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Chivalry 2 - La Recensione (PC)

Chivalry 2 - La Recensione (PC)

Nell'ormai lontano 2012 lo studio indipendente Torn Banner Studios, ispirandosi a Age of Chivalry, mod di Half-Life 2, rilasciò Chivalry: Medieval Warfare, un hack 'n slash multiplayer ambientato nel medioevo. Un paio di anni dopo, quando mi affacciavo cautamente sul panorama del PC Gaming, mi imbattei in questo titolo, suggeritomi da Steam durante i saldi invernali a un prezzo stracciato. Lo feci mio senza pensarci troppo e, una volta installato e avviato, fu amore a prima vista. Per gli amanti delle battaglie medievali il panorama PC offriva innumerevoli titoli strategici in cui poter gestire e far combattere le proprie truppe, ma da giocatore totalmente negato per quel genere di giochi me ne ero tenuto sempre alla larga. Grazie a Chivalry, invece, avevo finalmente la possibilità di prendere parte a scorribande, assedi e razzie in prima persona, menando fendenti e tagliando teste, in un vortice di ilare violenza, sangue e urla disumane. 


Sono passati quasi 10 anni, e Torn Banner ci regala gentilmente un sequel che, sebbene sia poco più di un more of the same, mi va più che bene, BENISSIMO!

 

Dulce bellum inexpertis

"Ama la guerra chi non l'ha sperimentata". E infatti, subito dopo l'avvio del gioco, da buoni novellini, verremo accolti dal nostro maestro d'arme personale, che ci introdurrà alle basi del combattimento di Chivalry. Un utile ripasso per i veterani, una chance in più di non diventare subito carne da macello per le nuove reclute. Tra affondi, fendenti, parate e contrattacchi questo sequel non si discosta tanto da quello che avevamo già visto nel primo capitolo, e nonostante non si raggiungano i livelli di complessità di un Mordhau, il gameplay che ne risulta è abbastanza intuitivo per permettere di iniziare a giocare senza troppi problemi, ma abbastanza profondo da garantire un'adeguata curva di apprendimento che possa ricompensare i giocatori più assidui e talentuosi. Easy to learn, hard to master, come ogni gioco multiplayer dovrebbe essere.

Una volta concluso il tutorial l'unico modo per verificare di aver appreso gli insegnamenti ricevuti è buttarsi nella mischia, senza troppi convenevoli: NON è infatti presente una campagna single player o cooperativa. L'obiettivo degli sviluppatori era concentrarsi totalmente sulla componente multiplayer, rendendola ancora più grande, caotica e cinematica. Il numero massimo di giocatori per server raggiunge quindi i 64 player, 32 per fazione, che potranno scontrarsi in semplici e brutali deathmatch, oppure in più "ragionate" partite ad obiettivo, in cui dovremo difendere posizioni, conquistarne altre, razziare villaggi, saccheggiare oro e quant'altro.

Ciascun match inizia con un breve animazione introduttiva, diversa per ciascuna mappa, in cui assistiamo per esempio a un discorso motivazionale di un capitano prima della carica, oppure ad un massacro di poveri contadini che sciaguratamente si trovano fuori dalle mura al momento dell'assalto. Ho trovato queste cut-scene di apertura davvero azzeccate per introdurre ciascuna battaglia e far immedesimare il giocatore nel proprio alter ego, mentre attende nervosamente in linea di lanciarsi all'attacco, o mentre assiste impotente al massacro di suoi concittadini.

Al mio segnale, scatenate l'inferno

Una volta acquisito finalmente il controllo del nostro personaggio ci ritroveremo nel caos più totale: spade, lance, picche, asce, braccia mozzate, teste, galline, nel campo di battaglia di Chivalry ogni cosa può essere usata come arma contundente. La visuale in prima persona aiuta tantissimo nel coinvolgere e immergere il giocatore nell'azione, ma di contro spesso rende difficile accorgersi da dove si venga attaccati; la visuale in terza persona da questo punto di vista invece avvantaggia, ma non l'abbiamo quasi mai utilizzata, trovandola abbastanza svantaggiosa durante il combattimento.

In Chivalry si muore, si muore spesso, soprattutto se si è alle prime armi, ma nonostante questo il gioco diverte e regala momenti di epica comicità, come quando ho ucciso un soldato lanciandogli addosso la testa di un suo sfortunato compagno, o quando ho tramortito un giocatore colpendolo con una panca saccheggiata nella cappella del castello.

