Bentornati, young signorini che non siete altro, ad una nuova recensione di Yours Truly… che a posteriori posso dire di non avere idea di come poter averla partorito da sobrio. Se infatti nel panorama videoludico indie esistono giochi di un certo tipo di meta ed altri titoli che sfidano la categorizzazione per il puro gusto di farlo… poi c'è “Titanium Court” che non capisco se sono io troppo lucido per capirlo o AP Thompson troppo “opaco” (giusto per essere politically correct) ad averlo sviluppato e Fellow Traveller ad averlo edito... editato... Insomma è l'editore.
Un grandissimo “WTF?!”
Dopo aver passato le ultime notti a abbinare saponette e doccioni mentre la regina delle fate (cioè, la regina è umana, le fate no) – ovvero il personaggio che interpreterete a suon di click – riflette sotto una bella doccia e a cercare di seguire dialoghi con gatti e pirla simpatici personaggi che hanno ossessioni per non rispondere alle domande, per la magia e… per il baseball, mi trovo dunque a dover scrivere di un gioco che è, allo stesso tempo, un puzzle game, un roguelite e un trattato di filosofia dell'assurdo.
Se pensavate che il genere match-three fosse relegato ai passatempi di quando stavate col game boy sui mezzi pubblici, il newyorkese AP Thomson (ho cercato per cosa stesse AP, ma non riesco a trovare notizie, quindi da ora in poi per me sarà “altra pippata”) è qui per ricordarvi che geometria e guerre tra fate vanno a braccetto e che i cartelli stradali possono assumere un significato tutto loro… “E quindi?” – mi direte – “e quindi niente” – vi risponderò io. Ma vi guarderò con quell’occhiata intensa ed inebriante che sussurra in romano ai vostri neuroni: “giócace”.

…E una volta effettuato questo salto di fede alla Assassin’s Creed dall’alto di una condizione mentale stabile, vi troverete a rimbalzare in un mondo colorato a 8 bit dove i dialoghi provocano un costante BSOD alle meningi. Ma sappiate che “la pratica porta comfort” (no, sono serio, è proprio una delle meccaniche di gioco roguelite di Titanium Court).
Visivamente, Titanium Court è un’anomalia magnetica: la grafica lo-fi, mescolata a ritratti di personaggi che sembrano a metà tra meme e un’allucinazione febbrile degli anni 90, crea un'atmosfera che… beh può piacere e non piacere. Devo ammettere che personalmente non amo la freddezza dei colori fucsia e celeste in contrasto, ma è una scelta artistica che rispetto e che sicuramente molti hanno amato, visto che il parto di AP Thompson ha vinto il gran premio “Seumas McNally” dell’Independent Games Festival (IGF) nel 2026, considerato il premio più alto per un gioco indipendente (per fare un parallelo: Papers, Please lo vinse nel 2014, Minecraft nel 2011, Inscryption nel 2022).
Si, ma pratica de che!?
Alta marea: il gioco sembra un classico puzzle: la corte di titanio (ovvero la cittadella in cui le fate vivono) è piazzata su una plancia in cui tu, giocatore, allinei fiumi, montagne, foreste e via dicendo e guadagni risorse in base al tipo di geografia allineata. Ad ogni mossa la marea scende (a meno che non facciate delle combo, in quel caso risale) fino al punto in cui la brama di sangue (le fate sono famose per essere guerrafondaie) non si scatena.

Bassa marea: la plancia si restringe (ma non dovrebbe essere il contrario?). Rien ne va plus. Apri i tesori trovati per ottenere risorse aggiuntive o unità o poteri da attivare. Spendi ciò che hai accumulato per lanciare incantesimi e schierare soldati o lavoratori per rispettivamente distruggere il nemico (rappresentato da corti colorate in modo diverso) pregando che l’architettura del terreno supporti la difesa dagli assalti avversari (l’acqua impedisce il passaggio, ma non per le barche o le fate volanti; le montagne rallentano e fermano i cannoni o le catapulte, ma occhio invece ai vulcani!!!) o per accumulare ancora più risorse. Il tutto in un tempo limitato: se sopravvivi, passi alla prossima fase della guerra e così via fino ad arrivare al boss finale…

E se il gioco è condito con una valanga di nonsense (arbitri e semafori che segnalano la fine di una battaglia, o tennisti in servizio che segnalano il lancio… “come na catapulta” per citare il sommo Ballerina), i “ciccioni finali” sono non da meno. Per dire: sono giorni che cerco di combattere contro uno specchio (e perdo sempre).
…E una volta finito, perso o vinto, si torna all’interno della corte di titanio, a cercare di dare un capo ed una coda ad una storia che sembra raccontata da un saggio giapponese ubriaco di assenzio, a scegliere un “lavoro” della corte che definirà come vi muoverete in battaglia e cercare di ottenere delle chiavi per aprire il portone della corte.

Berrai la pozione di piacciarti Titanium Court?
Titanium Court è “‘na cosa”. È un titolo che richiede pazienza, una mente aperta (MOLTO aperta) e la capacità di accettare che, a volte, la sconfitta è parte integrante della narrazione. Se amate i roguelite che non vi tengono per mano e cercate qualcosa di diverso dalle solite robe, questo è il vostro prossimo punto di non ritorno. Attualmente in offerta lancio (finisce il 7 Maggio) a 10€, a mio personalissimo gusto lo ritengo leggermente sovrapprezzato, ma senza dubbio un gioco valido, con una longevità anche abbastanza solida dietro.













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