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Metal: Hellsinger - La Recensione (PC)

Metal: Hellsinger - La Recensione (PC)

Ci aveva già provato Awe Interactive con il suo BPM un paio di anni fa, sfornando un prodotto di tutto rispetto ma che forse peccava un po' in personalità. Metal: Hellsinger, al contrario, di personalità ne ha da vendere, pur rimanendo sempre fortemente ancorato a clichè del mondo metal abbastanza scontati. La proposta di un connubio così inaspettato, quello degli FPS con i rhythm games, ha dato ai ragazzi di The Outsiders la possibilità di far provare ai giocatori sensazioni nuove giocando un titolo FPS. Genere quest'ultimo tra i più stantii e abusati del panorama videoludico, complice anche la sua comprensibile "anzianità". Abbiamo provato Metal: Hellsinger grazie a una copia gentilmente fornitaci dal publisher e possiamo già anticiparvi che gli sviluppatori sembrano davvero aver fatto centro, lanciando sul mercato un prodotto fresco, divertente ma soprattutto brutale fin nel midollo.

Reagisci, ribellati, resisti

Sebbene la trama rappresenti un elemento decisamente secondario e di contorno di Metal: Hellsinger, vale la pena dire due parole a riguardo. L'Ignota, demone antropomorfo di cui assumiamo il controllo, è stata privata della sua voce. La colpevole di tale ignobile furto scopriamo essere stata nientepopodimeno che la regina degli Inferi, tale Giudice Rossa, convinta così di limitare la nostra contribuzione a una misteriosa quanto apocalittica profezia. E siccome non siamo in un film della Disney, l'Ignota, al contrario di Ariel de "La Sirenetta", è determinata a recuperare le capacità vibratorie delle sue corde vocali utilizzando, manco a dirlo, la forza bruta, spazzando via qualunque entità demoniaca (e non solo) la Giudice le lanci contro.

Ad accompagnarci in questo pellegrinaggio all'inferno, narrando le nostre micidiali gesta, l'immancabile Troy Baker, che offre la sua calda voce dall'accento vagamente redneck al teschio Paz, personaggio misterioso del quale scopriremo di più proseguendo nel gioco, e che nel frattempo utilizzeremo come pistola (si, utilizzeremo un teschio come arma da fuoco). Gli otto livelli che costituiscono il gioco raffigurano otto diverse rappresentazioni dell'inferno, ovvero varie concezioni di inferi susseguitesi nei secoli: Stygia e Acheron si riferiscono per esempio a 2 dei cinque fiumi presenti nell'Oltretomba degli antichi greci; Sheol è il nome che si usa nell'Antico Testamento per indicare il regno dei morti, che vede Gehenna come suo omonimo nel Nuovo Testamento.

I livelli sono tutti ben ispirati dal punto di vista artistico, meno per quanto riguarda quello di level-design puro. D'altronde non si tratta di DOOM, dove l'esplorazione approfondita delle varie location garantisce ricompense e easter egg; in Metal: Hellsinger molto spesso saremo talmente presi dalla frenesia del ritmo di gioco da non avere neanche il tempo di soffermarci ad apprezzare il desolato panorama infernale. Sostanzialmente è tutto un ripetersi di sezioni più ampie, vere e proprie arene, dove avverranno i combattimenti, collegate tra loro da corridoi di "respiro", come breve intermezzo tra le varie fasi di shooting.

Ciascun livello avrà come sottofondo una delle otto canzoni originali composte esclusivamente per il gioco, grazie alla collaborazione dei Two Feathers, duo di compositori che si occupa principalmente della realizzazione di soundtrack videoludiche, con alcuni tra i mostri sacri del Metal moderno. Parliamo di gente come Randy Blythe dei Lamb Of God, Mikael Stanne dei Dark Tranquility, Serj Tankian System of a Down e molti altri. Robetta insomma...

Il gioco si completa, a difficoltà media (o difficoltà Capra, Sgarbi docet), in circa 4-5 ore. Resta comunque la possibilità, una volta finito ciascun livello, di affrontare 3 sfide per ottenere dei Sigilli, dei perk equipaggiabili nei livelli standard per ottenere dei veri e propri bonus. Queste sfide, chiamate Tormenti, propongono sfide a tempo con particolari condizioni che ci metteranno via via sempre più in difficoltà, regalandoci però al completamento Sigilli sempre più potenti. Il viaggio culmina infine in una boss-fight di epiche proporzioni, lasciando inoltre qualche spiraglio di speranza per un sequel. Noi ci speriamo, o meglio, ne abbiamo disperato bisogno.

