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Ixion (PC): La recensione di come farai estinguere l’umanità

Ixion (PC): La recensione di come farai estinguere l’umanità

 

Spendere i soldi saggiamente

 

È quasi Natale e alle porte di questa festività ci sentiamo tutti più falsbuoni. Per quanto riguarda me, io sono diventato buono come tre cucchiaiate di Nutella di seguito e senza pane per accompagnarla… Tant’è che vi propongo una nuovissima recensione di un titolo AA (ma non tripla) nel panorama videoludico gestionale: IXION.

Questo “simpatico” sim, mi ha fatto più volte scordare che Dicembre stesse per incombere (giocato tra gli ultimi giorni di Novembre e la sua uscita il 7 Dicembre) ed ha messo alla dura prova i miei nervi e la santità del calendario associato alle feste di cui sopra. Come fallire dunque nel tentativo di gestire una colonia multigenerazionale nello spazio, destinando quel che resta dell’umanità all’oblio?

In una parola: IXION. Il gioco è sviluppato dai francesissimi Bulwark Studios (forse vi ricordate di loro per Warhammer 40k: Mechanicus) e pubblicato da Kasedo Games (che finora ha pubblicato tutto quello che è stato sviluppato da Bulwark Studios ed altro ancora, ma tra i titoli nel loro portafoglio non riconosco giochi che abbiano avuto una popolarità gigante – o forse sono io ignorante in materia). IXION si affaccia dunque fresco fresco su Steam al prezzo di circa 35 spleuri dopo un periodo di 4 anni in cui un team di 15 persone ci ha lavorato su.

 

 

Devo dire che l’attenzione al dettaglio c’è tutta (addirittura c’è stata la cura di garantire la possibilità di sopprimere alcuni suoni per coloro che sono affetti da misofonia), ma a mio personalissimo parere il prezzo di lancio è un po’ alto per un gioco che non credo si possa giocare per più di tante ore. Diversamente da parecchi altri gestionali, IXION non prevede una generazione procedurale, pertanto la storia lineare lo rende un gioco “a scadenza”: una volta completato, non c’è più mordente per ricominciare…

Anche se, a onor del vero, l’esperienza di gioco si presta ad essere ripetuta a causa dei vari caricamenti di salvataggi che dovrete affrontare per correggere le vostre scelte scellerate, le quali snowballano molto facilmente in situazioni non più gestibili.

Ad ogni modo, prima di occuparci di gameplay, quello che volevo specificare a proposito del prezzo è che in una sessione Q&A con Christian Woolford, Product Manager di IXION di Kasedo Games, ha lasciato velatamente intendere che ci potrebbe essere una modalità “endless” (come in Frostpunk) post-lancio, pertanto spendete i vostri dindi saggiamente e se ci scappa il regalo di ringraziamento a Noldor, chi sono io per dire di no? Alla fine è quasi Natale…

 

Gameplay difficile, frustrante per i non avvezzi al genere

 

Dalle parole del signor Woolford: “[la difficoltà di IXION] richiederà pianificazione e strategia. Ci sarà una pressione costante sul giocatore (…). Sarai costantemente impegnato a rispondere a nuove minacce (…)”. Dalle mie: “mecojoni”.

Non sono un gran giocatore di gestionali e mi si dice dalla regia che parti di Frostpunk e della serie Anno sono anch’esse gestite con la stessa difficoltà, ma per me IXION è stata una vera sfida. La sensazione è davvero quella di essere sempre in un equilibrio vacillante e di sicuro non aiuta il fatto che ad ogni “livello” vi siano nuove meccaniche da dover apprendere e problemi sempre maggiori.

Parlando di livelli, come si sviluppa questo titolo? La storia parte dal giorno in cui i motori “warp” della stazione spaziale generazionale Tiqqun (pronunciato con l’accento sulla u) vengono accesi per la prima volta e viene pertanto eseguito il primo “salto”. Ecco, tali salti (interstellari? FTL? Warp? Chiamateli un po’ come vi pare) scandiranno i livelli.

Non voglio spoilerarvi nulla della storia, ma sappiate che ad ogni salto corrisponderà un sistema planetario che dovrete esplorare e sfruttare in modo da poter arrivare con meno lividi possibili al salto successivo.

 

 

Vi sono diversi tipi di risorse minerarie che vanno estratte e portate a bordo della Tiqqun, dopodiché bisogna raffinarle in un materiale utilizzabile ed infine stoccarle affinché possano essere recuperate ed utilizzate. La parte dello stoccaggio e trasporto mi ha ricordato tantissimo Factorio, devo ammettere, anche se di comune IXION e Factorio hanno ben poco.

Mentre alcuni aspetti della gestione sono abbastanza standard (la popolazione necessita di alloggi per la crew e di cibo per essere sfamata), il sistema di gioco è comunque abbastanza complesso: alcuni edifici si sbloccano o migliorano tramite la ricerca scientifica, la quale è essa stessa una risorsa non infinita da dover ottenere tramite l’esplorazione spaziale.

