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Harvestella - La Recensione (PC)

Harvestella - La Recensione (PC)

 

Un paio di giorni fa vi ho parlato di Aka, un simpatico life-sim per Switch dove, nei panni di un tenero panda rosso, veniamo chiamati a ritrovare la nostra pace interiore dopo le sofferenze inflitte da una vita da soldato in guerra. Un titolo dal concept interessante che capitola però di fronte a evidenti problemi tecnici, complice anche l'essere stato il frutto del lavoro di un singolo sviluppatore.

Harvestella è in qualche modo simile ad Aka, rappresenta infatti un esperimento, un miscuglio alchemico tra life-sim e JRPG. E se è vero che dietro al titolo c'è un publisher di tutto rispetto come Square Enix, appare chiaro fin da subito come Harvestella non rappresenti di certo una delle IP di punta dell'editore, bensì un cosiddetto "doppia-A"; ma forse è proprio l'anima sperimentale di questi titoli, liberi dal peso di dover diventare a tutti costi dei successi commerciali come i fratelli maggiori AAA, a permettere loro di rappresentare, negli ultimi anni, le esperienze di gaming più curiose, originali e divertenti.

Harvestella è uscito ormai da ben più di due mesi su Nintendo Switch e PC ma, "non andrò a mentire", mi ha preso talmente tanto da portarmi a investire un numero di ore che supera le tre cifre al momento della recensione. Insomma, prima di parlarvene ho voluto davvero spolparlo a dovere per scoprire tutto quello che aveva da offrire e, piccolo spoiler, c'è davvero tanta carne al fuoco.

 

 

Amnesia, amnesia canaglia

 

L'incipit narrativo di Harvestella, com'era da aspettarsi, non si discosta molto da un classico della sceneggiatura di molti titoli JRPG (e non solo): nei panni di un personaggio da noi creato, mediante un editor politically correct (si può essere non binari) ma decisamente povero, ci risveglieremo senza alcun ricordo in un mondo sconosciuto sul quale aleggia un inquietante caligine misteriosa. Tra visioni oniriche e brevi istanti di lucidità veniamo a scoprire che tale nebbia mefistofelica viene chiamata dalla gente di Lethe (il villaggio in cui scopriamo di trovarci) "Quietus", e appare per un solo giorno al cambiar delle stagioni.

Il Quietus è letale per ogni essere vivente ma, manco a dirlo, noi siamo miracolosamente immuni: ciò significa che in quel giorno funesto, mentre ogni altro abitante si barrica in casa per sfuggire a morte certa, noi possiamo scorrazzare liberamente in giro senza subire alcun tipo di conseguenza. Nel frattempo facciamo conoscenza di alcuni personaggi di spicco di Lethe, come l'anziano sindaco e Cres, la dottoressa del villaggio, che ci introdurranno man mano alla storia e alle meccaniche di gioco.

 

 

Neanche il tempo di ambientarsi che poco fuori dal villaggio precipita un meteorite. Al suo interno scopriremo nascondersi un temibile membro degli Omen, esseri completamente rivestiti da futuristiche armature scintillanti che, secondo i popolani, sono i malvagi responsabili del Quietus, fattosi recentemente più instabile e pericoloso. Insospettabilmente, però, all'interno dell'armatura scopriamo esserci una giovane ragazza dai capelli rossi, Aria, la quale afferma di provenire dal futuro ma non ricorda assolutamente nulla del suo passato.

Diventeremo dunque coinquilini di Aria, condividendo sia una stanza in una fattoria appena fuori Lethe (che diventerà a tutti gli effetti la nostra casa), sia la disgrazia dei disturbi amnesici. Un clichè forse un po' abusato dagli sceneggiatori ma che funge da premessa allo svolgersi degli eventi della storia principale, focalizzata sullo scoprire il significato dei Seaslight, colossali cristalli che svettano sulle città principali di questo mondo, e su come questi possano aiutare noi ed Aria a scoprire la nostra identità e tornare nelle nostre rispettive realtà.

