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Wanted: Dead - La Recensione (PC)
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Wanted: Dead - La Recensione (PC)

 

Ben ritrovati dal vostro amichevole Fraggo di quartiere! Oggi andremo a recensire un gioco che mi ha lasciato alquanto l'amaro in bocca e, come avrete letto dal titolo, parleremo di Wanted: Dead, gioco sviluppato da Soleil e pubblicato da 110 Industries. 

Wanted: Dead è il seguito spirituale di Devil's Third (per alcuni già questo basta a sapere come andrà finire questa recensione). Per il price point di 60€, il gioco lascia a dir poco perplessi e inevitabilmente ci fa chiedere cosa sia andato storto durante lo sviluppo di un progetto che ha molte idee (alcune anche interessanti) ma che dista anni luce da una qualità accettabile. Andiamo dunque  a vedere più nel dettaglio tutti gli elementi che compongono il titolo e in quali, secondo noi, si poteva fare meglio.

 

Gameplay

 

Il gameplay negli hack'n'slash è una meccanica veramente difficile da sbagliare: imbastisci qualche combo flashy, garantisci parecchia varietà alle nostre abilità e ai nemici e il gioco è fatto.

Bene, Wanted: Dead diventa ripetitivo dopo il primo livello e mezzo. Già al terzo stage ci accorgiamo che i nemici saranno sempre e solo di due categorie: long range e melee, con pattern di attacco sempre uguali. Le combo ridotte all'osso e un sistema free flow molto primitivo danno effettivamente qualche soddisfazioni nelle prime battute del gioco, ma le nostre possibilità di variegare il playstyle si esauriscono in fretta, il tutto aggravato anche da un sistema di skill veramente troppo blando e che ci ha dato l'impressione di servire solo a fingere di dare una qualche profondità al gameplay.

Il mio consiglio per eliminare in modo più efficace i nemici è di sfruttare la meccanica del parry e usare la vostra Finisher, tutto qua. Non vi sono particolari combo che incrociano diverse armi o abilità con le quali sperimentare, inoltre la nostra fidata katana e la pistola saranno le uniche armi close range che ci verranno fornite, cosa che appiattisce ancora di più il gameplay e le nostre speranze da giocatori.

 

 

I nostri compagni di squadra sono pressochè inutili, anche sbloccando le loro abilità dedicate. Non ci sarà grande assistenza contro boss o nemici più potenti. Sia chiaro, il gioco è effettivamente difficile, anche a difficoltà Normale; questo non si verifica però con un design complesso delle boss fight o degli scontri, quanto più per il completo marasma che sono le mischie di gruppo e per il danno immane provocato anche dal più debole degli scagnozzi.

Abbiamo a disposizione tre medikit con cui possiamo recuperare i nostri punti salute, ma una volta messi al tappeto, i nostri compagni (finalmente) ci aiuteranno a rialzarci e ci daranno una bella pacca sulle spalle. Non sperate troppo però, questo accadrà una volta per run, se verrete abbattuti una seconda volta, ricomincerete dall'ultimo checkpoint e potrete finalmente rivivere ogni intenso combattimento da capo.

La linearità dei livelli non aiuta a diversificare, il tutto si riduce ad annichilire una decina di nemici, ovviamente tutti uguali, per un tot di volte fino ad arrivare al boss finale...

"Ti ho mai detto qual è la definizione di follia?"

Insomma il gameplay di Wanted: Dead si può riassumere così: muoviti da punto A a punto B, uccidendo qualsiasi cosa ti passi sotto il naso. I boss non sono particolarmente esaltanti, l'unico modo per sopravvivere senza perdere la propria sanità mentale è tramite lo spam del parry e grazie alle uniche due combo decenti del gioco.