Attualmente sono presenti 8 mappe, alcune giocabili solo in modalità deathmatch o solamente in modalità obiettivo, tutte liberamente ispirate a cittadelle, castelli o battaglie campali medievali. Seppur sufficientemente grandi per contenere 64 giocatori, le mappe non mi sono mai sembrate dispersive, ma anzi è proprio la presenza di 64 giocatori a renderle vive e ricche di azione in ogni momento. L'alternarsi di sconfinati campi di battaglia, terreno fertile per gli arcieri, e i claustrofobici corridoi di un castello permettono a ciascuna delle 4 classi di eccellere in determinate situazioni, e starà a voi decidere quale di esse si sposa meglio con il vostro stile di gioco.

Ad ognuno il suo

Come dicevo in Chivalry 2 sono attualmente presenti 4 classi: l'Arciere, l'Avanguardia, il Valletto e il Cavaliere. Ogni classe è caratterizzata da un particolare armamento e abilità speciali, e ciascuna inoltre si avvale di 3 sottoclassi sbloccabili salendo di livello con quella specifica classe. L'arciere, per esempio, inizialmente è dotato di un semplice arco ricurvo ma, man mano che conficcherete dardi nella carne dei vostri nemici, potrete diventare per esempio balestriere, dotato di maggiori capacità di danno, al costo di un tempo di ricarica più lungo; oppure il Cavaliere, imponente tank dotato di arma a due mani, che può specializzarsi per esempio in Ufficiale, per supportare i propri alleati, oppure Guardiano, per guadagnare ulteriori capacità difensive grazie al possente scudo.

Chivalry 2 è inoltre dotato di un sistema di personalizzazione dei propri avatar, sul quale mi soffermerei poichè non l'ho apprezzato particolarmente per diversi motivi: in primis è abbastanza confusionario e per niente intuitivo; in secundis non è per nulla vario (e qui non c'è altro da fare che sperare che altri oggetti vengano aggiunti in seguito); e infine non ho apprezzato la necessità di dover acquistare gli oggetti sbloccati livellando con valuta di gioco (oppure con valuta reale). Perchè dovrei avere questo doppio muro per personalizzare il mio personaggio? Lo avrei capito in un gioco free-to-play, che fa delle micro-transazioni il suo primario sistema di income, ma in un titolo venduto attualmente al prezzo di €39.99 non vedo proprio la necessità di ostacolare così la progressione "estetica" del giocatore.

Detto ciò è possibile personalizzare il proprio soldato non solo per quanto riguarda le caratteristiche fisiche come il volto, la voce o il sesso, ma anche il suo vestiario e l'equipaggiamento, con "skin" che si limitano, per ora, all'arrugginito e al dorato.

Tecnicamente parlando...

Abbiamo provato Chivalry 2 sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte GTX 1080 8Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Con le impostazioni predefinite (tutto maxato) il gioco si è comportato davvero davvero bene, mantenendo un frame-rate abbastanza stabile sui 70+ fps e non scendendo mai sotto i 60, neanche nelle situazioni più concitate. L'upgrade grafico rispetto al precedente capitolo è evidente, e nonostante abbia abbassato la qualità grafica a "Medio" per guadagnarne in frame-rate, il colpo d'occhio è comunque molto soddisfacente, con i campi di battaglia che diventano ben presto zuppi di sangue e infestati dai cadaveri. Menzione d'onore anche per il comparto audio, con le numerose voice line personalizzate per ciascuna classe che permettono di esprimere al meglio il proprio rispetto (o disprezzo) del nemico.

Peccato per netcode e hitboxes, ancora abbastanza ballerini (ma non ai livelli del primo capitolo), e per alcune animazioni un po' troppo legnose rispetto alla fluidità generale del titolo, ma nel caos della battaglia, si può soprassedere. Male inoltre la componente social, con un bug che attualmente impedisce di invitare amici nel proprio gruppo e partecipare alle partite insieme, obbligandoci a scegliere manualmente il server su quale joinare, un workaround scomodo a un bug che comunque è stato riconosciuto dagli sviluppatori ed è in via di risoluzione.

In conclusione

Per quanto sostanzialmente sia un more of the same del primo capitolo, i miglioramenti grafici e il leggero revamp del sistema di combattimento valgono il prezzo del biglietto di questo Chivalry 2, che è in grado di regalarci ancora momenti di esilarante follia o epicità assoluta. La sensazione di adrenalina che si avverte lanciandosi ad armi spiegate verso lo schieramento nemico è impagabile, così come la delusione nel venir fatti immediatamente a pezzi senza aver il tempo di menare un solo fendente. In tutto questo una sola domanda sorge, polemicamente, spontanea: era davvero necessaria l'esclusività su Epic Games Store?

8.7Voto KotaWorld.it8.5Grafica8.5Gameplay9Ottimizzazione

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Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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