 

 

Insomma, la storia di Harvestella ci mette qualche ora a ingranare e non posso negare che abbia iniziato a coinvolgermi realmente solo dopo una decina di ore, completato il primo dungeon con relativa boss-fight. Al contrario di altri JRPG che ho giocato, però, questo titolo ha dalla sua un'ottima varietà e profondità di side-quest (che non si limitano soltanto a tediose e ripetitive fetch quest), talvolta addirittura intrecciate tra loro, e un sistema di sviluppo dell'amicizia con i vari membri che arricchiranno il nostro party in grado di regalarci dei retroscena davvero interessanti sul passato dei personaggi che ci aiuteranno in battaglia.

 

 

Oltre a farci ottenere importanti ricompense, side-quest e rapport-quest ci aiutano a immergerci più a fondo in quello che, a un giocatore superficiale, potrebbe sembrare l'ennesimo stereotipato JRPG, ma che invece nasconde piccole perle di scrittura e sceneggiatura. Peccato per l'impossibilità di skippare cut-scenes e dialoghi, funzionalità che sicuramente ci avrebbe permesso di risparmiare tempo prezioso qualora la trama di una particolare quest si fosse rivelata non di nostro particolare interesse. Sempre durante i dialoghi è possibile scegliere cosa far dire al nostro alter-ego ma, in buona sostanza, queste scelte non avranno alcun impatto sullo svolgersi della discussione.

 

Nella vecchia fattoria...

 

Immaginate che Stardew Valley e Final Fanyasy o Bravely Default concepiscano un figlio. Ebbene avrete ottenuto il gameplay di Harvestella, il quale è suddiviso sostanzialmente in due parti, tra loro interconnesse: quella di life-sim, dove dovremo occuparci dello sviluppo della nostra fattoria, coltivando i frutti della terra in base allo scorrere delle stagioni, allevando animali, dedicandoci a cucina, crafting e pesca; e quella più prettamente JRPG, costituita non solo dal completamento delle varie quest, Main o Side che siano, ma anche da fasi più prettamente action di esplorazione dei dungeon e boss-fight.

 

 

Ciascuna delle due componenti di gameplay è funzionale all'altra, ed è per questo che l'esperimento fatto con Harvestella può dirsi riuscito: se da un lato dedicarci alla semina e alla raccolta di frutta e ortaggi, di uova e latte e loro raffinazione, nonchè alla pesca e alla cucina ci permetterà di guadagnare denaro prezioso da investire nel miglioramento del nostro equipaggiamento (e quello dei nostri compagni di ventura spilorci); dall'altro avventurarci nei vari dungeon sparsi nella mappa di gioco ci permetterà di lootare risorse che a loro volta ci saranno utili per il crafting, o addirittura di trovare semi che potremo piantare nel nostro appezzamento di terreno, risparmiandoci di doverli acquistare presso i vendor delle varie cittadine, con relativo risparmio di Grilla, valuta di gioco che, almeno inizialmente, sarà abbastanza scarsa.

Sia chiaro, non ci si trova mai in una situazione di stallo, il gioco è abbastanza clemente con il giocatore e la sua gestione economico-finanziaria (non stiamo giocando a un gestionale puro d'altronde), ma riuscire a dedicarsi con una certa strategia alla vita agreste ci porterà a poter accumulare un bel gruzzoletto in maniera più efficiente, consentendoci di poter investire anche sullo sviluppo e ampliamento del nostro terreno.

 

 

Due sono gli elementi principali che scandiscono le nostre attività in Harvestella: la stamina e il tempo. Queste si ritrovano ad essere due "valute" forse ancora più importanti dei Grilla poichè ogni azione che svolgeremo le consumerà entrambe. Arare il terreno, piantare semi, innaffiare i vegetali, pescare, combattere, craftare: ognuna di queste azioni farà scendere la nostra barra della stamina e farà passare del tempo. Ogni giornata comincia alle 6 del mattino e termina a tarda notte ma, già a partire dalle 21, il nostro personaggio inizia ad accusare sonnolenza e soffrirà dei debuff particolarmente pericolosi, soprattutto in combattimento.

