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Bramble: The Mountain King - La Recensione (PC)
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Bramble: The Mountain King - La Recensione (PC)

 

Qualche giorno fa, nella mia recensione di Redfall, rendevo noto il mio sconforto e il mio malcontento nei riguardi della direzione presa dall'industria videoludica dei "big": prodotti realizzati con lo stampino, creati a tavolino dai "capi d'industria" piuttosto che dalla passione degli sviluppatori,  che si ritrovano spesso e volentieri a eseguire il semplice compito di programmare senza credere veramente nel progetto di cui fanno parte. Basta però voltare un attimo lo sguardo verso il mondo dei titoli a più basso budget, ai titoli indie, per veder la situazione completamente stravolgersi e sentire una nuova fiducia nel presente e soprattutto nel futuro del medium che rappresenta la massima passione per chi scrive e, spero, per molti di voi che leggono.

Il titolo che recensiamo oggi è Bramble: The Mountain King, uscito ormai quasi un mesetto fa dalle "fornaci" dei talentuosi di Dimfrost Studios sotto l'egida di Merge Games. Dopo aver raccolto il successo e il consenso del pubblico social (oltre 178 milioni di views su Tik Tok), il titolo è finalmente giunto nelle nostre mani grazie a una copia fornitaci gentilmente dal publisher. Eravamo stati avvertiti della forte ispirazione alla mitologia nordica (svedese in particolare), ma, onestamente, non ci aspettavamo dei risvolti così tetri e crudi. Ci è dispiaciuto? Assolutamente no.

 

 

N.B.: Ci sentiamo in dovere di riproporre anche qui l'avviso che compare all'avvio del gioco, in modo da tutelare i giocatori più sensibili o più piccoli: "Questo gioco contiene violenza esplicita, oltre a sangue e scene di spargimento di sangue. Si fa inoltre riferimento ad argomenti come suicidio, infanticidio, omicidio, violenze su minori, traumi psicologici e violenza sugli animali".

 

Era una notte di luna piena...

 

Il piccolo Olle si sveglia di soprassalto nel cuore della notte. Ha appena fatto un terribile incubo. Saranno state le tenebrose storie che la mamma gli ha letto per farlo addormentare (parenting 101), oppure lo spiffero d'aria dalla finestra semiaperta...

Un momento! Come la finestra semiaperta? "Lillimor, sveglia, perchè hai lasciato la finestra aper...". Lillimor, la sorella maggiore di Olle, non è nel suo letto. Seppur terrorizzato dalla prospettiva, Olle affronta l'oscurità della notte e si lancia alla ricerca della sorella. Dopo poco, fortunatamente, i due si ritrovano e noi giocatori li accompagneremo in una passeggiata al chiaro di luna estremamente poetica e deliziosa, ma che termina nel modo peggiore possibile. L'idillio si rompe, un mostruoso Troll gigante cattura Lillimor e Olle riesce a sfuggirgli per il rotto della cuffia, ma ora è solo e la notte è terribilmente buia.

 

 

Inizia qui la nostra vera avventura in Bramble: The Mountain King, una fiaba che alterna deliziosi diorami rupestri alla desolazione e putrefazione del maligno. Un ossimorico accostamento tra idillio e malvagità francamente stordente ma assolutamente affascinante. Se in un primo momento il titolo ci ha ricordato It Takes Two o Trine, sono bastati neanche 10 minuti di gioco per passare diametralmente dal lato opposto, verso Little Nightmares e, siamo abbastanza sicuri nel dirlo, i ragazzi di Dimfrost Studios si sono spinti anche oltre il titolo di Bandai in quanto a pesantezza e violenza degli argomenti trattati. Vi basti pensare che il titolo necessita di circa 5-6 ore per venire completato, ma durante il nostro playthrough ci siamo dovuti fermare un paio di volte a riprendere fiato, sopraffatti dal vortice di emozioni che Bramble è in grado di creare.

 

 

Il racconto procede in maniera estremamente lineare con una telecamera fissa che segue in maniera magistrale le transizioni di scenario e crea una divisione netta tra primo e secondo piano, il quale è estremamente vivo e non semplicemente uno sfondo. Il tutto crea un grande senso di immersione, che viene purtroppo rotto solamente in qualche caso in cui la direzione da prendere non è immediata e ci costringe a un "trial and error" un po' fuoriluogo ma inevitabile.

