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LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro – Gotham aveva bisogno di questo (Recensione)
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LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro – Gotham aveva bisogno di questo (Recensione)

 

Per anni abbiamo inseguito un fantasma.

Non il Joker. Non lo Spaventapasseri. Nemmeno qualche oscura incarnazione di Ra's al Ghul pronta a distruggere Gotham per salvarla da sé stessa. Il fantasma che il mondo videoludico inseguiva era Batman stesso. Da quando Batman: Arkham Knight ha chiuso la straordinaria epopea costruita da Rocksteady, nessuno è più riuscito a catturare davvero ciò che rende il Cavaliere Oscuro uno dei personaggi più affascinanti della cultura popolare. Gotham Knights ha provato a raccontarne l'eredità eliminandolo dalla scena. Suicide Squad: Kill the Justice League ha utilizzato il suo universo come semplice sfondo per un live service incapace di comprenderne l'anima.

Nel frattempo Batman continuava a vivere altrove: nei fumetti di Chip Zdarsky, nelle riletture noir di Sean Murphy, nel cinema di Matt Reeves, nelle serie animate e nelle infinite reinterpretazioni che da oltre ottant'anni ne alimentano il mito. I videogiochi, però, sembravano averlo perso. Per questo motivo LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro rappresenta qualcosa di molto più importante di quanto il suo nome possa suggerire. Perché dietro l'apparenza di un semplice gioco LEGO si nasconde una delle più sincere dichiarazioni d'amore mai dedicate al personaggio. Una celebrazione della sua storia. Un omaggio alla sua evoluzione. E, soprattutto, un gioco che sembra aver finalmente capito una cosa fondamentale: Batman non è soltanto Bruce Wayne in costume. Batman è Gotham City. Batman è la sua famiglia. Batman sono i suoi nemici.

TT Games lo sa, e per la prima volta nella sua storia sembra aver avuto l'ambizione di dimostrarlo.

 

 

Ottant'anni di leggenda 

 

La prima sensazione che si prova avviando LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro è quella di trovarsi davanti a un progetto realizzato da persone che conoscono davvero il materiale originale. Non stiamo parlando della semplice conoscenza superficiale di chi ha visto la trilogia di Nolan o giocato ad Arkham City. Parliamo di autori che sembrano aver studiato decenni di fumetti, film, videogiochi e serie animate.

La storia prende avvio dalle origini del personaggio, accompagnando Bruce Wayne nel percorso che lo porterà a diventare il protettore di Gotham. L'addestramento presso la Lega delle Ombre richiama inevitabilmente Batman Begins, ma già dopo poche ore il gioco dimostra di non voler essere una semplice trasposizione cinematografica. Le influenze si moltiplicano. Ci sono echi di Anno Uno nella costruzione del rapporto con Gordon. Si percepiscono richiami a Il Lungo Halloween nella rappresentazione della criminalità organizzata. Alcune dinamiche della Bat-Family sembrano uscite direttamente dagli archi narrativi di Chuck Dixon e Scott Snyder. Persino certe inquadrature sembrano omaggiare le tavole di Jim Lee o Greg Capullo.

 

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Perché LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro riesce dove altri hanno fallito? Perché non cerca di reinventare Batman, lo comprende. TT Games capisce che il personaggio può essere oscuro senza risultare deprimente. Che può essere drammatico senza perdere il senso dell'avventura. Che può convivere con l'umorismo senza trasformarsi in una caricatura. E così riesce nell'impresa di fondere decine di versioni differenti del personaggio all'interno di una narrazione coerente, accessibile e sorprendentemente rispettosa. Ogni fan troverà il "proprio" Batman da qualche parte. Batman è sopravvissuto per oltre ottant'anni proprio perché è abbastanza flessibile da accogliere interpretazioni diverse.

Il Batman di Adam West.

Il Batman di Frank Miller.

Il Batman di Paul Dini.

Il Batman di Nolan.

Il Batman di Rocksteady.

