Google Stadia: facciamo il punto

Google Stadia: facciamo il punto

Google Stadia è finalmente disponibile al pubblico, 8 mesi esatti dopo l’annuncio al Game Developers Conference del marzo scorso. Il servizio di streaming del colosso di Mountain View si propone di rivoluzionare il mondo del gaming, competendo con l’offerta di altre aziende come il Project xCloud di Microsoft e il Playstation Now di Sony. Si tratta sostanzialmente della possibilità di videogiocare tramite i server di Google che trasmetteranno il gioco in streaming ad alta qualità sui nostri dispositivi compatibili. Ciò significa che non avrete bisogno dei componenti PC più performanti o delle console di ultima generazione per giocare ai titoli più recenti, vi basterà soltanto un computer/cellulare/smartv e una buona (ottima) connessione di rete. Queste almeno sono le promesse che Google ha fatto al pubblico negli ultimi mesi…ma sarà riuscita davvero a rispettarle? Prima di andare a vedere com’è la situazione a un paio di giorni dal lancio ufficiale del servizio, andiamo a ricapitolare le caratteristiche principali di questo Google Stadia.

Google Stadia è disponibile dal 19 novembre scorso, nella sola versione “Pro”, a pagamento. La versione gratuita “Base” sarà accessibile solo nel corso del 2020. La versione “Pro”, l’unica disponibile al momento, prevede il pagamento di un canone di 9,99€/mese per usufruire del servizio e quindi poter giocare da PC/MAC (tramite browser Chrome), Smart TV (tramite Chromecast Ultra compreso nel prezzo) e cellulari e tablet (per il momento solo Google Pixel, per ovvi motivi). Ma cosa cambia, oltre alla disponibilità attuale, tra le due versioni di Stadia?

 

Come potete vedere nell’immagine qua sopra non cambia proprio poco. Ciò che balza all’occhio è sicuramente l’importante differenza in termini di qualità di streaming che sussiste tra le due versioni. In più, la versione Pro renderà disponibili per i suoi utenti dei titoli giocabili gratuitamente finchè si è iscritti all’abbonamento (al lancio è disponibile Destiny 2, che peraltro è gratuito su tutte le piattaforme, almeno nella versione New Light). E’ qui che storciamo il naso per la prima volta: i giochi, sia con l’abbonamento Pro o con la versione Base vanno comunque acquistati a prezzo pieno. E si, certo, gli utenti Pro hanno degli sconti, ma, come vedremo poi, si parla veramente di pochi euro, considerando che Google ha pensato bene di proporre a prezzo di lancio titoli che ormai hanno qualche anno sulle spalle e che vengono anche forniti in altri abbonamenti in maniera decisamente più economica.

Inoltre, ovviamente, va acquistato l’hardware. Attualmente c’è un solo bundle disponibile per l’acquisto, la Premiere Edition, mentre precedentemente era disponibile anche un ulteriore bundle, la Founder’s Edition. Quest’ultimo bundle, al prezzo di 129€ prevedeva un controller Stadia Night Blue (colorazione esclusiva per questa versione, il controller è comunque acquistabile in altri colori separatamente a 69,99€), un Google Chromecast Ultra e un voucher da 3 mesi per Stadia Pro per sé e uno per un amico e infine la possibilità di scegliere per primo il proprio Stadia Username.

La Premiere Edition (acquistabile qui ) è sostanzialmente identica alla Founder’s, le uniche differenze riguardano la colorazione del controller (nella Premiere è bianco) e l’assenza della precedenza nella selezione del proprio username.

Veniamo adesso ad un altro punto dolente, ovvero la libreria titoli. Nonostante Google abbia annunciato di voler sviluppare titoli esclusivi per sfruttare al massimo le potenzialità di Stadia affidando la Google Stadia Games and Entertainment a Jade Rayamond, ben poco si sà riguardo quello a cui sta lavorando. Quello che conosciamo invece sono i titoli attualmente disponibili su Stadia e il loro prezzo:

