Hell Let Loose - Un assaggio prima dell’uscita

Hell Let Loose - Un assaggio prima dell’uscita

Lo diciamo da subito: ora come ora Hell Let Loose è in fase di “accesso anticipato”, ma possiamo già farci un’idea del lavoro che sta venendo portato avanti dal team di sviluppo. D'altronde, per com’è il gioco in questo momento, non ci aspettiamo alcuno stravolgimento del gameplay che risulta già solido e rodato, ma soltanto aggiunte per quanto riguarda mappe, mezzi ed armi.

Il Gameplay: comunica o muori

Per iniziare, Hell Let Loose, come tanti videogiochi di guerra visti e giocati, si basa anch’esso sulla Seconda guerra mondiale, ed in particolare sul conflitto tra la fazione americana e quella nazista.

Il gameplay si basa su uno stile di gioco realistico senza tanti fronzoli, lasciando poco spazio a dinamiche simi-arcade tipiche di altri titoli sparatutto più rapidi e immediati.

Dimenticatevi quindi il “riciclo” delle munizioni, gli hitmarker, la “barra della vita” e anche solo le conferme di uccisione: nei momenti più concitati in Hell Let Loose non avrete nemmeno idea di star colpendo qualcuno e se ci sia effettivamente qualcuno da colpire, solo a fine partita potrete davvero tirare le somme sul vostro operato.

 

Per eliminare un nemico vi sarà un sistema a “Hit Zone”, in cui anche il più piccolo calibro del gioco avrà possibilità di uccidere un nemico se colpito in parti vitali.

Discorso simile per i mezzi che, oltre ad avere differenti zone danneggiabili, saranno anche distruttibili con un unico colpo, assestato nelle zone meno corazzate e alla giusta inclinazione, proprio come nella realtà.

Punto focale di Hell Let Loose è la gestione dei ranghi, dove un giocatore prenderà il ruolo del comandante di fazione e avrà il compito di gestirla attraverso i vari caposquadra, che faranno da tramite con i singoli giocatori. Essenziale nella vittoria sarà la comunicazione e le strategie messe in atto, nota che caratterizza questo gioco e che d’altronde pone in svantaggio tutti coloro che non sono fluenti nell’uso dell’inglese. Per essi non c’è altra soluzione che fare a capo a qualche plotone italiano a cui aggiungersi per poter giocare (e apprezzare) a pieno il titolo.


 

La Varietà: bocche da fuoco e ruoli

Nella squadra vi saranno dei ruoli predeterminati a numero chiuso, obbligandoci (ma in realtà più aiutandoci) ad avere una squadra varia in grado di operare in autonomia, portando naturalmente a prendere atto del proprio ruolo all’interno di essa.

Le armi sono fatte bene, risalta di realismo la loro capacità di far danni in base al calibro e il feedback che si riceve per ogni tipologia di arma differenzia il gameplay. Il sonoro ad oggi non convince, in particolare quello delle armi a grande volume di fuoco, che non trasmettono la loro potenza infernale, ma per l'uscita della Versione 1.0 confidiamo sia riguardato anche tale comparto.

 

Le mappe sono vaste e per quelle che sono state pubblicate finora possiamo dire che sono ben realizzate. In esse troviamo una buona varietà  di ambientazioni che permettono di poter strutturare un'arguta strategia di attacco o difesa, anche in base all’andamento della battaglia, fortemente caratterizzata dai “punti di controllo” che racchiudono il grosso dell’azione in singole aree.

I mezzi divertono, da quelli più leggeri e veloci a quelli più pesanti che incutono timore nel loro lento avanzare. A differenza delle armi delle fazioni, vi è nella gestione dei mezzi una minore varietà tra un tipo e l’altro e un più difficile “know-how” su come sfruttarli al meglio. La loro scarsità sul campo di battaglia e l’obbligo di utilizzarli con altri amici affiatati, rende difficile comprenderne i loro punti di forza e di debolezza, portando ad utilizzarli più come dei “bunker mobili”. A tal fine si rende quanto più necessario l’aggiunta di una modalità “sandbox”, anche cooperativa, dove poter acquisire manualità nel manovrarli e imparare a contrastarli, colpendoli dove fa più male.

 

In Conclusione

Hell Let Loose è ad ora, e difficilmente cambierà, un gioco solido con un gameplay che funziona e in gruppo diverte, ma che non innova, possiamo porlo come un Rising Storm ambientato nella trita e ritrita campagna americana in Europa contro i nazisti, dove punto centrale è la comunicazione.

Se, in sintesi, è da tempo che volevate un FPS simulativo cooperativo, con una grafica più moderna, sulla guerra nazista, questo fa assolutamente per voi, ma se state giocando ad Arma e/o Rising Storm non aspettatevi di trovare una svolta in questo gioco, ma più una variazione sul tema dello stesso gameplay.

7Voto KotaWorld.it8Grafica7Gameplay6Sonoro

Ci riserviamo di aggiornare la recensione e il punteggio una volta uscito dall'accesso anticipato.

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Romeo o Stain se mai mi troverai sul campo di battaglia... 25 anni e sentirli tutti, aspetta, forse non doveva essere così… Nato a Treviso e portato di qua e di là negli ultimi anni tra sogni e lavoro. Dopo diversi anni dedicati dalla prima alla terza Playstation mi sono convertito al pc gaming con una parentesi di amore e odio con la Asus e i loro portatili. E sempre nella volontà di star dietro ad un sogno eccomi qua a scrivere di game e di tech.

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