Godstrike - La Recensione (PC)

Godstrike - La Recensione (PC)

Siete alla ricerca di un gioco semplice, per farvi una partita rilassante dopo una lunga giornata di lavoro/studio, oppure semplicemente per scaricare lo stress di questo lockdown ormai perpetuo? BENE! Vi dico subito che siete nel posto sbagliato, perchè Godstrike non è assolutamente il titolo per voi, mi spiace. Sviluppato da OverPowered Team e pubblicato da Freedom Games, questo sparatutto Bullet Hell saprà farvi imparare a memoria il calendario, e non a fini puramente ecclesiastici.

Una Maschera per domarli...

Nato sotto il nome di Profane e rilasciato sull'eShop di Nintendo, il titolo è stato però presto rimosso a causa di dispute legali tra gli sviluppatori e il vecchio publisher. A distanza di più di un anno, Profane riemerge dal limbo dei giochi missed in action con un nuovo nome, Godstrike, e un nuovo publisher. Il comparto narrativo, per quanto ricopra un ruolo assolutamente secondario, non è poi così trascurato: in breve, nell'universo di Godstrike esistono 7 potenti maschere del Dio che garantiscono poteri divini a chi le indossa. E il potere, si sa, corrompe gli animi, e non passa perciò molto tempo prima che uno degli Araldi decida di derubare gli altri 6 dei loro poteri. Starà alla nostra eroina Taalal, ultima delle 7 maschere, svolgere l'ingrato compito di sconfiggere i suoi fratelli e le mostruosità scaturite dalla loro corruzione, ripristinando così la pace. Insomma, una narrativa semplice, già vista, ma che aggiunge quel tocco di lore che ci spinge ad affrontare la modalità Storia con un minimo di curiosità.

Il tempo è denaro

Il vero punto forte di Godstrike è ovviamente il gameplay, frenetico, esasperante, talvolta frustrante. Dimenticatevi lunghi livelli ricchi di mob di poco conto per prepararvi alla battaglia finale con il relativo boss, qua si va solo a caccia di pesci grossi: Talaal affronterà solamente i Boss, uno dopo l'altro, in scontri 1v1 scanditi da fasi diverse, da 2 a 4 a seconda del Boss in questione. Sarà dunque fondamentale studiare attentamente i pattern di attacco del bestione in questione, analizzando bene i punti deboli e le aperture nella guardia che ci consentano di colpire duro, evitando le miriadi di proiettili a schermo. Dopo ogni boss sconfitto (in totale al momento sono 10), torneremo all'hub di partenza, dove otterremo in premio un'abilità passiva e una attiva ogni volta. Prima di ogni battaglia dunque potremo equipaggiare fino a 4 abilità passive, in maniera gratuita, e fino a 4 abilità attive, quest'ultime a un costo. E in Godstrike il prezzo da pagare è dato in tempo, preziosissimi e purissimi secondi.


Se infatti il titolo di OverPowered Team non si discosta molto dalla formula generica di ogni Bullet Hell, la cosa interessante sta proprio nel twist che gli sviluppatori hanno voluto dare al titolo, rendendo il tempo il principale protagonista. Il tempo infatti funge sia da barra della salute per Talaal, sia da valuta di scambio per utilizzare le abilità attive in suo possesso. Per ogni scontro avremo a disposizione 4 minuti e 40 secondi circa di tempo per azzerare la barra della salute del boss. A questa quota di tempo vanno tolti ulteriori secondi in base a quante e quali abilità attive avremo attivato prima dello scontro (quelle passive, ricordiamo, sono gratuite), e non è finita qui: ogni volta che verremo colpiti da un proiettile, dal timer verranno scalati dai 10 ai 15 secondi, e ogni volta che utilizzeremo un'abilità attiva un'altra quota di secondi, in base alla skill usata, ci verrà sottratta. Troppo semplice? Beh allora sappiate che per poter anche solo utilizzare le vostre skill dovrete recuperare dei frammenti di energia, che verranno spawnati randomicamente dai boss, obbligandovi dunque a mettere a rischio ancora di più la vostra pelle per avere la possibilità di lanciare le vostre preziosissime magie.

