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King´s Bounty II - Preview del secondo capitolo di un classicone

King´s Bounty II - Preview del secondo capitolo di un classicone

 È sempre bello ricevere un messaggio dai tuoi KotAncittadini che ti avvisano di nuovi giochi da recensire, ma nel marasma generale di titoli, stavolta c'era una preview di King's Bounty II, un classico senza tempo (infatti il primissimo King's Bounty mi pare fosse addirittura stato rilasciato per l'Amiga nel lontano 1991) che dovevo giocare per forza. Mi ci sono voluti un paio di incantesimi di "brucior deretanibus sicceprovis" e "cascatio phallum enim metocchierjocus meus", ma alla fine il codice di King's Bounty II era mio... MIO! MIOOOOOOOOOOOOO!!! *risata demoniaca*

Tutti i miei fan sapranno sicuramente (e se così non fosse, vi invito a leggere tutti i miei articoli passati... e con "invito" intento "fustigo se non lo fate") che io sia un avido consumatore di giochi di ruolo con combattimenti a turni, ma destreggiarmi su questo titolo è stato un po' come aprire un forziere sepolto in un castello medievale (e trovarci dentro un tablet). Per chi si fosse perso gli anni 90, King's Bounty nasceva come un GdR ad interfaccia grafica e scelte multiple e si può definire a tutti gli effetti uno dei padri fondatori del genere. Il capitolo successivo "King's Bounty: The Legend" riproponeva dopo quasi 20 anni (siamo nel 2008) lo stesso franchise in chiave moderna un po' alla "Heroes of Might & Magic" (altra serie fantastica), con grafica isometrica e combattimenti su un grigliato tattico. Fast-Forward fino al 2021 e sempre 1C Company mi aripubblica il sequel della leggenda intitolandola "King's Bounty II" andando a sperare nella stessa fortuna avuta con i predecessori.

Ma andiamo a dare subito qualche dettaglio succulento sul gioco: innanzitutto, come ha detto mio fratello quando gli ho mostrato un po' di gameplay, questo "...è il classico King's Bounty", quindi non aspettatevi chissà quali cambiamenti epocali. Uno grosso però c'è: si tratta della visuale di esplorazione, la cui telecamera è stata adattata al nuovo decennio ed adotta l'opzione della terza persona.

Personalmente non sono entusiasta di questa scelta, un po' perché ero affezionato alla visuale isometrica, un po' perchè la grafica è un tantino anacronistica rispetto al livello medio attuale (e all'equipaggiamento del gamer medio attuale). Per carità, anche con le impostazioni grafiche più sparate il gioco non ha problemi di stuttering o robe simili e capisco anche che gli sviluppatori non siano una cosiddetta tripla A, ma se oggi siamo ad un livello "Playstation 5", la grafica qui è indietro "Playstation 2". Forse un gioco più stilizzato e meno alla "Fable" sarebbe stata una scelta più appropriata, ma nonostante la mia non condivisione della scelta artistica, c'è da dire che il titolo vuole girare anche sul Nintendo Switch, quindi da una parte capisco (dall'altra invece arde il fuoco della crociata contro i giochi multipiattaforma che dettano queste assurde scelte per vendere più copie possibili). La visuale tattica invece è fatta decisamente meglio

e rende davvero l'idea del classico diventato ormai famoso. Le regole di combattimento, le abilità, gli effetti del terreno e le alterazioni di status, nonchè le magie lanciabili dall'eroe rendono le schermaglie davvero divertenti e profonde. Purtroppo avevo a mia disposizione solo una parte del gioco che mi è sembrata in configurazione normale fin troppo facile, ma non escludo che più avanti i duelli possano diventare dei veri e propri cetrioli. Le animazioni sono molto più fluide e meno "robotiche" dei vecchi King's Bounty. Sono piacevoli e relativamente ben fatte anche le animazioni legate alla storia della visuale in terza persona.

Tornando a parlare della fase esplorativa del gioco (o di storia se vogliamo), il mondo appare "open" quando invece è piuttosto "incanalato" in veri e propri sentieri. Gli oggetti nascosti sono abbastanza facili da vedere ed anche gli enigmi che di tanto in tanto dovremo andare a risolvere sono piuttosto semplici. In generale la storia sembra intrigante (anche se a volte i dialoghi potrebbero avere piú profondità) e le quest secondarie sono numerose. Per quanto riguarda la longevità, 1C Company promette circa 60 ore di gioco per raggiungere una buona percentuale di quest completate. La gestione delle risorse è fondamentale per il giocatore che non si vuole trovare in difficoltà, ma non rappresenta una difficoltà aggiuntiva e tutto sommato la mia impressione per queste prime ore di gioco rimane assolutamente positiva.

Si poteva fare di più ma... mica sempre è Domenica!

 

 

 

 

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