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MotoGP™26 - La recensione (PC)
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MotoGP™26 - La recensione (PC)

Quando si parla di giochi sportivi lo sapete già, arriva la recensione del vostro amichevole Fonzarello di quartiere!

Questa volta è toccato al gioco più atteso dell'anno per tutti gli appassionati di corse su due ruote, MotoGP 26 , il quindicesimo capitolo della serie dello studio di sviluppo Milestone, che solo tre mesi fa ha lanciato l'altro titolo di corse su due ruote, Ride 6 (qui trovate la nostra recensione)

MotoGP™26 non è solo un aggiornamento stagionale

Ogni anno, puntuale come il calendario del Motomondiale, Milestone torna nei paddock virtuali con una nuova edizione del gioco ed ogni anno la domanda è sempre la stessa: vale davvero la pena o sarà la solita minestra riscaldata?!

Con MotoGP 26 lo studio di sviluppo milanese ha davvero cambiato le carte in tavola, osando qualcosa di diverso. 

Quest'anno, Milestone non si è limitata ad aggiornare roster e calendario, ma ha rimesso mano alla filosofia stessa del gioco, cercando di trovare quel difficile equilibrio tra simulazione pura e accessibilità.
Il risultato è un titolo che parla lingue diverse a seconda di chi lo impugna: severo e impietoso con chi vuole scorciatoie, sorprendentemente aperto con chi è disposto a imparare.

Guidare con il corpo, non con la moto

La novità che cambia tutto si chiama Rider-Based Handling, e per capirla basta pensare a come funziona davvero la guida di una moto da corsa: Non è la moto che si piega, è il pilota che si sposta, che appende il corpo fuori dalla sella, che sposta il peso per convincere duecento e più cavalli ad obbedire. 

Nei capitoli precedenti, l'input del giocatore agiva direttamente sul mezzo. Adesso no: prima si muove il pilota, poi reagisce la moto. Sembra una sottigliezza, ma cambia veramente tutto. Le curve si affrontano in modo diverso, le frenate diventano un atto di equilibrio, ogni correzione brusca si paga cara.
Non è un cambiamento rivoluzionario sulla carta ma i dettagli ci sono e si sentono. La sterzata è più reattiva, la moto cambia direzione con maggiore prontezza, e le nuove animazioni del pilota, come il movimento del corpo in frenata o il peso sul serbatoio , aggiungono una credibilità visiva che fa la differenza.
Chi arriva da MotoGP 25 con la propria memoria muscolare ben rodata scoprirà, con una certa frustrazione, di dover ricominciare quasi da zero. 

Una carriera che inizia di giovedì

La modalità Carriera ha ricevuto la ristrutturazione più profonda. Non si parla solo di gare: si parla di vivere il weekend del Gran Premio dall'interno, a partire dal giovedì nel paddock. Conferenze stampa, obiettivi stagionali da dichiarare pubblicamente, rivalità da alimentare o smorzare. Le parole che si scelgono davanti ai microfoni virtuali non sono decorative: influenzano i rapporti con i team, cambiano il modo in cui i costruttori ti guardano, modificano i contratti che arriveranno.

La grande novità di questa modalità è poter vestire i panni di un pilota reale: non solo creare il proprio alter ego digitale, ma prendere il controllo di Marc Marquez, Pecco Bagnaia o Jorge Martin e riscrivere la loro stagione. Il sistema ha però qualche limite logico: la carriera, al di là se scegliete di crearvi il vostro pilota, o di usarne uno reale, inizia da quest'anno, il che significa che potreste ritrovarvi a far disputare la Moto3 a Marquez a 33 anni. Esilarante, ma non esattamente verosimile.

carriera

Sul fronte dello sviluppo tecnico, purtroppo, si avverte ancora una certa superficialità. Le sessioni di domande e risposte con manager e ingegneri tra un round e l'altro restano lo strumento principale per far evolvere la moto. L'impressione è che ci sia una casa bella solida e spaziosa, ma ancora poco arredata e troppo minimale.

