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Isonzo - La Recensione (PC)

Isonzo - La Recensione (PC)

Dopo averci portato sul fronte occidentale in Verdun, e in quello orientale in Tannenberg, gli sviluppatori di Blackmill Games e M2H ampliano la WW1 Games Series con Isonzo, un capitolo ambientato sul fronte italiano, dove Regio Esercito e Esercito Austro-ungarico combatterono aspre battaglie d'altura tra il 1916 e il 1918. L’enorme carica emotiva e non politica che ci lega ai fatti realmente svolti nell’area del Nord Italia durante la Prima Guerra Mondiale ci impone un enorme rispetto nei confronti di quella che fu un’orribile carneficina che ha lasciato un segno pesante nella cultura generale. I nostri trisnonni hanno combattuto e hanno dato la vita sul fronte, e nonostante sia passato più di un secolo dalla Grande Guerra, luoghi come il Piave, Grappa, Montello, Asiago, Gorizia, Caporetto, Pasubio, Stelvio, Adamello sono quasi venerati e sono entrati a far parte del DNA di chi ancora vive quegli ambienti. Attendavamo da tanto un titolo FPS capace di attirare la nostra attenzione e Isonzo con tanta veemenza ci ha chiamato all’appello. Noi di KotaWorld abbiamo potuto rispondere alla chiamata alle armi accendendo i nostri PC ed esclamando a tutto fiato un fragoroso “Signorsì!”.

Anno Domini 1916, Gorizia

La data di pubblicazione, 13 settembre 2022, ci ricorda casualmente cosa accadde nel mese di settembre 1916, quando sull’Isonzo ebbero inizio la settima ed ottava battaglia, che insieme causarono un elevatissimo numero di vittime. Isonzo si ispira proprio a queste battaglie e si presenta al lancio con ben 6 mappe ( Dolomiti, Cengio, Fior, Carso, Sabotino, Gorizia). Abbiamo trovato nella realizzazione delle mappe, particolarmente ispirata e fedele ai luoghi originali, uno dei punti di forza di Isonzo. Si percepisce l'attenzione al dettaglio degli sviluppatori, sicuramente facilitata dalle ispezioni "in-loco" effettuate dal team durante lo sviluppo e l'attento studio di mappe storiche e documenti d'epoca. Si passa dal combattere alle pendici delle Tre Cime di Lavaredo, alle spianate rocciose del Carso, passando per i boschi del monte Fior e i vicoli distrutti di Gorizia. La modalità di gioco principale, e unica al momento della recensione, è Offensiva, una modalità che richiama Corsa di Battlefield, riuscendo però dove il blockbuster EA ha fallito nel riprodurre più fedelmente la guerra di trincea tipica del primo conflitto mondiale.

I due schieramenti composti ciascuno da 24 giocatori, divisi in plotoni di quattro soldati, dovranno darsi battaglia per conquistare e difendere delle postazioni critiche, così da poter avanzare nell'offensiva o respingere quella nemica. Si tratta di una modalità molto dinamica che vede il fronte della battaglia spostarsi continuamente, tra sfondamenti e ripiegamenti dei due schieramenti (e scusatemi la rima). La linea tra la vita e la morte è davvero sottile: nella maggior parte dei casi basterà un singolo colpo a porre fine alla nostra vita o a quella dei nostri nemici, ricordandoci tristemente la caducità della vita di Ungarettiana memoria. Nel caso in cui manchino giocatori "fisici", il gioco li sostituirà con dei bot, la cui qualità dell'IA è piuttosto altalenante, passando da furie omicide al limite dell'aim-hack, a veri e propri tonti digitali che rimangono bloccati lontano dal fronte e quindi di fatto penalizzano il team che li ospita.

Le dimensioni delle varie mappe, piuttosto contenute ma ricche di dettagli, garantiscono di provare la sensazione di essere sempre nel pieno dell'azione, cosa che titoli come Hell Let Loose per sua natura, o il più recente e disastroso Battlefield 2042 per errori grossolani di sviluppo, non sempre riescono a fare. Azione che però punisce severamente le iniziative individuali ma premia la collaborazione e la cautela, con la coordinazione tra plotoni che però è resa particolarmente difficile da un sistema di comunicazione che si basa fondamentalmente solo sulla chat testuale di gioco. Peccato anche per l'assenza della possibilità di formare gruppi prima di entrare il partita, che costringe i giocatori ad aggiungersi manualmente alle partite dei propri amici, spesso incappando in server pieni. Si tratta comunque di problemi facilmente risolvibili con update futuri.

 

 Benvenuto al fronte soldato

L’attenzione ai dettagli non si ferma alle sole mappe ma sconfina, con una certa vena artistica sicuramente poco simulativa, nelle divise e nelle armi dei due fronti: Regio Esercito Italiano e Impero Austro-Ungarico. La presenza di un numero forse un po'contenuto di fucili ed armamenti, sbloccabile tramite un sistema di progressione che spiegheremo tra poco, è fenomenicamente riuscita in un’accezione democratica che obbliga tutti i giocatori ad essere “ad armi pari”. Questo tanto perfetto quanto semplice bilanciamento tra giocatori impone quindi che le capacità tattico-combattive di ogni singolo partecipante allo scontro possano influenzare l’intero andamento dell’intera battaglia.

