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Dread Templar: un FPS old-school che strizza l'occhio ai nostalgici

Dread Templar: un FPS old-school che strizza l'occhio ai nostalgici

Quake, Doom, Heretic, Blood, Duke Nukem 3D...la scuola FPS anni novanta è ricca di titoli che hanno fatto la storia non solo del genere sparatutto, ma anche del media videogioco stesso. Titoli che hanno plasmato una generazione di giocatori e, di conseguenza, di sviluppatori. I ragazzi di T19 Games, studio di sviluppo indipendente, fanno probabilmente parte di quella generazione, e ci propongono uno sparatutto in prima persona solido, frenetico, divertente, brutale. Dread Templar è attualmente disponibile in accesso anticipato su Steam, ci è stata data la possibilità di provarlo, e come dire di no all'occasione di sterminare demoni e mostruosità infernali gratuitamente?

Vecchio è bello


La trama del titolo, intricata e criptica, ricca di svolte di trama e colpi di scena...non sono credibile vero? Al diavolo la trama, tutto ciò che dovete sapere è che siete un Dread Templar, un templare del terrore, alla ricerca di vendetta nelle profondità dell'Inferno. Pochi secondi di tutorial e poi la scena è vostra, pronti a maciullare qualsiasi cosa si muova. Una sorta di painting simulator in cui dovrete dipingere le pareti dello scenario del sangue dei vostri nemici, il tutto con uno stile grafico preziosamente retrò e pixellato. Alla fin fine, cosa c'è di meglio di rilassarsi massacrando progenie demoniaca dopo una dura giornata di studio/lavoro?

Un boomer shooter nudo e crudo questo Dread Templar, che si maschera da titolo old school, con una grafica lofi pixellata di qualità simile a quella vista per esempio in Valheim, ma che mantiene un anima moderna, evidente per esempio con la meccanica di bullet-time che consente di rallentare il tempo per pochi secondi e concentrare il fuoco sui nemici più minacciosi. I 10 livelli presenti nell'attuale build sono ben congeniati, immersi in un'atmosfera cupa e angosciante (eh direi, siamo all'inferno dopotutto), e ricchi di segreti da scoprire. I nemici che popolano i macabri livelli non sono assolutamente da meno: dai classici demoni che vi assaliranno in attacchi corpo a corpo ad ogni angolo, a quelli che invece vi spareranno dalla distanza, saranno molti i mostri che troveranno la morte poichè incapperanno sciaguratamente nel vostro percorso. Attualmente sono presenti circa 15 tipi diversi di nemici, ma il numero è destinato ad arrivare a 25 nella versione finale.

Cocktail di sangue e proiettili

Agilità di movimento, arsenale di oltre 10 armi (destinato ad aumentare), abbondanza di carne da maciullare e possibilità di potenziare le proprie abilità assassine. Queste le basi del cocktail adrenalinico che è Dread Templar. All'aumentare di numero di nemici presenti in ogni quadro, così aumenterà la potenza di fuoco che avrete a disposizione: si parte dalle classiche pistole akimbo e una curiosa doppia katana che si trasforma in giavellotto per trafiggere i nemici dalla distanza; si passa poi per l'immancabile fucile a canne mozze, arrivando alle mitragliette Uzi, un guanto lancia-mine e anche un arco lungo. C'è davvero l'imbarazzo della scelta e le munizioni non mancano. Gli sviluppatori si sono dimostrati davvero generosi in questo senso: la scarsità di cure e munizioni difficilmente si farà sentire, e la difficoltà si concentra più sul gestire le orde di nemici che sul gestire le risorse a disposizione, il tutto a favore del ritmo caciarone del gioco. Ritmo che risulta ancora più serrato grazie alla stupefacente colonna sonora, che riassumerei con un solo aggettivo preso in prestito dagli anglofoni: BADASS.

Tecnicamente parlando

Abbiamo provato Dread Templar sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Per quanto il titolo sia tutt'ora in Early Access, non abbiamo riscontrato gravi problemi di performance, che in un titolo del genere risulterebbero ancora più evidenti. E come dimenticare la furente colonna sonora che martella i timpani dall'inizio alla fine, scandendo l'incedere della nostra furia omicida. Chi ha inventato il connubio Metal-FPS merita ogni riconoscimento possibile.

In conclusione

Lo avrete ormai capito, Dread Templar mi è davvero piaciuto e ne voglio assolutamente ancora, questi 10 livelli sono stati per me solo un gustoso antipasto che mi ha lasciato però con una fame tremenda. Un gameplay frenetico e assolutamente soddisfacente, frutto di studio e conoscenza profonda del genere sparatutto, che negli ultimi anni si è sempre più spinto in direzioni diametralmente opposte a quelle delle origini. I ragazzi di T19 hanno sapito proporre un gioco fortemente ispirato, che segue un trend di rivisitazione del vintage partito già con titoli come Dusk o HROT. Tutto questo al prezzo di 14,99€.

This is what it was all about, con buona pace dei giovani pischelli e del Call of Duty copia e incolla di turno.

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

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