Recensione: Another Life - Netflix

Recensione: Another Life - Netflix

L'umanità intera si trova di fronte ad una delle più grandi minacce che abbia mai incontrato, l'arrivo sulla terra di un artefatto alieno che non ha alcuna intenzione di comunicare ma solo di raccogliere dati.

A fronte dell'incognita delle ragioni per le quali una civiltà aliena si è messa senza tante cerimonie a raccogliere informazioni sull'umanità viene organizzata una delle più importanti missioni del genere umano, inviare una navicella spaziale dove l'artefatto sta inviando i dati e prendere contatto con questa civiltà sconosciuta.

Per questo motivo gli Stati Uniti D'America inviano la loro nave spaziale più tecnologica: la "Salvare".

Fin qui abbiamo uno standard senza tante sorprese del genere sci-fi ma da qui in poi non vi è aspetto che sono disposto a salvare.

Con il pericolo d'estinzione imminente, l'importantissimo compito di evitarla viene affidato all'equipaggio più incompetente che abbia mai potuto osservare in una serie tv o film. Più che degli adulti con diversi anni alle spalle in missioni spaziali e di intenso addestramento, sembra di trovarsi di fronte ad una scolaresca in gita al mercoledì più interessati a far vedere quanto sono fighi alla propria compagna/o di classe che nell'effettivo motivo per il quale sono là, tutti presi dalla propria tempesta ormonale. La cosa peggiore è che anche l'Intelligenza Artificiale che comanda la nave non ne è immune, così spinta a voler dimostrare di provare emozioni che mette in dubbio ogni cosa, sempre pronta a mettere in discussione gli ordini della comandate con la domanda "ma se poi l'altro ci rimane male?".

Tra l'equipaggio è davvero difficile trovare qualcuno maturo, anche la comandate che sembra quella più immune non nasconde che non gli interessi essere in quella missione e sarebbe stata più contenta a starsene comoda a casa con sua figlia, dimenticandosi che se la terra verrà distrutta loro faranno la stessa fine. L'epicità del no-sense che governa questa serie si tocca quando due membri dell'equipaggio muoiono per aver contratto un batterio alieno dato che non avevano voluto indossare le tute protettive perché "non fanno stile" e letteralmente l'episodio successivo i sopravvissuti scorrazzano liberamente senza alcuna protezione in un pianeta alieno dove ognuno va per i fatti suoi e prendono in giro un membro quando un animale simile ad uno scorpione gli si arrampica addosso, arrivando a rischiare la loro morte prematura giusto un paio di volte.

Nel frattempo sulla terra le competenze non migliorano e buona parte dei tentativi di comunicazione con l'artefatto viene affidato al marito della comandante della "Salvare" e una sua sottoposta, che anche qui entrambi si comportano più come se fosse uno stage e non tipo un artefatto alieno di una civiltà sconosciuta che potrebbe disintegrare la terra...

In questa gestione pietosa della missione da parte degli USA il resto del mondo pare infischiarsene, senza collaborare né nella missione spaziale né nello studio dell'artefatto, non inviando neppure proprie missioni per entrare in contatto con la civiltà aliena. Particolare che diventa ancora più drammatico quando si perdono tutti i contatti tra la terra e la navicella spaziale dandola per spacciata e nonostante ciò non viene organizzata alcun'altra missione sostitutiva.

In Conclusione:

Another Life è una serie tv imbarazzante, di episodio in episodio si cade in una trama che si adatta di più a qualche serie adolescenziale banale e priva di personalità. L'unico obiettivo della serie sembra essere farci vedere che "guarda un po' anche gli esseri umani hanno sentimenti!" e che è più importante il proprio sentimento individuale e passeggero che la salvezza del genere umano, non il massimo se vuoi mostrare l'unione di fronte alle difficoltà che si spera di trovare in queste situazioni. L'unica speranza è che si abbia il coraggio di chiudere qua e non fare una seconda stagione in cambio per Netflix faremo finta non sia mai successa.

 3.7Voto KotaWorld.it3Trama3Interpretazione5Ambientazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Romeo o Stain se mai mi troverai sul campo di battaglia... 25 anni e sentirli tutti, aspetta, forse non doveva essere così… Nato a Treviso e portato di qua e di là negli ultimi anni tra sogni e lavoro. Dopo diversi anni dedicati dalla prima alla terza Playstation mi sono convertito al pc gaming con una parentesi di amore e odio con la Asus e i loro portatili. E sempre nella volontà di star dietro ad un sogno eccomi qua a scrivere di game e di tech.


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