Black Legend - Le prime impressioni

Black Legend - Le prime impressioni

Pagina bianca. L’incubo di ogni scrittore sia per quanto riguarda i romanzi, sia per quanto riguarda le recensioni… Ma se nella stragrande maggioranza dei casi, chi scrive non sa da che parte cominciare, nel caso di Noldor, bisogna oggi fare i conti con l’assenza di materiale. Non a caso mi asterrò dal giudizio, perché non ritengo di aver sufficiente materiale per darne uno e la recensione assume dunque i caratteri di “prime impressioni”.

Quando mi si dette Black Legend da recensire, feci il mio solito balletto-vittoria alla Fortnite per celebrare l’ennesimo gioco di ruolo in cui i combattimenti si svolgevano a turni. Con un sogghigno quasi malefico ed un’avida sete di banda installavo dunque il gioco di mamma Warcave nella mia libreria di Steam, per andarlo ad aprire un’oretta dopo.

Malgrado la grafica spartana, che specie nei giochi indie spesso non è automaticamente sinonimo di bassa qualità (anzi, spesso la scelta è addirittura artistica), mi veniva presentato un mondo isometrico stile Londra vittoriana, cupo, dove l’oscura Mietitrice regnava sovrana. Il “setting” della storia era convincente: sei il capo di una banda di qualcosa a metà tra il moschettiere e il brigante ed il re ti ha sventolato sotto il naso il perdono a condizione di investigare cosa stia succedendo in una ridente cittadina nascosta da una coltre di nebbia e governata da una sorta di teocrazia di alchimisti che venerano Mefisto.

Devo ammettere che anche l’inizio del gioco vero e proprio non sia stato terribile. La plancia di comando sembrava pulita e le meccaniche intuitive. Il gioco presenta un sistema di classi “alla Final Fantasy V”: se per un lungo periodo indossate le vesti di un arciere, imparerete le abilità di questo per poi poterle applicare ad un’altra classe. Il combattimento invece è alla “Final Fantasy Tactics” (tanto per continuare il paragone con il celeberrimo franchise), dove ci si muove su caselle quadrate a turni, ma si ha un intelligente distribuzione di punti movimento e punti azione, in modo da poter coordinare le due cose al meglio. Sottrarre i vostri nemici alla vita terrena è un tantinello più complicato e necessita una pianificazione tattica basata sull’applicazione di status alchemici ed la loro attivazione, la quale triggera le combinazioni in modo da fornire bonus al danno et similia.

Purtroppo le mie impressioni si interrompono qui. Ho avuto il gioco da prima della release e nonostante la day zero patch e le successive, non sono riuscito a superare lo scoglio del primo combattimento. Una volta fatto salire l’arciere su una pila di casse, non sono stato più in grado di farlo scendere e anche comunque avendo terminato il combattimento, ogniqualvolta camminavo verso un punto si ricominciava con la fase di piazzamento dei personaggi. Una volta finita, il combattimento terminava automaticamente (non vi erano più nemici da sconfiggere), lasciando comunque i personaggi non in grado di attraversare l’area. Purtroppo, dovendo dedicarmi ad altro, temo che non tornerò su Black Legend, ma le mie impressioni non sono del tutto negative. L’unico vero punto davvero debole del titolo è in effetti il prezzo, che su Steam in data odierna si aggira sui 30 Euro.

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Noldor (aka Commodoro), classe ’84, ingegnero, grammar-nazi (ma in un mondo in cui la lingua italiana viene continuamente storpiata, tanto vale darsi dell’ingegnerO). Appassionato di film e serie tv, non disdegna cartoni animati e commedie romantiche, anche se la sua vera passione sono gli horror e i B-movies. Inguaribile buonista, al punto di non riuscire a selezionare le opzioni “cattive” quando nei giochi di ruolo si presenta la scelta. I suoi amici lo definirebbero “nutelloso”. Ultras di PUBG.


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