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The Order: La recensione della serie completa
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The Order: La recensione della serie completa

Altra settimana, altra serie TV ingurgitata praticamente tutta d'un fiato. Questa volta è toccato a "The Order", serie statunitense creata da Dennis Heaton e Shelley Eriksen e prodotta da Netflix. 

Come sempre, quando mi accingo a scegliere cosa guardare, giro per i palinsesti Netflix, Amazon Prime e Disney+, cercando qualcosa che sia nelle mie corde. Questa volta la scelta è ricaduta su di un titolo che, già da parecchio tempo, mi veniva consigliato dallo stesso Netflix, in base alle serie già viste. Come spesso accade, scelgo cosa vedere dal trailer o dalla trama, e, solo successivamente, a visione già iniziata, cerco qualche notizia sulla serie stessa, evitando gli spoiler. Così, dopo aver finito la prima stagione, sono venuto a conoscenza del fatto che Netflix ha interrotto la produzione della serie successivamente alla messa in onda della seconda stagione. Noncurante della notizia, come è accaduto altre volte, ho voluto portare a termine la visione della serie. Finita anche la seconda stagione, deciso a scriverne la recensione, mi sono buttato sulla lettura di alcune reviews e, con mio grande stupore, ho notato quanto siano distanti le altre impressioni rispetto a quella che ho avuto io. 
Proprio per questo, questa recensione sarà particolare.

Ecco a voi la mia prima Dissing-Review.

7.5Voto KotaWorld.it7Trama7Interpretazione9Effetti7Soundtrack

Come vedete la mia impressione generale è del tutto positiva Per questo motivo il mio primo "dissing" va a Netflix per la decisione nefasta di interrompere la serie. Sicuramente avranno avuto le loro buone ragioni; il costo di produzione sarà stato svantaggioso rispetto al successo ottenuto, ma sicuramente la serie avrebbe meritato ai tempi molta più attenzione. Il prodotto è sicuramente superiore a molte altre serie più pubblicizzate sulla piattaforma streaming. Basti vedere le nomination ricevute in seguito alla prima stagione, per i Leo Awards (the awards program for the British Columbia film and television industry) tra cui miglior sceneggiatura, migliori effetti visivi e miglior suono per una serie drammatica. 

Penserete che sia solo una mia impressione e che sia l'unica voce fuori dal coro, e invece se vi fate un giro su rottentomatoes.com (noto e accreditato sito di reviews) scoprirete che la serie ha ottenuto il 100% dagli addetti ai lavori, e il 75% tra il pubblico, sia per la prima stagione che per la seconda. Dato del tutto in collisione con le recensioni "italiane" che l'hanno etichettata come scadente e poco originale. Italiani famoso popolo di navigatori, il paese dove tutti sono allenatori di calcio, tutti sono politici, tutti sono esperti epidemiologi (pandemia docet) e, novità, tutti sono critici esperti di serie tv(secondo dissing). Fin dalla prima recensione ho da sempre sottolineato che il mio giudizio è solo quello di un appassionato e non di un professionista, proprio per questo con umiltà spesso confronto le mie impressioni con quelle di chi magari ne sa più di me. Lo stesso però non si può dire di molti altri. Se avessi tempo da perdere andrei a citare tutte quelle assurdità lette, da chi dice che la serie ha una trama scopiazzata, a chi sostiene che la CGI rende alcuni momenti ridicoli. Fortunatamente per voi non ho assolutamente voglia di perdere altro tempo e quindi vi riporto semplicemente il mio pensiero.


La prima stagione, a mio avviso, è di assoluto livello, soprattutto se paragonata ad altri prodotti Netflix visti di recente. La trama, avvincente e interessante, unisce il fantasy/paranormale alla teen drama. Si presenta con sfumature dark e con qualche scena cruenta, senza mai però avvicinarsi all'horror. I personaggi sono ben strutturati, ed hanno storie e caratteri originali. La volubilità e l'istinto tipico dei teenager viene rappresentato in maniera perfetta nei vari characters, i quali spesso, nella loro ingenuità, risultano essere comici, strappandovi anche qualche risata. Le vicende a volte possono sembrare un pò assurde e caricaturali, ma parlando di streghe e lupi mannari c'è poco da stupirsene. Proprio la figura dei lupi mannari in questa serie è parecchio originale (alla faccia di chi scrive che sia scopiazzata), in quanto il loro ruolo inedito li vede come dei cavalieri protettori della magia. Una sorta di figura che vigila su chi pratica le arti magiche incurante delle conseguenze. 

La seconda stagione ha un leggero calo di contenuti rispetto alla prima. Forse perchè gran parte dell'ambientazione è stata già scoperta o forse perchè, a differenza della prima stagione, si fatica a trovare un vero e proprio antagonista. Il cambio dei comportamenti, dei rapporti e delle priorità dei protagonisti, nelle prime puntate della stagione, disorienta un po' lo spettatore.

In generale, l'evoluzione della parte romanzata non prende mai veramente il volo. I protagonisti si innamorano, ma spesso assumono comportamenti poco affini all'innamoramento stesso. La scelta di evitare scene di sesso e nudità, a mio modo di vedere porta un ulteriore punteggio alla serie stessa perchè la classifica adatta anche a un pubblico preadolescenziale (sempre con le dovute precauzioni visto alcune scene simil splatter). L'impronta "senza pensieri" data a tutti i protagonisti, che poco si interessano delle varie morti e uccisioni, a mio avviso è una cosa voluta dagli autori. Anche per questo la serie risulta essere leggera e godibile, nonostante spesso i contenuti siano un po' macabri e il sangue scorra a fiumi. 

La componente CGI è veramente di alto livello per essere una serie TV Netflix. Ho visto produzioni di recente con effetti ben più "ridicoli" di quelli presenti in questa (vedi trasformazione finale di Bloom in Fate: The Winx Saga - prod.2020). Non mi sono trovato mai a dire "quanto è finta questa scena" e questo ultimamente è una cosa che trovo sempre più difficile non dire visto i prodotti che ci sono in giro. Proprio la Computer Grafica è uno dei punti forti di questa serie. Hanno saputo dosare il tutto per evitare di scadere in scene trash. 

La soundtrack non risalta all'orecchio come avviene in altre produzioni, ma risulta comunque essere sempre ben bilanciata. Per scelta sono stati evitati i suoni di background tipici delle situazioni critiche dando ancora una volta un taglio "leggero" alla serie.

Certo forse dovevo dirvelo prima...ma le mie valutazioni potrebbero essere state influenzate dall'infatuazione per la co-protagonista Alyssa (Sarah Grey), decisamente il personaggio meglio costruito di tutta la serie. 

Il finale, così com'è, non può essere il finale e di conseguenza non può essere valutato.

La serie doveva continuare! Netflix hai perso 100 punti.

 

Autori KotaWorld.it - Clicca per scoprire chi sono

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