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Train Valley Console Edition - La Recensione (Switch)

Train Valley Console Edition - La Recensione (Switch)

La storia delle ferrovie è innegabilmente connessa alla storia dello sviluppo della specie umana: la capacità degli individui di organizzarsi e realizzare un'infrastruttura così vasta e complessa per migliorare le proprie condizioni socio-economiche è estremamente affascinante. Non che in natura non ci siano esempi simili e altrettanto spettacolari, basti pensare agli alveari o ai formicai. In Train Valley dovremo ripercorrere i passi che hanno portato l'umanità a far viaggiare merci e passeggeri su vagoni, costruendo una rete ferroviaria efficace e soprattutto efficiente.

Vita sui binari

Train Valley è un puzzle-game con tratti gestionali uscito per la prima volta ben 7 anni fa su PC, sviluppato da Flazm. Adesso, grazie al contributo di BlitWorks, il titolo è sbarcato anche su console, in particolare noi abbiamo provato la versione per Nintendo Switch. Poco dopo l'avvio dovremo scegliere quale modalità giocare, inizialmente ce ne sono due: Storia e Sandbox, con una terza chiamata Casuale sbloccabile solo finendo il gioco. Non fatevi ingannare dal nome della prima modalità: in realtà una vera e propria trama non c'è, ma lo sviluppo della campagna si basa sullo scorrere delle varie epoche e sul verificarsi di eventi storici realmente accaduti. Si va infatti dalla corsa all'oro in America, agli eventi della seconda guerra mondiale in Europa e in Russia, fino alla caduta del muro di Berlino in Germania (Germania che costituisce un DLC compreso in questa versione). La modalità Sandbox invece ci permette di giocare senza limiti di denaro e tempo, in maniera più libera e meno ansiogena, così anche da familiarizzare con comandi e meccaniche.

Ciascun livello prevede un gameplay abbastanza semplice, almeno in apparenza: sulla mappa di gioco saranno presenti varie stazioni di diverso colore, a noi starà il compito di collegarle disponendo i binari sul territorio, aprendo così la strada ai vari treni che dovranno raggiungere la stazione di corrispondente colore. Più facile a dirsi che a farsi e, in tutto questo, si sente la mancanza di un vero e proprio tutorial. Certo, ci verrà data qualche spiegazione sommaria nel primo livello (che sono comunque riuscito a fallire, che asso), e vedremo il livello di difficoltà innalzarsi progressivamente, ma è inutile negare che più che di fronte a una curva di apprendimento, in Train Valley siamo di fronte a una vera e propria salita discretamente ripida, specie se non si hanno esperienze pregresse in titoli simili.

Oltre alla componente puzzle data appunto dalla necessità di collegare le varie stazioni tenendo conto degli spostamenti dei treni, degli ostacoli ambientali e quant'altro, vi è anche una piccola componente di management delle risorse economiche: costruire un binario in pianura ha un costo ben diverso dal costruirlo in una galleria che passi attraverso una montagna, così come far partire e arrivare i treni a destinazione senza perdite di tempo ci farà guadagnare più soldi rispetto all'avere treni ritardatari. Esagerare coi ritardi potrà inoltre spazientire i conducenti che potranno partire di loro spontanea volontà, mettendoci in situazioni davvero scomode e a rischio di eventuali incidenti.

Ecco, gli incidenti sono un'eventualità da evitare in tutti i modi: oltre al sacrosanto costo di vite (ma qui stiamo parlando di pixel quindi soprassediamo sul versante etico della questione), da buoni capitalisti il vero dramma sarà quello della perdita di denaro. Non verremo ovviamente pagati per il trasporto delle merci dei treni incidentati e vedremo la nostra rete ferroviaria inevitabilmente compromessa, e dovremo sborsare altra pecunia per ristabilire la viabilità e ricostruire quella parte di rete. Insomma, un disastro da evitare come la peste (ricordiamo che finire il budget di denaro equivale a un sonoro game over). Per fortuna gli sviluppatori hanno pensato a un sistema di rallentamento, pausa e velocizzazione del tempo di gioco per permetterci di riflettere sul da farsi con più calma, oppure procedere spediti nei (pochi) momenti di tranquillità.

Tecnicamente parlando

Il titolo su Switch non presenta particolari criticità tecniche, stiamo comunque parlando di un titolo che ha 7 anni sul groppone e non ha chissà che requisiti per poter girare. L'estetica colorata e la visuale dall'alto rendono l'esperienza molto piacevole anche sullo schermo integrato nella console ma, e qui veniamo al punto dolente, dal punto di vista dei comandi Train Valley fallisce su tutta la linea. Nel portarlo dalla versione PC, gli sviluppatori non hanno tenuto assolutamente conto delle peculiarità di questa console, escludendo a priori qualsiasi tipo di controllo touch e focalizzandosi solo sui comandi analogici, impiegandoli in toto e in maniera abbastanza confusionaria. Spesso saranno proprio i comandi complessi a complicarci la vita, facendoci addirittura rischiare l'incolumità della console.

In conclusione

Train Valley è un titolo solo apparentemente rilassante e "casual friendly", saprà strapazzarvi a dovere soprattutto durante il periodo iniziale di gioco. Non tutti forse avranno la pazienza e la perseveranza per affrontare la "salita" di apprendimento, e non a caso possiamo definire il titolo come estremamente di nicchia. Dietro a difficoltà intrinseche e estrinseche dovute ai comandi assolutamente diabolici, si nasconde però un titolo solido e soddisfacente, ottimo sostituto della classica settimana enigmistica sotto l'ombrellone. Ribadiamo che non si tratta di un titolo per tutti ma, visto anche il prezzo abbastanza contenuto (F), nel dubbio provarlo non vi nuocerà più di tanto e, qualora scopriate di non essere affatto degli ingegneri ferroviari mancati, potrete sempre godervi dei magnifici schianti frontali tra treni.

6.2Voto KotaWorld.it6Grafica6Gameplay6.5Ottimizzazione

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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