al rifugio, dove potremo constatare la riuscita o il fallimento delle missioni che avevamo affidato ai compagni, e dove ci toccherà l'ingrato compito di razionare il cibo: lasciare i compagni a pancia vuota avrà serie ripercussioni sulla loro psiche, per cui siate ragionevoli (vedete perchè è importante recuperare più risorse possibili?). Dopo la cena avrete tempo per dedicarvi alla base, costruendo strutture per migliorare la qualità di vita al suo interno (come depuratori d'aria, televisioni, fonti di luce...) oppure per poter craftare sempre più oggetti come maschere anti-gas, migliorie per le vostre armi, medicinali e quant'altro. Inoltre, parlando con i vostri compagni, sarà possibile scambiare i punti esperienza guadagnati livellando (ecco la componente RPG) in cambio di abilità per migliorare il nostro personaggio. Carino il fatto che per sbloccarle sarà necessario svolgere delle brevi e semplici prove di abilità, sotto gli occhi critici dei nostri "insegnanti", ciascuno con i propri trucchetti da condividere con noi. Completate tutte queste attività giunge infine l'ora della nanna per Igor e compagni, e mi raccomando costruite un posto letto per ognuno degli abitanti del rifugio, poichè costringere qualcuno a dormire per terra non è mai carino ed educato.

Questa routine si svolge ininterrottamente fino al completamento del gioco e non ci ha pienamente convinto: da un lato lo scandirsi ripetuto delle varie attività ci aiuta a tenere traccia di tutto ciò di cui ci dobbiamo occupare, dall'altro alla lunga finisce inevitabilmente per diventare ripetitivo, soprattutto superata la metà del gioco. 

3.6 Roentgen? Not great, not terrible

Abbiamo visto dunque come in Chernobylite numerosi generi diversi diano vita ad una miscela tutto sommato ben riuscita: abbiamo fasi prettamente stealth che possono rapidamente precipitare in sparatorie di stampo sparatutto se verremo scoperti, abbiamo una componente RPG abbastanza curata, con uno sviluppo del personaggio coerente e una buona varietà delle missioni nella storia, e infine abbiamo anche una ricca componente gestionale. Ah, e c'è pure l'horror, con i suoi sporadici jumpscares un po' telefonati, ma soprattutto con l'alone di mistero e desolazione perpetua che aleggiano sulle nostre spalle durante tutta l'avventura. Di tutti questi comparti nessuno è spiccatamente sottotono, ma, al contempo, nessuno ci fa gridare al capolavoro portando chissà che tipo di innovazione. Le fasi action sono buone ma la poca varietà dei nemici unita ad una IA non proprio di prim'ordine fanno perdere ben presto l'apprensione durante i pochi contatti che avremo nell'area di alienazione; l'ambientazione è sicuramente pregna di pathos e ottimamente realizzata, e questo contrasta inevitabilmente con la qualità, decisamente più grezza, dei modelli degli NPC e degli oggetti. La componente gestionale è sicuramente solida e incalzante, ma con i suoi menù un po' confusionari e la quasi opprimente tendenza dei compagni ad affidarsi esclusivamente a noi per sopravvivere, rischia effettivamente di soffocare i giocatori meno affini a questo tipo di meccaniche.

Infine la componente ruolistica pecca un po' sulla banalità delle "skill" del personaggio, ma si rifà con le numerose scelte e decisioni che potremo prendere lungo il nostro percorso e che andranno inevitabilmente e definitivamente a segnarlo, permettendoci quindi di sfociare verso finali diversi, cosa sempre molto apprezzabile. Gli sviluppatori hanno inoltre deciso di aggiungere un piccolo twist: qualora volessimo cambiare qualcosa nel nostro playthrough, basterà...morire. Morendo saremo in grado di tornare indietro nel tempo, in una diversa linea temporale per meglio dire, e cambiare dunque il corso degli eventi a nostro piacimento. Badate bene che tutto ha un costo: gran parte delle risorse a vostra disposizione andranno perse morendo, quindi ragionate bene se valga la pena affrontare prematuramente (e volontariamente) il triste mietitore.

Tecnicamente parlando

Abbiamo provato Chernobylite sulla seguente configurazione a dettagli Ultra - Raytracing Attivo - DLSS Qualità:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Il titolo si è comportato davvero in maniera egregia, mantenendosi su medie di FPS molto alte (90-100fps), con un comparto grafico che ci ha davvero piacevolmente sorpreso. Nonostante la maggior parte delle missioni si svolga di giorno, l'utilizzo di una palette di colori sporca, oscura, nonchè il meteo variabile e la ricchezza di ambienti chiusi e poco illuminati riesce davvero a trasmettere un costante senso di inquietudine e oppressione. E' vero che raramente il titolo spaventa, pur professandosi horror, ma crediamo che l'atmosfera generalmente sia molto più convincente di qualche telefonato jumpscare qua e là (che comunque, preparatevi, è presente). Come dicevamo ci hanno convinto meno invece i modelli degli NPC e degli oggetti, in netto contrasto con la qualità generale di ciò che li circonda. Tutto sommato però non ci si può davvero lamentare, pensando anche alla natura indipendente dello studio di sviluppo. Menzione d'onore assoluta per l'onnipresente e azzeccatissima colonna sonora, dal tocco volutamente pacato e malinconico, ma presto concitato e asfissiante nelle fasi più action. Potrebbe tranquillamente sostenere in maniera autonoma il pathos dell'intera opera, davvero complimenti ai compositori. Il titolo, infine, è localizzato in italiano, peraltro anche abbastanza bene, ma abbiamo preferito (e lo consigliamo caldamente) giocare il titolo in lingua originale, utilizzando i sottotitoli in italiano. 

In Conclusione

Chernobylite è un titolo indipendente ma ambiziosissimo, che alla fine dei giochi ha ben poco da invidiare a titoli ben più blasonati come Fallout o Metro. Sebbene inoltre sia fortemente ispirato alla serie S.T.A.L.K.E.R., il titolo mantiene sicuramente una sua identità ben precisa, rivelandosi un'esperienza nel complesso variegata e affascinante. Ci sentiamo inoltre di complimentarci con The Farm 51 per essere riusciti nel compito, teoricamente scontato ma praticamente sempre meno ovvio, di aver portato a termine un titolo nato e cresciuto in Early Access e averlo proposto nel giro di pochi anni in versione completa ad un prezzo fortemente competitivo (attualmente 29.99€) vista anche la qualità intrinseca del titolo stesso. Certo, è vero che un titolo single-player è diverso rispetto a un multi-player, ma sta di fatto che la tendenza a proporre giochi incompleti dopo anni e anni di sviluppo è purtroppo in pericolosa espansione anche verso i giochi in singolo ultimamente. Che dire dunque, se siete appassionati di scenari post-apocalittici, avete amato la mini-serie Chernobyl di HBO (e se non l'avete vista, fatevi un favore e andate subito a recuperarla), oppure siete semplicemente incuriositi dal titolo, dategli una chance, siamo sicuri che non ve ne pentirete.

8.2Voto KotaWorld.it8.5Grafica7.5Gameplay8.5Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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