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Lemnis Gate - La Recensione (PC)

Lemnis Gate - La Recensione (PC)

I viaggi nel tempo e i loop temporali sono da sempre un mio pallino personale, una gimmick che adoro trovare in ogni media: libri, cinema, serie TV e....no, purtroppo non nei videogiochi. O meglio, mi spiego, non in tutti. Se ho adorato serie TV come Dark (personalmente al primo posto nella classifica personale delle serie TV di sempre) e pellicole come il tanto discusso Tenet, lo stesso non posso dire di tanti titoli che hanno provato a rivoluzionare un genere antico come il gaming stesso, quello degli sparatutto. Chiamatemi boomer, o più carinamente conservatore, ma da giocatore assiduo di FPS dalla vecchia scuola in poi, faccio veramente fatica a recepire ogni singola novità applicata al genere: ho faticato con la corsa sui muri di Titanfall, ho faticato con i portali di Splitgate, e ho inevitabilmente faticato con i loop temporali di Lemnis Gate.

 

Prima di cominciare, però, è d'obbligo una confessione: sono sempre stato una schiappa in tutto ciò che anche lontanamente riguardi il pensiero strategico. Age of Empires, Imperium, Total War, Starcraft, nella mia infanzia videoludica sono stati tutti passaggi obbligati e, spiace dirlo, fallimentari. Quando le cose iniziano inevitabilmente a precipitare e mi sembra di perdere il controllo della situazione in mio cervello va in shutdown totale, e l'ansia mi preclude ogni tipo di ragionamento logico. Lo stesso mi è successo in ogni partita di Lemnis Gate che ho affrontato: se nel lato shooting gli anni di esperienza mi hanno sicuramente garantito un certo vantaggio nei confronti degli avversari (specie i console players, visto che il titolo supporta il cross-play), dall'altro ho visto i miei headshot e le mie kill rivelarsi totalmente inutili a fronte di una completa inesperienza e inabilità sul fronte tattico. Queste righe autobiografiche vogliono quindi essere un avvertimento al lettore: se ti rivedi in quello che ho scritto, sii ben certo di quello che fai nel momento in cui decidi di avviare il gioco

25 secondi, vivi e/o muori

Lemnis Gate è infatti un FPS Strategico a Turni, in cui due o quattro giocatori si sfidano in una battaglia tra spazio e tempo, schivando proiettili passati presenti e, possibilmente, futuri. Un titolo sicuramente molto interessante quello pensato da Ratloop Games, con una curva di apprendimento ripidissima e, forse, un pochino scoraggiante per chi approcci il titolo con scarsa motivazione e voglia di mettersi in gioco. Il titolo infatti non è il classico hero shooter a là Overwatch, per capirsi: saper sparare conta, ma conta il giusto. Quello che sarà davvero importante in ogni round è la vostra strategia, l'esser sempre una mossa avanti al vostro avversario, proprio come in una partita di scacchi, se vogliamo. Ogni partita è infatti suddivisa in turni di 25 secondi, in cui i giocatori dovranno schierare in campo uno dei sette operatori disponibili e spendere il tempo a loro disposizione per portare a termine la loro "mossa". Terminati i 25 secondi la mano passa all'avversario, che risponderà interfacciandosi con il fantasma della vostra azione e così via, in un loop continuo che termina dopo il quinto round.


Diventa quindi fondamentale non solo rispondere agli attacchi temporali del vostro avversario, ma anche prevedere le sue mosse e impedirgli anzitempo di poterle portare a termine. Sarà di cruciale importanza osservare lo stile di gioco del vostro "opponent" durante i suoi turni, e a questo scopo gli sviluppatori hanno intelligentemente pensato di permettere al giocatore di sorvolare la mappa con un drone così da poter occupare in maniera produttiva i 25 secondi di attesa, scrutando da tutte le angolazioni ogni possibile falla nella strategia nemica.