Molto da fare, dentro e fuori la pista

Sul fronte dei contenuti, Milestone tiene il passo dei titoli sportivi di alto livello. Tutti e 22 i circuiti della stagione 2026 sono presenti, inclusa la novità di Goiânia in Brasile. La modalità Race Off si arricchisce con cinque Production Bikes, moto stradali da 1000cc come la Ducati Panigale e la Honda Fireblade, prese in prestito senza troppi problemi da Ride 6, si affiancano al già noto trio Flat Track, Motard e Minibike, per sessioni di allenamento che nella narrativa della modalità carriera compaiono come eventi ad invito tra colleghi (un pò come succede realmente nelle pause stagionali) .

cross motard
minimoto ducati

Bella l'idea, meno entusiasmante la pratica: volendo vivere al 100% la modalità carriera partendo ad esempio dalla Moto3, con 22 circuiti da gestire dalle prove alle qualifiche fino ad arrivare alle gare, l'inserimento di queste esperienze offtopic appesantiscono ancor di più, a mio avviso, una stagione già di per sè impegnativa. Il gioco acquista profondità per gli appassionati, ma potrebbe risultare meno appetibile per i casual-gamer che vorrebbero scalare le categorie più rapidamente. 

Arriva anche la novità che farà storcere il naso a qualche veterano del titolo, ma che porterà sicuramente l'attenzione sul gioco da parte di altre tipologie di videogiocatori, il sistema di carte collezionabili : bustine da aprire, ma fino ad ora ottenibili semplicemente giocando, senza effettuare nessuna microtransazione. Per ora è poco più di un passatempo, nessun impatto reale sul gameplay, ma potrebbe essere il seme di qualcosa di più strutturato nelle edizioni future.

Tra le novità da sottolineare ci sono soprattutto i Dynamic Rider Ratings, ovvero il sistema di aggiornamento ogni due settimane dei valori dei vari piloti, in linea con i risultati reali ottenuti in campionato.

La modalità multiplayer fatica a decollare, e sicuramente può essere migliorata. Supporta griglie da 22 giocatori con cross-play tra le piattaforme principali ma la struttura online rimane quasi inesistente, nessun ranking, campionati o similari, resta praticamente solo la possibilità di ospitare o unirsi a una lobby. Di conseguenza, senza una posta in gioco, le gare online vengono approcciate spesso con intenti diversi, c'è chi vuole confrontarsi con gli altri utenti e chi invece vuole solo divertirsi a far cadere gli altri. 

Il gioco in generale presenta due facce della stessa medaglia. Ovvero riesce a riunire giocatori occasionali agli amanti della simulazione con un semplice switch della difficoltà di gioco.
Per chi preferisce non addentrarsi nei meandri della simulazione, la "modalità Arcade" è ancora lì, con livelli di grip comunque onesti e con una guidabilità che non tiene conto di tutte le sfaccettature della modalità Pro ma che permette comunque divertimento e impegno.

Come si vede e come si sente

Graficamente, MotoGP 26 gira su Unreal Engine 5 e fa una gran bella figura, soprattutto considerando i ritmi serrati di un titolo annualizzato. Le moto e le gare sono un piacere per gli occhi, in notturna viene sfruttato un sistema di illuminazione migliorato e la camera ad alta velocità ora si allarga leggermente, regalando una sensazione più autentica. Non è certo un salto generazionale però è chiaro che i miglioramenti  a livello grafico e di ottimizzazione ci sono.
Di contro i modelli dei volti e le animazioni dei podi tradiscono ancora un'origine datata, e l'ambiente circostante alle piste fatica a reggere il confronto con la qualità delle moto stesse.

pitlane

Il comparto audio è di livello, dalle musiche dei menù agli effetti in gara. Il gioco ha ricevuto inoltre cure particolari per le classi Moto2 e Moto3, che risultano molto più realistiche e caratterizzate staccandosi una volta per tutte dalle sorelle maggiori della MotoGP. Personalmente avrei preferito anche la cronaca in gara, visto la presenza della voce di Guido Meda nelle fasi iniziali, sarebbe stato sicuramente più esaltante sentigli dire "tutti in piedi sul divano" per uno dei miei sorpassi azzardati.