TT Games riesce nell'impresa quasi impossibile di far convivere tutte queste anime all'interno dello stesso videogioco. Ed è probabilmente il complimento più grande che si possa fare a un'opera di questo tipo.

 

Una Gotham finalmente degna del suo nome

 

Per troppo tempo Gotham City è stata trattata come un semplice scenario. Un fondale, una collezione di edifici oscuri collegati da qualche vicolo e illuminati da una Bat-segnale. Qui, invece, Gotham torna a essere un personaggio. La città appare viva, stratificata, riconoscibile. I quartieri più ricchi convivono con zone degradate dove il crimine sembra prosperare dietro ogni angolo. Le insegne al neon illuminano vicoli sporchi e umidi. Le cattedrali gotiche dominano skyline moderni. L'architettura mescola influenze art déco, brutalismo e futurismo decadente, proprio come nelle migliori rappresentazioni del fumetto. Muoversi tra le sue strade è un piacere costante: l'Arkham Asylum emerge minaccioso all'orizzonte, Ace Chemicals continua a sembrare il posto peggiore in cui trascorrere una giornata, per non parlare della Wayne Tower, a dominare la città come un simbolo di speranza e privilegio.

 

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Persino i dettagli minori trasmettono una cura raramente vista nei precedenti titoli LEGO. L'impressione è che TT Games abbia finalmente compreso che Gotham non è soltanto il luogo in cui vive Batman. È la ragione stessa per cui Batman esiste.

 

Il peso del mantello

 

La più grande sorpresa riguarda però il gameplay. Per anni i giochi LEGO hanno costruito la propria identità attorno a puzzle semplici, combattimenti basilari e umorismo slapstick. L'Eredità del Cavaliere Oscuro cambia le regole. L'influenza della saga Arkham è evidente fin dal primo scontro. Batman salta da un nemico all'altro concatenando combo sempre più elaborate, i contrattacchi sono immediati, i gadget si integrano naturalmente nel flusso del combattimento. Il sistema non raggiunge l'eleganza assoluta di Arkham Knight, ma riesce comunque a trasmettere una sensazione che mancava da tempo: il peso. Ogni pugno sembra avere un impatto, ogni gadget trova una collocazione precisa, ogni incontro restituisce la sensazione di essere un predatore che controlla il campo di battaglia.

 

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Le sezioni stealth beneficiano dello stesso approccio: Batman può osservare dall'alto, studiare i movimenti dei nemici e colpire nel momento opportuno. Nulla di rivoluzionario, certo, ma sorprendentemente efficace, soprattutto considerando il contesto LEGO.

 

Costruire una famiglia

 

Uno degli aspetti più interessanti della campagna riguarda la progressiva costruzione della Bat-Family. Negli ultimi anni fumetti e videogiochi hanno spesso dimenticato un aspetto fondamentale del personaggio: Batman non è mai stato davvero solo. Dietro la figura del vigilante tormentato esiste una rete di alleati che ne definisce l'umanità: Robin, Nightwing, Batgirl, Alfred, Gordon, Catwoman.

 

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L'Eredità del Cavaliere Oscuro dedica ampio spazio alla formazione di questi legami. Non sempre con la profondità che meriterebbero, sia chiaro, alcuni archi narrativi risultano affrettati e determinati passaggi avrebbero beneficiato di maggiore respiro. Tuttavia il messaggio arriva forte e chiaro:  Batman non è un uomo che combatte da solo contro il mondo. È qualcuno che, nonostante tutto, ha imparato a fidarsi degli altri.

Ed è una lezione che molti adattamenti moderni sembrano aver dimenticato.

 

La galleria degli orrori

 

Naturalmente non esiste Batman senza i suoi nemici: Joker, Pinguino, Mr. Freeze, Bane, Poison Ivy e numerosi altri volti noti popolano Gotham. La loro caratterizzazione riesce quasi sempre a trovare il giusto equilibrio tra comicità LEGO e rispetto delle versioni originali. Il Joker, in particolare, beneficia di alcune delle migliori sequenze dell'intera campagna.