Una buona gestione del tempo sarà dunque fondamentale, ma anche quella della stamina non sarà da meno: man mano che amplieremo la nostra fattoria, il lavoro agricolo si farà sempre più arduo e occuperà sempre maggior tempo della nostra giornata, costringendoci talvolta a rinunciare a svolgere determinate attività per mancanza di tempo o stamina. Fortunatamente viene in nostro aiuto la cucina, che ci permetterà di realizzare piatti succulenti in grado di ripristinare la nostra barra degli HP e della stamina.

 

 

Proseguendo con l'avventura faremo anche la conoscenza di quattro eccentriche fatine (una per ciascun elemento naturale) che ci daranno una mano fondamentale nella gestione della nostra tenuta, ma non in maniera gratuita. Ci verrà infatti consegnato un imponente libro contenente quest necessarie ad ottenere il favore delle suddette fatine (come raccogliere una certa quantità di un determinato frutto) le quali, come ricompensa appunto, ci garantiranno delle skills fondamentali per ottimizzare il nostro lavoro nei campi. La fatina dell'acqua, per esempio, ci permetterà di aumentare la portata del nostro innaffiatoio, permettendoci di abbeverare fino a 3 piantine contemporaneamente, mentre la fatina della terra ci consentirà di arare in un sol colpo fino a 9 slot di terreno.

 

 

Grazie al crafting, inoltre, potremo realizzare strumenti che faciliteranno ulteriormente la nostra attività, come irrigatori automatici, oppure strumenti importanti per raffinare le materie prime che raccoglieremo (potremo trasformare le uova in gustosa maionese o il latte in formaggio, per esempio).

Secondo la mia esperienza, gran parte della mattinata verrà occupata dal lavoro nei campi ma, teoricamente, questo può anche venire completamente ignorato a favore del proseguimento della main-quest, come viceversa si può benissimo dedicarsi totalmente al farming senza proseguire nella storia. Tuttavia ogni 30 giorni (più uno di Quietus) si passerà alla stagione successiva e, qualora non siate rimasti al passo con la storia e non abbiate quindi sbloccato le sementi adatte alla stagione in cui vi trovate, potreste veramente far fatica ad accumulare denaro, auto-infliggendovi ore e ore di tedioso farming di mostri per racimolare qualche spicciolo.

Come vi spiegherò tra poco, il combattimento non è sicuramente l'elemento più interessante e divertente di Harvestella, quindi è altamente consigliabile dedicare qualche ora ogni giorno (di gioco) a sporcarvi le mani di terriccio, così da ridurre al minimo il farming di risorse via battaglie. E poi, ammettiamolo, quanto è soddisfacente vedere le proprie piantine crescere giorno dopo giorno grazie alla nostra cura e attenzione?

 

 

 

Fighting system? Cos'è, si mangia?

 

Se la componente di farming-sim, per quanto non particolarmente complessa o profonda, risulta almeno soddisfacente e progressivamente gratificante, lo stesso non si può dire per la gestione dei combattimenti. Anche qui ritroviamo una certa superficialità, con il nostro personaggio che verrà affiancato da due membri del party comandati dall'IA e potrà switchare tra tre Job (classi) sbloccabili progressivamente con relative skills, indovinate un po', sbloccabili progressivamente.

All'interno dei dungeon, vasti ma perlopiù vuoti e decisamente stereotipati, troveremo una buona varietà di nemici "base" nonchè alcuni nemici più temibili chiamati FEAR: questi non sono altro che mid-boss dall'aria minacciosa che dovremo evitare se non decisamente overlivellati, pena una dolorosa quanto costosa débâcle. Si, perchè venire sconfitti ci riporterà automaticamente nel letto della nostra fattoria, con la dottoressa del villaggio a farci una ramanzina su quanto sia stato difficile curare le nostre ferite e quanto questo abbia impattato sulla parcella finale. Si parla di un migliaio di Grilla per ogni morte il che, almeno inizialmente, rappresenta una somma importante.

