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Recensione di “The Valiant” – Un RTS per PC davvero valoroso!

Recensione di “The Valiant” – Un RTS per PC davvero valoroso!

Fermi tutti. Mollate tutto quello che state facendo e comprate The Valiant. THQ Nordic ha fatto il colpaccio ancora una volta (sono tra i miei editori preferiti) e rilasciato oggi un gioco sviluppato da KITE games che personalmente considero alla stregua del capolavoro.

The Valiant (il valoroso) è un RTS (ovvero gioco di strategia in tempo reale) in visuale isometrica (alla Diablo, per capirci) che davvero mi ha stupito. Per uno come me che è cresciuto a pane e Warcraft, abbandonare il genere completamente dopo i vari Red Alert e Age of Empires è stato davvero un trauma, ma non ho praticamente più trovato giochi che davvero mi divertissero senza obbligarmi a diventare uno smanettone ed utilizzare settordici tasti. O che quantomeno avessero un minimo di spessore di gameplay, di storia, di innovazione… e non dico di grafica, perché spesso si esagera su questo aspetto, tralasciando poi tutto il resto. Son tornato a giocare a giochi simili con League of Legends, dovendo poi smettere per non dover fare i conti con il fegato ingrossato da una community assolutamente tossica. Insomma, durante la mia esistenza, gli RTS mi hanno spezzato il cuore a più riprese, ma temo di essermi innamorato nuovamente e questa nuova fiamma è The Valiant.

Il gioco in questione è un RTS dove non si controllano eserciti o chissà quali legioni, ma poche squadre di combattenti, alcuni dei quali “eroi” con abilità speciali (per l'appunto come LoL), ma i combattenti avranno in generale abilità per conto proprio. I controlli sono i classici con visuale ruotabile (in azimut ed elevazione) e clic destro per movimento e attacco. Un’interfaccia pulita renderà possibile l’utilizzo delle abilità delle truppe, ma ove foste più a vostro agio utilizzare le hotkey, sarà possibile utilizzare anch’esse. Le abilità (compresa la ritirata!) sono concepite in modo assolutamente tattico e finora non ho mai avuto l’impressione che ce ne fossero di inutili. Guidare le truppe e arrangiarle con alcuni schieramenti darà vantaggi tattici, i quali però non saranno eterni: il nemico è in grado di comprendere debolezze e punti di forza e l’IA vi darà spesso anche filo da torcere (utilizzatela la ritirata, fidatevi!).

In The Valiant perlopiù ci sarà poca possibilità di costruire edifici e tantomeno di demolirli. Il gioco si concentra più sul combattimento che sulla costruzione, dando più spazio alla gestione delle squadre di combattenti e molta meno a quella gestionale in senso stretto. Oltretutto, per costruire le poche cose a disposizione dovrete ottenere risorse, le quali possono essere solamente trovate andando in giro (insieme ad altri oggetti consumabili e non). Bye bye paesani lavoratori!

Tra una missione e l’altra verrà data l’opportunità di equipaggiare oggetti trovati durante le missioni e di “livellare” gli eroi. Le abilità sbloccate, purtroppo, pur essendo bilanciate non danno spazio a grandi personalizzazioni dello stile di gioco e forse se c’è qualcosa che pecca un pochino in The Valiant è proprio questo aspetto.

Ma veniamo alla narrativa, con i suoi annessi e connessi. Ci siamo cuccati RTS sulla seconda guerra mondiale (check), fantasy (check), di guerra moderna (check), ma storici (e non mi riferisco ai vari “Age of”, ma davvero orientati alla storia) medievali non ne avevamo ancora visti, o meglio non in questo genere. The Valiant è la storia di un crociato che, dopo aver combattuto in Terra Santa accanto ad un suo amico, si trova a doverlo affrontare nuovamente nei meandri della patria (l’odierna Baviera) a causa… Beh non vi voglio spoilerare il gioco. In ogni caso, preparatevi a vedere piogge di frecce e trabucchi che lanciano macigni, il tutto mentre i vostri cavalieri urlano “caricaaaa” seminando il panico e travolgendo le fila nemiche.

Appunto sulla grafica: chi si aspetta un mega-giocone realistico, verrà disilluso. Malgrado sia possibilissimo presentare sul mercato un gioco graficamente anche di molto superiore, KITE games e THQ Nordic si sono rivolti ad un pubblico di possessori di PC di fascia media, con un gioco i cui requisiti consigliati sono una GeForce GTX 1060 ed un Intel Core i7-4770K e lo han fatto proponendo un prodotto che tutto sommato è bello da vedere e non ha nulla da invidiare a titoli ben più conosciuti. Non dovete dunque essere ricchi ed avere una workstation per poterci giocare, e già questo io lo considero un elemento estremamente positivo. Il prezzo del gioco in sé non lo conosco ancora (sto scrivendo questo articolo un paio di giorni prima dell’uscita), ma posso immaginare che non sia troppo esoso, quindi il mio consiglio è di prenderlo appena vi sia possibile (disponibile per PC su Steam, GOG e Epic). Una piccola stoccata agli amici (non è vero, non ci conosciamo, ma ormai “bro” è di utilizzo comune, quindi almeno “amici” ci sta tutto) di KITE games: alcune piccole cose sono prese pari pari da “Ancestor Legacy” (vi costerà almeno un voto, sappiatelo!)…

Ulteriore nota la meritano sia le musiche, sia la storia, narrata davvero bene (da un frate che segue le gesta del “valoroso”) ed illustrata a mo' di libro. Ultimo ma non ultimo, il titolo prevede tre modalità di gioco, tra cui anche un multiplayer (che non ho provato - quindi mi astengo da eventuali giudizi).

In generale il mio verdetto è molto positivo e non mi meraviglierei che questo titolo possa anche vincere dei premi.

8.3Voto KotaWorld.it8Grafica9Gameplay8Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Noldor (aka Commodoro), classe ’84, ingegnero, grammar-nazi (ma in un mondo in cui la lingua italiana viene continuamente storpiata, tanto vale darsi dell’ingegnerO). Appassionato di film e serie tv, non disdegna cartoni animati e commedie romantiche, anche se la sua vera passione sono gli horror e i B-movies. Inguaribile buonista, al punto di non riuscire a selezionare le opzioni “cattive” quando nei giochi di ruolo si presenta la scelta. I suoi amici lo definirebbero “nutelloso”. Ultras di PUBG.

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