  • A.O.T. 2: Final Battle - 69,99 euro
  • Assassin's Creed Odyssey: Stadia Ultimate Edition - 99,99€ (50,00 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • Assassin's Creed Odyssey - 69,99 euro ( 35,00 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • Final Fantasy XV - 39,99€ (29,99 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • Farming Simulator 19 - 39,99 euro
  • Farming Simulator 19 Platinum Edition - 49,99 euro
  • Football Manager 2020 - 54,99 euro
  • GRID - 69,99 euro
  • GRID Ultimate Edition - 89,99 euro
  • Gylt - 29,99 euro (esclusiva temporale)
  • Just Dance 2020 - 49,99 euro
  • Kine - 19,99 euro
  • Metro Exodus - 39,99 euro (20,00 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • Metro Exodus: Gold Edition - 64,99 euro (29,25 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • Mortal Kombat 11 - 59,99 euro (41,99 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • Mortal Kombat 11 Premium Edition - 89,99 euro (62,99 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • NBA 2K20 - 49,99 euro (25,00 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • NBA 2K20 Digital Deluxe - 69,99 euro (41,99 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • NBA 2K20 Legend Edition - 89,99 euro (53,99 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • Rage 2 - 59,99 euro
  • Rage 2: Deluxe Edition - 79,99 euro
  • Red Dead Redemption 2 Launch Edition - 59,99 euro
  • Red Dead 2 Special Edition - 74,99 euro
  • Red Dead 2 Ultimate Edition - 89,99 euro
  • Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration - 29,99 euro
  • Samurai Shodown - 60,99 euro (gratis per gli utenti Google Stadia Pro)
  • Shadow of the Tomb Raider - 59,99 euro
  • Thumper - 19,99 euro
  • Tomb Raider: Definitive Edition - 19,99 euro (10,00 euro per gli utenti Google Stadia Pro)
  • Trials Rising - 24,99 euro
  • Trials Rising - Digital Gold Edition - 39,99 euro
  • Wolfenstein: Youngblood - 29,99 euro

Inoltre altri giochi sono già annunciati e in arrivo prossimamente, come Cyberpunk 2077, Doom Eternal, Ghost Recon Breakpoint e Watch Dogs Legion.

Oltre ai prezzi un po’ “gonfiati” salta all’occhio anche l’assenza di esclusive interessanti al lancio, per non parlare di vere e proprie killer app che avrebbero potuto convincere a provare Stadia anche i più scettici. Escludendo infatti Gylt, in quanto esclusiva temporale, tutti gli altri titoli sono giocabili altrove e, come già detto, anche in maniera più economica. Qual è l’utente target di Stadia, qual è l’utente che potrebbe trovare conveniente un simile business model? Ancora non lo abbiamo capito.

Se vi sentite un utente target e in questo momento vi state chiedendo se la vostra connessione o i vostri dispositivi vi permettano di poter godere delle potenzialità di Stadia, facciamo subito chiarezza sui requisiti minimi per poter usufruire del servizio:

Cosa serve innanzitutto? 3 cose:

  1. Un account Google Stadia
  2. Un dispositivo compatibile su cui eseguire lo streaming del gioco che avete acquistato sullo store
  3. Una connessione internet ad alta velocità

L’account viene creato semplicemente scaricando la Stadia App su Google Play o App Store e utilizzando il proprio account Google, qualora già lo abbiate, o creandone uno nuovo.

I dispositivi compatibili al momento sono i seguenti, ma Google ha già specificato che in futuro la compatibilità sarà estesa:

  • PC o Laptop Windows, macOS o Linux tramite il browser Chrome
  • Tablet con sistema operativo ChromeOS
  • Smartphone (attualmente solo Google Pixel a partire dal Pixel 2)
  • Per la gestione dell’account l’app Stadia è invece scaricabile e utilizzabile su un qualsiasi smartphone, ma ricordiamo che NON potrete avviare uno streaming di gioco a meno che non siate in possesso di un Pixel 2 o superiore

Infine la spinosa questione connessione, basterà la nostra povera e decrepita ADSL 7mega per giocare con Stadia? Ebbene, come era intuibile, non sarà sufficiente ma, stando a quanto pubblicizzato da Google, le richieste di banda risultano molto meno esigenti di quanto si potrebbe pensare:


Come potete notare, il minimo consigliato sono 10Mbps per giocare a 720p a 60fps. Circa il doppio per raggiungere il FullHD e “solo” 35Mbps per il 4K 60fps. Troppo bello per essere vero direte…e avete ragione. Come possiamo vedere da questo video pubblicato dal Washington Post, nonostante la connessione da sogno di cui il tester è dotato garantisca una qualità d’immagine soddisfacente, Stadia soffre di un input lag mostruoso e instabile, che rende impossibile giocare o quantomeno adattarsi al ritardo di reazione dei comandi.

Inoltre, come riportato da Digital Foundry, l’esperienza a 4K a 60fps non è ancora propriamente raggiungibile da Stadia e spesso l’immagine risulta essere un semplice upscale a 4K da 1080p. Insomma, una tecnologia con potenzialità enormi sulla carta che però si scontra inevitabilmente con numerosi ostacoli, dati soprattutto delle infrastrutture di cui la maggior parte di noi usufruisce e che probabilmente non sono ancora sufficienti per realizzare la visione di Google. Sta di fatto che la stessa critica internazionale ha accolto con poco entusiasmo Stadia, con voti e giudizi che rasentano la sufficienza. Principali criticità: scarso parco titoli, performance instabile e inaffidabile e, soprattutto, l’assenza di un vero e valido motivo per cui valga la pena usufruire di questo servizio.

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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