 

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Resta però una sensazione di occasione mancata. Batman possiede probabilmente la più grande e affascinante galleria di antagonisti della storia dei fumetti. Vedere alcuni personaggi comparire per pochi minuti lascia inevitabilmente il desiderio di approfondire maggiormente le loro storie. Un problema che nasce proprio dalla qualità e dalla quantità del materiale originale a cui attingere, impossibile concentrare tutto senza esitare in un titolo di lunghezza e complessità spropositata vista la popolazione target a cui si riferisce.

 

Il museo definitivo del Cavaliere Oscuro

 

Celebrazione, una parola che descrive perfettamente questa produzione. Ogni elemento del gioco sembra costruito per omaggiare qualche fase della storia editoriale di Batman. I fan più attenti riconosceranno costumi storici, riferimenti a eventi iconici, citazioni nascoste e dettagli apparentemente insignificanti che raccontano decenni di continuità. Non si tratta della sterile accumulazione di easter egg che spesso caratterizza le produzioni moderne, qui ogni riferimento sembra provenire da un sincero amore per il personaggio. La Batcaverna personalizzabile rappresenta forse il simbolo perfetto di questa filosofia.Non è semplicemente un hub, è un santuario dedicato alla leggenda del Pipistrello.

 

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Quando i mattoncini mostrano i propri limiti

 

Purtroppo non tutto è perfetto. L'ambizione del progetto presenta un conto da pagare sul piano tecnico. Visivamente ci troviamo probabilmente davanti al titolo più impressionante mai realizzato da TT Games. L'illuminazione, la densità degli scenari e il livello di dettaglio raggiungono standard che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impensabili per un gioco LEGO. La contropartita è una stabilità non sempre impeccabile: le aree open world più complesse soffrono di cali di framerate evidenti. L'uso della Batmobile ad alta velocità mette spesso in crisi il motore di gioco. Alcuni bug minori continuano a comparire con una frequenza superiore a quanto sarebbe auspicabile. Nulla che comprometta seriamente l'esperienza, ma abbastanza da ricordare costantemente che ci troviamo davanti a un progetto enorme, forse persino più grande di quanto TT Games fosse abituata a gestire.

 

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Nota di merito: giocato su Steam Deck, seppur con dei compromessi, il titolo si dimostra pienamente giocabile e comunque godibile.

 

In conclusione

 

LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro non è soltanto il miglior gioco LEGO mai realizzato. È il miglior videogioco dedicato a Batman dai tempi della saga Arkham. Non raggiunge la perfezione, la tecnica necessita di ulteriori rifiniture, alcuni personaggi avrebbero meritato maggiore spazio e la struttura open world mostra occasionalmente il fianco a qualche ripetizione. Ma nessuno di questi difetti riesce a oscurare ciò che TT Games ha costruito: un'enorme lettera d'amore al Cavaliere Oscuro. Un'opera che conosce il proprio protagonista, ne rispetta la storia e riesce a trasformare ottant'anni di fumetti, film, cartoni animati e videogiochi in un'esperienza coerente e sorprendentemente emozionante. Dopo anni passati a inseguire l'ombra di Batman, qualcuno è finalmente riuscito a riportarlo a casa.

E, contro ogni previsione, quel qualcuno aveva in mano una scatola di mattoncini.

 

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7,8/10
Voto complessivo
Grafica
8,5/10
Gameplay
8,0/10
Ottimizzazione
7,0/10

Media: 7,8/10 calcolata su 3 valutazioni

Informazioni sull'Autore

War

Biografia

- Staff di KotaWorld.it
Lorenzo “WaR” Agonigi nasce nell’ormai troppo lontano 1995 e già tre anni dopo, nel 1998, inizia la sua carriera videoludica, con un Nintendo 64 fiammante. Devo essere onesto, non sono stato un pro gamer fin da subito, tant’è che le mie prime esperienze più che da giocatore sono state da spettatore: mentre i miei genitori, a turno, giocavano, io mi divertivo a guardarli (ehi, ho inventato Twitch con dieci anni di anticipo!!). 
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