Le ombre che non vanno via

Tutto bello tutto perfetto?! Ovviamente no, c'è ancora qualcosa che non funziona alla perfezione.
L'IA, per quanto basata su modelli neurali e dotata di difficoltà adattiva, mostra ancora comportamenti bizzarri e quella tendenza ad accelerare all'improvviso di tre secondi al giro per "adattarsi" al ritmo del giocatore rompe l'immersione più di qualsiasi bug. I cordoli continuano a comportarsi come trampolini in alcune occasioni, lontani dalla realtà. Secondo la fisica del gioco applicata alla realtà i vari Quartararo, Bagnaia, che li sfiorano a ogni giro, dovrebbero saltare via una decina di volte a gara. 
Nessun bug grafico da segnalare durante la mia esperienza ma di contro in un paio di occasioni il gioco ha subito crash improvvisi.

L'aspetto che più mi ha deluso è però la personalizzazione del pilota nella modalità carriera, povera, con pochi accessori e nessuna vera profondità estetica, corredata anche da un rallentamento ( casuale?) che ha decretato che il mio pilota fosse israeliano, invece che italiano... a voi i commenti!

In conclusione

Ero un pò aruginito, lo devo ammettere. Ci ho messo qualche giro per adattarmi al nuovo grip della modalità semplice, ma la curva di apprendimento è davvero lineare e veloce. 
Le cose sono diverse per quanto riguarda la difficoltà "Pro". La novità di questa edizione, il Rider-Based Handling  ti costringe a dover imparare tutte quelle dinamiche chiare probabilmente solo a chi guida veramente una moto in pista, dove ad ogni minimo errore vai giù. Qui la curva di apprendimento è di gran lunga più in salita e sicuramente un esperienza di gioco così simulativa non è fatta per tutti

motogp

Il bello di MotoGP 26 però è proprio quello, che si presenta come un gioco per tutti. Il divario tra le due difficoltà è così netto che è come se ci fossero due giochi in uno, dove le modalità di gioco sono le stesse, ma la guidabilità viaggia su due mondi paralleli, quello di chi si vuol divertire, e quello di chi invece ama mettersi alla prova in un esperienza simulativa. 

Per il resto il gioco ha una profondità eccezionale, che difficilmente si trova in altri titoli sportivi. Il comparto tecnico è di alto livello, e la ricchezza dei contenuti principali unita alle novità inserite mette d'accordo tutti i gusti.

Ha sicuramente margini di miglioramento, ma forse quella è una delle cose più interessanti, perchè si ha la sensazione che sia un prodotto in evoluzione. Ci sono delle cose che sembrano quasi volutamente lasciate indietro rispetto ad altre, vedi ad esempio la creazione del pilota nella modalità carriera, o il sistema di carte collezionabili introdotto quest'anno senza troppe pretese.
Nel complesso però si notano i netti miglioramenti su tanti altri aspetti del gioco che lasciano ben sperare per quel poco che ancora fatica. 

 

MotoGP 26 ha tutte le carte in regola per essere uno dei titoli sportivi più piacevoli e completi dell'anno, un connubio tra novità e tradizione che lascia contenti tutti...

...tranne quelli abituati a tagliare le curve sui cordoli!

8,7/10
Voto complessivo
Gameplay
8,0/10
Grafica
9,0/10
Ottimizzazione
9,0/10

Informazioni sull'Autore

GbFoNZiE

Biografia

- Webmaster di KotaWorld.it
Nel lontano Marzo 1986, l’anno di rodaggio di Windows 1.0, Marco fa la sua apparizione grazie all’installazione portata a termine dai propri genitori durata ben 9 mesi.  Nei primi tempi come tutte le giovani applicazioni aiutato dai propri installatori corregge qualche bug e porta a termine qualche aggiornamento maturando un codice comportamentale solido e sicuro.
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