 

 

Il punto, forse il peggiore, a sfavore del titolo di Soleil è il sistema di combattimento ibrido non bilanciato. Infatti la katana è un' arma estremamente potente con cui possiamo effettuare i parry e le Finisher, le quali hanno animazioni fantastiche da vedere, anche se, alla centesima volta che le rivediamo, perdono inevitabilmente anch'esse di gusto.

Al contrario le armi da fuoco sembrano uscite da un campo da softair, poichè non recano minimamente danno, nè la side arm di Stone, nè le armi raccolte da terra, che spesso sono senza munizioni, quindi non scomodatevi a raccoglierle. Si può dunque dire che una delle meccaniche fondamentali del titolo, ovvero il combattimento a distanza, sia pressochè inutile e andrebbe assolutamente rivisto

 

Trama e Narrazione

 

In un hack'n'slash il gameplay è tutto, quindi per me la recensione poteva finire qui, ma dalla regia mi dicono che devo trattare anche i piccoli dettagli, perchè si, la trama di questo gioco è un piccolo dettaglio.

Fondamentalmente, il gioco è ambientato in una Hong Kong futuristica, dove la tecnologia ha fatto passi in avanti enormi e l'essere umano è in grado di modificarsi tramite parti biomeccaniche (aspetta dove l'ho già sentita questa...). Noi facciamo parte di una squadra speciale della polizia, adibita a operazioni speciali particolarmente sanguinose.

La narrazione è molto confusa e non viene aiutata da dialoghi tutt'altro che esilaranti tra i personaggi, con un doppiaggio, peraltro, di livello abbastanza basso. Il tutto è accompagnato da filmati insipidi e cutscene in stile anime decenti, insomma un ammasso di informazioni e stili diversi che lasciano il giocatore confuso e perplesso.

Come se non bastasse, le cose peggiorano quando, tra una missione e l'altra, il minestrone viene allungato da dei minigiochi, come ad esempio il karaoke...ok non serve aggiungere altro. C'è da dire però che un minigioco in particolare mi ha intrattenuto molto più che l'intero gioco e si chiama Space Runaways, del quale non mi dispiacerebbe avere una copia stand alone nella libreria di Steam.

 

 

Al di là della narrazione inconsistente, la trama del gioco e i suoi personaggi non sono interessanti, fatta eccezione forse di Hannah Stone, la nostra protagonista, che ha tutte le carte in regola per ricoprire il ruolo di eroina cazzuta. Peccato che a causa del doppiaggio inascoltabile e la sua storyline a dir poco confusionale, il personaggio non si distingue come potrebbe.

Il resto della squadra è composta da: Herzog, il classico guerrafondaio incretinito, Doc che fa il depre (rawr icsdi) e poi c'è Cortez, un agente di polizia di un corpo speciale...sordo...vabbè ci rinuncio. Non basta Stephanie Joosten che interpreta Gunsmith, una tizia appassionata di armi e gatti (finalmente qualcosa di sensato), a salvare il tutto, soprattutto perchè il personaggio viene animato con una singola espressione facciale, rendendo la presenza dell'attrice pressochè inutile.

 

 

Comparto Tecnico e conclusioni

 

Il titolo gira abbastanza bene sul mio PC di fascia media, anche se durante dei caricamenti o delle cutscene ho riscontrato più di un crash. Una volta nella fase di gameplay però, non ho riscontrato stuttering o bug di alcun genere. Insomma, come avrete capito se siete arrivati fin qui, Wanted: Dead è un titolo di livello mediocre o addirittura basso. Con un costo da titolo AAA (60€) è lecito aspettarsi ben altro e io ne sconsiglio vivamente l'acquisto al momento. Se poi, qualora zio Gabe ve lo proponga in forte sconto durante i saldi, vorrete comunque provare a sperimentare con mano questa monotona e incompleta avventura, liberi di farlo, ma ricordate che il Fraggo vi aveva avvertito.

 

4.8Voto KotaWorld.it5.5Grafica4Gameplay5Ottimizzazione

 

 

 

 

 

 

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