Dracamar è un platform 3D sviluppato da Petoons Studio e 3Cat. Petoons, specializzato in titoli per un pubblico molto giovane, mantiene questa direzione anche con Dracamar, proponendo un’esperienza immediata e accessibile di circa 8 ore di gioco. Disponibile su PC, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch.
Pur essendo un titolo volutamente essenziale, Dracamar è riuscito comunque a intrattenermi e divertirmi, lasciandomi un ricordo positivo. Allo stesso tempo, però, non posso ignorare alcuni difetti che, pur non compromettendo l’esperienza generale, impediscono al gioco di brillare quanto avrebbe potuto. Rifiniture che spero vengano limate in vista di un seguito.

Storia
Nella tranquilla landa desolata in cui vivevano tutti felici e in armonia, un cattivone arriva per soggiogare gli abitanti al proprio volere. Questa è, in sostanza, l’intera narrazione, che non presenta evoluzioni né colpi di scena fino ai titoli di coda.

La storia è quindi la più basilare possibile: da un lato comprendo la volontà di puntare a un pubblico estremamente giovane e di permettere una fruizione immediata, senza troppi fronzoli; dall’altro, non posso negare che anche un minimo di profondità in più avrebbe giovato all’esperienza complessiva.

I tre protagonisti giocabili sono privi di carisma, personalità o identità visiva memorabile. A tratti ho avuto la sensazione che, se avessero usato un semplice modello 3D base senza volto, avrebbe quasi avuto più carattere. Gli oggetti cosmetici aiutano un minimo a dare varietà, acquistabili tramite le stelle che si trovano lungo i livelli. Non preoccupatevi per esse: verrete talmente sommersi che, nel giro di due livelli, potrete acquistare praticamente tutto l’inventario del gioco.

Gameplay
I comandi di Dracamar si possono riassumere in due tasti, proprio come nella maggior parte dei platform di vecchia scuola: salto e attacco. Un consiglio spassionato: attiva subito la corsa permanente nelle opzioni di accessibilità. Ti risparmia ore a tenere premuto il grilletto, tanto la corsa ti servirà praticamente sempre durante l’avventura.

Ho apprezzato molto i mini‑giochi distribuiti nei livelli e nei vari mondi. Tra tutti spicca Tatanet, in cui, a bordo di un biplano, affronti un enorme vermone che ti sputa addosso pericoli di ogni tipo. Ed è proprio qui che emerge uno dei difetti più evidenti del titolo: la ripetitività. Se è vero che le prime volte il mini‑gioco diverte e spezza bene il ritmo, riproporlo più volte, senza alcuna variazione, lo trasforma da intermezzo piacevole a sequenza riciclata con una mano di vernice diversa.

L’azione d’attacco l’ho trovata un po’ imprecisa, soprattutto durante i salti: la sua animazione molto lunga rallenta il ritmo e rende meno reattivo l’intero gameplay. È un dettaglio che non rovina l’esperienza, ma si sente.

Buona invece l’idea di assegnare poteri speciali a Iko, il nostro fidato compagno. Questi poteri sono spesso accompagnati da piccoli intermezzi che aggiungono varietà al gioco e spezzano bene il ritmo. Tra le note dolenti, però, c’è lo sbilanciamento di alcuni di questi poteri, che in certi momenti ti trasformano in un personaggio praticamente invincibile, togliendo un po’ di gusto alle sfide.
Grafica e Design
L’aspetto artistico di Dracamar si sposa perfettamente con il tipo di esperienza proposta. Gli ambienti sono vibranti, colorati e piacevoli da esplorare, e ogni livello ha una propria identità visiva: si passa dalle città illuminate di notte alle cime innevate di una località sciistica, con una buona varietà stilistica.

Anche i nemici contribuiscono a questa diversità: ogni area ha i suoi avversari standard e quelli più tematici, e questa scelta aiuta a mantenere vivo il gameplay, spingendoti a cambiare approccio in base alla zona.

La colonna sonora, invece, rimane molto sullo sfondo: fa il suo dovere senza mai emergere davvero. Ti accompagna per tutta l’avventura, ma difficilmente ti rimarrà impressa una volta terminato il gioco.
Prestazioni
Le prestazioni del titolo sono più che soddisfacenti. Per quanto Dracamar presenti un level design semplice e una grafica leggera, non è affatto scontato trovare una buona ottimizzazione nei titoli moderni. Con la mia ormai datata RTX 2060 e un Ryzen 7 2700, mi sono mantenuto stabilmente intorno ai 140 fps per quasi tutta l’avventura.

Ho riscontrato cali di framerate solo in situazioni molto specifiche, come quando ho messo alla prova il motore fisico interagendo con una pila di scatole. In quei momenti il gioco ha mostrato chiaramente un punto debole dell’ottimizzazione, ma si tratta di un problema che incontrerete due volte in circa otto ore di gameplay, quindi marginale.

Conclusioni
Dracamar è un gioco che mi ha sinceramente sorpreso. Pur nella sua semplicità e nella chiara direzione verso un pubblico giovane, è riuscito a divertirmi e a farmi apprezzare i vari mini‑giochi che spezzano il ritmo dell’avventura. Tuttavia, un gameplay non sempre reattivo e un’esperienza generale che cambia poco nel corso delle ore impediscono al titolo di brillare davvero, rendendo la parte finale piuttosto lineare.
I mini‑giochi e le boss fight sono l’esempio più evidente di questo limite: funzionano, divertono, ma non presentano variazione ma mano che si procede e finiscono per ripetersi senza evoluzione. A questo si aggiunge l’assenza di un vero end‑game, che non invoglia a completare il titolo al 100%.
In tutto ciò non toglie che come con me, Dracamar ti saprà divertire e intrattenere.














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