Durante il gioco sarà impossibile prevenire alcuni incidenti, i quali causeranno feriti e – se vi va male – anche morti… E malgrado la Tiqqun sia una stazione spaziale multigenerazionale… La crew non figlia, tant’è che anche gli umani sono una risorsa da ottenere portando a bordo e scongelando dei pod criogenici. Non avete abbastanza lavoratori? Quelli che sono disponibili lavoreranno troppo e dunque male, dando spazio a nuovi casi di incidenti, oppure sciopereranno, creando ancora più malcontento e carico di lavoro per chi, invece, non sciopera.

“Spegnere” edifici è possibile per risparmiare energia, ma non permette di lasciare tali edifici “scoperti”, costringendo il giocatore quindi a demolirli per evitare che i posti di lavoro necessari alla nave siano troppi in confronto alla forza lavoro disponibile. Questa è sinceramente una meccanica che mi ha lasciato parecchio amaro in bocca e che rende l’esperienza di gioco artificialmente e senza motivo molto più difficile del dovuto.

Purtroppo o per fortuna (per gli amanti del genere) IXION non vi prende per mano: accuserete botte l’una dopo l’altra e sarete costretti a salvare spesso e a ritentare anche da zero.

La Tiqqun è suddivisa in settori, i quali possono essere aperti solamente pagando un prezzo in risorse e la gestione degli scambi tra i settori è un vero e proprio incubo logistico. Ovviamente quelli che hanno gli airlock da cui partono ed arrivano navi cargo, dovranno avere anche un interscambio dedicato alle risorse grezze portate da tali navi, ma se si volesse destinare i materiali al trasporto verso altri settori, allora anch’essi dovranno contenere lo stesso tipo di interscambio… e ovviamente entrambi richiedono lavoratori ed energia per funzionare e risorse per essere costruiti.

 

 

Per dare al giocatore il “colpo di grazia”, vi sono tre livelli di gestione: quello interno (alla Tiqqun), quello esterno (riparazione, generazione energia, costruzione motori per i salti) e quello interplanetario (estrazione risorse, esplorazione ed eventi ad essa connessi, movimento della Tiqqun). La gestione interna della stazione spaziale è definitivamente la più difficile, ma il resto decisamente non è all’acqua di rose.

 

Grafica, musica e dettagli vari

 

Se giocate ad un gestionale, probabilmente non vi aspettate una grafica incredibile e di sicuro, nonostante IXION sia un titolo discreto da questo punto di vista, il titolo di Bulwark Studios non eccelle. Per carità i modelli di navi, edifici, ecc. sono niente male, ma nemmeno mi hanno fatto gridare “al miracolo grafico”. Non saprei davvero come spendere altre parole per giudicare la grafica di IXION, perché non c’è molto da dire, se non che ha una discreta grafica che può far gola anche a chi magari non ha un sistema da gaming potentissimo.

 

 

Le musiche sono davvero non male. Si sente il lavoro di Guillaume David (già collaboratore di Bulwark & Kasedo in Warhammer 40k: Mechanicus) e, anzi, a tratti mi sono meravigliato che non si sentisse di più.

Una parola negativa la meritano purtroppo i nomi utilizzati nel videogioco: malgrado “Ixion” sia effettivamente figo (tra l’altri derivato da un mito greco), durante il gioco sono utilizzati una serie di nomi accanto a “protocollo” (ad esempio: protocollo Naomi) per designare una serie di azioni bene o male comprensibili anche in maniera diversa. Ci sono talmente tanti “protocolli” che in tutta onestà ad un certo punto mi sono chiesto a che pro ci fosse questa nomenclatura. Sicuramente non fa figo.

 

 

Conclusioni

 

Lo ammetto, IXION si è fatto disinstallare in un momento di rabbia, ma reinstallare perché alla fine ci si rimane sotto. Non è di certo uno dei migliori titoli a cui io abbia mai giocato, ma prendete quest’affermazione con le pinze perché io in generale non sono un giocatore di gestionali. Alla fine dei conti, a mio avviso, si tratta di un videogioco discreto che divertirà sicuramente gli appassionati del genere. Il prezzo vale la proverbiale candela? Ai posteri l'ardua sentenza...

6.3Voto KotaWorld.it6Grafica7Gameplay6Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Noldor (aka Commodoro), classe ’84, ingegnero, grammar-nazi (ma in un mondo in cui la lingua italiana viene continuamente storpiata, tanto vale darsi dell’ingegnerO). Appassionato di film e serie tv, non disdegna cartoni animati e commedie romantiche, anche se la sua vera passione sono gli horror e i B-movies. Inguaribile buonista, al punto di non riuscire a selezionare le opzioni “cattive” quando nei giochi di ruolo si presenta la scelta. I suoi amici lo definirebbero “nutelloso”. Ultras di PUBG.

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