Sfruttando le bocche di fuoco dei vostri operatori (che imparerete a conoscere in un completo tutorial che vi inizierà anche alle basi del gioco) e le loro speciali abilità potrete quindi posizionare scudi a protezione di alleati fondamentali alla vostra strategia, oppure posizionare torrette in modo da tenere sotto controllo zone di mappa più scoperte. Le dodici arene in cui avranno luogo le sfide sono più o meno ampie a seconda delle modalità di gioco e presentano diverse possibilità tattiche, ma nel loro complesso risultano abbastanza anonime. Oltre alla modalità 1v1 a turni classica, il titolo presenta anche la modalità 2v2 a turni e vi è anche la possibilità di giocare i turni da 25 secondi in contemporanea, cosa che personalmente ho trovato abbastanza fuori luogo visto che così viene persa quella che è l'essenza del titolo, ovvero la meccanica a turni.

Insufficienza artistica

Gusti a parte, è impossibile non apprezzare quanto il titolo in realtà risulti ben strutturato e pensato, con pochi fronzoli e con un focus deciso sul puro gameplay e gunplay. Le potenzialità competitive di un titolo del genere sono incredibili e ritengo Lemnis Gate un titolo che si presterebbe benissimo a competizioni eSports in cui maestri di tattica potrebbero dare veramente spettacolo. Detto ciò, per quanto riguarda il comparto artistico le cose da dire sarebbero molte, ma, per amor di sintesi, mi basterà una metafora medica: Lemnis Gate è assolutamente un gioco asettico. Sia per quanto riguarda la realizzazione degli operatori, che per quanto riguarda le varie mappe, regna incontrastata la mancanza di personalità. Ecco il cast di Lemnis Gate al completo:

Abbiamo Saetta, un rapidissimo soldato armato di due pistole Akimbo in grado di scattare rapidamente (qualcuno ha detto Tracer?), oppure Capitano (?), armato di un fucile mitragliatore e granate esplosive, o l'immancabile robottino che fa il verso a Bastion...insomma è comprensibile che l'esplosione degli hero shooter degli ultimi anni abbia sicuramente "rubato" molte idee agli artisti, ma la sensazione è che in Lemnis Gate non ci abbiano proprio provato. Scarse anche le personalizzazioni estetiche, e francamente irraggiungibili vista la mole di tempo di gioco richiesta per sbloccarle (la progressione ci è parsa davvero troppo lenta per un gioco così scarno a livello contenutistico).

Tecnicamente parlando

Abbiamo testato Lemnis Gate sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Per quanto generalmente l'esperienza tecnica sia stata positiva, non sono mancati spiacevoli intoppi: qualche crash di troppo ci ha fatto perdere più di una partita, cos' come le hitbox, un po' ballerine tra il generoso e l'eccessivamente preciso. Per quanto riguarda la popolazione di gioco, il cross-play sicuramente aiuta, ma il matchmaking (anche a seconda dell'orario in cui si gioca), può farci attendere anche 5-6 minuti prima di trovare una partita. Nulla comunque di eccessivamente negativo, sia chiaro. L'Unreal Engine fa il suo mestiere, sposandosi anche piuttosto bene con lo stile del titolo, anonimo ma curato.

In Conclusione

Lemnis Gate non è sicuramente un'esperienza per tutti e, ormai è chiaro, non lo è per il sottoscritto. Tuttavia sarebbe ingiusto non valorizzare il tentativo dei ragazzi di Ratloop Games di proporre un titolo complesso ma fedele a un progetto intelligente e originale. In uno scenario videoludico in cui le case di sviluppano prediligono sempre più il successo facile alla qualità, è indubbio il coraggio di Ratloop e Frontier nel voler proporre un titolo così di nicchia ma al contempo in grado di stravolgere completamente una pietra miliare del gaming come gli sparatutto. Il prezzo budget del titolo (16,79€ su Steam al momento della stesura) potrebbe invogliarvi a provarlo, così come la presenza di Lemnis Gate all'interno del catalogo Xbox Game Pass, ma fatelo con cognizione di causa, pronti a mettere in discussione la vostra abilità e, soprattutto, la vostra sanità mentale.

 6.8Voto KotaWorld.it7Grafica6.5Gameplay7Ottimizzazione

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Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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