L'heavy metal è la legge

I più attempati si ricorderanno che spesso in cereali, biscotti o merendine per bambini si poteva trovare, inclusa nella confezione, la copia di un videogioco (spesso di dubbia qualità). Metal: Hellsinger può essere visto più o meno nello stesso modo, come un videogioco (stavolta tutt'altro che di dubbia qualità) in omaggio con un meraviglioso album metal. Il gameplay, unito alla colonna sonora, rappresentano infatti i punti cardine di questo titolo, in grado di dare forma e carattere a un FPS che avrebbe altrimenti rischiato di finire nel dimenticatoio.

Fin dai primi minuti di gioco dovremo prendere le misure con un gameplay decisamente diverso dal solito, nel quale dovremo riuscire a uccidere le aberranti creature infernali restando a tempo con la canzone di sottofondo. Ad aiutarci in questo compito, oltre al NECESSARIO E INEVITABILE HEADBANGING (maledetta cervicale! ndr.), c'è il cross-hair visibile a schermo, con delle freccette che si illuminano a ritmo. Questa meccanica potrebbe scoraggiare i meno coordinati o gli amusici, ma vi assicuriamo che tempo una decina di minuti, l'esecuzione di poveri diavoli sui quattro quarti diventerà parte integrante del vostro repertorio di gamer.

Per quanto riguarda invece la varietà di nemici e armamenti, sicuramente si poteva fare qualcosa di più: in tutto il gioco sono presenti 4 armi sbloccabili (fucile a pompa, balestra, doppi revolver e lame volanti) di cui solo due alla volta potranno essere portate con sè all'interno del livello, più Paz, che funge da "pistola d'emergenza" e un'immancabile Katana per quando gli spazi vitali non vengono più rispettati. Effettuare uccisioni a tempo garantirà l'aumento del moltiplicatore di Furia, con conseguente moltiplicazione non solo del punteggio ma anche dei danni inflitti ai nemici, oltre a permetterci di apprezzare il brano di sottofondo in maniera completa con la linea vocale.

Peccato anche per la scarsa varietà di Boss finali, che in realtà sono semplicemente due, uno dei quali si ripete con poche variazioni sul tema per ben sette livelli. Buono, ma non eccelso, il Boss di fine gioco (anche se la sua identità è chiara già dopo pochi minuti di gioco).

Tecnicamente parlando

Abbiamo provato Metal: Hellsinger sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Corsair Vengeance RGB RT 32GB DDR4 3600MHz

Monitor LG 34GN850 a risoluzione 3440x1440 (21:9)

In un titolo del genere, dove ritmo e tempismo diventano imprescindibili, fondamentale è anche la fluidità di gioco, che i ragazzi di The Outsiders hanno sicuramente ottenuto grazie a una pregevole ottimizzazione del titolo. Pur non facendo gridare al miracolo, la qualità di modelli e effetti visivi è notevole, oltre al già citato comparto estetico decisamente ispirato. A dettagli massimi il titolo non perde un colpo, mantenendosi su un frame-rate elevato quasi quanto i bpm di ciascuna canzone. 

Del sonoro abbiamo già ampiamente parlato ma, unendo la voce di Troy Baker a quelle dei vari artisti metal che si sono prestati per la realizzazione della colonna sonora, The Outsiders vince a mani basse.

In Conclusione

Metal: Hellsinger è un titolo vibrante, viscerale, violento. Una susseguirsi di coreografie mortali che, accompagnate dal pressante incedere della grancassa, garantiscono il rilascio di fiumi di adrenalina nel giocatore. Un esperimento che, seppur con qualche difetto, probabilmente dovuto anche a doverose limature in fase di distribuzione del budget, può dirsi assolutamente riuscito. Nel complesso un titolo che diverte e che pur potendo essere finito in una manciata di ore, saprà regalare ai giocatori più appassionati ore e ore di grinding per raggiungere le vette più alte delle classifiche di punteggio. Adesso, però, nell'attesa di un futuro sequel con cui i ragazzi di The Outsiders ci hanno stuzzicato, urge lasciare carta bianca alla community, permettendo il fiorire di mod e l'utilizzo di canzoni personalizzate, per sbloccare definitivamente le potenzialità di questo meraviglioso ibrido videoludico.

8.2Voto KotaWorld.it7.5Grafica8.5Gameplay8.5Ottimizzazione

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Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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