Fortunatamente il gioco, come dicevamo, è abbastanza "noob-friendly" anche in questo settore, tanto che la prima morte si è verificata ben oltre metà gioco ed è stata un vero e proprio peccato di hubris da parte mia.

 

 

Fondamentale sarà l'equipaggiarsi prima di ogni dungeon di una buona dose di cibi e bevande per recuperare stamina e soprattutto salute, per sè e per i compagni del party, visto che gran parte degli attacchi che subiremo non saranno schivabili in alcun modo, un elemento questo che ci ha fatto un po' storcere il naso, ma che di fatto non inficia più di tanto su un gameplay che si ribadisce alquanto basic.

 

 

Alla fine di ogni giornata acquisiremo punti esperienza in base alla quantità di combattimenti sostenuti che faranno aumentare il livello complessivo del nostro personaggio, aumentando statistiche generiche come HP, Difesa e Attacco. Allo stesso modo riceveremo anche JP, ovvero Job Points spendibili per acquisire nuove skill o migliorare quelle già possedute nei vari skill-tree che, ammettiamo, sono anche in questo caso un po' troppo poco sviluppati. La sensazione è quella di aver voluto semplificare il più possibile la componente JRPG per attirare gli appassionati di life-sim, così come questa ultima componente è stata semplificata per attirare i più accaniti giocatori di JRPG in cerca di una ventata di aria fresca.

Si può biasimare Square Enix per una scelta del genere? Io credo di no.

 

Tecnicamente parlando

 

Abbiamo giocato Harvestella sulla seguente configurazione grazie a una chiave gentilmente fornitaci dal publisher:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Corsair Vengeance RGB RT 32GB DDR4 3600MHz

Monitor LG 34GN850 a risoluzione 3440x1440 (21:9)

Per l'ennesima volta il mio cuore da possessore di monitor ultrawide viene spezzato all'avvio del gioco, quando scopro che Harvestella supporta si il formato 21:9, ma offrendomi una risoluzione 2560x1440 stretchata. Per carità, ci si fa l'abitudine, ma rimane comunque una macchia in quello che è, per il resto, un comparto tecnico decisamente ineccepibile. È vero, come avrete notato dalle immagini si tratta di uno stile grafico abbastanza retrò e non particolarmente impegnativo, ma la pulizia generale, il frame-rate incollato ai 120fps e la suadente palette cromatica utilizzata dagli sviluppatori fanno il loro sporco lavoro, tenendo anche conto che Harvestella deve girare anche su Nintendo Switch.

 

 

Se la performance è praticamente ineccepibile, lo stesso si può dire anche per la colonna sonora, magistralmente realizzata da Go Shiina, nome d'arte di Masaru Shiina, che ha composto brani anche per altri famosi franchise nipponici come God Eater, Tekken e Tales Of. Un vero peccato che, in Occidente, la OST non sia disponibile praticamente in nessuno store digitale, nemmeno su Youtube.

Sempre in ambito audio, il titolo è doppiato soltanto durante le fasi dungeon ed è possibile scegliere tra il doppiaggio Giapponese o Inglese. Il titolo, purtroppo, non è localizzato in italiano e vista l'importanza nonchè l'abbondanza di dialoghi presenti nel titolo, non lo possiamo consigliare a chi non mastichi l'inglese con una certa scioltezza.

 

In Conclusione

 

Harvestella è uno di quei titoli che si è saputo far strada lentamente ma inesorabilmente nel mio cuore, arrivando a farmi spendere ben più di 100 ore nel suo magico mondo. Merito di un gameplay semplice ma ben articolato, capace di creare un loop appagante e assuefacente, una storia che si fa via via più misteriosa e intrigante, diramandosi anche con side-quest e rapport-quest altrettanto interessanti e infine un comparto tecnico senza lode nè infamia. Probabilmente la mia votazione va anche oltre il valore oggettivo del gioco, visti anche i 59,99€ richiesti, tanti per un titolo non AAA.

L'esperimento di Square Enix si può dunque definire, a mio parere, riuscito.

 

7.5Voto KotaWorld.it7Grafica7.5Gameplay8Ottimizzazione

 

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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