 

"Courage is found in unlikely places"

 

Proprio come gli hobbit di J.R.R. Tolkien, anche Olle si ritrova a fare i conti con un mondo tetro e sconosciuto irto di pericoli mortali. La volontà di ritrovare sua sorella gli infonde il coraggio di superare i suoi stessi limiti e, in questo, sarà aiutato anche da piccoli e simpatici amici, come gli gnomi che popolano il sottobosco della foresta, o dal gigante buono Lemus. Di fatto il gameplay è sicuramente il punto debole del titolo: vecchio, legnoso e per niente innovativo. Sia chiaro, il gioco si fa giocare, ma saremo spinti perlopiù dall'interesse per la trama e la lore mitologica, nonchè dalle spettacolari ambientazioni, più che dall'effettivo divertimento pad alla mano.

A una prima parte che ricorda molto un walking simulator, segue una seconda un po' più movimentata, dove dovremo risolvere semplici enigmi ambientali, affrontare fasi stealth per superare nemici più o meno imponenti e infine delle fasi platform che rappresentano il vero e proprio tallone d'Achille del gioco, data la legnosità dei movimenti e delle animazioni di Olle.

 

 

Bramble può dunque essere considerato un platform-horror, dove gli elementi horror sono tutt'altro che fini a loro stessi, e gli argomenti trattati provengono dalla ricca e affascinante mitologia nordica, nascondendo quasi sempre un significato altro, che sta al giocatore cogliere e interpretare. Per facilitare tutto questo, dopo ogni incontro/scontro con una creatura mitologica, Olle troverà un tomo che spiegherà, a lui e al giocatore, la storia del mito riguardante l'entità appena incontrata, il tutto attraverso dei meravigliosi disegni realizzati a mano. Abbiamo trovato questa nota quasi didattica del titolo assolutamente piacevole e un ottimo stacco dalla costante ansia e desolazione che pervade la maggior parte del gameplay.

Ci sono anche delle boss-fight: il design dei boss, come del resto di tutti gli altri personaggi (o quasi) è estremamente ben fatto, il gameplay e il livello di sfida, purtroppo, seguono le stesse leggi del già citato platforming, dove molte morti sono dovute ad anomalie del movimento di Olle e dove in realtà ciò che va fatto per superare il fight è, alla fine, sempre uguale. Non un granchè insomma, ma neanche un assoluto dealbreaker.

 

 

 

Tecnicamente Parlando

 

Abbiamo testato Bramble: The Mountain King sulla seguente configurazione:

 

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Corsair Vengeance RGB RT 32GB DDR4 3600MHz

Monitor LG 34GN850 a risoluzione 3440x1440 (21:9)

 

Il lavoro compiuto dai ragazzi di Dimfrost Studios con l'Unreal Engine è davvero da manuale: graficamente il titolo ha ben poco da invidiare a giochi ben più blasonati. Stesso dicasi per l'ottimizzazione, con un frame-rate stabilissimo a mantenere viva e costante l'immersione e l'assenza totale di bug da noi riscontrati in fase di testing. Non vogliamo far sembrare Bramble un titolo tutto grafica e poco cervello, sia chiaro, ma va detto che lo stile artistico e l'impegno nella realizzazione del mondo di gioco sono uno degli elementi che fanno dell'opera di Dimfrost un'eccellenza nel panorama dei titoli a basso budget.

Citavamo prima le opere di J.R.R. Tolkien...beh, Bramble non avrà la colonna sonora de Il Signore degl Anelli, ma le musiche fanno comunque il loro dovere nell'accompagnarci nell'ormai spesso citato binomio relax-tensione, bene-male, luce-oscurità. E come non citare poi, in conclusione, la presenza della localizzazione dei testi in italiano, cosa sempre molto gradita vista la sua crescente rarità.

 

In Conclusione

 

Dobbiamo dircelo, giocare Bramble: The Mountain King ci ha lasciati sbalorditi: un po' per la maestria tecnica di Dimfrost Studios che, siamo onesti, non conoscevamo; un po' perchè credevamo di sapere cosa ci aspettava e invece le nostre supposizioni sono state spazzate via nel giro di mezz'ora. Ma che non pensiate a tutto questo in senso negativo, anzi! Le 6 ore che Bramble ci ha richiesto per vederne i titoli di coda sono state un susseguirsi incredibile di emozioni di tutti i tipi, ed è un titolo che ci ha spinto anche ad approfondire alcune tematiche o miti che non conoscevamo, rinforzando l'idea che il videogioco può essere anche un mezzo didattico (anche se questo, purtroppo, non potrebbe essere usato a scuola per ovvi motivi). Complimenti dunque a Dimfrost Studios, un gruppo talentuoso da tenere assolutamente d'occhio in futuro.

 

7.8Voto KotaWorld.it8Grafica6.5Gameplay9Ottimizzazione

 

 

 

 

 

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