Una volta preso parte a un'offensiva potremo arruolarci in una delle sei classi attualmente disponibili nel gioco, ciascuno con un compito preciso sul campo di battaglia: se al Fuciliere tocca l'ingrato compito di rifornire di munizioni i compagni, l'ingegnere si occuperà di rinforzare le posizioni di difesa con barricate, disporre il filo spinato per arginare la spinta del nemico, oppure organizzare postazioni di mitragliatrici fissa per decimare le fila nemiche. Gli Assaltatori, i celebri Arditi, possono ubriacarsi bevendo dalla propria borraccia prima di buttarsi all'attacco in modo da sentire meno la fatica e poter scattare più a lungo; gli altrettanto celebri Alpini svolgono il ruolo di ricognitori grazie ai loro binocoli, per facilitare il compito dei Cecchini nelle retrovie. Infine la classe forse più importante è quella degli Ufficiali, che avranno il delicatissimo ruolo di decidere tatticamente lo svolgimento della battaglia impartendo ordini ai vari plotoni e supportarli tramite l'invio di artiglieria, bombardamenti aerei e il rilascio di nubi di gas mostarda.

Abbiamo molto apprezzato la scelta del team di imporre dei limiti ben precisi nel numero di unità disponibili per ciascun ruolo (ci possono essere solo 4 cecchini per schieramento, di cui solo uno armato di mirino telescopico, così come ci possono essere solo 2 ufficiali e così via), in modo da riuscire a ottenere sempre un bilanciamento ottimale tra le forze in campo e obbligando ciascun giocatore a scegliere il ruolo maggiormente necessario a seconda delle circostanze. Meno bilanciato invece è il sistema di progressione delle classi, che vedrà i giocatori sbloccare nuovi armamenti e abilità man mano che utilizzeranno una determinata classe e che completeranno determinate sfide. I giocatori che dedicheranno più tempo al gioco si troveranno quindi in possesso di armi automatiche o semi automatiche in grado di superare ampiamente i moschetti a ripetizione manuale dei novellini, già svantaggiati da una minore conoscenza del gioco e delle sue meccaniche. In questo senso si sarebbe potuto includere qualcosa di più di un semplice filmato esplicativo per introdurre i nuovi arrivati alla crudezza e al caos della battaglia di Isonzo, magari con tutorial più approfonditi. Sta di fatto che Isonzo è un gioco fortemente di nicchia che, una volta costruito il suo zoccolo duro di appassionati, difficilmente vedrà grandi sconvolgimenti nella composizione della sua playerbase. 

Progredendo con i livelli i giocatori potranno sbloccare anche degli abbellimenti estetici per personalizzare il proprio soldato, come elmetti, mimetiche e acconciature di barba e baffi all'ultimo grido. Peccato che la maggior parte delle skin sia venduta tramite DLC a pagamento, ma se questo servirà a sostenere gli sviluppatori e ad alimentare lo sviluppo di una roadmap già adesso decisamente interessante, non vediamo onestamente il motivo di gridare allo scandalo, visto anche il prezzo budget a cui viene venduto il titolo (29,99€ al momento della recensione).

Tecnicamente parlando

La recensione è stata realizzata in collaborazione con il buon vecchio compagno di plotone Eughenos. Abbiamo provato Isonzo sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Corsair Vengeance RGB RT 32GB DDR4 3600MHz

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Avendo già provato il titolo durante l'Alpha siamo rimasti piacevolmente colpiti dai miglioramenti che il team è riuscito a ottenere in ambito tecnico, specialmente per quanto riguarda l'ottimizzazione del titolo, che anche a settaggi massimi mantiene un frame-rate perlopiù stabile intorno ai 70-80fps. Sia chiaro, la qualità grafica non è certamente quella che possiamo aspettarci da un AAA, ma l'attenzione ai dettagli e la cura evidente per il proprio titolo di Blackmill Games e M2H è palese, e siamo stati decisamente contenti di sacrificare parzialmente l'aspetto grafico per un'esperienza di gioco fluida e senza particolari intoppi, fatta esclusione di qualche bug a cui il team sta prontamente ponendo rimedio. La situazione sempre essere differente per le versioni console, che soffrono di impostazioni grafiche più limitate e cali di frame anche importanti, ma non avendo potuto provare quelle versioni con mano non ci possiamo pronunciare.

Buono ma non eccelso il comparto sonoro, con l'audio di armi e esplosioni che forse rappresenta un passo indietro rispetto alle precedenti iterazione della WW1 Games Series, e con le voice-lines dei soldati che alla lunga risultano un po' troppo invasive e ripetitive. Ottimo lavoro invece per la colonna sonora, pienamente ispirata alla musica dell'epoca e che presenta anche delle versioni riviste dei rispettivi inni nazionali davvero da pelle d'oca.

In conclusione

Isonzo, con grande rispetto ed attenzione ai dettagli, ripropone in un'opera encomiabile la Prima Guerra Mondiale combattuta proprio nel Triveneto e Nord Est. Un FPS che già al lancio si presenta decisamente stabile, robusto e soprattutto pensato con grande intelligenza. L’interesse mostrato dagli sviluppatori per i dettagli, sia grandi che piccoli, nell’ambito grafico/ambientale, musicale e storico ci ha colpito all'istante portandoci a spendere molte ore degli ultimi giorni impegnati a respingere l'invasore al fronte. Isonzo, a nostro parere, risulta un deciso passo avanti rispetto alle precedenti iterazioni della WW1 Games Series. Nonostante ne comprendiamo la natura di titolo di nicchia, non possiamo fare a meno di consigliarlo anche ai più scettici o ai meno avvezzi al genere, sicuri che dietro un primo impatto assolutamente disarmante e caotico, si possano nascondere molte ore di divertimento, in pieno ossimoro con quelli che furono gli orrori realmente accaduti su quei picchi e su quelle vallate, che ancora oggi portano i segni delle atrocità di cui sono state teatro.

8.2Voto KotaWorld.it7.5Grafica8.5Gameplay8.5Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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