Finito il timer Talaal sarà completamente vulnerabile e basterà un solo colpo a far comparire la schermata di Game-over, ma attenzione: qualora non veniate colpiti e portiate a zero la salute del boss, beh avrete vinto, anche se il tempo è scaduto.

E quindi vale la pena spenderci tutto questo tempo?

In Godstrike non bisogna solamente uccidere i boss, ma bisogna farlo velocemente. Non c'è dunque bisogno di dirlo, lo avrete capito, ma il titolo è difficile, specie se i Bullet Hell non sono il vostro pane quotidiano. Basti pensare che per sconfiggere i 10 boss che compongono la storia potrebbero essere sufficienti poco meno di 60 minuti senza morire mai ma, c'è un ma, il sottoscritto ha impiegato quello stesso lasso di tempo per sconfiggere Tutoriaal, il minacciosissimo mostro che costituisce il battesimo del fuoco in Godstrike, ovvero il tutorial (capito? Il mostro del tutorial si chiama Tutoriaal, kek). E sebbene gli sviluppatori abbiano pensato a una Easy Mode, che vi viene proposta dopo una serie di dipartite con lo stesso boss, beh vi dirò, anche selezionandola  ho avuto i miei discreti grattacapi...insomma o non sono fatto per i bullet hell, oppure sto diventando vecchio...ed è più probabile la seconda.

E' quindi opportuno più che mai porsi la domanda che funge da titolo a questo paragrafo: vale la pena spendere tempo a morire su Godstrike? Ni. Perchè si, la sensazione di sconfiggere un boss è piacevole, e direttamente proporzionale alle madonne che ci ha fatto scandire mentre lo combattevamo; ma, purtroppo, una volta finita la storia, resta poco altro. Si è vero, c'è la modalità Arena, che ci permette di combattere contro un boss a scelta con tutti i potenziamenti e le skill a nostra disposizione; oppure c'è la modalità Sfida quotidiana, che invece ci obbliga a affrontare un boss in uno scenario predefinito e con bonus/malus pre impostati e che cambiano giornalmente...però, a meno che non siate dei veri e propri appassionati, la longevità del titolo mi è sembrata assolutamente fittizia e totalmente basata sulla difficoltà intrinseca del gioco.

Tecnicamente parlando

Abbiamo provato Godstrike sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte GTX 1080 8Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Il titolo, va detto, si è comportato molto bene: certo, la grafica è molto semplice, così come gli scenari, ma gli elementi a schermo sono davvero tanti, e poter contare su una elevata fluidità generale è fondamentale per poter schivare con precisione i numerosi proiettili a schermo. Abbiamo comunque notato qualche bug e qualche problemino di hitbox, ma niente di game-breaking. Per quanto riguarda invece lo stile grafico, va detto che nonostante sia coloratissimo e tutto sommato piacevole, non ci ha conquistato, rimanendo spesso abbastanza anonimo, così come il design dei mostri. Niente di memorabile neanche per quanto riguarda la colonna sonora, senza lode e senza infamia, un compitino ecco, nulla di più.

In conclusione

Godstrike è un titolo difficile, a tratti frustrante, che necessità di pazienza, pace interiore, e nei casi disperati anche di una certa abilità e fantasia nel turpiloquio. Lo consigliamo a chi sa a cosa sta andando incontro, un giocatore che ama mettersi alla prova e adora le sfide complesse, al limite dell'esasperazione. Consci di questo, andate tranquilli e spendete pure questi 12,49€ (attualmente in sconto su Steam del 20%, a 9,99€). Non abbiamo provato la versione Switch, ma l'idea è che giocare su uno schermo piccolo dia svantaggi più che benefici, e inoltre l'idea di poter fare una partitina mordi e fuggi confligge parecchio con l'anima hardcore del titolo, quindi attenzione, qualora stiate valutando l'acquisto su quella piattaforma.

6.3Voto KotaWorld.it6Grafica6.5Gameplay6.5Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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